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Tutti gli articoli con tag aldo grasso

Costa Concordia, Paolo Belli risponde alla criticata messa in onda di Ballando

pubblicato da Lord Lucas

Paolo Belli
Paolo Belli è intervenuto poco fa in collegamento con La vita in diretta, per il consueto punto della situazione su Ballando con le stelle. Prima di aggiornare il pubblico sugli allenamenti dei ballerini ci ha tenuto, però, a replicare alle critiche rivolte alla trasmissione, accusata di andare in onda come se nulla fosse all’indomani della tragedia della Costa Concordia.

Aldo Grasso aveva, infatti, gridato su Corriere all’euforia fuori luogo di Milly Carlucci, mentre La7 aveva pensato bene, secondo il critico, di annullare il previsto debutto di The show must go off, con Serena Dandini.

Così si comporta un vero Servizio pubblico e mi piacerebbe ne prendesse nota chi, nel governo Monti, si sta occupando della ristrutturazione della Rai. Sarà questa la ragione principale per cui l’allegra spensieratezza di «Ballando con le stelle» mi è parsa così fuori luogo, con tutta quell’euforia che esondava dal viso troppo levigato di Milly Carlucci (Rai1, sabato, ore, 21.20).

Belli ha, così, replicato a Grasso, pur senza citarlo espressamente:

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Checco Zalone: «Ho sbagliato su Misseri»

pubblicato da Lord Lucas

misseri zalone
La forza dello show di Checco Zalone sta nella sua dichiarata imperfezione. Venerdì scorso abbiamo assistito a uno spettacolo slegato, poco compatto - come ha scritto Alessandra Comazzi su La Stampa - nonché penalizzato dalla differita e da un montaggio inadatto. A spiccare, però, in uno studio vuoto e poco ridanciano, è stata l’assoluta intelligenza artistica del mattatore.

Non a caso Aldo Grasso su Corriere ha espresso più perplessità sulle scelte del regista:

“Se un appunto si può fare a Resto umile World Show è la regia di Duccio Forzano, che non c’entra niente, che ha cambiato senso allo spettacolo virandolo sul varietà tradizionale, con valletta di colore e Laura Pausini”.

Il più inflessibile dei critici ha delineato le qualità del comico con una consacrazione di quelle epocali:

Checco Zalone - Resto Umile World Show
Checco Zalone - Resto Umile World ShowChecco Zalone - Resto Umile World ShowChecco Zalone - Resto Umile World ShowChecco Zalone - Resto Umile World Show

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Ma Aldo Grasso l'avrà visto X Factor?

pubblicato da Debora Marighetti

Aldo Grasso X Factor
Aldo Grasso è il critico televisivo più famoso d’Italia, ma capita di non essere d’accordo con le sue opinioni. Che, essendo opinioni, sono più che legittime, anche se a volte ci fanno chiedere se abbiamo assistito allo stesso programma che ha visto lui. Guardando il suo video odierno su Corriere Tv dal titolo “X Factor rinasce su Sky” - il sottotitolo è “Gli investimenti pagano” -, il dubbio che il suo televisore fosse sintonizzato su un altro canale è diventato in pochi secondi una certezza.

Lo potete capire già dal titolo: Grasso è entusiasta di questa nuova versione di X Factor e motiva la sua opinione positiva sostenendo che i tanti investimenti di Sky verso il talent stiano dando i loro frutti. Ha una buona parola per tutto, ma proprio tutto: scenografia, coreografie raffinate, concorrenti bravi, presentatore, musica al centro del programma, Simona Ventura ricollocata come regista in campo, Elio come personaggio intelligente, competente e ironico.

A sentire Grasso, su Sky la musica è cambiata, per citare il motto di questa nuova edizione. E allora perché noi, ieri sera, abbiamo avuto un effetto déjà vu continuo? Chiariamo subito che trovavamo X Factor un ottimo prodotto anche quando stava su Rai2, tra ovvi alti e bassi. La nuova edizione su Sky, nella fase dei provini, era davvero cambiata e ci aveva fatto pensare che avremmo assistito a qualcosa di diverso, ma di fatto così non è stato.

X Factor continua ad essere un ottimo programma, ben scritto e realizzato in modo impeccabile, ma vedendone le prime due puntate non abbiamo gridato “al miracolo”. Abbiamo assistito ad un talent piacevole, con tanta musica - questo sì -, ma altrettante chiacchiere e qualche pecca abbastanza evidente, in giuria quanto nella scelta e nell’esecuzione dei brani.

Partiamo proprio dai giudici, i quattro “cavalli di razza” che, sulla carta, promettevano scintille. Sì, parliamone. Simona Ventura, assieme alla sua vocal coach Paola Folli, sembra stia facendo di tutto per rovinare le sue ragazze, assegnando canzoni che probabilmente non avrebbero cantato nemmeno sotto tortura. Adele e i Baustelle a Francesca Michelini? Non scherziamo.

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Sos Tata (in svendita): Lucia Rizzi testimonial stroncata da tutti. E da Aldo Grasso

pubblicato da Lord Lucas

tata lucia nutella
Le guru televisive stanno decisamente esagerando. Se il nuovo mensile Condé Nast, Myself, dedica un servizio a Tata Lucia, Benedetta Parodi e Paola Marella in quanto nuove maestre di vita catodiche, il sottoscritto invita la Signora di RealTime a non strabordare troppo come le prime due.

Da sobrie consigliere che agivano in sordina le varie Tate sparse per il piccolo schermo hanno iniziato a invadere studi televisivi, a imporre su qualsiasi settimanale i propri consigli, a firmare stucchevoli rubriche-fotocopia.

Da quando abbiamo visto Tata Francesca a Verissimo destreggiarsi tra la Moreira e Katia del Gf, in una rubrica sulle mamme vip fortemente voluta da Silvia Toffanin, si è capito che Sos Tata - da produzione Sky all’avanguardia - si è svenduto alla generalista commercializzandosi senza ritegno.

Non solo passaggi su La7 e parodie su Colorado: a far snaturalmente letteralmente il format una delle scelte peggiori che la sua regina identitaria, Tata Lucia, potesse fare: cedere alla marketta della Nutella. Dopo le enormi proteste scoppiate online (“Li vizi troppo i tuoi figli e poi cedi sulla Nutella. Pecunia non olet, soprattuto se spalmabile”) arriva la reprimenda di Aldo Grasso sul Corriere:

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Lorella Zanardo porta il Corpo delle donne al Parlamento Europeo

pubblicato da Marina

il corpo delle donne

Il 2 marzo prossimo al Parlamento europeo si vedrà il documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo. Le immagini sono tutt’altro che piacevoli e si racconta del mercimonio del corpo femminile nella Tv italiana.

I parlamentari europei perciò proveranno a capire, attraverso il documentario nella sua versione integrale di oltre 60 minuti, quel che succede in Italia e del perché gli italiani sembrino vivere sotto ipnosi televisiva. Ha detto la Zanardo dopo il dibattito al Forum provinciale delle donne che si è tenuto ieri a Palazzo Magnani a Reggio Emilia:

Questo quadro desolante è cominciato trent’anni fa con programmi quali Drive In e Colpo Grosso. Le notti di Arcore non sono un caso. Ma il denaro non è tutto. Una madre con la figlia soubrette mi disse che voleva che la figlia potesse esistere: il modo di esistere è apparire, nell’Italia del 2011. Quando la donna è trattata come un animale o un vaso di fiori, è lesa l’immagine di tutta l’Italia, che perde credibilità e si dimostra un paese in crisi, che arranca, inferiore. I media impongono modelli, formano e informano. Nessuno si spoglia in pubblico come accade in tv, ma in tv accade perché arrivano più introiti pubblicitari: bisogna ristabilire delle regole, il sistema televisivo e politico non può più accettare che si faccia carriera con il corpo.

Per amor di cronaca tengo anche a scrivere che Lorella Zanardo non è molto amata perché etichettata o come vetero femminista o come la Karl Popper de noantri, così definita da Aldo Grasso, capace di evocarla anche quando non figura come ospite.

Foto | Il corpo delle donne

Tv Talk - Barbara D'Urso su Giletti, Grasso e Stasera che sera

pubblicato da Malaparte

Barbara D'Urso

Vi offriamo alcune anticipazione sulla puntata di oggi di Tv Talk. Anticipazioni che riguardano Barbara D’Urso.

Intervenendo telefonicamente nella puntata odierna di Tv Talk, la D’Urso bacchetta Massimo Giletti e il critico del Corriere, in una difesa appassionata della sua televisione. Sul critico televisivo, la conduttrice dice:

Grasso fa bene il suo mestiere, però se io parlo di Avetrana in maniera secca, con dei giornalisti in studio, lui dice ‘Che schifo, che trash’.

Sul collega, invece:

Giletti all’Arena fa una docu-fiction con un attore travestito da Michele Misseri e quello non è trash….

La D’urso difende anche il suo Stasera che sera, chiuso anticipatamente alla seconda puntata. Fa catenaccio, un’arringa difensiva che non tiene conto delle critiche ricevute. Anzi, rilancia:

Rivendico l’idea e rivendico ad esempio il coraggio di aprire la seconda puntata con l’operaio della Fiat che legge la sua lettera, così come la presenza degli scrittori nella parte di talk su Nord e Sud del paese… forse è stata una cosa fin troppo alta.

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Stasera che Sera! soppresso tra mille polemiche. Le dichiarazioni di Crippa

pubblicato da Lord Lucas

stasera che sera

    UPDATE: Mauro Crippa, direttore generale Informazione Mediaset, commenta così la chiusura del programma in un comunicato stampa appena diramato: “Quando un esperimento non riesce è onesto interromperlo senza cercare scuse. I risultati non sono stati brillanti nonostante il grande impegno di tutti coloro che hanno provato a realizzare una nuova formula di programma. Innovare è sempre la strada giusta e ci riproveremo con fiducia. Un sincero ringraziamento a Barbara d’Urso che ha mostrato coraggio e professionalità. Un grazie anche a tutta la squadra giornalistica e produttiva che ha spinto al massimo e anche di più”

Aldo Grasso l’ha definita la trasmissione più volgare ed efferata della domenica, anche alla luce della ridicolizzazione consensuale della classe intellettuale italiana (qui subito stigmatizzata). E’ stata la seconda puntata a dare il definitivo colpo di grazia a Stasera che sera!, visto che la prima - salvo una vistosa caduta di stile in terza serata, dunque fuori fascia protetta - era stata al massimo noiosa, un po’ estrema e di cattivo gusto ma non ugualmente trash.

Forse la colpa è imputabile soprattutto a Mario Giordano, subentrato curatore a cui si deve la pacchiana formula Nord Vs Sud e l’orrida educazione sessuale in salsa Lucignolo.

Perciò è stata ordinata l’immediata soppressione dello show e ora si attende il risultato di stasera di Amici, che se la vedrà con Ballarò e I perfetti innamorati, per decretarne un eventuale ritorno (salvifico per l’azienda, penalizzante per il format) alla domenica. Non sarebbe meglio far immolare il più consolidato Paperissima, almeno fino a quando non arriva Il Senso della Vita di Bonolis (che avrà una gran fifa di ereditare una serata così fallimentare)?

Per Barbara d’Urso è l’ennesimo brutto colpo inflitto alla sua carriera e sarà difficile per lei riprendersi in termini di credibilità, dopo l’impietoso esempio di tv del dolore offerto dal collegamento con Francesco Nuti, in merito al quale la conduttrice ha persino speculato su un legame di amicizia personale.

Per Canale 5, che pure trionfa sulla concorrenza al mercoledì, al venerdì e al sabato sera e al lunedì ha visto la rimonta - seppur non eccezionale - del Grande Fratello - la domenica diventa il giorno più nero.

Stasera che sera - Aldo Busi hot con D'Urso e FalchiStasera che sera - Aldo Busi hot con D'Urso e FalchiStasera che Sera! - Seconda PuntataStasera che Sera! - Seconda Puntata

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X Factor su TvBlog tira più del Grande Fratello.... perché è più "convergente"

pubblicato da Lord Lucas

la scelta del pubblico x factor

Ho da qualche giorno per le mani un’interessantissima raccolta (appena uscita e quindi aggiornatissima) di saggi d’autore sulla televisione, da integrare assolutamente nella propria bibliografia a tema. Il titolo è Televisione convergente - La tv oltre il piccolo schermo e si tratta dell”ultimo volume della Collana Link, sempre prodiga di Idee partorite nell’alveo accademico del C.E.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audivisivi), con Aldo Grasso e Massimo Scaglioni curatori.

Il titolo richiama per poi svilupparlo il pressoché omonimo concetto di cultura convergente teorizzato da Henry Jenkins in relazione ai media e alla comunicazione. Qui lo si applica, in particolare, ai nostri palinsesti, dedicando analisi specifiche a singole trasmissioni o serie particolarmente esemplificative.

Fatta questa premessa, a colpire particolarmente il sottoscritto è non solo la fiducia riposta in TvBlog, spesso e volentieri citato come sito semi-istituzionale, ma l’enorme “responsabilità” di cui siamo inconsciamente rivestiti ogni stagione televisiva che passa. Perché cos’è la tv convergente o “espansa” se non quella che straripa su Internet - tra gli altri media - e cerca una sinergia con un mezzo di comunicazione (a quanto pare influente) come il nostro?

Ebbene, rispulciando il saggio dedicato a X Factor - scritto da Luca Barra - sorge spontaneo citarne alcuni passi per poi sottoporvi una riflessione. Chi avesse già il libro per le mani può seguirmi andando a p. 140:

“Sempre nella stessa ottica può essere letta la forma del discorso che, a partire dal programma, si crea nel web: diversamente da altri programmi e dallo stesso Grande Fratello, dove le aree prevalenti sembrano essere gli spazi comunitari e omogenei dei forum e dei social network, per X Factor lo spazio centrale è la blogosfera. Un’area dai confini incerti e dall’elevata granularità, che presenta però vari addensamenti che a poco a poco si coagulano in spazi riconoscibili e riconosciuti, e che soprattutto consente contagio e proselitismo, soprattutto nei blog abitualmente dedicati alla televisione. Questi vengono via via piegati a seguire il programma come parte del loro servizio (nel caso di siti semi-professionali come TvBlog). La forma prevalente è quella del liveblogging (…) con un consueto post in continuo aggiornamento e ampio spazio per le riflessioni su TvBlog”.

X Factor 4 - Ottava puntata del 26 ottobre 2010. Eliminato Dami
X Factor 4 - Ottava puntata del 26 ottobre 2010. Eliminato DamiX Factor 4 - Ottava puntata del 26 ottobre 2010. Eliminato DamiX Factor 4 - Ottava puntata del 26 ottobre 2010. Eliminato DamiX Factor 4 - Ottava puntata del 26 ottobre 2010. Eliminato Dami

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Educazione televisiva

pubblicato da Massy


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Le pene di Merola

pubblicato da Massy


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Calcio in Tv: regie "di parte" e censure? Solo in teoria

pubblicato da Gabriele Capasso


L’articolo di Aldo Grasso, in edicola oggi su Il Corriere della Sera, ha destato una certa curiosità. Il titolo “Alla regia ci pensano i club, svolta nel calcio in tv” sembra indicare che da quest’anno saranno direttamente i club di Serie A e B a produrre, tramite l’intermediaria Infront (società presieduta Philippe Blatter, nipote del potentissimo presidente Fifa Sepp), la regia delle loro partite. Grasso paventa rischi di censure, ecco un passaggio del suo pezzo:

Un esempio: si gioca Palermo-Cagliari e sugli spalti appare un grande striscione contro Zamparini (è solo un’ipotesi). Il presidente chiama il regista e gli impone di non inquadralo. Così può succedere che certi replay imbarazzanti non vengano riproposti, che certe inquadrature siano in qualche modo censurate. Per dire, nella scorsa stagione, alcuni telecronisti della serie B sono stati scelti direttamente dall’advisor della Lega. Non succederà, ce lo auguriamo, ma potrebbe succedere.

In realtà, come lo stesso Grasso spiega in chiusura, non potrà succedere in alcun modo visto che…

[…]finché riuscirà a spuntare così tanti soldi dai network ha tutto l’interesse a non mutare il quadro distributivo. Né quello produttivo: infatti, saranno ancora Sky e Mediaset, con l’accordo raggiunto la stagione scorsa per la serie A, a produrre le partite.

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Aldo Grasso risponde a Valerio Merola

pubblicato da Malaparte


Valerio Merola lo abbiamo anche intervistato. E nell’intervista, fra le altre cose, Merola si rivolge a Aldo Grasso così:

Grasso è ancorato al merolone. Ma è una storia vecchia di 14 anni. Ma si aggiornasse. Nel frattempo ho anche fatto altre cose. Che scriva della trasmissione senza andare a ripescare quella storia. Proprio non ne posso più. Le persone crescono, cambiano, vanno avanti, si evolvono….

Concetti ribaditi anche dall’Ufficio Stampa del conduttore, che fra le altre cose manda a dire un paio di cose al critico televisivo:

La prima è che il programma è interamente autoprodotto (dunque costo zero per la Rai): un segnale di intelligenza e responsabilità in tempo di crisi, nonostante i giornali parlino in questi giorni di contratti ipermilionari per altri volti noti della tv di Stato e non solo, in aperto contrasto con il clima di austerity tanto sbandierato. La seconda: per una volta un nuovo programma è stato affidato a un professionista come Merola che ha carriera, cultura e gavetta per potersi correttamente fregiare del titolo di «conduttore». O era forse meglio darlo a qualcuno dei tanti spesso incompetenti e improvvisati nati da zero da reality o talent show, come insegna l’Italia del pressappochismo?

E Aldo Grasso non rimane a tacere. Affonda e ribadisce il suo giudizio negativo sul programma La giostra sul due.

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Valerio Merola a Grasso: "Si aggiorni, il merolone è storia vecchia di 14 anni". Intervista esclusiva

pubblicato da Marina

Valerio Merola accusa Aldo Grasso: si aggiorni, il merolone è una storia vecchia di 14 anni Ho sentito Valerio Merola al telefono per l’intervista. La voce è limpida e corposa. Era in pausa di registrazione del programma che lo vede volente o nolente protagonista di questa coda d’estate: La Giostra sul 2. Mi ringrazia Merola per l’articolo scritto. Onestamente non credo di meritare i suoi ringraziamenti, ho solo espresso legittimamente la mia opinione e per scansare ogni equivoco gli svelo che non sono una sua fan e che lui non mi ha mai entusiasmato troppo. Però, non trovo giusto, che a 14 anni da una vicenda giudiziaria che si è conclusa con un nulla di fatto, in cui è stata riconosciuta la sua innocenza, ancora ci si marci su. Sopratutto, gli ribadisco che vorrei vedere cosa sa fare, come è cresciuto professionalmente, quanto è maturato.

Ci chiariamo entrambi su un punto: l’Italia televisiva è piena di vicende giudiziarie analoghe o forse anche peggiori. E spesso i personaggi protagonisti di tali vicende sono riabilitati, si riabilitano, si ricostruiscono, si rinnovano, si rimettono in gioco senza essere impallinati alla stessa maniera di Merola.

Io la trasmissione l’ho vista. E non soloen passant, ma ho seguito già tre puntate. Trovo che Valerio Merola, con i suoi autori, abbia deciso di rientrare in punta di piedi nelle case degli italiani. Di fatto è stata evitata una trasmissione strombazzante e caciarona e evidentemente hanno preferito planare più semplicemente su un programma costruito per funzionare già al primo collaudo. La Giostra sul 2 è certamente professionale e non è raffazzonata, casinara, superficiale o insulsa..Semmai, l’appunto che io faccio è che è forse troppo distaccata, quasi timorosa o spaventata nel poter destare anche una piccola discussione. Ecco non è neanche asciutta e lineare. Piuttosto è come se vi fosse tutt’intorno un sentimento di profonda esitazione.

Dopo il salto l’intervista.

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Mentana dice "No" a "I Magnifici 8" di Sorrisi

pubblicato da Malaparte

Mentana dice "No" a "I Magnifici 8" di Sorrisi

    Aggiornamento: nella rubrica divenuta I Magnifici 7 si legge, a firma Giovanni Toti: Se è riferito proprio a me, francamente mi lusinga l’attenzione del grande Mentana. Detto questo, una volta era l’appartenenza all’Ordine dei Giornalisti il requisito per diventare direttori. Ora invece pare che serva l’agibilità politica di Enrico Mentana…

Enrico Mentana, appena insediatosi direttore del TgLa7, entra subito in polemica con alcuni colleghi. In particolare, con Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto.

E lo fa dicendo no alla rubrica I Magnifici 8 di Tv Sorrisi e Canzoni, che raccoglie le opinioni dei direttori dei più importanti tg italiani (sic): Minzolini, Orfeo, Berlinguer, Fede, Mimun, Toti e Carelli. E, fino alla settimana scorsa, Antonello Piroso. La rubrica è diventata così I Magnifici 7.

Evidentemente “scottata” dal rifiuto, la redazione del settimanale - in una nota - si chiede

Perché Mentana non vuole partecipare alla rubrica che Aldo Grasso, il critico del Corriere della Sera, ha definito una delle piu’ interessanti di tutta la stampa italiana?

La risposta di Mentana non si fa attendere, e non è certo eufemistica. Anzi, è di quelle destinate a scatenare, appunto, polemiche a distanza. Ravvicinata.

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Telefilm Festival 2010, il Workshop sulla fine della "Golden Age" dei telefilm in Italia. Freccero attacca le generaliste: "Manca una linea editoriale". E Tiraboschi tira in ballo internet

pubblicato da Paolino

Telefilm Festival
Sempre meno telefilm, soprattutto polizieschi, sui canali generalisti, che soffrono un calo di ascolti rispetto a due anni fa per quanto riguarda la messa in onda delle serie tv. Da questi dati, forniti dal CERTA (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) dell’Università Cattolica di Milano, è partita la discussione “E’ già finita la Golden Age dei telefilm sulle reti italiane?”, protagonista della giornata di oggi del Telefilm Festival.

Moderato da Aldo Grasso, l’incontro ha avuto come protagonisti Giorgio Buscaglia (Responsabile Programmazione Cinema e Fiction RaiDue), Laura Corbetta (Amministratore Delegato YAM112003), Carlo Freccero (Direttore Rai4), Marco Leonardi (Direttore contenuti Mediaset Premium), Carlo Panzeri (Vice Direttore Rete4), Alberto Rossini (Direttore editoriale Canali televisivi - Digicast spa), Fabrizio Salini (Vice Presidente Fox Channels Italy) e Luca Tiraboschi (Direttore Italia 1).

Proprio quest’ultimo, insieme a Freccero, ha animato la discussione, dando una propria versione dei fatti di fronte all’evidenza che i telefilm, sulle reti generaliste, stanno subendo un calo in telespettatori: dallo share medio dell’11,09% di due anni fa, si è passati al 10,97% di un anno fa al 9,81% di quest’anno.

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