“In Treatment” è stato cancellato da Hbo. Più o meno. Il drama con Gabriel Byrne nei panni del psicoterapeuta Paul Weston, in onda quotidianamente con un paziente diverso al giorno, non tornerà con una quarta stagione. D’altra parte, il format originale israeliano si è fermato dopo due anni, ed alcuni sostengono che proprio la mancanza di una linea narrativa da seguire, insieme all’uscita di scena dello showrunner Warren Leight, abbia contribuito alla decisione.
Ma c’è dell’altro. Consapevole di avere tra le mani un prodotto che potrebbe ancora rendere molto, il network starebbe pensando ad una rivisitazione proprio del format dello show, abbandonando l’appuntamento quotidiano del protagonista con diversi pazienti e realizzando una stagione canonica (non si raggiungerebbero più, quindi, i 45 episodio a stagione, come avvenuto al secondo anno di messa in onda) con l’attenzione focalizzata su un minor numero di pazienti.
“E’ vero che non abbiamo piani per proseguire ‘In treatment’, ha ammesso la Hbo. “Ad ogni modo, siamo in continua discussione con i produttori esecutivi per trovare un altro modo per raccontare delle storie così intense”. Buone notizie, invece, per i fan di “Mad Men” che, dopo la conferma che lo show sarebbe tornato con una quinta stagione, ora possono stare tranquilli per ben due anni: lo show avrà infatti anche una sesta stagione.
L’odissea della quinta stagione di “Mad Men” sembrerebbe finita. Dopo una lunga trattativa, anticipata già nei mesi scorsi da Rich Sommer, l’accordo tra Lionsgate (che produce lo show), Amc (che lo manda in onda) e Matthew Weiner (che lo ha creato, foto) è stato raggiunto, sebbene la conferma che la quarta stagione non sarebbe stata l’ultima c’era già da tempo.
Con il contratto in scadenza lo scorso autunno Weiner si è ritrovato di fronte ad una serie di negoziazioni che hanno fatto temere i fan dello show per un suo rinnovo. Una paura immotivata, visti gli alti ascolti che la la serie continua ad avere e che, oltre ai numerosi premi, hanno permesso ad Amc di diventare una delle reti via cavo più prestigiose d’America (e di realizzare altre serie come “The Walking Dead” e “The Killing”, in arrivo domenica).
Ad ogni modo, l’accordo non è stato raggiunto fino ai giorni scorsi, quando il network ha ufficilizzato la produzione della nuova stagione della serie. La lentezza delle trattative, però, ha portato come conseguenza lo slittamento dello show, che non andrà in onda quest’estate, ma l’anno prossimo, presumibilmente in primavera.
Amc si prepara a lanciare una nuova serie, ovvero “The Killing” (foto). Il crime debutterà il 3 aprile in America, mentre su internet verranno pubblicati dietro le quinte ed un forum per permettere al pubblico di iniziare a conoscere il nuovo show, che è un remake del telefilm danese “Forbrydelsen”.
Ambientato a Seattle, “The Killing” racconta dell’omicidio di una ragazza, Rosie, sulla quale indaga Sarah Linden (Mireille Enos, “Big Love”), a capo della squadra omicidi. Il suo lavoro la porterà a fare delle scoperte che coinvolgeranno anche personaggi apparentemente lontani dalla ragazza uccisa, come il candidato sindaco Darren Richmond (Billy Campbell). La prima stagione, prodotta da Fox Television Studios, è composta da tredici episodi della durata di un’ora.
Sempre Amc potrebbe anticipare, invece, da ottobre a luglio la seconda stagione di “The Walking Dead”. La notizia arriva da Bryan Cranston, protagonista di “Breaking Bad” (la quarta stagione, le cui riprese inizieranno la prossima settimana, andrà in onda a luglio), secondo cui la rete vorrebbe trasmettere i suoi show maggiori d’estate, evitando il periodo autunnale ed invernale, e quindi la concorrenza. Frank Darabont, intanto, ha anticipato che un nuovo personaggio arriverà nei prossimi episodi.
SyFy cancella “Stargate Universe”, la terza serie nata dal marchio “Stargate”, di cui la rete ha trasmesso anche “Stargate SG-1″ e “Stargate Atlantis”. I restanti dieci episodi della seconda stagione che andranno in onda in primavera, quindi, saranno gli ultimi. La prima stagione dello show era partita con ascolti superiori ai due milioni di telespettatori, assestandosi poi sopra al milione.
Il calo è arrivato con i nuovi episodi, trasmessi da settembre, che non sono andati oltre il milione e duecento mila telespettatori. Da qui, vista anche la spesa che richiede una serie di fantascienza come questa, la decisione di chiudere il telefilm. E’ il secondo show che la rete chiude di recente: qualche mese fa era toccato a “Caprica”, anch’esso nato dal successo di un’altra serie, ovvero “Battlestar Galactica” (di cui però il network sta preparando “Blood and Chrome”).
Amc, invece, dopo la cancellazione di “Rubicon”, si era ritrovata con uno spazio libero in palinsesto, che ha deciso di riempire con la nuova “Hell on Wheels”, di cui ha ordinato dieci episodi (in alto un’immagine). Si tratta del sesto pilot per la rete che diventa serie televisiva, oltre che un ritorno al genere western (Amc aveva già trasmesso la miniserie “Broken Trail”).
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Chiude alla grande “The Walking Dead”, la serie di Amc che fin dalla prima puntata ha registrato alti ascolti: l’ultimo episodio, andato in onda domenica, è stato visto da più di 6 milioni di persone, l’ascolto più alto mai registrato per una serie su una tv via cavo basic. Se alla messa in onda delle 22 si aggiungono quella delle 23 e dell’una di notte, il numero sale a 8,1 milioni di telespettatori.
In particolare, nella fascia 18-49 anni erano in 4 milioni, mentre 3,5 in quella 25-54 anni. La media della prima stagione è stata di 3,5 milioni. Un successo su ogni aspetto, che la rete spera di bissare con la seconda stagione della serie, che dovrebbe andare in onda il prossimo autunno. Un altro successo degli ultimi giorni è stato l’episodio della quinta stagione di “Psych” dedicato a “Twin Peaks”.
“Dual Spires” ha visto come guest star, tra gli altri, Sheryl Lee (ed in molti si saranno commossi nel vederla togliere il telo di plastica che avvolge la vittima del caso di puntata, foto), Sherilyn Fenn, Dana Ashbrook, Catherine Coulson e Ray Wise. Il risultato è stato buono: 3,5 milioni di telespettatori hanno seguito l’episodio, in linea coi numeri della serie.

Il quinto episodio di “The Walking Dead” ha regalato ad Amc, domenica scorsa, l’ascolto di 5,6 milioni di telespettatori (2.8 rating nella fascia 18-49 anni). Un numero maggiore dell’esordio di un mese fa, quando la serie fu vista da 5,3 milioni di persone. Inevitabile, quindi, il rinnovo per una seconda stagione di tredici episodi, confermato qualche settimana fa. Per l’episodio in onda stanotte (ora italiana, sopra uno sneak peek), si prevedono ancora grandi numeri.
Eppure, come se gli zombie non bastassero ad alimentare la suspence nel corso della serie, un giallo pervade in queste ore la produzione dei prossimi episodi: secondo Deadline, infatti, il produttore dello show Frank Darabont avrebbe deciso di non mantenere gli autori di questa prima stagione (tra cui Charles “Chic” Eglee), ma di affidarsi ad un gruppo di freelance, che andrebbero a scrivere gli episodi di cui lui non si occuperebbe (fino ad ora ne ha scritti due).
Una notizia del genere, sebbene cambi al tavolo degli autori siano normali in ogni serie, ha spaventato i numerosi fan dello show, che hanno immaginato di ritrovarsi davanti, la prossima stagione (in onda, forse, ad ottobre), una storia che potrebbe risentire del cambiamento e, quindi, molto diversa rispetto a quella vista finora.
Continua l’appassionante storia degli anni ‘60 americani dal punto di vista di Matthew Weiner con “Mad Men”, la cui quarta stagione andrà in onda da stasera alle 23 su Fx (canale 131 di Sky). I fatti raccontati nei nuovi episodi, in particolare, racconteranno il 1964 ed il 1965 sia attraverso le vite dei protagonisti che attraverso i fatti che hanno coinvolto l’America.
-Attenzione: spoiler-
L’assassinio del presidente Kennedy aveva sconvolto, nella terza stagione, i protagonisti, che hanno dovuto anche affrontare ostacoli personali. Primo tra tutti, Don (Jon Hamm), alle prese col divorzio da Betty (January Jones).
Ma a preoccupare Don è anche la possibilità che la Sterling & Cooper venga venduta, ipotesi che lo porta, alle fine della terza stagione, a formare una nuova agenzia, insieme a Roger (John Slattery), Bert (Robert Morse) e Lane (Jared Harris), e nella quale lavoreranno Peggy (Elizabeth Moss), Joan (Christina Hendricks), Pete (Vincent Kartheiser), ed Harry (Rich Sommer).
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Ancora una volta, Twitter ha creato un “caso” intorno ad una serie televisiva ed al suo possibile ritorno in tv. Lo show in questione è “Mad Men” che, secondo Rich Sommer, interprete di Harry, potrebbe non tornare in tv con una quinta stagione.
Nella sua pagina Twitter, l’attore ha scritto “Non ho idea se ci sarà un quinta stagione. Sto lavorando nell’ipotesi che non ci debba essere, finchè non sentirò il contrario”.
E’ bastato poco per scatenare i fan della serie, che subito hanno temuto per la chiusura improvvisa del telefilm. Effettivamente, Amc e Lionsgate stanno negoziando sul rinnovo della serie (si parla di altre due stagioni), ma parlare di rischio cancellazione sembra un po’ azzardato, visto il successo di critica e pubblico che lo show sta ottenendo. Ed infatti, poco dopo, dal suo blog l’attore ha chiarito:
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Era prevedibile che “Rubicon” venisse cancellato. E giovedì, infatti, la Amc ha comunicato che il drama che ha debuttato quest’estate non avrà una seconda stagione. La serie ha avuto una media di 1,2 milioni di telespettatori, con un rating nella fascia 18-49 anni dello 0.2. Amc, che da ha sempre cercato di puntare in alto con le sue serie, non vuole arrivare ad ascolti ancora più bassi, ed ha preferito chiudere subito lo show.
D’altra parte, gira la voce che il network stia già pensando a come sostituire “Rubicon”. La rete ha già pronta “The Killing”, che trasmetterà prossimamente, ma potrebbe anche debuttare “Hell on Wheels”, il cui pilot è stato realizzato da poco e sarebbe piaciuto ai dirigenti del network.
Altra serie storica (è ambientata nel 1860), protagonista del telefilm è Cullen Bohannan (Anson Mount), ex soldato confederato in cerca di vendetta, che finisce a lavorare per la costruzione della prima ferrovia transcontinentale per la Union Pacific. Il titolo si riferisce proprio alla serie di casinò e saloon che furono costruiti lungo la ferrovia per attirare i numerosi operai.
Continua ad essere un successo “The Walking Dead”: il secondo episodio della serie, andato in onda domenica su Amc, è stato visto da 4,7 milioni di telespettatori (3,3 tra i 18 ed i 49 anni). Il calo rispetto alla prima puntata (5,3 milioni) c’è stato, così come in Italia, dove su Fox “Una via d’uscita” è stato visto da quasi 230 mila persone (la settimana scorsa erano 360 mila), ma il telefilm si mantiene su numeri molto alti.
Tant’è che, inevitabilmente, è arrivata dalla rete la conferma di una seconda stagione dello show, che sarà composta da tredici episodi (e non da sei come la prima stagione). Già nei mesi scorsi era circolata la voce di un rinnovo: la stessa rete aveva lanciato un concorso che vedeva come premio la partecipazione alle riprese dei nuovi episodi nei “panni” dello zombie, mentre Frank Darabont aveva accennato alla probabilità che la serie sarebbe tornata in tv:
“Se ci fosse una seconda stagione, cosa che credo accadrà… Ci aspetteremo tredici episodi. Ora saprei davvero da dove partire.”
“Nessun altra serie su una rete via cavo ha attirato così tanti telespettatori tra i 18 ed i 49 anni come ‘The Walking Dead’ “, ha detto Charlie Collier, presidente del network. “Questo riafferma la voglia dei telespettatori di tv di qualità su un canale via cavo. Siamo orgogliosi di riportare ‘The Walking Dead’ in tv ancora, in tutto il mondo”.
Lunedì scorso, a sole 24 ore di distanza, Fox (canale 110 di Sky) ha mandato in onda la prima puntata dell’attesa serie in sei puntate “The Walking Dead”, riscuotendo un buon successo di pubblico (360mila telespettatori hanno seguito l’episodio, mentre in America sono stati 5,3 milioni). In molti, però, avevano notato una differenza con la versione originale americana.
Infatti, nella puntata trasmessa in Italia (e non solo: la stessa cosa è avvenuta in tutti gli altri Paesi con cui Amc ha stretto un accordo di distribuzione, esclusa l’Inghilterra) mancavano circa 20 minuti rispetto a quella trasmessa negli Stati Uniti. L’episodio è quindi durato 45 minuti invece che 65.
Come mai? C’è chi ha parlato di censura, di chi complotto, chi ancora di esclusive varie. Da Fox Italia avevano fatto sapere che si trattava della versione standard distribuita dalla rete alle altre emittenti, ed avevano promesso che presto avrebbero trasmesso l’episodio integrale. E così sarà: la prima puntata, della durata di 65 minuti, di “The Walking Dead” andrà in onda domenica prossima, alle 23:35.
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La prima puntata di “The Walking Dead”, in America, è stato un successo: a seguire la premiere della serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman, domenica, sono stati ben 5,3 milioni di telespettatori, con un rating nella fascia 18-49 anni del 3.3. Nella stessa fascia, ben 3,6 milioni di persone hanno seguito la serie, il cui debutto è finora il più visto dell’anno per qualsiasi rete via cavo.
Ma non solo: se alla messa in onda delle 22 si aggiungono anche le repliche delle 23:30 e dell’una di notte, il numero totale di persone che hanno visto i primi 90 minuti dello show è di 8,1 milioni. Un successo per la rete, che spera di bissare questi numeri anche nelle prossime settimane.
La prima puntata della serie, però, è andata in onda anche in Italia. Ieri sera, su Fox (canale 110 di Sky), a seguire la prima puntata di “The Walking Dead” doppiata in italiano erano 359.280, numero in media con le serie più viste dei canali Fox, tanto da rendere il telefilm il programmi più visto della giornata nella sezione intrattenimento. Questo grazie anche alla tempestività con cui la serie è andata in onda, cosa che ha comunque creato qualche polemica tra i telespettatori.
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Non dovremo aspettare il prossimo Halloween per vedere la serie che in tanti considerano l’evento di quest’autunno televisivo americano. Grazie ad un accordo stretto con numerosi Paesi, infatti, “The Walking Dead” andrà in onda in molte parti del mondo con poche ore di distanza dalla messa in onda originale. Per noi, l’appuntamento è per stasera ed ogni lunedì su Fox (canale 11o di Sky) alle 22:45.
Prepariamoci, dunque, alla prima puntata di uno show su cui Amc ha puntato moltissimo, sia in termini di promozione che della propria reputazione di rete di qualità: il ritorno in tv degli zombie (grazie al riadattamento del fumetto di Robert Kirkman per mano di Frank Darabont, regista de “Il miglio verde”) potrebbe infatti sembrare l’ennesimo tentativo di spaventare senza troppa fatica, ma non è questo il caso.
Fin dal preair diffuso online, la sensazione è quella, invece, di aver realizzato una serie che fa paura attraverso temi come la solitudine, la sopravvivenza, la confusione di trovarsi in un mondo che non è quello che ci aspettavamo. Ed è proprio quello che succede al protagonista, il vice sceriffo Rick Grimes (Andrew Lincoln), che dopo una sparatoria finisce in coma ed al suo risveglio scopre di essere in una realtà totalmente diversa da quella che aveva lasciato.
Quante volte, negli ultimi anni, abbiamo sentito parlare di cospirazioni all’interno delle serie televisive? Tante (l’ultimo caso è “The Event”, ma non possiamo non ricordare “24″, in cui Jack Bauer doveva lottare ogni “giorno” con nuovi complotti ai danni dell’America), e “Rubicon”, la nuova serie in tredici episodi che Joi di Mediaset Premium manda in onda da stasera alle 21, non è da meno.
Potremo anzi dire che questo drama, scritto da Jason Horwitch, ha nell’idea di cospirazione il suo punto di forza (non è un caso che l’autore abbia dichiarato di essersi ispirato a film come “I tre giorni del condor” e “Tutti gli uomini del Presidente”), che ci trascina in una storia fatta di misteri, strane coincidenze ed enigmi risolvibili solo da menti contorte.
Come quella di Will (James Badge Dale, “The Pacific”), giovane analista di un’associazione politica non governativa, che non si è mai ripreso dalla perdita di moglie e figlia negli attentati alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Il lavoro di Will lo aliena dal resto del mondo, di cui lui vuole sapere il meno possibile, fin quando una serie di coincidenze contenute in alcuni cruciverba non farà scattare nella sua mente una molla che darà il via ad una serie di sospetti.
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Vampiri e lupi mannari, fatevi da parte. Lasciate un po’ di posto agli zombie, tanto bistrattati negli scorsi anni, apparsi in qualche film, certo, ma in televisione ormai relegati al ruolo di “cattivo di puntata” di qualche serie sovrannaturale. In “The Walking Dead”, che esordirà il 31 ottobre sulla Amc (e da noi su Fox il 4 novembre), si prendono la loro rivincita “divorando” la scena.
La prima puntata dell’adattamento del fumetto di Robert Kirkman è, manco a dirlo, già online. Non soffermiamoci sui dubbi se si tratti o no di una trovata commerciale della rete o del “cattivo gesto” di qualcuno che ha approfittato di avere tra le mani una copia dei primi 60 minuti della serie in sei puntate. Godiamoci il regalo, e prepariamoci ad un piccolo gioiello televisivo.
Non si può commentare diversamente il primo episodio dello show, che sfrutta l’impatto del protagonista Rick (Andrew Lincoln), risvegliatosi dal coma dopo essere stato ferito in una sparatoia, di fronte a un mondo del tutto cambiato. Suggestiva la cold opening (i minuti che precedono la sigla), di cui non vi sveliamo niente, che ci catapulta in questo mondo, dove per sopravvivere non si deve guardare in faccia a nessuno.
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