Amarcord 2008. Quanto è difficile a volte giudicare negativamente un programma, soprattutto quando si amano alla follia i protagonisti e si vorrebbero riempire pagine di elogi nei loro confronti. E’ successo purtroppo con il ritorno del Trio, che nel 2008 ormai alle porte ha avuto una grande occasione per ritagliarsi nuovamente un ruolo di primo piano nel panorama televisivo italiano, o almeno di tenersi aperte alcune porte per qualche sporadico ritorno. Eppure Non ci sono più le mezze stagioni, con quel sapore agrodolce di chi ha bravura e capacità, ma non vuole altro che un momento di autocelebrazione, ha deluso parecchi fan della prima ora, tra i quali si inserisce chi scrive.
Debora
E’ partita nel miglior modo possibile la prima puntata di Non esiste più la mezza stagione, il grande ritorno del Trio formato da Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez: svariati minuti di applausi da parte degli studenti presenti nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Roma, e poi battute su battute sulla “riesumazione” dei tre, sullo scongelamento di alcuni, sull’imbalsamazione di altri (ad opera dello stesso imbalsamatore dei Pooh, dicono). C’è emozione, c’è complicità. Tutto è pronto per una grandissima serata.
Ma. Ma se è vero che Il Trio non è solo un lontano ricordo, è altrettanto vero che l’autoreferenzialità di una trasmissione che vorrebbe celebrare i 25 anni dalla nascita del gruppo, ha finito per schiacciarne la comicità. Ci sono alcuni divertentissimi filmati di repertorio, ma ci sono anche spiegazioni, il più delle volte superflue, sui siparietti proposti. Non solo. Il momento talk-show che dovrebbe simulare una lezione di “storia del trio” e che vede la partecipazione degli studenti con domande preparate a tavolino, sembra più una parentesi forzata che un naturale racconto da parte dei protagonisti.
Qualche trovata divertente non manca, ma filmati di repertorio a parte, l’unico a sembrare veramente a proprio agio in quell’aula sembra Massimo Lopez, forse grazie alle continue partecipazioni televisive - maggiori di quelle dei colleghi - nel dopo-separazione, o forse per una genuinità congenita che lo fa apparire spontaneo anche nelle situazioni studiate nei minimi dettagli. Più “impostato” ed artefatto invece Solenghi, un po’ goffa, pur nella sua innegabile bravura, la Marchesini (che porta ancora alcuni segni di una grave malattia che l’ha colpita).
Continua a leggere: Amarcord 2008 - Il Trio torna ma non entusiasma
Prosegue il nostro excursus sugli artisti italiani che si dividono tra tv e palcoscenico. Quest’oggi è il turno di una grandissima comica e attrice che, dopo essersi allontanata dalle scene per seri problemi di salute, è finalmente tornata a fare teatro. Stiamo parlando di Anna Marchesini, che dal 16 dicembre al 18 gennaio è all’Eliseo di Roma con Giorni Felici di Samuel Beckett, di cui è interprete e regista. Una prova difficile che in molte hanno evitato e che, nonostante qualche sorriso strappato di tanto in tanto, ha profonde venature tragiche:
“Questo è il mio testo d’elezione dell’Accademia, e anche il mio Kilimanjaro, perché non c’entra niente con il mio percorso di attrice, con il teatro comico che ti abitua a essere corroborata dalle risate del pubblico. Qui sono sola, con un testo scarnificato: una sfida alla quale lavoro da tanto tempo. Per me la spinta più forte a invecchiare è stata poter raggiungere quella mezza età richiesta dal testo”.
La Marchesini diventa, dunque, Winnie, una donna sulla cinquantina che, nonostante sia immobilizzata perché semi-sepolta nella sabbia, afferma di prepararsi a un altro giorno felice. Il personaggio originale era stato concepito come grassottello e biondo, mentre lei lo rivisita con il suo aspetto bruno e scarno. Alla luce della rinascita teatrale non ha potuto fare a meno di esternare qualche perplessità sul suo futuro televisivo, alludendo alla reunion del Trio del 2008 come a una parentesi chiusa:
E’ partita nel miglior modo possibile la prima puntata di Non esiste più la mezza stagione, il grande ritorno del Trio formato da Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez: svariati minuti di applausi da parte degli studenti presenti nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Roma, e poi battute su battute sulla “riesumazione” dei tre, sullo scongelamento di alcuni, sull’imbalsamazione di altri (ad opera dello stesso imbalsamatore dei Pooh, dicono). C’è emozione, c’è complicità. Tutto è pronto per una grandissima serata.
Ma. Ma se è vero che Il Trio non è solo un lontano ricordo, è altrettanto vero che l’autoreferenzialità di una trasmissione che vorrebbe celebrare i 25 anni dalla nascita del gruppo, ha finito per schiacciarne la comicità. Ci sono alcuni divertentissimi filmati di repertorio, ma ci sono anche spiegazioni, il più delle volte superflue, sui siparietti proposti. Non solo. Il momento talk-show che dovrebbe simulare una lezione di “storia del trio” e che vede la partecipazione degli studenti con domande preparate a tavolino, sembra più una parentesi forzata che un naturale racconto da parte dei protagonisti.
Qualche trovata divertente non manca, ma filmati di repertorio a parte, l’unico a sembrare veramente a proprio agio in quell’aula sembra Massimo Lopez, forse grazie alle continue partecipazioni televisive - maggiori di quelle dei colleghi - nel dopo-separazione, o forse per una genuinità congenita che lo fa apparire spontaneo anche nelle situazioni studiate nei minimi dettagli. Più “impostato” ed artefatto invece Solenghi, un po’ goffa, pur nella sua innegabile bravura, la Marchesini (che porta ancora alcuni segni di una grave malattia che l’ha colpita).
Del ritorno in televisione di Anna Marchesini, Massimo Lopez e Tullio Solenghi abbiamo già dato conto ai nostri lettori: mancavano, tutti e tre insieme, da 18 anni. E ora che hanno compiuto questa seconda maggiore età, hanno pensato bene di tornare su RaiUno, da questa sera per tre puntate (8, 15, 22 marzo).
Non esiste più la mezza stagione - titolo che cita uno dei cavalli di battaglia del Trio, che i fan conosceranno benissimo e che vi riproponiamo qui sopra: la celebre sequela di luoghi comuni al funerale nello spettacolo In principio era il trio. Si stava meglio quando si stava peggio, quant’è bella la città ad agosto, l’ombrello spaziale e la tv è tutta spazzatura (quest’ultimo non c’era, lo aggiungiamo noi) - è un piccolo evento che ripercorre la carriera dei tre, fra repertori e inediti.
Questa sera, grandissimo ospite musicale: Francesco De Gregori, per una location decisamente suggestiva: l’Aula Magna dell’Accademia di belle arti e del “Liceo Artistico Ripetta”, a Roma. Pubblico: gli studenti, di quella generazione che probabilmente la comicità del trio l’hanno conosciuta solo per repertorio e che ora saranno spettatori di una lezione universitaria davvero molto particolare.
Scritto dai tre comici, prodotto da RaiUno e Ballandi Entertainment, Non esiste più la mezza stagione si avvale delle scenografie di Gaetano Castelli, del coordinamento artistico di Giampiero Solari, della fotografia di Pino Quini, dei costumi di Giovanni Ciacci e della regia di Sergio Colabona.
Nell’attesa, vi proponiamo una sfida impossibile fra i tre comici. Eleggete il vostro preferito, orsù.
Dopo il salto, un altro meraviglioso estratto dallo spettacolo In principio era il trio, per la precisione la gag dei Coniugi Vinavil.
Per ora è solo un rumor, ma abbastanza verosimile perché diventi realtà. Il ritorno del Trio su Raiuno, previsto per sabato 8 marzo, potrebbe avere un traino d’eccezione: Viva Radio 2… minuti di Fiorello. Visto il grande successo riscosso dallo showman nell’esperimento post-natalizio, sarebbero in corso delle trattative per convincerlo ad andare in onda prima del varietà del sabato sera.
Chissà come reagiranno a quest’eventualità i tre attori, che hanno dichiarato di avergli fatto da apripista nella sperimentazione della comicità radiofonica da esportare a piccole dosi in tv. Potrebbero sentirsi oscurati dal vizio di Fiorello di fare il bello e il cattivo tempo?
Il nome provvisorio dello show dovrebbe essere Non esiste più la mezza stagione, sulla falsariga di un pezzo storico del repertorio di Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez (ve lo mostriamo dopo il continua, tratto dallo spettacolo teatrale In principio era il Trio).
Continua a leggere: Il Trio preceduto da Viva Radio 2 minuti di Fiorello?

C’è davvero tanta attesa - almeno da parte mia - verso il ritorno in tv, l’8, il 15 e il 23 marzo, del mitico Trio formato da Tullio Solenghi, Anna Marchesini e Massimo Lopez. Chi ne ha amato gli esilaranti sketch, chi trovava del genio creativo nelle loro esibizioni, chi seguiva determinate trasmissioni solamente per i loro momenti, non può che pensare a questo ritorno (fortemente voluto) con un pizzico di emozione.
L’attesa è tanta, dicevo, ma nel contempo purtroppo la possibilità di rimanere delusi è direttamente proporzionale. Lo è perché i tempi sono cambiati, e la comicità che 15-20 anni fa faceva ridere a crepapelle, ossia quella spesso colta e quindi non semplice ed immediata, oggi ha lasciato il posto ad una comicità che potremmo definire più “zelighiana”, con battute dirette ed asciutte.
Sono però fiduciosa riguardo alla capacità del Trio di rinnovarsi, di svecchiare il repertorio e proporre qualcosa che non sia solo al passo coi tempi, ma in qualche modo anche rivoluzionario. E segnali di modernità arrivano già dagli spot del “prossimamente” in onda in questi giorni, che ho avuto modo di vedere con piacere: niente immagini o volti, ma una semplice scritta “intercettazione telefonica” e le voci di Solenghi e Lopez - non immediatamente riconoscibili - che, sottovoce, parlavano di un non meglio identificato “ritorno”.
Ritorniamo a celebrare i fasti del Trio che fu commentando l’intervista rilasciata da Massimo Lopez a Vanity Fair (in ottobre scorso era intervenuto sulle pagine della rivista l’ex collega Tullio Solenghi).
Lopez adesso lavora in radio. Dall’inizio di quest’anno, infatti, è ospite fisso del programma La carica di 101, in onda dal lunedì al venerdì su Radio 101, dove si cimenta con le sue storiche imitazioni. Proprio in radio, nel 1982, iniziò con Solenghi e Anna Marchesini l’indimenticata avventura del Trio (su Raidue erano i protagonisti di Helzapoppin), che è stata interrotta - ma mai ufficialmente chiusa - dieci anni dopo.
Da allora Lopez si è messo alla prova in diverse esperienze televisive, da Striscia la notizia con il fido compagno Tullio a Scherzi a parte passando per la fiction Compagni di scuola, Fantastica Italiana con Mara Venier e il varietà flop Di Tutte di più, chiuso dopo una puntata.
Ma l’insuccesso che è pesato di più sulla carriera di Lopez e dell’altro reduce maschile del Trio è quello di Max e Tux, sitcom “muta” neanche troppo catastrofica dal punto di vista degli ascolti ma finita nel mirino di critiche feroci…
Continua a leggere: Massimo Lopez: "C'era una volta il Trio"