E’ oggi ospite sulle colonne del nostro TvBlog uno dei personaggi televisivi fra i più pungenti, ironici, simpatici ed intelligenti della televisione italiana: Giancarlo Magalli, che lunedì scorso ci ha aperto le porte del suo camerino subito dopo la puntata in diretta de I Fatti Vostri. Come nostra abitudine abbiamo fatto con lui una conversazione a tutto tondo, partendo dall’inizio della sua carriera, fino ad arrivare ai giorni nostri, il tutto condito da suoi aneddoti personali che hanno impreziosito la nostra esclusiva intervista. Oggi vi proponiamo la prima parte di questo nostro colloquio in cui ci concentreremo sulla partenza della sua carriera, in attesa della seconda parte che pubblicheremo domani, in cui parleremo della TV di oggi e dei suoi progetti per il futuro. Buona lettura.
Partiamo da una domanda sulla sede che ci ospita, quale è il tuo rapporto con internet, ti piace per esempio leggere i blog?
Ci sono alcuni blog che dicono delle stupidaggini epiche però è la somma che fa il totale come diceva Totò, quindi è la media dei commenti che ti da un’indicazione. Poi ovviamente c’è quello che odia il dato personaggio, quello che odia la data rete e quelli li devi saper valutare anche alla luce della loro parzialità. Comunque nel complesso quando nel post sugli ascolti ci sono 1000 commenti, poi dalla media di quei 1000 commenti un’indicazione utile esce fuori. Poi c’è gente che fa anche proposte di palinsesti ed analisi auditel davvero molto interessanti che è molto difficile non tenere conto.
Facciamo come nostro costume un viaggio indietro nel tempo: Magalli nasce come autore televisivo, parliamo dell’inizio della tua carriera
Nasco alla radio con Gianni Boncompagni in programmi come Bandiera Gialla, Radio Ombra degli anni ’60. Poi arrivato “Alto gradimento” che sarebbe stata la cosa più divertente da fare e alla cui partecipazione ho iniziato, mi chiamarano a fare il servizio militare ed il programma me lo son giocato. Quando sono tornato dal militare ho fatto per un periodo l’organizzantore di produzione, ho lavorato con questa mansione per i gloriosi “Giochi senza frontiere” degli inizi, quando andavano in diretta il giovedì sera sulla Rete Due. Poi sono andato a fare l’animatore, il primo animatore nel primo villaggio turistico italiano. E facendo l’animatore ho conosciuto anche alcuni attori giovanissimi, fra questi c’era Pippo Franco di cui sono diventato amico e suo autore per 13 anni.
Dal sodalizio con Pippo Franco si sono poi riaperte le porte della radio
Nulla di fatto per Agostino Saccà ex direttore di Rai Fiction: il ricorso che ha presentato al Tribunale del lavoro per rigettare il licenziamento, avendolo ritenuto un provvedimento non legittimo, non è stato approvato. Insomma Saccà è licenziato e anzi, considerata l’età, invitato alla pensione. Fanno sapere i suoi legali Nicola Petracca e Federico Tedeschini, che il Tribunale del lavoro:
ha affermato l’efficacia reale del preavviso e perciò il diritto di Saccà a ricevere l’indennità sostitutiva dello stesso a far data dal compimento del sessantacinquesimo anno di età. Alla luce di questa pronuncia Saccà, con decorrenza 7 febbraio 2009, ha diritto a ricevere la retribuzione per l’intera durata del preavviso, nonchè al versamento dei relativi oneri contributivi.
La vicenda di Agostino Saccà balza alle cronache nel 2007 quando la Procura di Napoli a latere di una indagine più complessa, entra in possesso di una serie di intercettazioni relative ad alcune telefonate intercorse tra Silvio Berlusconi e, appunto, l’allora direttore di Rai Fiction. Succo delle conversazioni la segnalazione di diverse attrici e la richiesta di una loro partecipazione alle varie fiction prodotte in Rai. Insomma, raccomandazioni. Ma il giro telefonico mette in luce un aspetto inquietante: in pratica le attrici sarebbero una sorta di merce di scambio usata per “coccolare” parlamentari e senatori che così parteciperebbero a diverso titolo all’operazione libertaggio, messa in piedi dall’opposizione, allora guidata da Berlusconi per far cadere l’ex-Governo Prodi.
Continua a leggere: RaiFiction, licenziato Agostino Saccà. Potrà però andare in pensione

Dare un senso alla vita può condurre alla follia,
ma una vita senza senso è l’inquietudine
e il vano desiderio è una barca
che anela il mare eppur lo teme.
Partiamo dalla poesia “George Gray” tratta dall’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters per introdurvi l’intervista che Antonella Clerici ci ha concesso. Un colloquio a tutto campo che, partito dai suoi esordi su di una televisione locale milanese, ci ha poi condotto al successo del momento, quel “Ti lascio una canzone” che ha riportato ai fasti di un tempo il sabato sera di RaiUno fino a concludersi sulle pagine di uno dei libri più belli mai scritti. Un percorso essenziale che ci restituisce un Antonella piena di gioia, di sentimento, di passione per il proprio lavoro. Un’ Antonella che si racconta, a cuore aperto e con la sincerità che la contraddistingue, al nostro TvBlog. Buona lettura.
Dalla laurea in giurisprudenza al successo del sabato sera su RaiUno, ci racconti il il tuo percorso professionale?
Laureata a 23 anni in giurisprudenza con 110 alla statale di Milano. In quel periodo avevo già iniziato a lavorare a Telereporter (televisione privata di Milano, ndr).
Grande scuola quella delle tv private. Mi truccavo da sola, mi preparavo i testi ed andavo in onda. Facevo un po’ di tutto dal telegiornale allo sport agli annunci dei programmi. Andavo alle conferenze stampa, facevo alcune domande e poi montavo il pezzo.
Dall’immensa galleria di Youtube ecco Antonella proprio dai teleschermi di Telereporter nella veste di annunciatrice:
Agostino Saccà vuole rientrare a Viale Mazzini dalla porta principale. L’incarico di direttore commerciale della Rai è insignificante per un uomo che, a suo stesso dire, ha pagato oltremisura per dei peccati di cui non si sente responsabile. L’ex direttore generale, che dichiarò testualmente di votare Forza Italia insieme a tutta la sua famiglia, nel 2002, insieme all’allora neo-direttore di RaiUno Del Noce, chiuse la trasmissione “Il Fatto” di Enzo Biagi, dando il “la” a tutte le polemiche conosciute in seguito con la dicitura giornalistica di “editto bulgaro”.
“L’idea che Sky diventi il terzo polo generalista fa ridere. Se a Sky e al satellite togli il calcio, fa il 4 per cento. Fiorello? Lo adoro, ma su Sky non va. La Cuccarini? Uguale. La Rai non deve temere Sky. E nemmeno Mediaset la deve temere. Il sistema generalista è in grande crisi perché s’è illuso che l’assenza di un terzo polo potesse esimerlo dall’investire. E cos’è successo? Che il terzo polo sta nascendo con quelli che la televisione generalista non la guardano più. Nell’ultimo anno Rai e Mediaset hanno perso un milione e mezzo di spettatori, appena arrivano a tre milioni perdono 400 milioni l’anno di pubblicità. Se scendono insieme sotto il 70% di share Rai e Mediaset vanno in semicoma. Per evitarlo piantano reallity show che costano poco ma le stanno ammazzando. Il linguaggio del reality è l’iperbole. Prendi situazioni estreme, poi stressi le reazioni. Prima i protagonisti si accarezzano, poi forse scopano, poi metti il gay, il trans. Poi il cieco, alla fine dove vai, alla roulette russa con il revolver?”.
Sembra scomparso quell’Agostino Saccà, tristemente salito alla ribalta della cronaca nel dicembre 2007 in seguito alla pubblicazione di certe intercettazioni telefoniche che lo coglievano, insieme al Premier Silvio Berlusconi, nell’atto di piazzare svariate attricette qua e là e di gestire, diciamo così, creativamente, la produzione di fiction, barcamenandosi tra politici e produttori che spingevano per promuovere questo o quel prodotto. Il dirigente tuona:
“Possono dire quello che vogliono, ma io sono la Rai! La mia azienda mi deve delle scuse. In America le televisioni generaliste sono andate in crisi col reality. La gente diventava pazza, dopo un po’ se ne andava. Abc, Cbs e Nbc erano scese sotto il 50%. Panico. Si sono riprese con le fiction: Lost, Casalinghe disperate, Law and order. In Italia è lo stesso. O la Rai torna a produrre fiction, cartoni animati e documentari, o muore. Lo stesso per Mediaset. Ma la Rai è più forte, ha un patrimonio di cultura e di capacità umane eccezionali che può obbligare Mediaset a seguirla, su quel terreno”.

Non è certo la prima volta che, da destra e da sinistra, i candidati alle Elezioni Europee vengano pescati fra le fila di personaggi improbabili che poco hanno a che vedere con la politica, quella intesa in senso “nobile” (se ancora ce n’è una). Stavolta però il Pdl sembra voglia cavalcare questa deriva. Manca solo un giorno all’ufficializzazione delle liste, ma le indiscrezioni che circolano disegnano un quadro decisamente desolante.
Innanzitutto le buone notizie: Angela Sozio, la rossa del Grande Fratello 3, sparita dalle cronache se si esclude una breve apparizione nelle foto rubate del Premier circondato dal suo Harem nel giardino della villa in Sardegna, non troverebbe posto nelle liste del Pdl. Altra bocciata Eleonora Gaggioli, attrice in Elisa di Rivombrosa.
Sembrano invece confermatissime Barbara Matera (già Letteronza e annunciatrice Rai) e il nome più scottante della lista, un nome per il quale i media tradizionali hanno dimenticato un dettaglio biografico piuttosto importante. Ci riferiamo a Camilla Ferranti, ex tronista, poi attrice in Incantesimo. Il nome della Ferranti, umbra, compariva nelle famose intercettazioni Berlusconi-Saccà: l’allora leader dell’opposizione voleva che l’attrice avesse più spazio nelle fiction Rai. Poca lungimiranza, bastava attendere un paio d’anni ed infilarla nel Parlamento Europeo, si sarebbe risparmiato l’ennesimo piccolo scandalo.
Si prospetta un’altra “promozione interna” all’interno dell’operazione nomine Rai. Dopo l’annuncio del ritorno di Clemente Mimun al Tg1, il nome dell’attuale direttore del Tg5 è stato partorito dal consueto vertice a Palazzo Grazioli, un altro pezzo grosso dell’impero del Presidente del Consiglio potrebbe passare alla tv di stato. Secondo quanto anticipato stamani su Repubblica da Antonio Dipollina Carlo Rossella sarebbe in procinto di essere nominato al vertice di Rai Fiction.
L’ex direttore del Tg1, del Tg5, di Panorama e attuale Presidente della Medusa andrebbe a prendere il posto occupato ad interim dall’uscente direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce dopo l’uscita forzata di Agostino Saccà, travolto, anche se solo parzialmente dallo scandalo intercettazioni. Le telefonate fra lui e Silvio Berlusconi che, nonostante i numerosi impegni, si preoccupava di raccomandare attrici ed attricette per le fiction Rai che avrebbero consentito di “oliare” la strategia messa in atto dal leader del Pdl per far cadere il precario Governo Prodi, gli fecero perdere la poltrona.
La nomina di Rossella, con il suo indiscutibile know how, può consentire un ulteriore rilancio di Rai Fiction, la macchina infernale da 280 mln di euro che dovrà sopportare nei prossimi mesi gli effetti diretti della crisi finanziaria e della sua inevitabile ricaduta sugli introiti pubblicitari della Sipra.


Il cavallo di viale Mazzini avrà a breve i suoi nuovi cavalieri, in settimana forse si completerà il puzzle del nuovo cda con la nomina del nuovo presidente, noi intanto, lasciando da parte la politica che in questo ambito non ci interessa, vogliamo andare a vedere, dati auditel alla mano, come sono andati i direttori uscenti dei tre canali Rai nella loro reggenza. E per fare questa cosa andiamo a comparare gli indici di ascolto precedenti alla loro nomina, confrontandoli con quelli degli ultimi due mesi di questo 2009. Tutti e tre i direttori delle tre reti Rai furono nominati nell’aprile del 2002, quindi la comparazione la faremo fra il gennaio/febbraio di quell’anno con il medesimo periodo (dati medi) di quest’anno.
I dati saranno quelli del totale individui più ospiti e dei target 4-14 anni, 15-64 anni e degli over 65. Il tutto è rappresentato nei grafici che troverete dopo il continua. Partiamo da un dato su tutti, l’unico direttore che nel confronto non perde ascolti, anzi guadagna un +0,27% è Fabrizio Del Noce, capo di RaiUno. Infatti la percentuale totale dell’ascolto medio nelle 24 ore nei primi due mesi del 2002 era del 22,88% (direzione Agostino Saccà) mentre quella dei primi due mesi del 2009 è del 23,15%. Fra i dati dei target, c’è un calo del 4,18% nel 4-14, compensato però da una crescita della stessa cifra fra gli over 65, c’è quindi un’invecchiamento del pubblico della rete ammiraglia Rai. Nel target commerciale si passa dal 20,67% del 2002 al 18,84% del 2009. Nel prime time poi registriamo un’incremento dello 0,70% si passa infatti dal 22,96% del 2002 al 23,66% dei primi due mesi del 2009.
La rete che perde ascolti in maniera maggiore fra le tre Rai è RaiDue. Il canale diretto da Antonio Marano passa infatti dal 13,87% nel giorno medio del 2002 al 9,43% del 2009, con un calo del 4,44%. Nel prime time si passa dall’ 11,97% del 2002 (direzione Carlo Freccero) all’attuale 9,45%. Fra i target il calo maggiore è fra i ragazzi dai 4 ai 14 anni, che passano dal 13,30% del 2002 all’attuale 7,57%. Calo anche nel target commerciale, che passa dal 13,93% del 2002 al 9,88% del 2009. Idem fra gli over 65, con un calo del 4,71%, si passa infatti dal 13,76% del 2002 all’attuale 9,05%.
Dopo il discusso trasferimento di Agostino Saccà - il diretto interessato ha già annunciato che farà ricorso - l’atteso CdA della Rai di oggi, primo agosto, ha preso altre importanti decisioni.
In primis, la nomina del nuovo Direttore di Rai Fiction che sarà - come previsto ieri - Fabrizio Del Noce (sei voti favorevoli, un’astensione, un contrario). Del Noce mantiene ad interim (come si dice in burocratese) la direzione di RaiUno, ma dovrà cedere il posto ben presto, ovviamente.
Poi c’è la notizia che riguarda i diritti delle partite di calcio. Notizia che di fatto cede il campo agli altri concorrenti (Mediaset e SKY) in quanto il consiglio di amministrazione ha deliberato per la rinuncia alla partecipazione alla gara di assegnazione dei diritti per quanto riguarda il campionato di calcio di Serie A 2009-2010. Le richieste di Lega Calcio infatti non sono state ritenute congrue con le disponibilità economiche del servizio pubblico.
Sono stati approvati, invece, i contratti relativi ai diritti di:
- incontro amichevole di calcio Cipro- Italia,
- Volami nel cuore, dal venti settembre, con Pupo e Ernestino Schinella
- I migliori anni, con Carlo Conti, alla sua seconda edizione
- La prova del cuoco, sempre con Antonella Clerici, nonostante la futura maternità
- Ricomincio da qui, con la rinata e inossidabile Alda D’Eusanio
- la nuova soap Agrodolce
Trova una sua conclusione, tutta made in Italy, la vicenda Agostino Saccà.
L’ormai ex direttore del reparto fiction, nel corso dell’atteso C.d.A. di oggi, è stato trasferito alla Direzione Commerciale del servizio pubblico. Quattro voti a favore, uno contrario, hanno approvato la proposta del direttore generale Claudio Cappon.
La querelle si protraeva da mesi, dai tempi delle ormai famigerate intercettazioni telefoniche. Come ricorda l’AMI,
Saccà era sotto inchiesta per i presunti accordi con Silvio Berlusconi per l’assunzione in Rai di aspiranti attrici. Il 30 giugno 2008, il giudice del lavoro Giuseppina Vetritto dopo il ricorso dei legali di Saccà, aveva predisposto il suo reintegro a direttore di Rai Fiction. La Rai, entro il termine previsto di 15 giorni, aveva opposto reclamo in sede d’urgenza contro l’ordinanza. Il giudice del Lavoro in composizione collegiale ha accolto il ricorso della Rai.
Questa soluzione, che sulla carta appare salomonica, a occhi esterni - quali quelli di chi scrive, per esempio - risulta poco comprensibile, e soprattutto non sembra risolvere in alcun modo la questione. Saccà è innocente? Saccà è colpevole? Il sistema è sano o marcio? Si risponde a queste domande, con un trasferimento?
Personalmente, non lo so. E sospendo il giudizio, lasciando a voi altre riflessioni, cui parteciperò molto volentieri.
Che ne sarà di Mamma Rai? Il CdA di oggi, che si preannunciava risolutivo, ha imposto l’ennesimo rinvio del caso Saccà, principale responsabile dell’attuale stato di paralisi. Ancora una volta i componenti del centro destra hanno fatto mancare il numero legale al momento della voto sulla proposta di rimozione del direttore di Rai Fiction, avanzata dal Dg Claudio Cappon.
In compenso è nell’aria la nomina a Rai Fiction di Fabrizio Del Noce, direttore uscente di RaiUno. Al suo posto alla direzione dell’ammiraglia, dopo sei anni di onorato incarico, è in lizza Gianfranco Comanducci, già direttore delle risorse umane. Come segno di continuità con la linea Del Noce è stato confermato in qualità di capostruttura il fido collega Paolo De Andreis. Nonostante sia in età da pensionamento, la continuità del suo incarico sino a giugno 2009 gli consentirà di portare a termine le progettualità con Pupo, Carrà e Clerici.
Posto che la commissione si aggiorna a domani, nella giornata di oggi sono saltate le altre decisioni in programma. Oltre ad una ventina di nomine di vice direttori nelle testate giornalistiche, non c’è stata l’approvazione del contratto della prossima edizione de La prova del cuoco.
Continua a leggere: Rai in standby. E Del Noce mira a Rai Fiction
Claudio Petruccioli, con il suo intervento nell’ambito dell’incontro sul futuro della fiction in Italia, ha decisamente raffreddato la platea del Roma Fiction Fest. Ecco alcuni estratti del discorso:
[…] il problema non è solo della RAI. Se la classe dirigente e l’opinione pubblica di questo Paese si rendessero conto che le vicende, le difficoltà, le esperienze della televisione, del servizio pubblico in particolare sono una favola che narra anche di loro, la riflessione dovrebbe essere ben più ampia e sconvolgente […]
Si riferisce al Paese in generale, Petruccioli, e poi all’ormai famigerato caso-intercettazioni, e usa, visto che si parla di fiction, le metafore del medical.
A insaputa del paziente è stata fatta una TAC. In modo truffaldino, comunque arbitrario, ne è stata data diffusione pubblica. La RAI in quanto parte offesa ne ha avuto copia da coloro che l’hanno originariamente ordinata e raccolta (la procura di Napoli); in modo, quindi, del tutto corretto e trasparente.
E poi, proseguendo nella metafora, affonda, parlando di ciò che questa TAC ha rilevato:
[…] è un agente patogeno che, se ignorato e lasciato proliferare senza contrasto, darebbe luogo ad un endemico stato infettivo e - probabilmente - al degrado dell’intero organismo. […] nell’interesse dell’azienda, del servizio che essa è chiamata a rendere, di coloro che lavorano dentro e intorno ad essa, si deve assolutamente intervenire, impedire a quell’agente di continuare a fare danno
Nonostante la metafora, le parole di Petruccioli sono fin troppo chiare.
Continua a leggere: Petruccioli su Saccà raggela il Roma Fiction Fest
Il caso era esploso nel dicembre dello scorso anno: Silvio Berlusconi, all’epoca capo dell’opposizione al traballante Governo Prodi, e Agostino Saccà, Direttore di Rai Fiction, gestivano telefonicamente un giro di raccomandazioni tese a favorire la carriera di alcune attrici, volti ancora poco noti al grande pubblico come Elena Russo, Evelina Manna, Antonella Troise e Camilla Ferranti. Già all’epoca la domanda che ci si poneva era piuttosto scontata: possibile che Berlusconi trovi il tempo per occuparsi di affari di questo genere? Che importanza possono avere i ruoli assegnati in fiction tv ad alcune attrici?
La risposta era fornita dalla viva voce dell’attuale Presidente del Consiglio. La Manna, in particolare, sarebbe stata segnalata da un senatore del centrosinistra pronto a fare il grande salto mettendo in minoranza il Governo Prodi. Per “agevolare” questo passaggio la “spintarella” all’attrice era fondamentale. A distanza di 6 mesi L’Espresso ha pubblicato sul numero di questa settimana, e in audio sul sito, nuove intercettazioni che forniscono un quadro ancora più chiaro degli scambi di favori e degli intrecci che ruotano attorno alle Fiction così amate dagli italiani.
Nell’operazione “libertaggio“, questo il nome in codice del tentativo di far cadere il secondo esecutivo Prodi, entrano nuovi attori, personaggi che con la loro posizione devono gestire contratti milionari per la produzione di fiction tv in maniera che gli equilibri finissero per spostare il consenso di qualche senatore dal centrosinistra al centrodestra. Giancarlo Innocenzi, ex dirigente Mediaset, poi Sottosegretario per le Comunicazioni e all’epoca membro dell’Autorità garante delle Comunicazioni, è uno di questi.

E’ stato approvato dal cda Rai il piano di produzione per le fiction 2008, che andranno in onda presumibilmente nella stagione 2009. Saranno in totale 171 (107 per RaiUno, 42 per RaiDue e 22 per RaiTre). Il 2007 non si è chiuso benissimo per questa struttura, ricordiamo il caso dell’ex direttore Agostino Saccà che ha dovuto lasciare la poltrona per cause di forza maggiore e le polemiche dovute allo sciopero degli attori di Capri 2, rimasti diverso tempo senza stipendio.Il posto di Saccà per il momento è stato preso dal vice direttore generale Giancarlo Leone, vediamo quali sono i titoli che ha presentato al consiglio d’amministrazione.
Il titolo più forte è quello sulla vita di Papa Paolo VI, due puntate curate dalla LuxVide dirette da Farbizio Costa e scritte da Francesco Arlach, Maura Nuccettelli e Gianmario Pagano costate 5 milioni di euro esattamente quanto le due puntate (sempre curate dalla Lux) dedicate alla storia del celebre manager dell’Eni Enrico Mattei, con la regia di Giorgio Capitani e la sceneggiatura di Claudio Fava e Monica Zappelli.
La società di Matilde Bernabei, moglie di Giovanni Minoli, ha prodotto anche la settima serie di Don Matteo e quella dedicata alla vita di Sant’Agostino. Per le dodici puntate delle avventure del sacerdote interpretato da Terence Hill la Rai ha sborsato ben 15 milioni di euro, 4,50 milioni di euro il costo della fiction dedicata al celebre Santo. Ma le fiction più costose sono Butta la luna 2, Medico in famiglia 6 e Medicina Generale 2 per le quali Rai sborserà 50 milioni di euro. In totale l’investimento di viale Mazzini ammonta a quasi 284 milioni di euro.
La segnalazione è un costume diffuso e tutto italiano. Questo emerge dalla lettura dei verbali dell’interrogatorio di Agostino Saccà da parte della procura di Napoli il 4 dicembre scorso. La premessa di Saccà è un poema:
Io ricevo moltissime segnalazioni provenienti dalle parti più disparate, e non solo dal mondo politico, com’è naturale. Quando ne ricevo una, la smisto al capo struttura di riferimento per la fiction oggetto di interesse […] mi faccio mandare un curriculum del segnalato che spesso desidero incontrare di persona… Io non ho mai fatto pressioni su alcuno per promuovere un attore piuttosto che un altro, salvo naturalmente la scelta sui protagonisti contrattualmente garantita
Poi Saccà ammette:
Così mi sono comportato per questa ed altre segnalazioni che mi sono arrivate dall’on. Berlusconi. Ricordo che mi ha segnalato nell’ultimo anno due o tre persone, tra le quali attori maschi, anzi con questi ultimi arriviamo a quattro-cinque. Tra le donne ricordo tale Gaggioli, Elena Russo, Antonella Troise, Evelina Manna, Vittoria Ferranti.
A questo punto viene bloccato dal suo avvocato difensore che lo invita - è suo diritto - a non rispondere più alle domande. Secondo il pubblico ministero, si configura il reato di corruzione. Il prezzo che sarebbe stato pagato da Berlusconi sarebbe stato il progetto Pegasus (una nuova casa di produzione cui sarebbero stati interessati anche Luca Cordero di Montezemolo e Corrado Passera, e che avrebbe avuto una garanzia di appoggio esterno da parte di Berlusconi stesso).