Questa sera, su Raidue, torna l’informazione di Annozero di Michele Santoro. Una puntata chiarificatrice sulle tragiche vicende di guerra tra Israele e Hamas. Da un punto di vista molto particolare:
Che immagini e che notizie arrivano dalla Striscia di Gaza? Ci sono cose non raccontate e filtrate dalla propaganda delle parti in guerra nel conflitto? Ci sono dei limiti nelle risposte militari agli attacchi, limiti che riguardano l’incolumità delle popolazioni civili, dei bambini?
Tra gli ospiti figurano la giornalista Lucia Annunziata e il ritorno (per una puntata sola) di Rula Jebreal, la giornalista del cast iniziale nel 2006, addetta alle interviste in studio.
Annoveriamo tra queste quella più celebre con Antonio Di Pietro, durante la quale è stata definita “gnocca senza testa” da qualcuno degli ospiti presenti, un giallo che non ha mai avuto una sua definita soluzione ma che ha visto come principale sospettato l’oggi Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’ Innovazione Renato Brunetta.
A seguire, un prezioso video di repertorio che racconta come andarono i fatti.
Continua a leggere: Annozero: torna (da ospite) la discussa Rula Jebreal

Oggi su Repubblica Leonardo Palestini parla di tv e multietnicità, raccogliendo dichiarazioni di polemica e indignazione da parte di tutti quei personaggi che fanno (o vorrebbero fare) tv in Italia e trovano palesi difficoltà. L’obiettivo è dare una risposta ad una domanda molto semplice: la tv italiana è razzista?
Ramona Badescu, attrice e showgirl, dice:
“Gli italiani non sono razzisti, ma amano gli stereotipi. In tv i rumeni sono abbinati a Rom che rubano, nelle fiction le ragazze sono prostitute o badanti”.
Sylvie Lubamba, showgirl, non nuova questo tipo di polemica, chiarisce:
“Markette è l’unico programma mutietnico, c’è pure un coro gospel. Io credo che gli italiani vogliano facce nuove, s0no stufi dei soliti Pippobaudi”.
Continua a leggere: La tv italiana è razzista? Risponde Badescu e Lubamba
Da questa sera, su La7, va in onda un programma coraggioso, incentrato su un tema tutt’altro che semplice: la pena di morte. Il miglio verde, questo il titolo della trasmissione tratto dall’omonimo film sul tema con Tom Hanks, andrà in onda in quattro puntate, ogni domenica in seconda serata.
A condurlo, la giornalista palestinese Rula Jebreal, di ritorno su La7 dopo essere stata lanciata da Omnibus e aver lavorato ad Anno Zero. E’ lei la prima a reclamare, su Vanity Fair, un po’ di serietà:
“Parleremo di una legge che non si addice a un Paese democratico come gli Stati Uniti, per la quale molte persone sono condannate solo perché si trovano insieme a un omicida. Discuteremo di quello che accade in Cina, dove in stima vengono eseguite diecimila sentenze di morte l’anno. Apriremo con il caso di Kenneth Forster appena graziato perchè è un simbolo. La7 se ne è occupata per due anni”.
Un altro fenomeno trattato dal programma è quello delle corrispondenze epistolari rivolte ai condannati, che talvolta si tramutano in amore. E’ il caso di Forster, la cui moglie è un’olandese che lo ha conosciuto per lettera e sposato per delega il mese scorso.
Insomma, Il miglio verde è un programma che non ha nulla a che fare con l’informazione patinata. E, a tal proposito, guai a ricordare a Rula l’episodio della gnocca senza testa che la catapultò nel mondo del gossip. Lì sì che potrebbe offendersi… a morte.