Daniele Bossari faceva bene ad aspettare prima di cantar vittoria. Alla vigilia dell’ufficializzazione della chiusura di Azzardo, il conduttore più sopravvalutato della tv gongolava in un’intervista rilasciata al Giornale, rivendicando superbamente l’eredità di Gerry Scotti:
“Gerry Scotti ha detto che sono io il suo erede televisivo. E forse per questo ora conduco un quiz. Sono felice. Pensavo che il lato più bello del mio lavoro fosse il contatto con il pubblico, stile Festivalbar. Seguivo da spettatore il programma quando lo conduceva Alessandro e già mi piaceva moltissimo. La formula è più o meno la stessa, ma adesso, con il duello finale più agguerrito, funziona meglio”.
Che il quiz fosse nato per non avere troppo successo ai danni dell’ammiraglia, Bossari ne era consapevole. Peccato che, anzichè andare in onda sino ai primi di aprile, venga segato alla fine di questa settimana. E questo Bossari, con la sua aria tronfia, non poteva certo immaginarlo.
“Magari chiudere per i troppi ascolti! Significherebbe che ho lavorato bene, che ho fatto bella figura con gli addetti ai lavori. È l’unica cosa che desidero. Del resto, con i quiz parto da zero. Il programma durerà fino agli inizi di aprile, e ne approfitterò per imparare il più possibile a fare bene questo mestiere. Senza l’assillo degli ascolti la vita sarà più facile”.
Appartenente alla categoria dei volti giovani del piccolo schermo (il pubblico si chiede quando gli spunteranno le prime rughe e se finirà anche per lui il tempo dei giochi), eterno ragazzo della generazione di Mtv con faccia pulita e comunicativa che fa tendenza, Bossari è uno dei tanti miracolati di cui non ti chiederai mai: “Ma dove è finito?”. La sua faccia birichina e la sua mimica monocorde stanno sempre lì. Non importa che conduca Fuego o Wozz’up, che faccia l’inviato de La Fattoria o passi alla concorrenza al timone di Furore. E’ riuscito ad affossarli tutti senza far torto a nessuno (quando si dice la coerenza…).
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RTV - La tv della realtà, è questo il titolo del programma che va in onda ogni sera su Italia1 alle 20.30 circa. A condurlo è la statuaria bellezza venezuelana Ainett Stephens, ex gatta nera del programma Il mercante in fiera e già conduttrice di Real TV (stessa minestra di RTV).
Presentatrice a parte, ciò che vorrei cercare di capire ora è come un programma del genere faccia ogni sera in media 1,7 milioni di spettatori. Mi è capitato di vederne alcune puntate già nella prima versione con Guido Bagatta (che stimo) al timone e di rivedere qualche spezzone del programma con la nuova conduzione. Non è cambiato niente. Stessi filmati di inseguimenti, stessi video di incidenti, qualche parentesi “divertente” (stile Paperissima) e null’altro. Certo, la tv della realtà non può trasmettere altro che questo, ma tutte queste edizioni hanno trasformato un programma che inizialmente poteva essere interessante (forse vedere le sfighe altrui ogni tanto è consolatorio) in qualcosa di ripetitivo e stancante, tra l’altro - secondo me - non adatto ad una fascia oraria preserale.
Che cosa spinge la gente a guardarlo tutti i giorni? Non mi so dare una risposta, anche perché non credo che una conduttrice poco vestita, per quanto bella possa essere, riesca a fare 1,7 milioni di spettatori da sola. Ditemelo voi, cari commentatori, cosa trovate in questo programma.