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News Corp fa utili con Avatar, Sky Italia in leggero calo

pubblicato da Gabriele Capasso


La presentazione dei risultati fiscali del terzo trimestre fiscale americano di News Corp permette di dare un’occhiata all’andamento di Sky Italia, la controllata italiana della multinazionale di Rupert Murdoch. Se in generale la società fa registrare un netto calo degli utili (839 milioni di dollari contro i 2.72 miliardi dello scorso anno) quanto realizzato supera comunque le fosche previsioni degli analisti che immaginavano per le azioni News Corp un utile di soli 23 centesimi per azione. In realtà Murdoch sarà in grado di distribuire 32 centesimi per azione ed ha visto comunque migliorare il proprio fatturato del 19% rispetto allo scorso anno.

Il magnate deve ringraziare anche gli straordinari risultati di Avatar, il colossal di James Cameron che ha spinto gli utili della divisione cinematografica 20th Century Fox fino a quota 497 milioni (rispetto ai 282 milioni di un anno fa). Venendo a noi, vale a dire a Sky Italia, si evidenzia un calo dell’utile operativo di 28 milioni di dollari fino ai 35 attuali.

Scende anche il fatturato del 3% a causa della flessione degli introiti degli abbonamenti, ma restano invariati i costi complessivi: nonostante gli sforzi per l’acquisto dei diritti di grandi eventi sportivi (le Olimpiadi e i Mondiali) queste maggiori spese sono state compensate con i tagli per la programmazione base (e qualitativamente si è notato). Al 31 marzo gli abbonati restano fermi a quota 4.7 milioni con un calo di 39 mila unità rispetto allo scorso anno. Basterà il Mondiale di calcio per farli crescere?

Anche i film della Medusa da Sky a Mediaset Premium?

pubblicato da Gabriele Capasso


L’inquietante scenario delineato per Sky da Giovanni Pons in un articolo pubblicato da Repubblica ieri non è in realtà una grande sorpresa per quanti hanno smesso da qualche anno di credere alle favole. Secondo le “indiscrezioni” raccolte da Pons in ambienti televisivi la casa di produzione cinematografica Medusa Film, alla cui presidenza siede l’ex direttore di Tg5 Carlo Rossella, avrebbe deciso di firmare il prossimo contratto di esclusiva per la programmazione in pay tv delle proprie pellicole con Mediaset Premium.

Sky Italia subirebbe così una nuova dura perdita in quella strategia di aggressione messa in atto dal sempre più temibile competitor di Cologno Monzese. Quando nel gennaio 2008 Mediaset Premium lanciò la sua offerta gallery, nonostante lo spazio ristretto dei mux del digitale terrestre, annunciò in contemporanea di aver siglato un accordo pluriennale da 500 milioni di dollari con le major americane strappando esclusive importanti (sui film e sulle serie tv) a Sky che non si poté permettere tale investimento non avendo accesso, per via della sua posizione dominante sul satellite, all’etere analogico e digitale.

Così i film di Universal e Disney (Warner) presero il volo, o meglio delle orbite attorno al pianeta tornarono a terra. Sky continua a moltiplicare i canali dedicati al cinema e non solo, ma può godere su esclusive che tendono sempre più a ridursi di fronte all’intraprendenza di Mediaset che certo non avrà problemi a trovare un accordo più che conveniente con la sua controllata Medusa. Se a questa circostanza uniamo l’acquisto dei diritti tv per il calcio, Serie A e Champions League, insieme all’esclusiva dell’Europa League, ovviamente offerti a prezzi (e qualità) decisamente più bassi di Sky a tutti gli italiani, anche quelli prossimi ad essere coinvolti nello switch-off, abbiamo un quadro più chiaro della situazione. Si spiega perché Pier Silvio Berlusconi sembra sempre più ottimista sulla possibilità di “fermare” nel giro di pochi anni l’espansione di Sky, per altro già arrivata vicina ai suoi massimi fisiologici.