Il concerto d’inaugurazione trasmesso ieri in diretta su Rai2 ha ufficialmente aperto i Mondiali Fifa 2010 del Sudafrica. E’ però con la prima partita oggi in calendario che l’evento sportivo entrerà nel vivo tragettando i telespettatori in una overdose di partite fino alla finale dell’11 luglio 2010. Gli appassionati potranno seguire gli sviluppi dei Mondiali 2010 in parte su Rai1, che detiene i diritti per trasmettere 25 delle 64 partite o interamente su Sky che trasmetterà tutte le partite anche in alta definizione.
In attesa dell’esordio della nazionale italiana fissata per lunedi 14 giugno alle 20.30 contro il Paraguay, oggi si partirà alle 16.00 con SudAfrica-Messico anticipata alle 14.00 dalla cerimonia d’apertura con Shakira, Alicia Keys, John Legend e Black Eyed Peas. Ancora in forse la presenza di Nelson Mandela, che nella notte ha perso la bisnipote Zenani in un incidente stradale. L’evento darà il calcio d’inizio ai vari appuntamenti Tv su Sky e Rai.
Alle 13.30 partirà “Sky Mondiale Show” con Fabio Caressa, Beppe Bergomi e Malu Mpasinkatu con il collegamento live dallo stadio Soccer City di Johannesburg per la cerimonia d’apertura trasmessa sul canale 109 (Sky Uno) e sul canale 205 (Sky Mondiale 1), alle 14.45 si tornerà in studio con Ilaria D’Amico, Gianluca Vialli, Paolo Rossi e Mario Sconcerti ci si dedicherà alla partita inaugurale tra Sudafrica e Messico commentata da Fabio Caressa e Beppe Bergomi. Su Rai1 invece la cerimonia sarà commentata da Gianni Cerqueti e Marino Bartoletti mentre la partità avrà la telecronaca di Gianni Cerqueti con commento tecnico di Fulvio Collovati.
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A Il Messaggero, il direttore dell’unico telegiornale ancora accettabile italiano, SkyTg24, Emilio Carelli, racconta le prossime novità della testata giornalistica. Due milioni e mezzo di contatti giornalieri e il 28% d’ascolto in più rispetto all’anno scorso fanno della creature dell’ex TgCom una potente novità informativa in un panorama, quello italiano, in mano a potenti e cani da riporto:
“La nostra forza sta nella diversità, nel fatto che il pubblico ci vede come indipendenti dalla politica, nell’essere il giornale di riferimento della classe dirigente. C’è chi è arrivato a darci anche dei ’sovversivi’. Ma noi diamo spazio a tutti, siamo equilibrati e sull’indipendenza continueremo a puntare. Chi se la prende, lo fa perché non siamo omologati alla maggioranza di turno, quando tutti invece lo sono. E poi abbiamo la fortuna di avere un editore che non è italiano”.
Aria di novità, dopo tanta stabilità tecnologica, tematica e contenutistica. Carelli annuncia:
“Puntiamo molto sulla tecnologia. Le finestre active, una delle nostre caratteristiche, aumenteranno da sei a otto. Entro l’anno affronteremo la sfida del 16:9 ed entro il prossimo ci sarà il passaggio all’alta definizione. Il nostro streaming sul web va benissimo ed è un punto di riferimento per gli italiani in tutto il mondo. Ma l’investimento che ci attende a breve è quello sulla telefonia mobile. Dal 10 maggio saremo su tutti gli iPhone che, faccio presente, in Italia sono due milioni e duecentomila. È già tutto sperimentato. Ci sarà la possibilità anche di accedere alle finestre active. Poi quando uscirà l’iPad saremo pure lì”.
Ci mancavano un po’ delle nuove e inedite avventure della ‘famiglia in giallo’. Mentre alle 14.30 del pomeriggio vengono trasmessi gli episodi della seconda stagione de I Simpson, Italia 1 parte con le nuove puntate a partire dal 22 febbraio alle 20.05. Si tratta della ventesima stagione de I Simpson nel corso della quale vedremo anche il decimo episodio che segna l’avvio della messa in onda della serie, in America, ad alta definizione. Avrà anche una nuova sigla di apertura di cui vi avevamo già parlato.
La serie è stata tramessa negli States dal settembre 2008 al maggio 2009, ed è stata la prima stagione mandata in onda in alta definizione.
In questa occasione, la direzione di Italia 1 non manda in onda più puntate nella stessa serata ma con il contagiocce. La prima puntata in programma è intitolata “Sesso, pasticcerie e video-taglie” (Sex, Pies and Idiot Scrapes) con chiaro riferimento al titolo del film del 1989 Sesso Bugie e Videotape (gli altri andranno in onda martedì 23, mercoledì 24, giovedì 25, venerdì 26). Questa volta Homer, che é sempre nei guai per la sua condotta disordinata, decide di fare il cacciatore di taglie per guadagnare qualche soldino in più. Ned Flanders lo aiuta nelle sue imprese e diventa suo socio. Ma ad un certo punto l’accordo tra i due prende una brutta piega, e Homer diventa la preda. Finirà una notte in prigione. Intanto, Marge comincia a lavorare, inconsapevolmente, per un forno erotico. Quando Marge scopre che le sue doti culinarie vengono usate per produrre delle torte indecenti, rimane molto turbata. Vi segnalo, di seguito, uno stralcio dell’episodio. Se non resistete, qui trovate l’intero episodio sottotitolato.
Una piccola, ma significativa, novità arriva da Sky in questo weekend. In coincidenza con la diretta delle gare di Serie A in programma fra sabato e domenica verranno lanciati “i nuovi canali” Calcio HD. L’intero programma delle partite avrà una copertura in Alta Definizione. Fino alla scorsa giornata le gare che vedevano in campo le squadre “minori” potevano essere programmate su uno dei canali Sky Calcio ancora non dotati di un omologo in alta definizione.
Non sarà più così: con uno sforzo produttivo sempre crescente Sky vuole continuare a far crescere la sua offerta HD, solo uno degli elementi “qualitativi” che spiegano l’enorme differenza di prezzo con la concorrenza di Mediaset Premium, e non ha più intenzione di trascurare nessuno degli eventi sportivi live per i quali investe milioni di euro nell’acquisto dei diritti.
Si tratta di una scelta precisa che valorizza un target di clienti nei fatti molto ristretto: anche il tifoso del Livorno, del Bari o del Siena potrà godere dello stesso trattamento riservato ad un tifoso di una “big” come Inter, Milan o Juventus. Quanto questi rappresenti un valore aggiunto lo diranno i numeri degli abbonati che, secondo gli ultimi dati, sono in calo per Sky e in aumento per Mediaset Premium almeno in attesa di giugno quando sul satellite tornerà la più importante esclusiva calcistica: il Campionato del Mondo in Sud Africa.
Per chi l’ha già vista e per chi ne ha solo “sentito parlare”, da stasera Fox (canale 110 di Sky) trasmette la prima stagione di “Lost” (a lato uno dei primi poster promozionali), con la novità dell’alta definizione. Alle 00:10, ogni lunedì notte, tornano con una qualità audio e video migliore i primi episodi della serie che ha rivoluzionato il modo di fare telefilm negli ultimi anni.
Partita nel 2004 sulla Abc (così come un altro successo della rete ancora in auge, ovvero “Desperate Housewives”), la prima stagione della serie prodotta da J.J. Abrams raccolse intorno a sè una media di oltre 15 milioni di telespettatori, con un picco di oltre 21 milioni nel dodicesimo episodio (”Il mistero della valigetta”), diventando da subito un cult spunto di profonde analisi sociologiche e non solo.
Molte parole si sono sprecate a proposito di “Lost”, dei suoi segreti e dei valori rappresentati dai suoi personaggi: dal 2004 ad oggi, numerosi autori sono scesi in campo per decifrare la serie sotto i più vari punti di vista, confermandone il fascino ed il successo. Ultimo della lista (per ora), il saggio “La filosofia di Lost”, di Simone Regazzoni (Ed. Ponte alle Grazie).
Quanti tra voi stavano aspettando il ritorno dello psicoterapeuta Paul, protagonista de “In treatment”, una delle più brillanti serie tv degli ultimi anni, smetteranno di soffrire in data 11 ottobre, quando comincerà su Cult (canale 319 di Sky) la seconda stagione inedita. Gli attori protagonisti, Gabriel Byrne e Dianne West, sono già stati insigniti di un Golden Globe e di un Emmy per le rispettive interpretazioni. La data di partenza ufficiale è prevista per domenica 11 ottobre alle ore 21.
L’evento ci dà il “la” per parlare di Cult, un canale che è cresciuto enormemente negli ultimi anni di programmazione, tanto da “meritare” il transito da canali ordinari a quelli “Cinema”, per il dispiacere e la rabbia degli abbonati Sky che si sono visti scivolare via una programmazione - fatta di cinema d’autore, documentari e serie tv - a cui si erano affezionati. Giusto in questi giorni è partita la nuova campagna promozionale che anticipa le tematiche dell’imminente stagione televisiva. Tra le novità annunciate, la prima edizione del CSF - Cult Summer Festival 09, con una selezione pregiata di film internazionali che proporrà in televisione numerose pellicole trionfatrici nei festival e che scarso spazio hanno trovato nella distribuzione consueta, almeno per quanto riguarda l’Italia. Da tenere d’occhio Cult, che insieme a Current è forse il canale più interessante dell’intero pacchetto Sky, ormai fin troppo incentrato sulla grande tecnologia dell’alta definizione, sui pop corn movie e su Fiorello.
Adesso il punto è: fate chiarezza, per favore. Trattateci bene. Vi abbiamo riempito le tasche per decenni, abbiamo comprato i prodotti pubblicizzati dai vostri canali, abbiamo appeso in camera i poster dei beniamini proposti da voi, abbiamo fatto tutto quello che volevate. Adesso, cari Signori della Televisione Che Conta, non approfittatevene. Parlateci come parlereste a un bambino di tre anni e non smettete mai di pensare che noi pendiamo dalle vostre labbra. Non provate a farci fessi, ecco.
Con l’ondata in arrivo di decoder da piazzare sul mercato per lo switch over e lo switch off, mille dita e mille occhi vorranno frugare nei nostri borsellini: chiunque abbia un’azienda si inventerà un Nuovo e Prodigioso Decoder da Immettere Sul Mercato. A scapito del consumatore, ovviamente, il quale, già spaesatissimo, correrà il rischio di impazzire dietro la necessità di adeguarsi e la voglia di risparmiare.
Avevamo già trattato la questione relativa ai bollini. Dei 100 milioni di decoder necessari nei prossimi cinque anni, non tutti saranno “buoni”. Nei giorni scorsi il vice ministro Paolo Romani aveva lanciato l’allarme per riconoscere quelli “cattivi”.
Ricordiamo il meccanismo della “certificazione”: bollino “Gold”, per i decoder e le Tv dotate di sintonizzatore Hd per l’alta definizione e “Grigio”, per i ricevitori cosiddetti “zapper”, quelli cioè a basso costo che consentono la sola ricezione dei programmi digitali trasmessi in chiaro ma sono privi delle funzioni interattive.
Fino alla questione relativa all’incentivo di Stato di 50 euro per l’acquisto del decoder. Polemiche anche qui. Perché tale “aiutino” sembrerebbe dovuto solo in caso di acquisto dei decoder più cari, ben più cari di 50 euro. Il che significa che, comunque vada, l’utente, cioè noi, dovrà comunque mettere mano al portafoglio. L’Adiconsum, che si occupa della tutela e dell’assistenza dei consumatori, ha inoltrato a tal proposito un comunicato stampa che riportiamo per intero:
“Le modalità con cui lo Stato ha stabilito l’incentivo di 50 euro per l’acquisto del decoder digitale ha dell’assurdo. Destinare l’incentivo solo all’acquisto dei decoder più cari, quelli con l’interattività e la pay-tv è una scelta inaccettabile per le famiglie a basso reddito.
Con l’incentivo di 50 euro sarebbe possibile acquistare almeno un decoder gratuito, poiché il costo dei c.d. zapper per la sola visione dei canali in chiaro si aggira fra i €30 e i €50.
Adiconsum denuncia questa scelta di limitare l’incentivo solo ai decoder più cari, che di fatto costringe le fasce deboli a sostenere un costo di propria tasca di circa €50.
Questa scelta rappresenta anche, ad avviso di Adiconsum, una misura di concorrenza sleale, tenendo anche conto che gli zapper sono presi in considerazione dallo stesso ministero dello sviluppo economico che fornisce l’elenco di quelli testati per una corretta visione.
Adiconsum invita pertanto l’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato e l’Agcom di valutare questa misura.
Adiconsum chiede che l’incentivo sia garantito soprattutto per l’acquisto dei decoder più economici per consentire anche alle famiglie disagiate di accedere al digitale gratuitamente”.
Raccogliamo l’appello di Adiconsum, perché il passaggio al digitale sia effettivamente un cambiamento tecnologico dovuto e non soltanto una corsa all’affare del secolo.
L’Alta Definizione è uno dei tanti fiori all’occhiello di Sky. Recentemente il vicepresidente di Sky Italia Andrea Scrosati aveva ricordato come gli investimenti in questo senso sarebbero stati corposissimi. D’altra parte, nonostante i primi tentativi degli altri poli, la grande qualità audio e video è concretamente qualcosa su cui il colosso di Murdoch può basare una delle principali peculiarità esclusive. Al momento sono sette i canali con qualità HD disponibili nel bouquet, tra quelli di cinema e sport a quelli dedicati a musica e documentari. Entro fine agosto passeremo a 14: un raddoppio secco. Questo il comunicato sul sito ufficiale:
“Il mondo della TV inizia a cambiare: a partire da luglio SKY diventa sempre più HD e niente sarà più come prima. Con 14 dei nostri canali più emozionanti trasmessi in Alta Definizione avrai il meglio di Serie TV, Documentari, Cinema, Sport e Calcio. In più, una qualità di visione senza paragoni, immagini più nitide, colori più vivi e particolari quattro volte più dettagliati”.
Questa lo specifico delle novità di luglio:
Agosto (il 15):
Un’altra nota importante, sempre da comunicato, rivolta a coloro i quali godano già dell’abbonamento ai canali HD:
L’estate scorsa avevamo parlato dell’idea della Abc di portare in America il format argentino “Hermanos & Detectives”, serie di successo già esportata in Spagna per due stagioni. L’Italia è però arrivata prima, e potremo vedere il risultato dell’adattamento di questo telefilm lunedì sera dalle 21.10 su Canale 5, quando andrà in onda “Fratelli Detective”, puntata pilota che nel caso di un buon riscontro potrebbe dare il via ad una nuova serie.
Girata per R.T.I. e Eyeworks Cuatro Cabezas Italia da Giulio Manfredonia (vincitore quest’anno del David di Donatello per il film “Si può fare”), la versione italiana del format ha come protagonista Enrico Brignano nei panni dell’Ispettore Francesco Forti. Un uomo appassionato al suo lavoro che dopo l’abbandono del padre anni prima è riuscito a ricostruirsi una vita. Ma proprio la scomparsa di suo padre segnerà una svolta per lui: Francesco si ritrova infatti “in eredità” il piccolo Lorenzo (Marco Todisco), 13 anni ma una mente geniale, tanto da essere già in odore di università.
Lorenzo dimostrerà da subito le sue doti, aiutando il fratello a risolvere un caso di omicidio di un giovane scrittore a cui stava lavorando. Tra i due, però, non è amore a prima vista: inizialmente Francesco non se la sente di badare a Lorenzo, ma una serie di eventi, tra cui l’avvicinamento tra il poliziotto e la barista Valentina (Tiziana Lodato) -di cui Francesco è sempre stato innamorato- potrebbe cambiare le cose.


A più riprese, doverosamente, abbiamo parlato su TvBlog del rapporto tutt’altro che incestuoso tra Internet e Televisione. I due media si stanno compenetrando in una maniera che è del tutto naturale, del tutto simbiotica, del tutto propedeutica. Uno degli esempi italiani di esperimento azzeccato è quello promosso dalla tv di Stato con Rai.tv: un portale che è concretamente un’alternativa moderna, funzionale e organica al piccolo schermo propriamente detto.
Il passaggio successivo è quello di sfruttare le potenzialità della Rete direttamente sul televisore di casa: la Apple ha introdotto sul mercato già da tempo la sua “Apple Tv”, uno strumento wireless in grado di far ottimamente comunicare computer e piccolo schermo tra di loro e fruire così sul secondo dei contenuti video del primo. Non staremo a dire, ora e in questa sede, delle innovazioni, in tal senso, portate dai videofonini e dai telefoni di ultimissima generazione, perché non è la sede.
Qualcosa di molto grande, invece, e più prossimo a noi, lo sta proponendo YouTube. Il colosso di Google, che non abbisogna certo di presentazioni, ha varato una sorta di “spin-off” chiamato YoutubeXL, nato appositamente per rendere possibile, e più godibile, la visione dei video caricati dagli utenti sui maxischermi casalinghi. Il nuovo sito è molto più scarno, minimale e leggero dell’originale ed è stato studiato apposta per una consultazione comoda direttamente da telecomando: caratteri più grandi, assenza dei commenti e delle barre di scorrimento. Il servizio offerto - come fa notare giustamente il Corriere della Sera - è molto interessante soprattutto per i filmati ad alta definizione, già diffusissimi sul Tubo. Sembra, invece, che per una questione di licenze e diritti, molti dei film e dei programmi televisivi regolarmente presenti nella versione tradizionale, mancheranno, almeno per il momento, su XL. Qualcosa di molto simile lo hanno già sperimentato gli utenti di PlayStation 3 e Nintendo wii. Adesso tocca a un pubblico più “generalista”, per così dire, e potenzialmente di una fascia d’età differente e anche più avanzata. L’addio ai supporti fisici, quali i dvd, per esempio, nelle varie tipologie, è sempre più vicino; i contenuti online accessibili dal Web a portata di mano di una maggioranza sempre più probante.
Il prossimo passo sarà comprendere meglio come potrà inserirsi in questo biblico affare economico la questione pubblicità. Chissà che il vero primo polo televisivo non diventi Sky, ma Internet…
Il CorriereEconomia di oggi, inserto del Corriere della Sera, ha redatto un interessante approfondimento sulla questione Italia-Rai-Mediaset-Sky che capita a fagiolo in un momento informativo piuttosto carente, dopo l’overbooking di notizie relative all’affaire tra il rinnovo di contratto tra la piattaforma di Murdoch e la tv di Stato. Ricordiamo che in ballo non c’è poco: la presenza nel bouquet Sky dei canali free (RaiUno, RaiDue e RaiTre, Rai4, la prossima Rai5, RaiStoria, RaiSportPiù, RaiGulp e RaiNews24) e di quelli RaiSat (RaiSat Extra, Prem1um, Cinema, Smash Girls, YoYo), è pericolosamente in bilico.
L’ultima richiesta di Viale Mazzini è stata formalizzata subito dopo le nomine: 1.5 miliardi di euro in 7 anni, cioè 215 mln di euro l’anno. Ma perché c’è tanta difficoltà nel formalizzare un accordo che non è mai sembrato in discussione prima di oggi? E perché potrebbe convenire sia a Rai che a Mediaset se Sky non dovesse più trasmettere i canali “free”? Sono le domande cui ha provato a rispondere l’inchiesta di CorriereEconomia.
Scrive Edoardo Segantini:
“In termini di fatturato, l’anno prossimo, secondo IT Media Consulting, Sky potrebbe superare Rai e Mediaset, diventando il ‘primo polo’ televisivo italiano. E forse il più concentrato sull’evoluzione dei gusti del pubblico. […] Ma nel cielo di Sky si addensano le nubi. La Rai potrebbe non rinnovare il contratto che la lega all’azienda guidata da Tom Mockridge, contratto in scadenza a fine luglio, che consente agli abbonati al satellite di ricevere le tre reti Rai e i canali Raisat. Il progetto dell’emittente pubblica, insieme a Mediaset e con una piccola quota di Telecom Italia Media, è infatti quello di lanciare un ’secondo polo’ satellitare che partirà a luglio - Tivù Sat, la società presieduta da Luca Balestrieri - sfidando il monopolio di Rupert Murdoch.
Rinunciando a un super-veicolo come Sky, Viale Mazzini farebbe una scelta unica tra i servizi pubblici, che al contrario stanno cercando di utilizzare tutti i canali disponibili per raggiungere il pubblico ‘là dove si trova’ (le parole sono della manager della Bbc Caroline Thomson), e tanto più il pubblico della pay-tv, di alto valore pubblicitario per censo ed età.
Mediaset si lancia nelle produzioni in Alta Definizione con il film tv “Non smettere di sognare“, protagonista Alessandra Mastronardi, l’attrice arrivata al successo televisivo grazie al ruolo di Eva nei Cesaroni. “Non smettere di sognare” andrà in onda a maggio su Canale 5 ed è girato fra Genova e Milano con un’altra sostanziale novità nella produzione: gli interni sono stati allestiti nei nuovi studi di Cinelandia a Cologno Monzese. La scelta di optare per l’HD permette a Mediaset di rilanciare la fiction (gli investimenti in questo settore sono in costante crescita negli ultimi anni), risparmiando sui costi di produzione.
Il film tv in sé non sembra proporre grosse novità, soprattutto per quello che riguarda la trama che rimanda ai classici Flashdance e Chorus Line. Ad occhio e croce si tratta del consueto drammone melenso sulla ragazza sfortunata che trova il riscatto sociale e l’amore seguendo la sua passione. Gli ingredienti ci sono tutti: la protagonista è Stella, una ragazza che abita a Genova insieme ad un patrigno con il vizio dell’alcol, si mantiene lavorando al Porto e come cubista in discoteca.
Il suo sogno è, naturalmente, la danza, ma la morte della madre le impedisce di proseguire gli studi presso una scuola di Milano. La grande chance arriva quando si innamora di un produttore (Roberto Farnesi) che la fa partecipare ad un talent-show televisivo in prime time, una nuova avventura nella quale dovrà vedersela con la cinica, ambiziosa e scorretta Alessia, interpretata da Benedetta Valenzano.
Continua a leggere: Non smettere di sognare con Alessandra Mastronardi in HD

Nils Hartmann, direttore di Sky Cinema, rivela a Digital Sat i piani per il futuro dell’offerta cinematografica di Sky Italia. L’intenzione più ambiziosa riguarda lo sviluppo dell’Alta Definizione con l’intenzione di convertire tutti i canali marchiati Sky Cinema all’HD, da affiancare naturalmente a quelli SD. La massima qualità non più un complemento, ma una caratteristica primaria.
Si tratta della naturale prosecuzione del progetto che ha portato sin dal 1 marzo dello scorso anno tutti i canali ad adottare il formato panoramico 16/9, il widescreen ormai supportato da tutte le tv di ultima e penultima generazione, che insieme alla presenza per tutti i titoli proposti del doppio audio (italiano e originale) e del Dolby Surround rendono l’offerta Sky Cinema la più avanzata tecnologicamente, anche se sulla qualità dei film e sulla loro rotazione ci sarebbe molto da parlare.
Queste le parole di Nils Hartmann:
Sky Cinema è l’unico gruppo che trasmette tutti i canali nel formato widescreen, cioè in 16/9. Manda in onda tutti i film in Dolby Surround, nel formato originale previsto dal regista, con doppio audio (con la possibilità di vedere il film anche in lingua originale) e con sottotitoli in italiano e, a breve, avremo anche i sottotitoli in inglese. Abbiamo due canali HD, ne lanceremo a breve dei nuovi e, a medio termine, ci sarà la conversione completa dei canali in Alta Definizione. Questo è il futuro, noi stiamo andando in questa direzione, per poter offrire anche la maniera migliore per fruire il cinema.

Chirurgia plastica per i signori Simpson. A vent’anni dalla loro nascita, la famiglia gialla più famosa del mondo cambia sigla. Si vede che agli autori è piaciuto l’esperimento patinato che hanno testato con la recente uscita cinematografica e difatti, a guardarla, la nuova sigla d’apertura assomiglia molto, per tecnologia, inquadrature, tridimensionalità e disegni, alle scene già viste sul grande schermo. La “trama” del filmato originale non cambia, fatta eccezione per l’aggiunta di alcuni fotogrammi raffiguranti alcuni dei personaggi più importanti della serie e un nuovo finale. Oltre alla sigla è stato già annunciato che gli episodi della stagione numero 20 saranno trasmessi interamente in Alta Definizione.
Il problema, a mio modo di vedere, è la durata: al momento il montaggio è di ben due minuti: il doppio rispetto all’originale che su Fox Italia già veniva tagliato di suo. Certo, il tutto è un bel vedere per gli occhi: tra le chicche un cartellone pubblicitario raffigurante Krusty il clown che, in crisi, è costretto ad organizzare funerali; più o meno simile il resto, anche il passaggio della piccola Maggie allo scanner della cassa, con la differenza che questa volta il prezzo si intravede bene: 486,52 dollari. Dicevamo del finale: non granché, a voler essere sinceri. Autoreferenziale e interminabile con la famiglia Simpson che, dopo essersi ritrovata in salotto come di consueto, invece di sedersi sullo storico divano, si vede costretta a inseguirlo in lungo e in largo dopo che quest’ultimo fugge dalla finestra. La corsa procederà per tutta Springfield, San Francisco e addirittura lungo i canali di Venezia. Soporifero.
Speriamo facciano meglio quelli di South Park, anche loro pronti per lo sbarco ufficiale in HD. (di seguito il video della nuova sigla)
In un’interessante intervista rilasciata al settimanale Tv Guide, il futurista della televisione Mike Lienhold, ricercatore presso l’Institute for the Future (ma esiste una cosa del genere in Italia?!) racconta quali potrebbero essere alcuni dei cambiamenti piu’ prossimi riguardo alla nostra esperienza da spettatori. E siccome gli americani sono “trrooooppo avanti”, vediamo cosa si sono inventati a questo giro.
Lienhold inizia parlando di come grandi societa’ come Apple e Nokia abbiano sviluppato dispositivi in grado di mostrare video a buona definizione. Anche Nokia ed Ericsson dichiarano che entro il 2015 tutti saremo in grado di guardare la tv in alta definizione sui nostri telefonini. Texas Instruments ha sviluppato un processore per un microproiettore (Pico) che consentira’ di proiettare immagini dal telefonino verso qualsiasi superficie. Le previsioni danno tra il 2015 e il 2020 una completa fusione tra Tv e Internet (che sia la volta buona?!). Tutto quello che sara’ online si potra’ vedere in tv e viceversa. Inoltre si potra’ usare l’iPhone o il proprio smartphone come veri e propri telecomandi per “interagire” con i programmi televisivi (ancora questa interattivita’?!).
Un altro cambiamento che gli studiosi prospettano entro il 2014 e’ quello di una migliore tecnologia 3-D (menomale, perche’ quella impiegata per Chuck lasciava un po’ perplessi). Si preannunciano esperienze video coinvolgenti e tali da poter sperimentare i diversi punti di vista dei protagonisti sullo schermo, vedendo il proprio soggiorno “invaso” dalla scenografia del vostro telefilm preferito. Questa tecnologia raggiungera’ lo status di prototipo nei prossimi 5 anni e sara’ realta’ tra 10 anni.
Continua a leggere: Dall'America la Tv e le tecnologie del futuro