
Adriano Celentano va all’attacco della Rai. E per tutta risposta, dalla Rai arrivano solo voci da fonti che non si palesano, e che dicono ci sarebbe in atto un braccio di ferro fra il molleggiato e Claudia Mori (che ha anche una sua casa di produzione, ricordiamolo) da un lato, e Viale Mazzini dall’altro. In ballo, questioni che riguardano diritti di immagine pregressi, uso esclusivo del materiale Rai e via dicendo. Ma non sono voci ufficiali, sia chiaro: sono le stesse “voci”, probabilmente, giunte alle agenzie e, ieri, smentite categoricamente dal Clan di Celentano. Che oggi, sul suo blog ufficiale, va decisamente all’attacco di tutto l’establishment. Sia chiaro: la sensazione è che ognuno stia tirando l’acqua al proprio mulino. Ma perché gli spifferi che provengono da Viale Mazzini non trovano alcuno sbocco ufficiale? Se ci fosse veramente un tentativo di gioco al rialzo da parte di Celentano, forse i vertici Rai dovrebbero renderlo pubblico.
Sul suo blog Celentano scrive, andando duramente all’attacco e invitando il direttore artistico del Festival ad ammettere che ci siano state delle pressioni e delle comunicazioni volte a escluderlo dal Festival. Le stesse comunicazioni che ieri l’ufficio stampa Rai smentiva.

Caro Gianmarco,pur non dimenticando l’impegno e il grosso “lavoro ai fianchi” che hai dovuto esercitare su di me per portarmi a Sanremo (e non da adesso, ma da anni) devo purtroppo darti un aut aut . Leggendo i giornali di oggi sulla situazione Sanremo, l’idea che più di tutti emerge, o perché i media non sanno esattamente come stanno le cose e quindi per non sbagliare danno più credito alle false smentite della Rai che non alla verità che il Clan ha espresso sul mio Blog, è che tra le righe prevale una sottolettura secondo la quale mi sarei inventato tutto in nome di una pubblicità di cui non solo da adesso, ma fin da quando ero un umile orologiaio ,non me n’è mai fregato niente. Non disdegno la pubblicità e mi piace far casino sui giornali, ma solo se c’è un fondo di verità, altrimenti sarebbe un disgustoso e cattivo gioco sulla buona fede della gente.
Pertanto sono costretto a dirti che io posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di RaiUno Mauro Mazza (non è un’ ironia mi è simpatico veramente) con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la “ Lei “aveva sentenziato: “Celentano e’ fuori da Sanremo”. Chiedendoti inoltre di cercare una alternativa alla mia partecipazione al Festival e come comunicare una simile CAZZATA.

Vi abbiamo già raccontato sommariamente quanto accaduto nella conferenza stampa odierna del Festival Di Sanremo 2012, che ha visto il conduttore Gianni Morandi e il direttore artistico Gianmarco Mazzi presentare la prossima edizione dell’evento musicale per eccellenza, nonostante né il resto del cast, né parecchi dettagli importanti siano stati ancora resi noti.
Agenzie e quotidiani online stanno dando grande risalto soprattutto ad uno degli annunci fatti stamattina: la presenza a Sanremo di Adriano Celentano, fino ad oggi tenuta nascosta da Mazzi per volontà del molleggiato. Così ha raccontato il direttore artistico:
Non so ancora quando verrà, se alla prima serata, all’ultima o a tutte, ma sono convinto che verrà…anche perché ho rispettato un suo desiderio, che era quello di non far trapelare la notizia con nessuno fino a oggi
Le notizie sono abbastanza fumose, come potete leggere. Non si sa quando ci sarà, né che cosa farà, ma a Mazzi non interessa, l’importante è che Celentano ci sia:
Farà quello che vorrà, come ha sempre fatto

Del ritorno in tv di Adriano Celentano si continua a parlare. Si annunciano show, ospitate e quant’altro, poi arrivano le smentite. Per il momento progetti non ce ne sono, ma Celentano, uno che con la sola presenza in video fa fare numeri incredibili - un po’ come Fiorello, anche se per “caratteristiche” diverse -, ha una sua visione e la racconta a Michele Serra per il Venerdì di Repubblica di quest’oggi.
Si parla del nuovo disco, della situazione politica, del suo rapporto con la vecchiaia e, ovviamente, di televisione. I progetti ci sono, ma:
E’ la Rai che preferisce stare alla larga da me. E da un certo lato (perverso) devo dire che la capisco. Ragionando dal loro punto di vista, fanno bene a tenermi lontano.
Gli viene chiesto se la sua lontananza dalla tv sia un problema di costo. La risposta è abbastanza polemica e mette in luce come, di fronte a costi sì alti, ma non eccessivi, ci sia un ritorno pubblicitario altissimo.
Continua a leggere: Adriano Celentano: "La Rai sta alla larga da me. La capisco"

Facciamo finta che sia vero, il nuovo album di inediti di Adriano Celentano di cui Soundsblog aveva annunciato la tracklist, uscirà il 29 novembre.
E il molleggiato, per bocca di Claudia Mori, che diventa la sua portavoce per la stampa, prepara la promozione televisiva. Perché di uno show tutto suo, al momento, non se ne parla. La moglie di Celentano spiega:
Non glielo fanno fare, ma lo rivedremo in televisione per la promozione del disco. Temo ciò che ha in mente perché mi ha tenuto nascosti i suoi piani. Li ha tenuti celati anche alla casa discografica che gli ha però intimato di farla entro Natale. Lui rassicurata tutti, ha un’idea in mente e chiaramente la scelta dei programmi sarà dettata dai contenuti di questo disco: un pamphlet, un grido di rabbia che non può essere presentato ovunque.
Qualcuno aveva ipotizzato che Celentano potesse fare una capatina da Fiorello, ma la Mori smentisce:
Possiamo pensare a Santoro, a Fazio e a tanti altri nomi, dove possa esprimersi. Dovrà fare tutto in maniera improvvisa, senza troppo preavviso, altrimenti potrebbero anche tirarsi indietro per paura di quello che può dire.
Cosa può dire (o non dire, visto che più che le sue esternazioni sono celebri e hanno fatto scuola e proverbio i suoi silenzi) Adriano Celentano, da richiedere questa segretezza e questa velocità di esecuzione?
I testi promettono concetti che sono alieni alla tv e al periodo storico: la decrescita, per esempio. Nel brano Il mutuo, Celentano (che ne firma, unica traccia del disco, sia musica sia parole) canta:
Smettila di incaponirti nel voler acquistare senza soldi ciò che non puoi, i debiti uccidono, ci dobbiamo fermare, soltanto così l’Italia si salverà.
Ieri pomeriggio, nel corso dello Speciale referendum trasmesso da La7, è intervenuto telefonicamente Adriano Celentano. Ne parlano i cugini di Polisblog, che pubblicano anche il video. L’ennesima incursione telefonica del molleggiato, che probabilmente in queste settimane è libero da impegni e passa le giornate davanti alla tv, con la speranza di poter dire la propria su un argomento che tanto “sente” (ma che, purtroppo, non riesce ad esporre al pubblico con chiarezza).
Nel corso della telefonata, Enrico Mentana punzecchia con garbo Celentano, chiedendogli quando sarebbe ritornato in tv e dicendo in un secondo momento che anche per lui le porte di La7 sono aperte, visto che ormai la rete è un rifugio per “ex”. Celentano racconta:
Tu sai che io faccio parte della lista dei cancellati del dittatore generale della Rai. E’ andata Claudia (Mori, ndr) a parlare con lui a suo tempo. Ne hanno parlato tutti i giornali: io avevo tutto pronto, avevo lo spettacolo, avevo il titolo, avevo la squadra, avevo la scenografia pronta. Ma non c’è stato niente da fare.
Poi si lancia in un’analisi strampalata sul possibile acquisto della rete da parte di De Benedetti, paragonandolo a Rcs. Mentana, pur non condividendo (visibilmente) il pensiero di Celentano, lo lascia parlare, risponde in modo gentile parlando solo dell’attuale editore, Telecom, e poi cerca di chiudere. Che cosa ha aggiunto, di fatto, questo ennesimo intervento del molleggiato? Nulla, ma pare che ormai non si possa più essere “alla moda” se non lo si ospita in diretta. E ora aspettiamo la prossima telefonata…
Cosa può scaturire dal dialogo di due persone del calibro di Antonello Falqui e Giampiero Solari che parlano di varietà? Ci è capitato di vedere una puntata di Dixit, il programma di Giovanni Minoli in onda su Raistoria, in cui era protagonista una chiacchierata fra questi due grandi registi-autori, a casa proprio di Antonello Falqui. Il grande regista del varietà degli anni sessanta e settanta della Rai, due titoli su tutti: Studio Uno e Milleluci, che accoglieva nella sua abitazione l’artefice dei grandi one man show degli ultimi anni: Morandi, Celentano, Panariello, fino agli ultimi spettacoli di Fiorello. Due autentiche potenze dello spettacolo televisivo italiano che discutevano del varietà di ieri e di oggi.
La partenza è ovviamente per Falqui. Un regista che ha fatto del gusto, della raffinatezza, dell’eleganza le parti fondamentali del suo percorso artistico nella grande Rai del passato, proprio quella che citava ieri sera Santoro nel suo monologo iniziale. Partendo da quella che oggi si chiama “cifra”, Falqui sottolinea come nei suoi spettacoli ci sia sempre stato un filo conduttore che lega la sostanza del programma e accompagna il telespettatore nell’ora e dieci minuti di durata. Uno stile uniforme che parte dalla cura della sigla di testa ed arriva a quella di coda. Racconta delle riunioni che partivano mesi prima della messa in onda del programma, per poi arrivare alla registrazione delle puntate settimanali con già tutto scritto e preparato. Parla dell’emozione, condivisa dallo stesso Solari, di vedere in onda nel migliore dei modi l’idea prima scritta solo su di un foglio di carta.
Solari poi sottolinea come la regia di Falqui nasca dal cinema e dal teatro che il regista aveva frequentato prima di passare alla televisione. Una regia attenta ai movimenti di macchina in piccole sequenze cinematografiche, che veniva spesso usata per riprendere le esibizioni canore, che Falqui ora dice di non vedere più nella televisione di oggi. Dice “Ora si passa da un totalone ad un primo piano strettissimo, senza mettere nulla in mezzo”. Aggiunge poi che i registi di oggi spesso staccano continuamente, credendo che così facendo si dia ritmo al programma, ma cosi non è. Dei registi dei nostri tempi salva Duccio Forzano, che è proprio il regista di molti spettacoli firmati Solari.
Continua a leggere: Falqui-Solari: Il Varietà prende la parola
Serata quella di ieri con la puntata di Annozero su Rai2 dedicata al referendum sul nucleare, incastrata fra la seconda del talent show di Carlo Conti “Lasciami cantare!” in onda sulla prima rete pubblica e l’offerta comica di Canale5 con l’ultima puntata di “Zelig svisti e mai visti”. Il tutto con le proposte di Italia1 con CSI, Rete4 con il bellissimo film di Brian De Palma “Gli intoccabili” e le casalinghe disperate di Rai3, come comprimarie.
Vediamo dunque con le nostre curve dello share minuto per minuto la fotografia auditel della serata di ieri, con la curva blu del Tg1 che prosegue il suo momento calante, essendo infatti raggiunta al 24% di share a fine edizione dalla curva arancione del Tg5. In access non c’è storia fra la curva arancione di Striscia la notizia che supera tranquillamente la linea blu di Da Da Da. In prime time è netto ed evidente il successo della curva rossa di Annozero che scorre al comando a metà strada nella corsia fra il 20 ed il 25% di share.
Seguono quasi appaiate le curve marrone del totale delle digitali più pay e blu di Rai1 all’altezza della linea del 15% di share. Più bassa la curva arancione delle repliche di Zelig. Seguono nell’ordine, Italia1, Rete4 e Rai3. In seconda serata picco finale del 30% per Annozero, mentre il resto della seconda serata è per la curva marrone delle digitali più pay che scorrendo fra il 20 ed il 25% di share distanzia di circa 10 punti tutte le altre curve.
Se fino ad ora le novità del Festival di Sanremo 2011 non ci avevano sorpreso in positivo, arriva un “colpo” che può cambiare notevolmente l’appeal della manifestazione canora. Secondo il settimanale Oggi, infatti, Gianni Morandi e compagnia avrebbero due assi nella manica: Roberto Benigni e Adriano Celentano.
Sul sito del settimanale si afferma che per il comico toscano sarebbe cosa fatta e l’accordo sarebbe già avvenuto. Certa quindi la sua presenza al Festival di Sanremo. Adriano Celentano invece starebbe definendo gli ultimi accordi per la partecipazione, ma anche in questo caso la percentuale di “successo” è altissima.
Come dicevamo, due nomi che alzano l’interesse del pubblico verso l’evento canoro. Benigni, nella sua carriera, non ha mai sbagliato un colpo, facendo raggiungere alle trasmissioni che lo ospitavano dei picchi d’ascolto altissimi. Lo stesso dicasi per Celentano, che anche con La situazione di mia sorella non è buona, programma criticato da buona parte del pubblico, si era portato a casa oltre 9 milioni di spettatori.
Dopo il salto, vi ricordiamo le canzoni in gara:
Continua a leggere: Roberto Benigni e Adriano Celentano al Festival di Sanremo 2011
Adriano Celentano potrebbe essere ospite a Chiambretti Night, che riparte il 14 settembre su Canale5.
Il rumor, ancora con punto interrogativo, proviene da Tv Sorrisi e canzoni (fonti molto interne, dunque). E si accompagna alle trattative per altre ospitate: Leonardo Pieraccioni, Giulia Michelini, Orlando Bloom, la reginetta del gossip - almeno fino a un po’ di tempo fa - Paris Hilton e ancora, Pamela Anderson e i calciatori Zanetti e Milito.
Ma torniamo al molleggiato. Perché la sua ospitata da Chiambretti farebbe davvero notizia. Non solo per il passaggio in Mediaset.
Ma anche perché Celentano querelò Chiambretti, nel 2006. E non usò parole tenere nei confronti del conduttore.

Dopo la prima parte pubblicata ieri, proseguiamo la nostra intervista con Gianmarco Mazzi, parlando della prossima edizione di Sanremo, sulla forza dell’idea rapportata al conduttore e su quanto possa contare ancora oggi una manifestazione come il Festival della canzone italiana. Parleremo poi di due altri progetti di Mazzi, ovvero “Due” il programma di Rai2 inventato con il direttore Massimo Liofredi. Ci racconterà cosa c’è dietro a questa iniziativa, con le idee future per le nuove coppie ed infine ci dirà come è nata l’idea della bella serata dall’Arena di Verona condotta da Antonella Clerici con gustose anticipazioni sulla prossima edizione. Buona lettura.
Qual è la vera forza di Sanremo ?
Dico sempre ai cantanti che secondo me Sanremo ha tre tempi. Il primo tempo è che dovete imparare a giocarvi bene tutto quello che precede la discesa in campo. Perché quel tempo ha un valore enorme per un artista, cioè da quando tu annunci il cast a dicembre alla prima serata del festival a febbraio, sei tempestato da interviste, pagine di giornali e settimanali, battage sul web, insomma è un periodo che ti permette di essere in vetrina e che tu devi cercare di utilizzare al meglio. Anche perché oggi quando esce un album nuovo al massimo ci sono tre righe su qualche giornale. Poi c’è la gara e lo ribadisco sottolineandolo, che lì si rischia, infatti come ho detto mai avrei immaginato che un artista come Enrico Ruggeri non potesse andare in finale, ma allo stesso tempo presenti la tua canzone ad un pubblico di 10 milioni di persone, quando normalmente un programma musicale non ne fa più di 2 o 3 quando va bene. Poi c’è il dopo e dico sempre agli artisti che partecipano al festival che in una società che vive cosi di fretta come la nostra, ma chi si può ricordare chi è arrivato secondo o terzo al festival? L’importante è il riscontro, come dicevo, nelle vendite e sulle radio.
Sta già pensando all’edizione numero 61 ?
Sanremo è una esperienza molto impegnativa che ti logora molto. C’è una parte ideativa e creativa su cui tu devi lavorare e poi c’è una parte organizzativa di grande impegno. Convincere gli artisti non è facile. Non ho ancora sciolto il dubbio se impegnarmi nuovamente o passare la mano per un anno e ritrovare le energie per l’anno successivo.
La Rai le ha già chiesto di occuparsi della prossima edizione ?
Veronese, direttore artistico delle ultime edizioni del Festival di Sanremo, è Gianmarco Mazzi l’ospite delle colonne del nostro TvBlog. Reduce dal successo della serata da lui ideata e realizzata in quel dell’Arena di Verona in cui si sono splendidamente affiancati il mondo della lirica e del pop, ci ha raccontato in questa intervista esclusiva i meccanismi del Festival di Sanremo, alcuni segreti della grande manifestazione canora, partendo dalla sua storia personale iniziata nel mondo del calcio svoltando poi in quello della musica complice l’incontro con Mogol. Un curriculum in cui, molto importante, è il nome di Adriano Celentano come scoprirete leggendo questa conversazione, davvero a 360 gradi. Buona lettura.
Gianmarco Mazzi è noto per la direzione artistica del Festival di Sanremo, da Bonolis a Panariello fino a quello della Clerici di quest’anno, ma della sua biografia si sa poco. Chi è Gianmarco Mazzi?
Sono partito in realtà dal calcio. Quando avevo vent’anni feci un corso per manager di società di calcio a Coverciano, con il grande Italo Allodi, rispondendo ad un annuncio apparso sulla Gazzetta dello Sport. Stavo ancora studiando all’università e non me la sentii di prendere un impegno continuativo con una società di calcio però conobbi Mogol che si rivolse proprio in quel periodo alla federazione. Aveva in mente l’idea di mettere in piedi la Nazionale Cantanti, questa fu poi la porta d’accesso nel mondo dello spettacolo.
Come è entrato poi nel mondo della musica ?
L’incontro con Mogol fu la partenza del mio cammino in questo mondo e proprio in quei momenti scelsi che la mia strada era la musica e non il calcio. Poi ho cominciato una serie di collaborazioni con molti artisti, ho lavorato con Caterina Caselli, con Francesco Baccini che ho scoperto. Poi ho lavorato dai primi anni ’90 poi fino al 2004 con Adriano Celentano. Un’esperienza che mi ha arricchito moltissimo. Stare vicino ad un artista come Celentano ti aiuta tantissimo ed impari molto. Lui è un istrione ma anche un uomo molto preciso, perfezionista e molto tecnologico. Stando con lui ho imparato ad avere una visione più completa della musica, per cui ho cominciato ad interessarmi agli aspetti “visivi” di questo mondo.
Arriviamo alla direzione artistica di Sanremo, tutto nacque nel 2004 nel festival Renis/Ventura, ci racconta quella prima esperienza nel festival?
Adriano Celentano decide che è ora di dire la sua a proposito della vicenda Annozero e lo fa dalla pagine de la Repubblica a cui affida una lettera. E’ il solito, caro, vecchio Adriano, figlio della foca, che non si smentisce mai e lo stile è inconfondibile: parte nella sua missiva dal picco del petrolio, per giungere alla marea nera nel Golfo del Messico, sino alle trivellazioni in Sicilia. Poteva mancare in questo quadro un accenno alle previsioni Maya per la fine del mondo nel 2012? Ovviamente no! Ma c’è una logica in tutto cioè e sono tutti segnali, scrive Adriano:
Un avvertimento quindi dalle dimensioni catastrofiche che tuttavia sembra non impressionare minimamente il governo italiano. E’ di pochi giorni infatti, la notizia che riguarda un via libera da parte del nostro folle governo a trivellare il bel mare della Sicilia.
Come arriva alla questione Masi-Annozero? Dalle centrali nucleari, passando per la libertà di stampa. Scrive Adriano:
Senza contare poi la riapertura delle centrali nucleari contemporaneamente alla chiusura della LIBERTÀ DI STAMPA, a onor del vero non ancora a REGIME, ma il governo ci sta lavorando con tenacia e perseveranza. Tutti segni questi (di SQUILIBRIO), che vanno di pari passo con l’incazzatura del Pianeta. Un altro dei tanti segni apparentemente di minore importanza, è per esempio quello del direttore generale della RAI Masi, il quale ha epurato la trasmissione di Michele Santoro, spezzato a metà la voce della Dandini, mentre la danza di Ballarò si avvia ad essere più fuori che dentro.

Rai per una notte, l’iniziativa di Michele Santoro prevista per giovedì 25 al Paladozza di Bologna, inizialmente pensata per protestare contro lo stop dei talk show e dopo le rivelazioni provenienti dalla Procura di Trani arricchitasi di una nuova ragion d’essere, non vedrà la partecipazione di Adriano Celentano. Il cantante/conduttore/santone era fra gli invitati da Santoro e nonostante l’iniziale disponibilità ha deciso di soprassedere perché oggetto di pressioni da parte della Rai e vittima del timore di veder cancellato il suo prossimo programma per la tv di stato.
Come noto a Celentano era stato chiesto di mettere in piedi una nuova trasmissione, il progetto sarebbe già pronto, ma la nuova dirigenza Rai non ha ancora dato risposte definitive. Ora veniamo a sapere, direttamente da Santoro, che i dirigenti vogliono vedere “la scaletta” e non sembrano più disposti ad accettare una trasmissione “a scatola chiusa”, nonostante la capacità di Celentano di portare un enorme ritorno di ascolti e d’immagine alla Rai sia indubbia.
Durante la conferenza stampa di presentazione di Rai per una notte, il padre di Annozero ha anche annunciato la presenza di Daniele Luttazzi per il 25 marzo, il “più proibito e osteggiato“. Il comico non ha ancora confermato la partecipazione attraverso il suo sito ufficiale, ma Santoro è certo di vederlo sul palco del Paladozza.
Carlo Giovanardi, sottosegretario responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, attacca Annozero all’indomani della puntata dedicata alle droghe con la presenza in studio di Morgan, l’eccellente escluso da Sanremo dopo l’intervista nella quale sosteneva che il crack rappresenti una buona alternativa agli antidepressivi. Secondo Giovanardi la trasmissione di Michele Santoro ha sostanzialmente continuato a sostenere questa tesi divenendo un gigantesco spot all’uso di sostanze stupefacenti e la stessa accusa è rivolta anche al Chiambretti Night.
Una tv di stato ha fatto la propaganda alla droga. Sembrava una specie di fumeria d’oppio. È inutile che il dipartimento faccia politiche attive per la formazione e la prevenzione dell’uso di droghe. Che i Sert e le comunità siano impegnati al recupero di 150 mila ragazzi se poi, come ieri sera, nella trasmissione di Santoro assistiamo ad una sorta di fumeria d’oppio, di elogio della droga. La stessa cosa si può dire della trasmissione di Chiambretti su una rete Mediaset. È come se di fronte ad un’epidemia, si incita la gente ad ammalarsi. Questa è disinformazione ed inno alla droga, Annozero poi ha dato rilievo ad un personaggio come Morgan e ad un filosofo da strapazzo, persone che danno messaggi contrari alle conoscenze scientifiche. Mi chiedo quindi, cosa dobbiamo fare noi?
Giovanardi, che ha scritto al presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli per presentare questa sua protesta, con tutta probabilità fraintende la condanna all’ipocrita persecuzione di Morgan (sostenuta anche da Adriano Celentano, intervenuto telefonicamente in trasmissione) con la promozione dell’abuso di stupefacenti.

Adriano Celentano ha scritto un nuovo programma per la RAI - di cui sarebbe pronto anche il titolo - ma non ha ancora avuto risposte.
Così, Claudia Mori, ospite ieri a Che tempo che fa.
Oltre a parlare di sé e della sua fiction (come produttrice) C’era una volta la città dei matti, la Mori ha inevitabilmente parlato anche del marito, col quale divide la vita da 48 anni. E, a proposito di progetti futuri del molleggiato, ha detto:
Lui ha scritto il programma e c’e’ il titolo ma i nuovi non hanno risposto
I “nuovi” sarebbero la nuova dirigenza di RaiUno. Perché pare che quella vecchia avesse chiesto un nuovo progetto a Celentano.
Continua a leggere: Adriano Celentano ha scritto un programma per la RAI. E aspetta risposte