
“Quei bravi ragazzi” diventerà una serie tv grazie ad Amc. Già nel 2010 era circolata la voce secondo cui una versione prequel del film del 1990 di Martin Scorsese sarebbe approdata sul piccolo schermo, coinvolgendo, oltre allo stesso regista, anche Nicholas Pileggi, autore del film e de “Il delitto paga bene”, libro da cui è tratto.
Ora, entra in gioco Amc: la rete via cavo starebbe sviluppando il progetto insieme a Pileggi, che sta scrivendo la sceneggiatura con Jorge Zamacona. I due produrranno lo show con Irwin Winkler e suo figlio David. Con loro, Warner Horizon Television.
Se nel 2010, però, si parlava di un prequel, che raccontasse i fatti antecedenti a quelli narrati nel film che valse un premio Oscar a Joe Pesci come miglior attore non protagonista, non è chiaro se l’idea a cui oggi Pileggi sta lavorando sia un adattamento in più episodi della pellicola o no. Una cosa è certa: la serie non sarà un sequel, così come aveva spiegato lo stesso sceneggiatore:
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Frank Darabont, dopo la “cacciata” da “The Walking Dead”, che ha portato in tv e scritto per la prima stagione, torna sul piccolo schermo con una nuova serie, dal titolo “L.A. Noir”, di cui sta scrivendo il pilot, che dovrebbe anche dirigere, per Tnt. Con lui, a produrre ci sono Mike De Luca (“The Social Network”) ed Elliot Webb.
Lo spunto per lo show sarà “L.A. Noir: The Struggle for the Soul of America’s Most Seductive City”, libro di John Buntin che racconta la vita segreta della polizia e della criminalità di Los Angeles tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. In particolare, i protagonisti sarebbero il poliziotto William Parker ed il suo antagonista Mickey Cohen.
“Il noir è una mia passione, mi sento fortunato di poter sviluppare un progetto di questo tipo”, ha ammesso Darabont. “Il superbo libro di John Buntin è il nostro punto di ispirazione per le storie che racconteremo, intrecciando la finzione ai fatti, e viceversa. Il libro dà elementi irresistibili, è un canovaccio con possibilità infinite. L’obiettivo”, ha concluso, “è presentare una storia con il tono che il libro promette: un drama noir, brillante, realistico, autentico”. Darabont, però, nelle scorse ore è stato anche al centro di una misteriosa lettera, nella quale viene svelato come il regista avrebbe voluto far iniziare la seconda stagione di “The Walking Dead”, a cui poi non ha lavorato.

Ammettiamolo: i più appassionati di serie tv americane non aspettano la messa in onda su satellite, digitale terrestre e canali in chiaro per vedere i propri show preferiti o le novità (di cui vi abbiamo parlato proprio ieri, con i nostri consigli per il prossimo anno). In molti, le serie, le scaricano da internet. Una pratica diffusa quanto illegale, ma comunque in aumento rispetto agli anni passati.
Anche quest’anno, ecco allora la classifica dei telefilm più scaricati attraverso torrent, comunicata dal sito TorrentFreak. A dominare è “Dexter”, che ha avuto una media di 3.600.000 download ad episodio, a fronte di 2,1 milioni di telespettatori di media (tra prime tv e repliche in settimana). Al secondo posto, la novità “Game of Thrones”, con 3.400.000 download, superiori alla media della serie di 3 milioni di persone.
In entrambi i casi, si osserva quindi come il pubblico che ha preferito scaricare la serie è superiore di quello che l’ha vista in tv. Si tratta di un dato che, se da un lato va letto tenendo conto del fatto che le medie di telespettatori si riferiscono alla messa in onda americana e non quelle degli altri Paesi, dall’altro evidenzia come il pubblico mondiale (quello che effettivamente scarica attraverso i download: il sito rivela infatti che in America l’uso dei torrent è diminuito, complici anche siti di visione streaming come Hulu e Netflix) non voglia aspettare la messa in onda in tv delle serie annunciate in patria come evento, andandosele a cercare autonomamente. Dopo il salto, la classifica completa.

E’ presto per parlare del finale di “Mad Men”, dal momento che Amc deve mandare in onda ancora la quinta stagione, prevista per marzo, dopo una lunga pausa. Le trattative tra il network, Lionsgate e Matthew Weiner, creatore della serie, si sono però concluse raggiungendo un accordo che porterà la serie a sette stagioni.
E’ il caso, allora, di domandarsi se il creatore di uno degli show pià apprezzati dalla critica abbia iniziato a pensare a come far concludere la saga dei pubblicitari della Sterling Cooper, anche se di tempo per pensarci ce n’è. Eppure, Weiner ha ammesso di avere in mente un’immagine di come sarà il finale della serie.
Intervistato da Grantland, l’autore ha spiegato (non nei dettagli, ovviamente), cosa ha in mente per la conclusione dello show che ha riportato in tv gli anni ‘60 (tentativo andato a vuoto per “The Playboy Club”, mentre “Pan Am” continua a navigare in cattive acque). Se volete avere ulteriori dettagli, proseguite nella lettura, altrimenti fermatevi qui.
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La definiscono l’erede di Twin Peaks“, ma “The Killing”, la nuova serie tv in onda da stasera alle 21:55 su Foxcrime (canale 117 di Sky), del telefilm di David Lynch mantiene solo alcuni aspetti, lasciandone per strada altri, senza farli rimpiangere.
Innanzitutto, “The Killing” è un remake di una serie danese, “Forbrydelsen” (“Il crimine”), in onda dal 2007 e di cui ora si sta realizzando una terza stagione. La versione americana è stata scritta da Veena Sud, creatrice di “Cold Case”, ed è stata prodotta da Mikkel Bondesen (”Burn Notice”), per un totale di tredici episodi, ed è stata rinnovata per una seconda stagione, grazie ai buoni ascolti ottenuti (la premiere, è stato uno dei migliori risultati di Amc).
Come “Twin Peaks”, invece, la storia parte da un omicidio, per poi svolgere numerose sottotrame che ruotano sempre intorno alla vittima che dà il via al racconto ma che sanno anche approfondire altri temi e sviluppare vari personaggi. Tra questi, la protagonista, il detective Sarah Linden (Mireille Enos, “Big Love”), tanto appassionata del suo lavoro quanto decisa a cambiare vita ed a trasferirsi insieme al compagno ed al figlio Jack dalla grigia Seattle alla calda California. Un trasferimento, però, che verrà rimandato a causa del ritrovamento di una maglietta insanguinata appartenente a Rosie Larsen (Katie Findlay), la “Laura Palmer” della situazione.
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“The Walking Dead” è stata rinnovata per una terza stagione: inevitabile la notizia, dopo gli ascolti record della prima puntata della seconda stagione, che hanno raccolto oltre sette milioni di telespettatori ed un rating nella fascia 18-49 anni del 3.8. La seconda puntata, in onda domenica, è calata nei numeri, che sono comunque stati da record per Amc.
Il secondo episodio è stato infatti visto da 6,7 milioni di persone, con un rating del 3.6. Da qui, appunto, la decisione della rete di rinnovare la serie per una terza stagione, che con ogni probabilità sarà composta come la seconda da tredici episodi. Soddisfatto Charlie Collier, presidente di Amc:
“Oggi siamo onorati di annunciare che i ‘morti’ continueranno a vivere dal momento che abbiamo rinnovato The walking dead per una terza stagione. Ringraziamo per il contributo allo show chiunque abbia lavorato sia davanti che dietro alla macchina da presa, continuando a rendere la serie un’esperienza televisiva ed a registrare record di ascolti in giro per il mondo”.
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La seconda stagione di “The Walking Dead” conferma il successo della prima stagione, con un record d’ascolti storico non solo per Amc, ma anche per tutti i canali via cavo cosiddetti “basic”. La prima puntata della serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman, infatti, ha raccolto nella prima messa in onda ben 7,3 milioni di telespettatori, con un rating nella fascia 18-49 anni del 3.8. In totale, comprese le repliche delle ore successive, a vedere la prima puntata sono stati 11 milioni di persone.
Rispetto al debutto della prima stagione, c’è stato un incremento netto: la prima puntata, infatti, aveva raccolto 5,3 milioni di telespettatori, con un 2.7 di rating 18-49 anni. Merito sicuramente dell’attesa che i produttori sono riusciti ad alimentare tra i pubblico, comunicato pochi dettagli sulla trama e sui personaggi. Ma è stato un successo grazie anche alla capacità che hanno avuto gli autori di realizzare una prima puntata decisamente superiore rispetto al debutto: nella premiere della seconda stagione c’è stato di tutto, e “The Walking Dead”, se mantiene questa qualità, rischia seriamente di fare incetta di premi il prossimo anno.
La serie ha debuttato anche in Italia, ieri, grazie ad un accordo che permette a Fox Italia di trasmettere il telefilm, doppiato, a 24 ore di distanza dalla messa in onda originale. A vedere il primo episodio, su Fox, Fox+1 e Fox+2, erano in totale 198.783 telespettatori (di cui oltre 15 mila in ascolto differito). L’anno scorso, per la prima puntata, ci furono circa 360 mila persone.

Tornano gli zombie di “The Walking Dead”: l’appuntamento con la serie di Amc è da stasera alle 22:45 su Fox (canale 111 di Sky) con il primo episodio della seconda stagione dello show tratto dai fumetti di Robert Kirkman e portato in tv da Frank Darabont, che però è stato allontanato dalla produzione dei nuovi episodi.
Darabont, infatti, non è più lo showrunner della serie (notizia che negli scorsi mesi pare, secondo alcune voci, aver gettato nello sconforto lo stesso cast della serie): al suo posto ci sarà Glen Mazzara, che cercherà di mantenere i livelli di “The Walking Dead” identici a quelli dello scorso anno, quando la serie divenne in poco tempo un vero e proprio fenomeno.
Anche quest’anno, Fox Italia trasmette il telefilm a sole 24 ore di distanza dalla messa in onda americana. Ogni lunedì, quindi, potremo vedere l’episodio trasmesso la notte precedente in America già doppiato in italiano. Inoltre, venerdì prossimo, alle 21:50 la rete manderà in onda la versione director’s cut della puntata, della durata di un’ora e mezza, mentre quella che vedremo stasera sarà disponibile da domani anche sul sito ufficiale del canale.

Altra serie che arriva al capolinea dopo quelle di cui vi abbiamo parlato ieri. In questo caso, però, la notizia fa più clamore, perchè si tratta di “Breaking Bad”, uno dei telefilm più acclamati da pubblico e critica negli ultimi anni. La quinta stagione del telefilm, che andrà in onda il prossimo anno, sarà infatti l’ultima.
E’ stato raggiunto all’ultimo minuto l’accordo tra Amc, rete che trasmette la serie, e la Sony Pictures Tv, che la produce: il contratto sarebbe scaduto domani, mentre gli accordi presi con il cast sarebbero terminati alla fine del mese. Una decisione, quella del rinnovo per un’ultima stagione, che permette così di chiudere definitivamente e consapevolmente lo show con Bryan Cranston, vincitore per tre anni di fila dell’Emmy Award come miglior attore protagonista di un drama.
Gli episodi saranno 16, diversamente dalla prima stagione (di sette episodi) e dalla seconda, terza e quarta (di tredici puntate), quest’ultima ora in onda in America. Le riprese inizieranno il prossimo anno e la messa in onda dovrebbe avvenire in estate, anche se alcuni voci vogliono la Amc decisa a dividere la quinta stagione in due mini cicli, in modo da spalmare l’attesa per gli ultimi episodi in un maggiore arco di tempo.
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Dopo il buon successo di pubblico e di critica, Amc ha deciso di rinnovare per una seconda stagione da tredici episodi “The Killing”. Il crime, il cui finale della prima stagione andrà in onda domenica prossima, è il remake della serie danese “Forbrydelsen”, vincitrice degli ultimi BAFTA Awards.
Lo show, lo ricordiamo, segue le indagini della detective di Seattle Sarah Linden (Mireille Enos), che poco prima della partenza per la California, si ritrova a lavorare sull’omicidio della giovane Rosie, di cui si scoprono puntata dopo puntata le sue relazioni con familiari, amici, e non solo, arrivando fino alla scena politica con il candidato sindaco Darren Richmond (Billy Campbell). Non si sa ancora che la seconda stagione seguirà ancora la stessa linea della serie danese, di cui si sta realizzando un terzo ciclo di episodi.
Deve invece ancora iniziare la prima stagione, ma già fa discutere in America “The Playboy Club”, il nuovo drama della Nbc che la rete affiliata KSL-TV a Salt Lake City, nello Utah, ha deciso di non trasmettere per via del marchio, quello degli storici locali e della celebre rivista, al centro dello show.
“In Treatment” è stato cancellato da Hbo. Più o meno. Il drama con Gabriel Byrne nei panni del psicoterapeuta Paul Weston, in onda quotidianamente con un paziente diverso al giorno, non tornerà con una quarta stagione. D’altra parte, il format originale israeliano si è fermato dopo due anni, ed alcuni sostengono che proprio la mancanza di una linea narrativa da seguire, insieme all’uscita di scena dello showrunner Warren Leight, abbia contribuito alla decisione.
Ma c’è dell’altro. Consapevole di avere tra le mani un prodotto che potrebbe ancora rendere molto, il network starebbe pensando ad una rivisitazione proprio del format dello show, abbandonando l’appuntamento quotidiano del protagonista con diversi pazienti e realizzando una stagione canonica (non si raggiungerebbero più, quindi, i 45 episodio a stagione, come avvenuto al secondo anno di messa in onda) con l’attenzione focalizzata su un minor numero di pazienti.
“E’ vero che non abbiamo piani per proseguire ‘In treatment’, ha ammesso la Hbo. “Ad ogni modo, siamo in continua discussione con i produttori esecutivi per trovare un altro modo per raccontare delle storie così intense”. Buone notizie, invece, per i fan di “Mad Men” che, dopo la conferma che lo show sarebbe tornato con una quinta stagione, ora possono stare tranquilli per ben due anni: lo show avrà infatti anche una sesta stagione.
L’odissea della quinta stagione di “Mad Men” sembrerebbe finita. Dopo una lunga trattativa, anticipata già nei mesi scorsi da Rich Sommer, l’accordo tra Lionsgate (che produce lo show), Amc (che lo manda in onda) e Matthew Weiner (che lo ha creato, foto) è stato raggiunto, sebbene la conferma che la quarta stagione non sarebbe stata l’ultima c’era già da tempo.
Con il contratto in scadenza lo scorso autunno Weiner si è ritrovato di fronte ad una serie di negoziazioni che hanno fatto temere i fan dello show per un suo rinnovo. Una paura immotivata, visti gli alti ascolti che la la serie continua ad avere e che, oltre ai numerosi premi, hanno permesso ad Amc di diventare una delle reti via cavo più prestigiose d’America (e di realizzare altre serie come “The Walking Dead” e “The Killing”, in arrivo domenica).
Ad ogni modo, l’accordo non è stato raggiunto fino ai giorni scorsi, quando il network ha ufficilizzato la produzione della nuova stagione della serie. La lentezza delle trattative, però, ha portato come conseguenza lo slittamento dello show, che non andrà in onda quest’estate, ma l’anno prossimo, presumibilmente in primavera.
Amc si prepara a lanciare una nuova serie, ovvero “The Killing” (foto). Il crime debutterà il 3 aprile in America, mentre su internet verranno pubblicati dietro le quinte ed un forum per permettere al pubblico di iniziare a conoscere il nuovo show, che è un remake del telefilm danese “Forbrydelsen”.
Ambientato a Seattle, “The Killing” racconta dell’omicidio di una ragazza, Rosie, sulla quale indaga Sarah Linden (Mireille Enos, “Big Love”), a capo della squadra omicidi. Il suo lavoro la porterà a fare delle scoperte che coinvolgeranno anche personaggi apparentemente lontani dalla ragazza uccisa, come il candidato sindaco Darren Richmond (Billy Campbell). La prima stagione, prodotta da Fox Television Studios, è composta da tredici episodi della durata di un’ora.
Sempre Amc potrebbe anticipare, invece, da ottobre a luglio la seconda stagione di “The Walking Dead”. La notizia arriva da Bryan Cranston, protagonista di “Breaking Bad” (la quarta stagione, le cui riprese inizieranno la prossima settimana, andrà in onda a luglio), secondo cui la rete vorrebbe trasmettere i suoi show maggiori d’estate, evitando il periodo autunnale ed invernale, e quindi la concorrenza. Frank Darabont, intanto, ha anticipato che un nuovo personaggio arriverà nei prossimi episodi.
SyFy cancella “Stargate Universe”, la terza serie nata dal marchio “Stargate”, di cui la rete ha trasmesso anche “Stargate SG-1″ e “Stargate Atlantis”. I restanti dieci episodi della seconda stagione che andranno in onda in primavera, quindi, saranno gli ultimi. La prima stagione dello show era partita con ascolti superiori ai due milioni di telespettatori, assestandosi poi sopra al milione.
Il calo è arrivato con i nuovi episodi, trasmessi da settembre, che non sono andati oltre il milione e duecento mila telespettatori. Da qui, vista anche la spesa che richiede una serie di fantascienza come questa, la decisione di chiudere il telefilm. E’ il secondo show che la rete chiude di recente: qualche mese fa era toccato a “Caprica”, anch’esso nato dal successo di un’altra serie, ovvero “Battlestar Galactica” (di cui però il network sta preparando “Blood and Chrome”).
Amc, invece, dopo la cancellazione di “Rubicon”, si era ritrovata con uno spazio libero in palinsesto, che ha deciso di riempire con la nuova “Hell on Wheels”, di cui ha ordinato dieci episodi (in alto un’immagine). Si tratta del sesto pilot per la rete che diventa serie televisiva, oltre che un ritorno al genere western (Amc aveva già trasmesso la miniserie “Broken Trail”).
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Chiude alla grande “The Walking Dead”, la serie di Amc che fin dalla prima puntata ha registrato alti ascolti: l’ultimo episodio, andato in onda domenica, è stato visto da più di 6 milioni di persone, l’ascolto più alto mai registrato per una serie su una tv via cavo basic. Se alla messa in onda delle 22 si aggiungono quella delle 23 e dell’una di notte, il numero sale a 8,1 milioni di telespettatori.
In particolare, nella fascia 18-49 anni erano in 4 milioni, mentre 3,5 in quella 25-54 anni. La media della prima stagione è stata di 3,5 milioni. Un successo su ogni aspetto, che la rete spera di bissare con la seconda stagione della serie, che dovrebbe andare in onda il prossimo autunno. Un altro successo degli ultimi giorni è stato l’episodio della quinta stagione di “Psych” dedicato a “Twin Peaks”.
“Dual Spires” ha visto come guest star, tra gli altri, Sheryl Lee (ed in molti si saranno commossi nel vederla togliere il telo di plastica che avvolge la vittima del caso di puntata, foto), Sherilyn Fenn, Dana Ashbrook, Catherine Coulson e Ray Wise. Il risultato è stato buono: 3,5 milioni di telespettatori hanno seguito l’episodio, in linea coi numeri della serie.