Assieme a “Seinfeld”, “Tutti amano Raymond” è l’altra grande sit-com americana che in Italia è praticamente passata inosservata. Campione d’ascolti in patria (l’ultima puntata dell’ultima stagione, nel 2005, ha registrato 32 milioni di telespettatori), da noi è andata in onda nelle mattine di Canale5 fino a qualche anno fa.
Tralasciamo i motivi di questa scelta: a volte le necessità di palinsesto vogliono che un buon prodotto non si faccia conoscere (ma noi confidiamo nello spazio che Italia1 sta riservando alle sit-com, pur sempre di mattina, per una seconda chance), altre sono semplicemente decisioni azzardate. La notizia, comunque, è che l’attore/autore Ray Romano sta lavorando ad una nuova sit-com, per la Tnt. Il titolo dovrebbe essere “Men of a certain age”, scritto, oltre che da Romano, anche da Mike Roice e Rory Rosegarten, produttori di “Tutti amano Raymond” e da Cary Hoffman.
Fedele al suo detto “scrivi ciò di cui sai, e scrivi ciò per cui piangi”, anche questa sit-com, come la precendente, prenderà spunto dalla vita vissuta dell’attore e dalle persone che lo circondano. In questo caso, i protagonisti saranno tre amici sulla quarantina in preda alla classica crisi di mezza età che cercheranno di non far spegnere i propri sogni che ancora non si sono realizzati, come quello del protagonista Joe (Romano) di diventare un professionista del golf.
A sentire Michael Wright, a capo dei programmi della rete, quello che è stato scritto fino ad adesso è molto rispettoso della realtà e molto divertente. Inoltre, ha anticipato che lo show non andrà in onda prima del 2009, e potrebbe partire nell’estate del prossimo anno. Intanto, dopo il salto eccovi la famiglia Barone alle prese con la lingua italiana:
Da quando Chris Rock ha deciso di produrre “Everybody hates Chris” (in onda prima su Upn e ora su The Cw), sit-com ispirata alla sua infanzia, le sue quotazioni sono nettamente salite.
Non che prima non fosse uno stimato attore, anzi, già allora era paragonato ad Eddie Murphy (di cui è considerato l’erede), e la popolarità l’aveva già raggiunta grazie alle sue interpretazioni al “Saturday night live”, vera istituzione comica in America.
Ma con questa sit-com, dicevo, ha portato in tv qualcosa di nuovo, più che nella forma (a parte le molte scene in esterni e l’assenza delle risate preregistrate, tipica nel genere), nei contenuti.
La storia è delle più semplici: il comico è la voce narrante delle vicende che lo vedono protagonista all’età di 13 anni, quando si trasferisce con la famiglia in un quartiere poco raccomandabile di New York ed i genitori vollero che avesse un’istruzione migliore possibile (almeno nelle loro capacità economiche), iscrivendolo alla Corleone Junior High School, di cui divenne l’unico ragazzo di colore.
La necessità di conoscere (ed evitare) i rischi che comportano certi quartieri cittadini diventano utili in Chris quando si trova ad affrontare Joey Caruso (Travis T. Flory), il bulletto della scuola che aspetta un suo passo falso per dimostrargli la propria superiorità.
L’unico vero amico di Chris è un nerd di nome Greg (Vincent Martella), che cerca attraverso le mode di diventare più popolare e di conquistare la stima degli studenti più grandi.