E’ oggi ospite sulle colonne del nostro TvBlog uno dei personaggi televisivi fra i più pungenti, ironici, simpatici ed intelligenti della televisione italiana: Giancarlo Magalli, che lunedì scorso ci ha aperto le porte del suo camerino subito dopo la puntata in diretta de I Fatti Vostri. Come nostra abitudine abbiamo fatto con lui una conversazione a tutto tondo, partendo dall’inizio della sua carriera, fino ad arrivare ai giorni nostri, il tutto condito da suoi aneddoti personali che hanno impreziosito la nostra esclusiva intervista. Oggi vi proponiamo la prima parte di questo nostro colloquio in cui ci concentreremo sulla partenza della sua carriera, in attesa della seconda parte che pubblicheremo domani, in cui parleremo della TV di oggi e dei suoi progetti per il futuro. Buona lettura.
Partiamo da una domanda sulla sede che ci ospita, quale è il tuo rapporto con internet, ti piace per esempio leggere i blog?
Ci sono alcuni blog che dicono delle stupidaggini epiche però è la somma che fa il totale come diceva Totò, quindi è la media dei commenti che ti da un’indicazione. Poi ovviamente c’è quello che odia il dato personaggio, quello che odia la data rete e quelli li devi saper valutare anche alla luce della loro parzialità. Comunque nel complesso quando nel post sugli ascolti ci sono 1000 commenti, poi dalla media di quei 1000 commenti un’indicazione utile esce fuori. Poi c’è gente che fa anche proposte di palinsesti ed analisi auditel davvero molto interessanti che è molto difficile non tenere conto.
Facciamo come nostro costume un viaggio indietro nel tempo: Magalli nasce come autore televisivo, parliamo dell’inizio della tua carriera
Nasco alla radio con Gianni Boncompagni in programmi come Bandiera Gialla, Radio Ombra degli anni ’60. Poi arrivato “Alto gradimento” che sarebbe stata la cosa più divertente da fare e alla cui partecipazione ho iniziato, mi chiamarano a fare il servizio militare ed il programma me lo son giocato. Quando sono tornato dal militare ho fatto per un periodo l’organizzantore di produzione, ho lavorato con questa mansione per i gloriosi “Giochi senza frontiere” degli inizi, quando andavano in diretta il giovedì sera sulla Rete Due. Poi sono andato a fare l’animatore, il primo animatore nel primo villaggio turistico italiano. E facendo l’animatore ho conosciuto anche alcuni attori giovanissimi, fra questi c’era Pippo Franco di cui sono diventato amico e suo autore per 13 anni.
Dal sodalizio con Pippo Franco si sono poi riaperte le porte della radio
E’ morto, all’età di 64 anni, mentre era in tourné negli Usa, Wess un pezzo di musica e di tv degli anni ‘70. Per quelli della mia generazione Wess, che per un fortunato periodo ha cantato con Dori Ghezzi, che poi sposerà Fabrizio De Andrè, era una delle icone della tv in bianco e nero, delle serate passate a guardare Canzonissima, che vinsero nel 1974, con il pezzo stracult Un corpo e un anima scritta da un giovanissimo Umberto Tozzi.
La sua musica è stata la colonna sonora delle nostre vite, di tutti quelli della mia generazione, nati negli anni ‘60. Wess e Dori Ghezzi erano una coppia particolare nel panorama televisivo, erano affettuosamente chiamati caffellatte per quel mix di colori che non esisteva ancora da nessun altra parte e hanno rappresentato la prima rottura di uno schema non solo per la nostra tv. Catalizzarono subito l’interesse per quelle voci così pure e per i testi così dolci ma mai sdolcinati. Un altro successo fu, Tu nella mia vita, del 1973 portata a Sanremo che sbaragliò per settimane nella classifica delle hit più vendute. Era il periodo di Alto Gradimento e della musica ascoltata alla radio, dei 45 giri, del vinile, delle feste in casa, delle loro canzoni usate per ballare stretti al buio, del gioco della bottiglia e dei tanti varietà televisivi dove il duo Wess e Dori aveva sempre uno spazio per esibirsi.
Ha detto Dori:
Un fulmine a ciel sereno. Wess era ancora giovanissimo e lo sapevo in tour con il suo gruppo. Una notizia bruttissima, inaspettata, impensabile, che mi fa passare davannti agli occhi tutti i bei momenti vissuti insieme.
Renzo Arbore lo ricorda così:
Un bravissimo musicista dal carattere gentile, che insieme a Dori Ghezzi tradusse per primo in Italia il rhytm and blues. E’ un lutto per la musica italiana. Wess era un vero appassionato di musica, uno degli esponenti del soul e dell’r'n’b nel nostro paese insieme a Rocky Roberts del quale era il bassista. Erano un punto di riferimento in tutti i programmi che facevo e per una piccola comunita’ di ragazzi neri. E’ un lutto per la musica italiana e per tutti quelli che in quelli anni rivoluzionari non amavano solo i Beatles e i Rolling Stones.