Una rete “targetizzata” verso un pubblico adulto con problemi relativi a un programma rivolto agli adulti. Può succedere di tutto in seno alla Rai, anche se la rete in questione è quella Rai4 che, nel tempo, ci ha abituato a una programmazione matura, destinata proprio a una fascia non certo adolescente. Serie Tv americane di grande impatto, animazione giapponese e format innovativi: ecco i punti di forza di Rai4. E’ notizia di qualche settimana fa, dopo un articolo di Giovanni Valentini sul quotidiano la Repubblica, che la serie Angel non era granché gradita posizionata com’era in piena fascia pomeridiana, con tutto quel sesso e tutta quella violenza bene in vista in orari poco consoni, secondo associazioni di genitori, giornalisti bacchettoni, perbenisti e quant’altro. Insomma, si sa che il giornalismo medio si scandalizza a cottimo: va bene tutto, ma guai a mettere una tetta dentro un televisore prima delle tre di notte. Angel viene trasmessa da Rai4 con due episodi al giorno, uno alle ore 12.20 e uno alle 18.40. Scriveva allora Valentini, direttamente dal Regno dei Puffi: “Al povero telespettatore che paga il canone può capitare di sintonizzarsi intorno alle 19.30 su Rai 4, la “nuova” rete del servizio pubblico sul digitale terrestre, e di imbattersi in un orripilante telefilm americano, intitolato Angel, a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri. Un serial che non ha proprio nulla a che fare con la missione del servizio pubblico”. Una posizione medievale sulla quale non sosterremo un secondo di più.
La cosa che conta, adesso, è che tale lamento ha avuto un seguito eccome. Carlo Freccero ha infatti ricevuto la notifica dell’avvio di una procedura d’infrazione del Codice di Autoregolamentazione Tv e Minori proprio contro Rai 4 e proprio per la trasmissione di Angel nel day-time. Un bel regalo di Natale per gli appassionati. Inutile segnalare che, da una rapida occhiata ai tabulati degli ascolti, risulta che a fare i numeri più importanti ed esaltanti per la rete era proprio “l’orripilante telefilm americano”. Nel frattempo, Angel è stato fatto slittare alle ore 19.30, quasi simbolicamente, tanto per tenere calme le acque in questi giorni di transizione.
Un post a firma di Carlo Freccero sul blog ufficiale di Rai 4 sta seminando lo scompiglio fra i fan italiani di Angel, lo spin-off di Buffy che sta contribuendo ad innovare ed ampliare l’offerta del quarto canale della Rai.
Il punto è che, forse, moltissimi di loro non si erano neanche lasciati spaventare troppo dall’intervento, pur molto duro, pubblicato da Giovanni Valentini sabato scorso, nella sua rubrica di Repubblica “Il sabato del villaggio”. Posto che l’avessero letto. Quell’intervento, che è il motivo per cui Freccero ha preso il mouse in mano e ha scritto ai telespettatori del canale che dirige, contiene un chiaro appello affinché la Rai riconosca che Angel non è uno show adatto al pubblico della sua fascia oraria e ad essere trasmesso da una rete di servizio pubblico.
Le parole di Freccero sono molto decise, riguardo il possibile ruolo strategico di Rai 4 all’interno di un panorama televisivo immobilizzato o in retromarcia:
“Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione”.
Continua a leggere: Repubblica chiede la censura per Angel. Carlo Freccero risponde
E’ una delle novità più attese della prossima stagione televisiva americana. Sto parlando di “Dollhouse”, il nuovo telefilm, in onda su Fox, scritto da Joss Whedon -il papà di “Buffy”, “Angel” e “Firefly”- che avrà come protagonistaEliza Dushku (qui la sua gallery).
L’attenzione che Whedon (nella foto accanto alla Dushku) ha sempre avuto nei personaggi, a partire dai piccoli tic -ricordate quello di Giles di pulirsi sempre gli occhiali?- fino alla loro crescita individuale, che li ha resi molto più credibili ed amabili -come la timida Willow o l’arrogante Cordelia- è nota, ed è molta la curiosità di sapere chi affiancherà Echo, la ragazza la cui identità, puntata dopo puntata, verrà sempre stravolta a seconda delle missioni di cui sarà incaricata.
Ecco quindi apparire nello scenario del laboratorio in cui Echo e i suoi “colleghi” vivono una serie di personaggi molto diversi tra di loro: da Adelle Dewitt, la severa e fredda direttrice della base, affiancata da Boyd Langton, a cui invece fa affidamento Echo -in un rapporto che ricorderebbe molto quello tra Buffy ed il suo osservatore-, agli altri “burattini” che lavorano con lei, come Sierra, Victor e Paul Ballard, che sarà particolarmente legato alla protagonista.
Oltre a loro, spazio anche alle personalità meno dedite all’azione e più indirizzate a momenti leggeri e divertenti, come Topher Brink, “nerd” specializzato nell’impiantare le identità ad Echo e soci, follemente innamorato di Claire Sanders, dottoressa molto sensuale e più grande di Topher. Caratteri apparentemente già visti, ma, come detto sopra, sta proprio nei dettagli la genialità di Whedon che, per ottenere un risultato finale migliore, potrebbe anche chiamare ad interpretare le sue nuove creature qualche altra vecchia conoscenza di “Buffy” ed “Angel”.
[Via YahooTv]
E’ uscito un libro che non può non essere citato su TvBlog per via del suo contenuto, ovvero l’analisi di uno dei telefilm meglio riusciti degli anni ’90, sia per l’ottimo cast che per l’attenzione verso la sceneggiatura e la cura dei dettagli: “Buffy-l’ammazzavampiri”.
A questa serie, trasmessa in modo alquanto discontinuo e poco rispettoso verso i telespettatori da Italia1, è stato dedicato, infatti, il libro “Buffy the vampire slayer. Legittimare la cacciatrice”, a cura di Barbara Maio (Bulzoni Editore, per la collana “Grandi serie televisive americane”).
Nel libro, una serie di saggi che analizzano la serie da diversi punti di vista, sono approfonditi alcuni temi sociali dello show nella prospettiva dei“cultural studies” e si discute dell’importanza culturale che un prodotto di massa come un telefilm possa assumere.
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La notizia farà contenti i numerosi fan di “Buffy” ed “Angel”: Joss Whedon, creatore delle due serie appena citate, torna in tv dopo il flop di “Firefly” (da noi andato in onda su Canal Jimmy) con un nuovo telefilm, “Dollhouse”, che avrà come protagonista una sua (e nostra) vecchia conoscenza: Eliza Dushku, già Faith nelle serie sopra citate e protagonista delle due stagioni di “Tru Calling” (in fondo al post la sua gallery)
Trovo Whedon uno dei migliori sceneggiatori degli ultimi anni. Nei suoi lavori non manca mai quel mix di azione, suspence ed ironia, che rende ogni episodio dei suoi telefilm una sorpresa, proprio perché non si sa dove andrà a parare.
Con le serie passate, infatti, Whedon si è occupato non solo di mistero (e non poteva non essere così, essendo i suoi telefilm appartenenti al filone dello sci-fi), ma ha anche dato sfogo alla sua creatività, in particolare con “Buffy”, attraverso una gamma di caratteri imprevedibili ed in continua evoluzione: un esempio tra tutti è l’episodio-musical (“Once more with feeling”, sesta stagione), che ha ispirato “Scrubs” (“My musical”, sesta stagione), e “Desperate housewives” (stagione attualmente in onda).
Nel nuovo telefilm, la Dushku sarà Echo, una ragazza che vice con altre persone in un moderno laboratorio nel quale, a lei così come ai suoi compagni, di volta in volta viene “installato” un carattere ed una memoria sempre nuova, in modo da poter compiere per conto dello stesso laboratorio una serie di missioni sempre diverse. Una volta compiuto il proprio dovere, Echo ed i suoi amici vengono “svuotati” e lasciati vivere senza memoria e senza esperienza, pronti ad essere riutilizzati un’altra volta, proprio come delle bambole (da cui il titolo).
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