E’ ormai diventata una tradizione per Canale 5 quella di aprire la stagione autunnale con la nuova serie di “Distretto di polizia”. Sarà così anche quest’anno, dal momento che a settembre partirà la nona stagione del poliziesco prodotto da Taodue.
Le riprese sono iniziare lo scorso gennaio, e già da qualche mese circolano alcuni rumors su ciò che attende il Decimo Tuscolano nei 26 nuovi episodi. Confermata la presenza di Simone Corrente, il cui personaggio di Luca Benvenuto diventerà commissario effettivo, mentre non rivedremo più Alessandro Berti (Enrico Silvestrin), la cui partenza per l’America alla fine dell’ottava stagione ha segnato la sua definitiva uscita di scena, così come Raffaele Marchetti (Max Giusti) se ne andrà dopo qualche episodio.
In arrivo, invece, alcuni nuovi personaggi. Nella squadra del X Tuscolano arriveranno infatti due poliziotti, ovvero Lorenzo Monti (Stefano Pesce, il tenente Testi in “Ris”), e Gabriele Mancini (Flavio Parenti), di cui seguiremo l’immancabile difficile inserimento nelle dinamiche di gruppo, mentre Alessandro Mario sarà il magistrato Michele Stasi e come Pm avremo Davide Castelli, interpretato da Tullio Solenghi. Altri dettagli spoiler, dopo il salto.

Da diversi anni a questa parte, ormai, la forza di Centovetrine è rappresentata dal clan Della Rocca, con tre uomini tutti di un pezzo eppure diversi l’uno dall’altro: il cinico patriarca Edoardo, il tenebroso eroe romantico Marco e il fragile e indifeso Stefano.
Ad interpretarli, tre attori ugualmente validi e carismatici. C’è Alessandro Mario, ormai passato alla storia della soap per le sue interpretazioni viscerali e intriganti, Danilo Brugia, dalla dizione perfetta e con un grande cuore sulla scena, e poi Luca Biagini, doppiatore sopraffino dal volto granitico. Dopo essersi contesi il monopolio sugli affari del Gruppo Ferri, è da un po’ che non li vediamo sul set insieme.
Il personaggio del padre, infatti, è stato messo da parte nella trama per impegni teatrali del suo interprete e lo abbiamo visto solo di recente rifarvi capolino. Tra qualche puntata la sua presenza tornerà ad essere centrale e, soprattutto, sarà l’unica a preservare il nome dei Della Rocca nei piani alti come sui nostri schermi. Si dà il caso, infatti, che il 2008 sarà l’anno del divorzio da Centovetrine dei due irresistibili fratelli Marco e Stefano.
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Gli attori di Centovetrine sono sexy. E la soap piace proprio per questo. Tra le paturnie materne di Marina Kroeger (alias Raffaella Bergè) e i magheggi imprenditoriali dei fratelli Della Rocca (Alessandro Mario e Danilo Brugia), alternati a spregiudicati contorsionismi sotto le lenzuola, si impone una tormentata Carol Grimani (Marianna De Micheli), affarista senza scrupoli piena di scheletri nell’armadio. Il quadrilatero perfetto, per un prodotto telenovelico di casa Mediaset che è giunto al settimo anno di vita.
La soap opera italiana, seguita da una media di 4 milioni di telespettatori (e il 27% di share), realizzata da Mediavivere e in onda tutti i giorni alle 14,10 su Canale 5, è in attività dall’8 gennaio 2001 mietendo soddisfazioni a non finire. E’ stata un trampolino di lancio per attori popolarissimi, come Roberto Farnesi di ritorno in prima serata con Questa la mia terra 2, o Anna Safroncik, reduce da La Figlia di Elisa. Ha lasciato impressi nel cuore dei telespettatori volti storici, come Daniela Fazzolari nei panni di Anita Ferri e Serena Bonanno nel ruolo dell’indimenticata Elena Novelli.
Ma vi hanno preso parte, tra gli altri, Roberto Alpi e Vanessa Gravina, quotati attori di fiction romanzate, Luca Ward, grande doppiatore, e Sarah Maestri, oggi teen idol all’italiana esplosa con la commedia adolescenziale Notte prima degli esami.
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A CentoVetrine, la soap più inciuciona dell’etere, è tempo di arrivi e partenze (come potete vedere da questa gallery). Vi avevamo già annunciato l’importante neo-acquisto di Enrico Mutti, attore di fiction prestato alla serialità quotidiana. Ma il vero colpaccio riguarda un grande ritorno nel centro commerciale del Gruppo Ferri: quello di Marina Kroeger.
A interpretarla (sempre meglio specificare viste le metamorfosi telenoveliche) è ancora una volta Raffaella Bergè, di cui vi abbiamo parlato l’ultima volta ai tempi della partecipazione a Reality Circus.
In quell’occasione - rivelatasi poco felice per gli ascolti di Canale5 oltre che per la sua carriera - l’attrice diede prova di eleganza e carisma, riuscendo a catalizzare l’attenzione su di sé nelle prime due settimane (dopo aver mandato a casa lo scomparso Gian Marco Tavani, fu eliminata nella sfida con Sabrina Ghio, poi vincitrice del reality).
Ora, tanti suoi fan ne attendono con ansia il ritorno sulle scene soappistiche, previsto a pieno regime da ottobre, con qualche apparizione profetica in quel di settembre.
Il suo personaggio, infatti, si troverà in una holding completamente stravolta dalla famiglia Della Rocca e con l’asso nella manica di aver concepito un erede dei Ferri, ex famiglia cardine della soap. Nuovi intrighi di potere, nuovi giochi di seduzione tra un’amicizia coltivata per anni con Ivan Bettini (Pietro Genuardi) e una possibile storia d’amore col bel tenebroso di turno, Marco Della Rocca (Alessandro Mario) e, soprattutto, un antagonismo annunciato con Carol Grimani (Marianna De Micheli).
La nuova cattiva della soap dovrà, peraltro, rinunciare molto presto al suo partner fisso sul set, ovvero Stefano Della Rocca. L’attore Danilo Brugia che lo impersona, infatti, lascerà Centovetrine a ottobre, ragion per cui lo vedremo nel cast fino alla prossima primavera.
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Millecinquecento puntate fa, l’8 gennaio del 2001, un fan scatenato di Vivere come me medesimo gridava vendetta contro gli usurpatori della collocazione prandiale. Stava arrivando la carica dei negozianti di CentoVetrine, un centro commerciale di Torino in cui si svolgono le storie di famiglie dei più svariati status sociali, dai piani alti ai proletari. Dovetti ricredermi subito e placare la mia diffidenza iniziale: una nuova soap era destinata a farci sognare e appassionare alle trame dei suoi protagonisti.
CentoVetrine si differenzia dalla sorella maggiore Vivere in un tratto in particolare: l’urbanità. La dimensione della quotidianità è meno provinciale e rallentata, più frenetica e nevralgica come in qualsiasi megastore che si rispetti. Soprattutto se ci sono di mezzo gli affari e le logiche di potere, da sempre imperniate su un gruppo di grande appeal sul mercato economico che brilla della luce riflessa di una famiglia importante: i Ferri. Come dimenticare Roberto Alpi e Daniela Fazzolari che, interpretando i magistrali Anita ed Ettore, sono entrati nel cuore di tutti noi rendendoci quotidianamente partecipi delle logiche imprenditoriali travolte nel turbine degli affari sentimentali?
Via via lo slogan di CentoVetrine è diventato un po’ questo, Sesso e Scrivania, mettendo sempre più al margine le vicende della povera gente per puntare l’attenzione su arriviste senza scrupoli e scapoloni accaparrati per strategici matrimoni d’interesse.
Dei messaggi, a dir la verità, non troppo ortodossi vista anche la fascia d’oraria dal target familiare, ma che ne costituiscono da sempre il segreto di un inarrestabile successo: accattivare il pubblico del pomeriggio, che sia composto da massaie emancipate o da giovani intriganti.
In fondo, il graduale calo delle storie d’amore vecchio stampo, tutte bacini e melassa, è avvenuto in concomitanza con un cambiamento sociale piuttosto eclatante: il calo di romanticismo nella vita di tutti i giorni. Nell’immaginario collettivo, come in quello seriale, la storia perfetta non funziona più, ma quel che buca lo schermo come il cuore è la forza trainante della passione. Di qui, l’addio al grande amore di Serena Bonanno (Elena Novelli) e Roberto Farnesi (Giuliano Corsini) o lo snaturamento cattivista persino dei caratteri più buoni (come la Francesca Bettini di Melania Maccaferri, di recente uscita dal cast dopo un periodo travagliato e tormentato per il suo personaggio).
Insomma, CentoVetrine ha accentuato la sua componente più graffiante e seduttiva facendo appello a un’ottima strategia commerciale, che riesce a renderlo un prodotto credibile e appetibile nonostante i notevoli dislivelli temporali tra la realizzazione delle puntate e la rispettiva messa in onda, nonchè le aporie cronologiche che non vedono alcun rispetto delle stagioni o di ricorrenze importanti com’era buona abitudine nelle soap made in Italy.
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