
Amiche mie (gallery) è finalmente andato in onda, dopo un battage pubblicitario notevole. Chi si aspettava una fiction come tante altre, passibile di critiche dal primo all’ultimo minuto, si sarà probabilmente ricreduto vedendone gli episodi iniziali, trasmessi questa sera da Canale5. Non si tratta di un capolavoro, questo no, ma di un prodotto che riesce comunque ad alzare qualitativamente la media dei prodotti nostrani. E non di poco. Su queste pagine è apparsa proprio oggi un’intervista al produttore creativo della serie, Cristiana Farina, e qualche maligno potrebbe pensare ad un giudizio positivo “pilotato”. Non si tratta però di piaggeria, ma di una valutazione oggettiva sulla realizzazione del telefilm e soggettiva sul prodotto finale, che per il gusto di chi scrive è sicuramente valido.
Ci sono note di modernità in questa serie tv. Scenografie di alto livello, sia negli interni, ben confezionati, ariosi, solari, che negli esterni, con quei bellissimi scorci di Milano e le inquadrature dall’alto che da sole valgono almeno un’occhiata alla fiction. E le storie, con donne mature - psicologicamente parlando - che non cercano il principe azzurro, ma la realizzazione di se stesse dopo una vita passata al servizio degli altri, o accanto a uomini che non le hanno apprezzate. Forse in alcuni punti si poteva osare con un pizzico di originalità in più, non ricorrendo così spesso al tradimento come causa di separazione, ma si apprezza comunque lo sforzo di unire temi importanti a parentesi divertenti. E come non citare positivamente la recitazione.
Uno dei problemi principali delle fiction di casa nostra è proprio la recitazione, che è forse l’elemento che differenzia nell’immediato Amiche mie dalla maggior parte delle altre italiche produzioni: un cast di qualità, che anche nelle parti minori offre esempi di buona interpretazione - simpatici e azzeccati sia Lillo che Franco Neri, sui quali si potevano avere le maggiori perplessità iniziali - e che come protagoniste ha attrici di alto livello, che non peccano di “caricaturizzazione”, ma piuttosto cercano di apparire più naturali possibile, riuscendoci per buona parte del tempo.
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Questa sera comincia Amiche mie, serie tv in 12 puntate prodotta da Endemol per Canale5. E’ una serie di cui si è parlato molto, che ha avuto un buon battage mediatico anche se i colleghi della carta stampata, come al solito, hanno bisogno di fare riferimenti con realtà estere. E quindi, Amiche mie è stato definito il Sex & The City all’italiana.
A noi, francamente, queste etichette non piacciono e così, approfittando del fatto che Cristiana Farina (nella foto sul set con i registi Luca Miniero e Paolo Genovese) ci legge e ogni tanto si fa viva nei commenti, abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere con lei a proposito della serie. Tanto per cominciare, per toglierci un dubbio che un po’ ci preoccupa (anche se già Pincelli ne ha parlato). Questo Amiche mie è Sex & The City all’italiana?
No. Non lo è . Perché lo sarebbe? Solo perché le protagoniste sono quattro donne e ogni tanto si siedono a un tavolo? Non si parla di sesso, non come lo faceva la serie americana. Noi siamo sulla tv generalista, non possiamo far vedere i vibratori, anche se Amiche Mie è una commedia brillante. E poi, il tema è completamente diverso: quattro donne, a 40 anni, hanno fatto tutto quello che a Sex & The City non è stato fatto. Hanno avuto un marito, dei figli, ma si rendono conto che per qualche motivo non hanno vissuto la vita, non hanno avuto l’amore vero. Si ritrovano tutte e quattro separate e devono ricominciare da capo. Abbiamo cercato di raccontare il coraggio di cambiare, è un viaggio all’interno di quattro personaggi che provano a vivere i secondi quarant’anni della loro vita in maniera più costruttiva.
E’ comunque una commedia brillante, anche se siamo ancora lontani dalle possibilità che si avrebbero in altre realtà produttive. Ma è una serie nella quale credo moltissimo. Le donne la dovrebbero guardare perché sono le protagoniste. E gli uomini perché, anche se ne escono male, potrebbero sfatare qualche luogo comune sulle donne, che vengono messe a nudo, che vedono scoperte le loro nevrosi, i sottotesti che stanno dietro a questa scelta, a quel comportamento. E poi, comununque, lo si prende un po’ in giro, l’universo femminile. C’è molta autoironia, anche perché… sarà politicamente scorretto da dire, ma di fatto togli l’amore alle donne e le costringi a mettersi in discussione. Senza l’uomo, senza l’amore è come se non avessero più un’identità precisa.
Io dico sempre che l’innamoramento è la droga più a buon mercato che ci sia.
Cristiana parla volentieri di questa serie, e si percepisce: è la sua creatura. Ha condiviso la scrittura di Amiche mie con Paola Fossataro, ma soprattutto ha ricoperto un ruolo inedito per la realtà italiana. Quello del produttore creativo. La prima puntata si avvicina, l’ondata mediatica della conferenza stampa di ieri è passata ma resta l’emozione, è evidente.

Questa sera alle 21:10 su Canale 5 prenderà il via Amiche Mie, serie trasmessa in 6 serate prodotta da Mediavivere. Come vi abbiamo già accennato, è la storia di 4 donne che per motivi diversi si ritrovano single alla soglia dei 40 anni. Abbiamo intervistato il produttore della fiction, Francesco Pincelli, che ci ha anche parlato delle novità in arrivo.
Nei giornali si parla di Amiche Mie come la versione nostrana di Desperate Housewives e Sex & the City. Anche Cristiana Farina, produttore creativo della fiction, su Tv Sorrisi e Canzoni ha parlato di ideale proseguimento della serie ambientata a Manhattan. Vi siete realmente ispirati a queste serie?
“Secondo me Amiche Mie non c’entra niente con Sex and the City. E’ una serie molto italiana con delle storie sentimentali e un’ambientazione e dei personaggi che sono tipicamente italiani. Credo che gli unici punti di contatto siano quelli di raccontare 4 amiche che parlano di sentimenti e di sesso. Tra l’altro Sex and the City parla di donne single slegate da qualsiasi tipo di relazione, mentre qui invece sono tutte storie che partono da una relazione molto stretta che evidemente viene rotta per creare un incidente iniziale. Amiche mie è caratterizzata da personaggi più coraggiosi per come sono scritti, i quali sono messi un po’ a nudo; parlano, pensano, esprimono le loro emozioni in maniera diretta senza filtri, dando profondità alla storia senza tralasciare la commedia con un ritmo serrato di dialoghi brillanti e una recitazione che non da’ la possibilità di commettere sbagli. In questa serie abbiamo dovuto prendere un cast che non doveva sbagliare un colpo e infatti sono stati tutti eccezionali.”
A proposito di cast, quello di Amiche Mie si presenta molto forte con grandi attrici di cinema, televisione e teatro. Come è stato il clima sul set? Le varie personalità delle attrici si sono amalgamate?
“Innanzitutto diciamo che è forte anche il cast maschile in Amiche Mie. Sono molto soddisfatto di loro, è stato un miracolo perchè non era prevedibile, ma evidentemente nel dna della serie c’era uno stimolo generato dall’originalità del progetto che ha tirato dentro tutti che ha premesso di realizzare qualcosa di particolare. Inoltre, ho lavorato con le quattro protagoniste in modo molto libero, avendo delle idee iniziali che poi non sono state quelle finali. Mi spiego meglio: abbiamo fatto un lavoro di lettura dei copioni lungo e intenso con registi e attrici e ad un certo punto abbiamo fatto delle scelte diverse, cambiando i rispettivi ruoli delle donne e scegliendone di diversi rispetto a quelli a cui erano abituate. Per essere più precisi, il cast normale di questa serie sarebbe stato: Elena Sofia Ricci nel ruolo di Margherita Buy, la Buy in quello della Ranieri, la Ranieri nel ruolo di Cecilia Dazzi e così via. Mettendo però mano al prodotto ci siamo accorti che queste attrici avevano voglia di sperimentare e quindi la Ricci ha preso il ruolo più spregiudicato della mangiauomini, Luisa si è sentita di fare la donna nevrotica e infelice, Cecilia che è una ribelle di suo, ha fatto la madre di famiglia tradita e Margherita ha fatto la rozza che viene dal di fuori ed entra in un ambiente sofisticato. Abbiamo lavorato sui copioni, rovesciando completamente le carte con un risultato che è stato decisamente ottimo.”
RaiUno confermerà la tesi per cui Carràmba alla prima puntata è un evento, dalla seconda è un’abitudine ma prolungato sino all’Epifania è un suicidio?
RaiDue trasmette il Girone H di ritorno di Champions League, Juventus contro Real Madrid. La curiosità è che le due squadre non hanno mai pareggiato una contro l’altra e la percentuale di vittorie riportate è sfavorevole alla Juve.
RaiTre congeda La Nuova Squadra con gli ultimi episodi del restyling ansiogeno. Dalla prossima stagione ci si rilassa un po’ di più come la fiaba seriale comanda.
Canale 5 fa debuttare al mercoledì sera Amiche Mie, sperando che bissi l’exploit di Anna e i Cinque. Una cosa è certa: con la Sofia Ricci che spadroneggia in copertina con la didascalia “e le altre” e l’allergia di Margherita Buy alle promozioni queste saranno tutto fuorché amiche nella vita reale.
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Di Amiche mie (gallery), nuovo telefilm di Canale5 sul mondo femminile, si parla addirittura da qualche anno. Facile il paragone con Sex and the City (o in parte con Desperate Housewives) quando è stato presentato per la prima volta, ma finalmente avremo modo di non ragionare più solo per ipotesi, dato che il prossimo 5 novembre l’ammiraglia Mediaset ne manderà in onda i primi episodi. Ad onor del vero, il nostro Malaparte ha già avuto modo di darne un giudizio sommario lo scorso luglio, grazie ad un lungo trailer andato in onda durante il RomaFictionFest. Per lui un voto non proprio positivo proprio per quella sensazione di “già visto” che la serie tenderebbe a dare, ma non mancheremo di vedere la versione “completa” e di criticare o elogiare il prodotto.
Non un traguardo, ma un punto di partenza. Sono questo i 40 anni per Anna (Margherita Buy), Francesca (Elena Sofia Ricci), Marta (Luisa Ranieri) e Grazia (Cecilia Dazzi), le 4 protagoniste dei 12 episodi da 50 minuti (6 prime serate) di Amiche Mie. La fiction, prodotta da Francesco Pincelli per Mediavivere, è diretta da Paolo Genovese e Luca Miniero ed è scritta da Cristiana Farina - che ne è anche produttrice creativa - e da Paola Fossataro. Ambientata a Milano, racconta la storia di 4 amiche tra i 35 e i 40 anni che, come oggi capita a tante, per motivi diversi si ritrovano single e fanno dell’amicizia il loro punto di forza.
Le protagoniste scoprono che i 40 anni per una donna possono essere una conquista di libertà vissuta con più forza e consapevolezza. Infatti, l’obiettivo di Francesca, Anna, Grazia e Marta è quello di mettersi in gioco, costi quel che costi, affrontando la paura, i pregiudizi, le difficoltà, ma anche vivendo appieno l’eccitazione e la gioia di una vita che somiglia ogni giorno di più a quella che hanno sempre sognato e con la certezza di poter contare una sull’altra.
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Ieri abbiamo pubblicato la prima parte dell’intervista a Massimo Del Frate, responsabile produzioni fiction di Endemol Italia. Oggi pubblichiamo la conclusione nella quale il dirigente ci parla delle novità di Italia 1 sul fronte sitcom e ci anticipa qualcosa sulle produzioni del prossimo autunno.
Parliamo di Italia 1. Si dice che finalmente tornerà ad investire nella serialità italiana così come faceva negli anni ‘80 e ‘90. Cosa bolle in pentola?
“Le reti minori, Raidue-Italia1-Rete4-Raitre non producono fiction perchè costa troppo. Raitre produce ad esempio Un posto al sole e La Squadra perchè si tratta di prodotti a basso costo. Italia 1 si sta convertendo alla produzione delle sitcom non più per il daytime, ma per il prime time. Una di queste è Don Luca C’è e voglio svelarti un piccolo retroscena: è andato in onda per due stagioni su Canale 5 e, mentre stavamo scrivendo la terza stagione che era prevista come le altre sull’ammiraglia e nel daytime, è arrivato l’input di trasmetterla su Italia 1 e in prima serata. Immagina cosa ha generato questo: abbiamo dovuto trasformare tutte le storie familiari scritte per Canale 5 in quelle più trasgressive per il pubblico giovane di Italia 1. Su Don Luca abbiamo fatto un’operazione molto importante: abbiamo rivisto completamente il cast in funzione della comicità di Italia 1 che per intenderci è quella di Colorado e così sono arrivati Katia di Katia&Valeria, Nora Amile e tanti attori giovani più adatti al target della rete; oltre a questo, abbiamo rinnovato le storie rendendole più trasgressive e meno familiari, grazie anche alla collaborazione di Luca Laurenti che ha creduto nel progetto e si è dimostrato un grande professionista. A parte Don Luca C’è, stiamo preparando con MediaVivere anche una nuova sitcom, Voules le Femmes, un formato francese della Calt, che è la casa di produzione di Camera Cafè. “
Di questo titolo si sa poco, è stato annunciato durante la presentazione dei palinsesti. Di cosa tratta esattamente?
“E’ una sitcom che avrà per protagonista Alessia Marcuzzi, saremo i primi ad adattare questo formato francese per una rete europea. Si tratta di un prodotto che vede le donne con un occhio trasgressivo e ironico e le protagoniste sono per l’appunto una coppia di attrici che impersonano vari ruoli. Donne in difficoltà con il sesso, con i figli, con i problemi del traffico, con i problemi con la tecnologia. Una delle donne è Alessia Marcuzzi, l’altra non posso ancora svelarla ma diciamo che il suo nome è ben radicato all’interno dello star-system femminile di Mediaset.”

Cashmere Mafia, visto ieri sera in sala all’Adriano, è un caso emblematico da analizzare per parlare di fiction, di fiction italiana, di approccio dei nostri network alla lunga serialità. E’ un pretesto per iniziare a parlarne seriamente. E questo è un invito a tutti gli addetti ai lavori.
Perché Cashmere Mafia, di cui si dice essere prevista una messa in onda prossimamente su Canale5, è stato sospeso dalla ABC causa bassi ascolti e ne sono stati prodotti solo 7 episodi su 13.
Eppure. Eppure ci sono quattro donne meravigliose (fra cui Lucy Liu) che vivono in una patinata New York, lavorano ad altissimi livelli nella city e sono riunite da una profonda amicizia. Ora. Procuratevi i primi due episodi. Osservate la velocità di scrittura, la velocità di realizzazione, il modo in cui vengono presentati i personaggi (e la rapidità con cui la presentazione viene fatta), le modalità con cui si raccontano i loro fatal flaw, la facilità con cui si passa dal sesso all’essere genitori - certo, a New York - alla scoperta dell’omosessualità, alla carriera, al mobbing. Guardate come vengono piantate le tematiche, come le si raccolgono, come si fa accadere tutto mentre accade di tutto. Come viene presentato il titolo del programma: un’antagonista che si avvicina alle magnifiche quattro e dice loro Sapete come vi chiamano? Cashmere Mafia.
Questioni di budget, direte. Forse. Ma la serie è stata sospesa in America. E la compriamo per l’Italia.
E qui ritorna l’obbligo di citare Cristiana Farina, che in America comparirebbe sotto il titolo created by per quanto riguarda Amiche mie e che la sera scorsa all’Auditorium ha chiesto ai produttori di
ascoltare gli autori italiani. I format sono importanti, ma abbiamo tantissime cose da dire.
E’ vero che ci sono tante cose da dire, in Italia, e che ci sono grandi professionisti che dovrebbero essere lasciati liberi di dirle, di provarci senza l’ossessione del pubblico che non capisce. Perché il pubblico capisce e ha bisogno anche di cose veloci, smart e credibili per quanto ambientate in universi paralleli - non è che tutti vivano nella City, per dire -.
Eppure so cosa dovrei fare, dovrei trovare il coraggio di cambiare, così si chiude il monologo di apertura di Amiche Mie - ce lo segnala Cristiana, intervenuta, e la ringraziamo per questo, a commentare la mia critica alla serie.
Chissà che questo spazio non possa diventare un’occasione per parlare dello stato dell’arte della fiction in Italia. Magari a partire proprio da una serie straniera, sospesa di là, comprata di qua.
Dopo il salto, ecco come il nostro Share aveva introdotto Cashmere Mafia prima del lancio negli States, prima della sospensione.
Dopo le parole entusiastiche che ho speso nei confronti di Romanzo Criminale, è giunto il momento di tornare con i piedi per terra. E lo dico, credetemi, senza entusiasmo. Perché - anche in questo caso la premessa è necessaria - vorrei parlar bene della fiction italiana. Vorrei, ma certe volte è davvero complicato.
Intendiamoci, di Amiche Mie si è visto solo un trailer (8 minuti. Personalmente ritengo siano sufficienti per farsi un’idea di quel che ci si può aspettare da una serie). Non è un brutto prodotto, ci mancherebbe altro. Probabilmente potrebbe anche andare bene in termini di ascolti. Il cast è interessante: Margherita Buy, Cecilia Dazzi, Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci. I registi, Paolo Genovese & Luca Miniero, sono bravi. Cristiana Farina, produttrice creativa è in gamba - e meriterà un discorso a parte la sua richiesta ai produttori: date credito agli autori italiani -.
Però. Però c’è almeno un però. E’ nel concept, nell’idea stessa di questa serie: quattro splendide quarantenni che si ritrovano single e si rimettono in gioco. E possiamo sbandierare finché si vuole il fatto che è un’idea originale e non un format. Benissimo Ma è anche un balzo nel passato, un viaggio a ritroso di 10 anni, un dejavù, un già visto, rivisto, stravisto, almeno per chi ama e studia la lunga serialità estera. Poi, ci sono altri però, ci sono i miei dubbi sul mood un po’ troppo sopra le righe - come sempre, ormai, nella comedy all’italiana -, supportato da questa fotografia bella ma immotivatamente pop. Insomma, no, per quel che mi riguarda non ci siamo. Eppure, le carte in regola per fare bene c’erano tutte, almeno la sufficienza era a portata di mano. Laddove, la sufficienza è il livello minimo che ci proviene dagli States.

E - la cattiveria avanza - mi vedo costretto a bocciare anche Anna e i cinque. Che probabilmente andrà bene, che probabilmente è per famiglie e bla bla. Ma la sufficienza è ben lontana. Tanto per cominciare, siamo di fronte a un format spagnolo, un riadattamento, com’è prassi, come se non si potesse creare, in Italia. Come se non ci fossero idee.
Poi, la splendida Sabrina Ferilli spogliarellista in un night dove non mostra neanche il seno - un night, quindi, concepibile nelle fantasie degli anni ‘50 forse. O forse nemmeno - è ai limiti dell’incredibile.
Continua a leggere: Roma Fiction Fest - Visti per voi - Amiche mie - Anna e i cinque
Altra giornata di grande interesse, quella di oggi al Roma Fiction Fest. Alle 20 all’Auditorium di Via della Conciliazione verranno presentate le due serie Amiche mie e Anna e i cinque, con Sabrina Ferilli, ospite intervistata, nel corso della serata, dal direttore artistico della kermesse Steve Della Casa.
Alle 22:30 (Sala 4 Cinema Adriano) spazio alla sperimentazione con la presentazione di Romanzo Criminale. La serie, prodotta da SKY cinema e Cattleya (in associazione con RTI), si avvale della direzione artistica del regista del film da cui è tratta (a sua volta, dall’opera letteraria omonima di Giancarlo de Cataldo) Michele Placido, ed è diretta da Stefano Sollima. Nel cast, che ripropone le criminose gesta della Banda della Magliana per il satellite, Vinicio Marchioni, Alessandra Mastronardi, Alessandro Roja, Francesco Montanari, Marco Bocci e Daniela Virgilio. Ospiti in sala, oltre al cast al gran completo
Fra le altre chicche che vi segnaliamo per questa giornata di Festival, per la sezione in concorso lunga serialità, Big Bang Theory di Andrew D. Weyman e Mark Chendrowski (ore 18, Sala 5, Cinema Adriano) e Hermanos & Detectives, serie spagnola di Alberto Ruiz Rojo.
Sempre alle 22:30 ma in Sala 3, un amarcord di gran classe: The six million dollar man e a seguire The Bionic Woman. Ospiti in sala i due attori protagonisti degli storici telefilm: Lee Majors e Lindsay Wagner.
Vi ricordiamo che, oltreché su TvBlog, potete seguire le cronache dal Roma Fiction Fest anche insieme ai colleghi di Blogapuntate.it.

Gli obiettivi della fiction Mediaset si fanno sempre più ambiziosi: “provare a produrre, con un budget di 250 milioni di euro, almeno 130 prime serate di Canale 5″. Lo dichiara Giancarlo Scheri, da un anno responsabile del settore dopo sette anni di direzione di Retequattro, in un’intervista a Elena Martelli del Venerdì. Come già emerso in una recente conferenza stampa, è ormai ufficiale il prestito di un grande nome della regia cinematografica alla serialità italiana. Stiamo parlando di Gabriele Muccino, direttore artistico di un nuovo pilota per Canale 5 che aprirebbe l’Italia alle porte del mercato internazionale. Sulla falsariga della strategia satellitare, che ormai chiama autori di grido come Gabriele Salvatores e Michele Placido per impegnarli all’occorrenza in spin-off tratti dai loro film, l’apporto mucciniano preannuncia un’apertura alla distribuzione estera, in gara con la Spagna nel ruolo di fortunata esportatrice.
L’esperimento in questione si intitola Four single fathers ed è una commedia romantica incentrata sulle vicende di quattro padri single. Verrà girato in inglese in America durante l’estate e sarà prodotto dall’Indiana dello stesso Muccino. Se riporterà un buon ascolto, da una costola del tv movie nascerà una lunga serie a tutti gli effetti. Ricordiamo che qualche precedente italiano c’è già, se pensiamo a due debùt di successo come Piper e Due imbroglioni e mezzo (dal prossimo gennaio arriveranno sei puntate della fiction diretta dai Vanzina e quattro della serie con la Ferilli e Bisio), mentre non si può dire lo stesso per Un Dottore quasi perfetto (Luca Ward ha perso la sfida lanciata al Dr. House).
E’ importante, in ogni caso, l’investimento in fuoriclasse sinora allergici al tubo catodico o atipici per una tv commerciale. Pensiamo a Margherita Buy, che dopo anni di ostilità al piccolo schermo ha accettato di entrare nel cast di Amiche Mie, produzione Endemol che sbarcherà in autunno sull’ammiraglia del Biscione. Poi c’è Edwige Fenech, nata come attrice di b-movies e poi dedicatasi a tempo piano alla produzione, principalmente di film. Dopo essere stata uno storico volto Rai - tra la fiction e le ospitate nei varietà - produrrà un tv movie per Mediaset. Si tratta di Un amore di strega, il famoso remake di Mia moglie è una strega (se ne parla da diverso tempo e si era fatto inizialmente il nome di Michelle Hunziker). A sorpresa, la sua protagonista sarà Alessia Marcuzzi, che aggiunge all’impegno in una nuova sitcom di Fatma Ruffini l’interpretazione di una wedding planner dotata di poteri speciali.
Abbiamo già parlato di Amiche Mie, la nuova serie che si sta girando in questi giorni prodotta da MediaVivere che andrà in onda su Canale 5 a partire dal prossimo autunno. Debora ci aveva anticipato le quattro donne protagoniste, oggi sveliamo il cast maschile.
Innanzitutto il ruolo più atteso: ad interpretare il Dottor G. sarà un volto non notissimo al grande pubblico ma con un nutrito curriculum televisivo e cinematografico alle spalle, Guido Caprino. Inoltre faranno parte della serie in 12 episodi divisi in 6 serate altri volti celebri per partecipazioni in fiction di successo o pellicole cinematografiche di richiamo. E’ il caso per esempio di Stefano Pesce, rimpianto protagonista delle prime stagioni di R.I.S. o Franco Castellano che molti ricorderanno nella fiction Commesse e successivamente in Orgoglio.
Oltre a loro, saranno della partita anche il comico di Zelig e di Striscia La Notizia Franco Neri, l’attore Massimo Poggio (visto di recente in Zodiaco e Questa è la mia terra vent’anni dopo), Lillo (al secolo Pasquale Petrolo), Michele La Ginestra, Pino Quartullo e Daniele Formica. Il cast maschile si aggiungerà alle quattro donne protagoniste: Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci, Cecilia Dazzi e Margherita Buy.
Sono iniziate ieri a Roma le riprese di una serie tv che sta incuriosendo parecchio, Amiche mie, della quale abbiamo parlato in più occasioni. Le riprese dureranno all’incirca 20 settimane e serviranno a produrre i 12 episodi da 50 minuti che ne comporranno probabilmente la prima stagione, per 6 serate di prime time. Assieme alle già annunciate Margherita Buy, Luisa Ranieri ed Elena Sofia Ricci, ci sarà la simpatica Cecilia Dazzi (nella foto). Saranno 4 amiche alle prese con l’amore e la voglia di rimettersi in gioco a 40 anni.
Prodotta da Francesco Pincelli per Mediavivere, la fiction andrà in onda prossimamente su Canale 5. La regia è di Paolo Genovese e Luca Miniero, mentre il soggetto è ideato da Cristiana Farina (che ne è anche produttore creativo), Paola Fossataro e Rita Rusic. Amiche mie, scritta con Lorenzo Favella, Anna Mittone, e Maddalena Ravagli, è ambientata a Milano e racconta la storia di 4 amiche tra i 35 e i 40 anni che, come oggi capita a tante, per motivi diversi si ritrovano single e fanno dell’amicizia il loro punto di forza.
Scoprono così che i 40 anni per una donna sono un punto di partenza e non un traguardo, una conquista di libertà vissuta con più forza e consapevolezza. Infatti, l’obiettivo di Francesca, Anna, Grazia e Marta è quello di mettersi in gioco, costi quel che costi, affrontando la paura, i pregiudizi, le difficoltà, ma anche vivendo appieno l’eccitazione e la gioia di una vita che somiglia ogni giorno di più a quella che hanno sempre sognato. Tutto questo sicure di poter contare una su l’altra come in una sorellanza.

Di Amiche mie abbiamo parlato in più occasioni. Una fiction tutta italiana che dovrebbe strizzare l’occhio sia a Sex and the city che a Desperate Housewives e che già per questi “omaggi” non parte, a mio parere, col piede giusto. Ma spero ovviamente di ricredermi.
In questi mesi sono state fatte varie ipotesi sulle future protagoniste della serie - si parlava, ad esempio, di Alessia Marcuzzi -, ma è Sorrisi e canzoni a rivelare quali saranno le vere interpreti: Elena Sofia Ricci, Margherita Buy e Luisa Ranieri, più una quarta attrice ancora non definita.
La prima, della quale abbiamo parlato di recente, è ormai una habitué delle fiction nostrane e il suo curriculum televisivo è già ben stampato nella memoria di tutti. La Buy, anch’essa attrice dalla lunga carriera, è invece da sempre più orientata al cinema, pur non avendo disdegnato in passato alcune miniserie più impegnati. Bella e brava anche Luisa Ranieri, nata come attrice teatrale, approdata al cinema con Pieraccioni e poi alla fiction, non si è lasciata sfuggire una parentesi di varietà affiancando Adriano Celentano a Rockpolitik.
La fiction in sei puntate sarà prodotta da Endemol Italia per Canale 5. Diretta da Luca Miniero e Pasquale Genovese, ambientata nella Milano bene, la serie racconterà le vicende di quattro donne quarantenni che, ritrovatesi sole per motivi differenti, diventano amiche, facendo di questa amicizia il loro punto di forza.
L’inizio delle riprese della fiction, scritta da Cristiana Farina, Rita Rusic e Paola Fossataro, e’ previsto per febbraio.
Parlammo del progetto Amiche Mie, fiction Endemol-Mediaset, già nel febbraio del 2006.
Oggi se ne torna a parlare, perché una delle quattro protagoniste della fiction potrebbe essere Alessia Marcuzzi.
Amiche mie, scritta da Cristiana Farina (Vivere e Centovetrine) con la supervisione di Rita Rusic, secondo TgCom, sarà
un giusto mix tra i più rinomati Sex and The City e Desperate Housewives
A questo punto, la domanda nasce spontanea.
Perché dovrebbe esserlo? Perché io, spettatore, potrei voler vedere un mix fra una serie che è alla sua quarta stagione e comincia a dar segni di cedimento e un’altra serie culto chiusa da anni e di cui ora si sta per fare un film?
Perché dovrei vedere un mix italiano di due serie americane realizzate con le contropalle - se mi si concede la finezza -?
La trama: quattro donne milanesi (al momento si chiamano Marzia, Francesca, Grazia e Anna) tra i 35 e i 40 anni abitano nella stessa palazzina in Corso Como. Sono tutte single di ritorno (tre sposate, una con tre figli, una con due, un’altra senza, la quarta ha convissuto con un uomo padre di una bambina) e cercano un nuovo rapporto con la vita e gli uomini (sic!).
I margini per Sex & The City e per Desperate, lasciatemelo dire con un atto di critica preventiva, non ci sono. Ma magari ci si provasse. Magari.
Per farlo, bisognerebbe cominciare scegliendo delle attrici, come protagoniste, e non delle conduttrici.
Sarebbe un bell’inizio.
In fatto di telefilm, mi spiace dirlo, gli americani sono molto più innovativi degli italiani, anche se qualche tentativo di “novità” c’è anche qui…ma i risultati lasciano spesso a desiderare.
Il più delle volte ci limitiamo a scopiazzare i telefilm made in USA, cambiando i nomi dei protagonisti e cambiandone le ambientazioni, ma lasciando praticamente identica la trama. Se il risultato non è malvagio, copiamo anche le imitazioni, ricambiando i nomi dei protagonisti e ricambiandone le ambientazioni. Basta guardare il palinsesto per rendersene conto: per ogni telefilm programmato sulle reti Mediaset, c’è un telefilm simile sulla Rai e viceversa.
Sta per essere prodotto l’ennesimo scopiazzamento, ma stavolta il ciclo “poliziesco” (Ris, Carabinieri, La Squadra, Distretto di Polizia, ecc.) sembra essere finito.
Ne parla Tiscali Spettacoli: “Donne tra i 35 e i 40 anni alle prese con il più classico dei problemi: gli uomini” e ancora “Alcune sposate e separate, altre reduci da una più “semplice” convivenza, le quattro protagoniste cercano di rifarsi una vita riscoprendo un nuovo rapporto con l’altro sesso”. Che vi ricorda?
La fantasia pare non essere proprio di casa, visto che già il titolo del telefilm – che spero non sia definitivo -, “Amiche Mie”, è uguale a quello di una commedia anni ‘80 con Nadia Cassini e Carmen Russo.
Il telefilm pare arriverà in tv l’anno prossimo quindi è presto per dare un giudizio definitivo, ma per quel poco che ho letto credo di non sbagliarmi nell’affermare che anche questa volta non ci sarà nulla di nuovo. Staremo a vedere.