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Tutti gli articoli con tag alias

Anna Torv è la protagonista di Fringe, la nuova serie di J.J.Abrams

pubblicato da Paolino

Tvblog award

Anna TorvDopo Jennifer Garner ed Evangeline Lilly, ora è il turno di Anna Torv. E’ questo, infatti, il nome dell’interprete principale di “Fringe”, la nuova serie che J.J. Abrams sta preparando per la prossima stagione televisiva, e che ha lanciato le due attrici sopra citate.

La serie, già definita l’erede di “X-Files” (che a luglio diventerà film per la seconda volta), andrà in onda sulla Fox ed avrà come protagonisti fenomeni paranormali, analizzati dall’occhio investigativo di Olivia Warren, agente dell’Fbi affiancata da un eccentrico scienziato forse coinvolto negli stessi fenomeni.

La Torv, nata a Melbourne e sconosciuta al pubblico internazionale, ha recitato in numerose serie australiane. E’ comparsa in due episodi de “Le sorelle McLeod” (da noi in onda su Raiuno), ed ha fatto parte del cast di “The secret life of us”. Chissà se il suo personaggio sarà nelle stesse corde delle due protagoniste femminile di “Alias” e “Lost”, forti, determinate e “con gli attributi”.

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Sky blocca Alias su RaiSat, Freccero su tutte le furie

pubblicato da Gabriele Capasso


Carlo Freccero, Presidente di Raisat, perde le staffe e si scaglia contro Sky che gli impedisce di programmare Alias, il telefilm di J.J. Abrams, su Raisat Cinema. La questione è spinosa, non sono del tutto chiare le ragioni per le quali Sky si dovrebbe preoccupare di inviare una diffida scritta alla Rai per bloccare la trasmissione di una serie tv. Ragioni di opportunità? La scelta potrebbe essere “stilistica”. Evitare che un canale di “cinema” trasmetta un telefilm?

Possibile, ma Freccero non ci sta e sottolinea prontamente come i canali di Sky Cinema non disdegnino spesso la trasmissione di serie tv come Tsunami, Thief o l’oppportunità di lanciarsi nella produzioni originali tratte da Quo vadis, baby? di Salvatores e Romanzo criminale di Michele Placido. Secondo l’ex direttore di Raidue l’obiettivo di Sky è piuttosto quello di “tarpare” l’audience dei canali di Raisat.

Francamente io non capisco questa subalternità dell’azienda ai desiderata di Sky. Il fatto che l’editore australiano versi nelle casse della Rai 50 milioni di euro non può bastare a condizionare fino a questo punto la nostra programmazione. Raisat gode di una propria autonomia o deve essere pensata al totale servizio di Sky? Il rilancio di ascolti e visibilità di Raisat è un fatto positivo o negativo nell’equilibrio generale della Rai?

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Il papà di Buffy ed Angel torna con Dollhouse

pubblicato da Paolino

La notizia farà contenti i numerosi fan di “Buffy” ed “Angel”: Joss Whedon, creatore delle due serie appena citate, torna in tv dopo il flop di “Firefly” (da noi andato in onda su Canal Jimmy) con un nuovo telefilm, “Dollhouse”, che avrà come protagonista una sua (e nostra) vecchia conoscenza: Eliza Dushku, già Faith nelle serie sopra citate e protagonista delle due stagioni di “Tru Calling” (in fondo al post la sua gallery)

Trovo Whedon uno dei migliori sceneggiatori degli ultimi anni. Nei suoi lavori non manca mai quel mix di azione, suspence ed ironia, che rende ogni episodio dei suoi telefilm una sorpresa, proprio perché non si sa dove andrà a parare.
Con le serie passate, infatti, Whedon si è occupato non solo di mistero (e non poteva non essere così, essendo i suoi telefilm appartenenti al filone dello sci-fi), ma ha anche dato sfogo alla sua creatività, in particolare con “Buffy”, attraverso una gamma di caratteri imprevedibili ed in continua evoluzione: un esempio tra tutti è l’episodio-musical (“Once more with feeling”, sesta stagione), che ha ispirato “Scrubs” (“My musical”, sesta stagione), e “Desperate housewives” (stagione attualmente in onda).

Nel nuovo telefilm, la Dushku sarà Echo, una ragazza che vice con altre persone in un moderno laboratorio nel quale, a lei così come ai suoi compagni, di volta in volta viene “installato” un carattere ed una memoria sempre nuova, in modo da poter compiere per conto dello stesso laboratorio una serie di missioni sempre diverse. Una volta compiuto il proprio dovere, Echo ed i suoi amici vengono “svuotati” e lasciati vivere senza memoria e senza esperienza, pronti ad essere riutilizzati un’altra volta, proprio come delle bambole (da cui il titolo).

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