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Tutti gli articoli con tag Rai Educational

Paolo Ruffini reintegrato Direttore di RaiTre

pubblicato da Gabriele Capasso


Paolo Ruffini è stato reintegrato nel ruolo di Direttore di RaiTre. Questa la decisione del giudice del lavoro del Tribunale di Roma che ha accolto il ricorso presentato da Ruffini dopo la sua sostituzione con Antonio Di Bella deliberata dal Cda il 25 novembre del 2009. Secondo il ricorrente la soluzione di dirottarlo in un ruolo interno all’azienda (per diversi mesi non ben definito fino a quando non è stato proposto alla direzione di Rai Premium e Rai Educational) “non rispondeva al suo profilo professionale e alle responsabilità fino ad allora ricoperte“.

Come ha prontamente fatto sapere la Rai “l’ordinanza peraltro non caduca la delibera di nomina del nuovo Direttore di Raitre che pertanto potrà continuare a svolgere regolarmente il proprio mandato“. In attesa del ricorso, e di ulteriori decisioni, si vivrà il paradosso di due direttori di rete, uno nominato e legittimato a svolgere il mandato, l’altro reintegrato da un giudice ma senza reale possibilità di operare.

Il pasticcio deriva proprio dalla non tempestività con la quale l’azienda ha operato per trovare un nuovo ruolo a Ruffini. Come ricorderete l’ex direttore di RaiTre era stato prima inserito nell’organico di una struttura in quel momento “fantasma”, quella della divisione del digitale terrestre Rai (Rai Digit), solo diversi mesi dopo era stato nominato direttore di Rai Educational al posto di Giovanni Minoli (vi si è insediato proprio ieri, 27 maggio) e di Rai Premium (che coordina i canali Rai 4 e Rai Movie).

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Sergio Zavoli demolisce la Rai: "La credibilità del servizio pubblico è crollata"

pubblicato da Stefano Sgambati

Sergio Zavoli demolisce la Rai: "La credibilità del servizio pubblico è crollata"La commissione di Vigilanza Rai, nella persona del presidente Sergio Zavoli, non è mai stata così severa. Un vero e proprio j’accuse, quello mosso dal giornalista e senatore del PD ai danni di Viale Mazzini che non potrà rimanere inascoltato:

“In Rai c’era e c’è un problema di fondo: l’assenza, o l’imperfezione, o il rifiuto della regola. La quale viene prima del consenso. Per tirar fuori la politica dalla Rai - s’intende dall’occupazione dell’azienda - occorre cominciare da una Rai che voglia tirarsi fuori da una sua ormai insostenibile, paradossale contraddizione. Questa è radicata nella più comoda e reciproca delle garanzie: il compromesso - poco nobile intellettualmente, culturalmente, aziendalmente - rinnovabile a ogni cambio di governo attraverso il citatissimo spoil system, ma soprattutto quella ingegneria combinatoria che si chiama “lottizzazione”, la più pigra e matematica delle soluzioni adottate con il consenso dell’azienda. Il pluralismo non è una somma di “legittime faziosità”. Perciò la storia e il prestigio della Rai meritano un colpo d’ala anche al suo interno. Comunque, il primo passo spetta alla politica. Dovrà opporsi all’idea ormai invalsa di un’azienda che non rispecchi i principi dell’autonomia e della responsabilità, della competenza e della qualità”.

Così il responsabile della Vigilanza della tv di Stato a Repubblica. Duro anche in merito alla questione Ruffini, con il collocamento dell’ex direttore di RaiTre al vertice di Rai Educational e Rai Premium:

“La sua è una vicenda che nessuna grande organizzazione imprenditoriale può permettersi: ciò che è successo si sottrae a valutazioni di principio, men che meno manageriali. E’ la licenza di un’azienda che sta smarrendo una sua autonoma facoltà critica”.

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Parte Citizen Report: esperimento a tarda notte

pubblicato da Gabriele Capasso

Parte stanotte, alle 1.10 su RaiTre, la serie di Citizen Report con la conduzione di Federica Cellini e co-prodotto insieme a TheBlogTv. Il programma, fortemente voluto da Giovanni Minoli, è il primo esperimento di citizen journalism sulla tv generalista. Dallo scorso novembre sul portale del programma si è dato vita ad una vera e propria redazione allargata. Su diversi temi è stato chiesto ai vlogger di produrre dei contenuti, il risultato della selezione e dell’integrazione dei migliori fra questi ha costituito le 10 puntate da 26 minuti che andranno in onda a partire da oggi.

Si tratta sostanzialmente di ciò che fa Current, anche se nel caso della tv fondata da Al Gore la selezione è a posteriori e i videomaker hanno la possibilità di proporre i propri lavori in maniera non eterodiretta. Ci vuole comunque coraggio, in una dose relativamente bassa visto l’orario di messa in onda, per provare a fare una cosa del genere su una rete Rai, ma un qualche progresso in questo senso va comunque registrato.

Stasera si parte con il tema della Famiglia nel nostro paese. Famiglie tradizionali, allargate, non convenzionali, come si scontrano con la realtà italiana? Testimonial d’eccezione, in ogni puntata ce ne sarà uno pronto a confrontarsi con via via con il tema affrontato, il regista Gabriele Muccino.

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Gianni Minoli: "I TG perdono significato. Il futuro dell'informazione è nei canali tematici e nel web"

pubblicato da Marina

Gianni Minoli:"I Tg perdono significato" Gianni Minoli annuncia che l’era dei TG è finita. Anzi, si è conclusa l’era del significato strategico dei TG che si vedranno sottrarre nel futuro, sempre più terreno, da canali tematici e web. Per il Direttore di Rai Educational oramai tutto ciò che è informazione è destinato a essere fruito in maniera diversa. Dice in un intervista a AffarItaliani:

Con la nascita dei canali di sole news i telegiornali stanno perdendo progressivamente significato strategico. È ovvio che per abbandonare abitudini consolidate negli anni occorra del tempo, ma il futuro dell’informazione televisiva è tutto nelle mani dei canali specializzati.

Non so se questo annuncio per Minoli sia un canto di vittoria o di sconfitta. Mi spiego meglio. Minoli è un personaggio che ha costruito un pezzo della televisione che conosciamo. Ha dato l’impronta a un certo modo di fare tv e di confezionare programmi come nel caso di Mixer o de La storia siamo noi. Eppure è anche colui che una volta giunto a RaiTre cancellò un programma come Mediamente condotto dal Duca Bianco della Tv italiana, Carlo Massarini, in cui, in tempi non sospetti si parlava della possibilità per tutti di partecipare alla creazione della società dell’informazione libera e aperta; di velocità dell’informazione; di informazione dedicata; di multimedialità; di piattaforme dell’informazione in tempo reale (vedevano la luce i primi blog).

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Chi ha visto... Chi l'ha visto? Nasce su Facebook un gruppo di protesta nei confronti del nuovo corso del programma

pubblicato da Stefano Sgambati

Chi ha visto... Chi l'ha visto?Un gruppo su Facebook per “ritrovare” Chi l’ha visto?. Secondo i quasi 500 iscritti, la storica trasmissione di RaiTre ha perduto la strada maestra, prediligendo, anch’essa come altre, la soluzione più facile della corsa all’ascolto maggiore. Tuonano forte gli appassionati del programma, amareggiati e disillusi, sperando che così facendo si possa in qualche modo contribuire a tornare alla vecchia, amatissima, dimenticata funzione pubblica.

“Chi l’ha visto” si è smarrito, ha perso la strada e non ricorda più perchè è nato. Ha dimenticato quali sono i suoi obiettivi, la sua utilità nei confronti di coloro che hanno bisogno di aiuto, sia di quelli scomparsi, sia dei loro familiari che soffrono. Ha lasciato le persone che da anni l’hanno sempre curato con grande umanità e professionalità, persone di cui sentiamo la mancanza, con i loro volti, le loro voci e il loro modo di raccontarci ogni storia. “Chi l’ha visto” è un vecchio amico, tenace e coraggioso. Ma ora si è perso. Aiutiamoci a ritrovarlo”.

Così recita il disclaimer del gruppo. In bacheca è possibile già trovare una ridda di polemiche, precisazioni, desideri, accuse e consigli. Non piace la conduzione di Federica Sciarelli e non sono poche le “vedove” di Donatella Raffai (rimasta alla guida fino al 1991), In una parola “Chi l’ha visto?”, non avrebbe più alcuna funzione di “trasmissione di servizio”, a meno che non si intenda per “servizio” quello necessario a piazzarsi bene nella classifica dei programmi più visti della serata. Le accuse più feroci, conduzione a parte, sono rivolte agli sms, al pubblico in studio, alla “scelta delle tematiche fuori da ogni logica”. Una delle parole più abusate è “salotto”: ecco, non si vuole che anche questa storica confezione televisiva diventi il solito salottino catodico a cui già siamo troppo abituati.

Qualcuno, addirittura, parla di “censura”. Si discute anche di uno storico autore del programma, Giuseppe Murgia, che l’anno scorso ha preferito mollare la barca, insieme ad altri dodici giornalisti. Scrive uno dei responsabili del gruppo:

“Alle mie e ad altre proteste via mail ho ricevuto risposte dalla produzione, dalla vicedirezione e dalla redazione. Si sostiene che i professionisti sopra citati se ne sono andati per motivi economici: cosa assolutamente improbabile, visto che adesso sono tutti disoccupati. Continueremo in modo del tutto autonomo e senza essere manovrati da nessuno a impegnarci affinché si ritrovi lo spirito originario, quello di occuparsi di persone in difficoltà e non di casi di stretta attualità già affrontati da altre numerose trasmissioni”.

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Carlo Massarini torna con il foto-libro Dear Mr.Fantasy

pubblicato da Marina

Carlo massarini alias Mr.Fantasy Ho letto della presentazione del libro di Carlo Massarini, Dear Mr. Fantasy (ed. Rizzoli), sulla sua pagina su facebook. Erano già un po’ di giorni che mi girava nella testa il suo nome e mi chiedevo: ma che fine ha fatto uno bravo e preparato come lui? Come guidata da un sesto senso l’ho cercato su fb, appunto, e con grande sorpresa ho ritrovato il sorriso e lo sguardo di un personaggio televisivo, avanti anni luce per tecnica e competenze, che con le sue parole e il suo carisma ha segnato non solo la mia adolescenza, ma quella di almeno due generazioni.

Era il 12 maggio 1981 quando andava in onda la prima puntata di Mr. Fantasy e per noi, appena 14enni era il futuro che entrava nelle nostre case con ancora qualche tv in bianco e nero. Questo ragazzo lungo lungo, vestito di bianco, in uno studio luminoso che trasudava innovazione e tecnologia ci aveva catturato la mente e il cuore. La musica, la vera musica passava di lì e noi ne eravamo coscienti. Non usava parole urlate, non era lo yèyè alla Discoring, non scalava vette e hit, ma parlava con competenza e La copertina del libro fotografico Dear Mr.Fantasy di Carlo Massarini passione di ciò che più ci piaceva. Le clip di Lou Reed o Jimi Hendrix le ho viste per la prima volta da lui che con Renzo Arbore in tv lasciava passare già dai tempi de l’Altra Domenica i sogni musicali a stelle e strisce.

Il controcanto, l’alter-ego cattivo e tagliente era Mario Luzzatto Fegiz, critico musicale di profonda cultura e ironia, che conduceva le sue interviste su una coppia di poltrone a forma di mano che accoglievano il suo e il deretano degli artisti ospiti in maniera a dir poco irriverente (memorabile la battuta di De André: “Che strano parlare con questa mano sotto il culo”.)

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Agrodolce bloccata: la soap di Minoli presto fuori dai palinsesti Rai

pubblicato da Stefano Sgambati

Agrodolce bloccataLa soap Agrodolce, il romanzo popolare griffato Rai, Rai Educational e Giovanni Minoli, è all’eutanasia. Da sempre al centro di polemiche e forsennate ricerche di fondi (finora i costi sono sempre stati suddivisi equamente tra la tv di Stato e la Regione Sicilia, dov’è ambientata la storia), i continui intoppi burocratici e produttivi hanno già mandato a spasso gli attori da gennaio e gli sceneggiatori da agosto. Un disastro umano, sociale e lavorativo in una terra già sufficientemente problematica da diversi punti di vista. La prima serie, localizzata nell’immaginaria cittadina di Lumera, ha potuto contare su 130 puntate per un costo totale di 24 milioni di euro. Numero di lavoratori impegnati: circa duemila, come rivelato quest’oggi da La Stampa. Per la seconda serie i costi produttivi previsti raddoppiano, sempre divisi più o meno alla pari tra la Rai e la Regione (dipartimento per i Beni Culturali). Fino allo stop del Dpef locale (Documento di Programmazione Economica Finanziaria). Ora la batosta finale: se entro un paio di settimane le “rotative” non riprenderanno il loro moto, la Rai stessa sarà costretta a cancellare Agrodolce dal palinsesto. Commenta il sindaco Burrafato:

“I soldi ci sono. I 25 milioni della Regione sono spendibili, le risorse impegnate. Ma bisogna fare presto e firmare l’Accordo”.

L’Accordo a cui fa riferimento Buffarato è l’Accordo di Programma Quadro. Riportiamo da Wikipedia per i non addetti al settore: “Gli APQ sono uno strumento di programmazione operativa che consentono di dare immediato avvio agli investimenti previsti in specifici settori di intervento. Sono sottoscritti da Regioni e Province autonome, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e dalle Amministrazioni centrali competenti a seconda della natura e del settore di intervento previsti”. Qualcosa, insomma, di concordato con il Governo in carica, soprattutto per quanto riguarda gli obiettivi da raggiungere, i finanziamenti e il monitoraggio dell’attuazione degli investimenti. In bocca al lupo ai lavoratori di Agrodolce.

Citizen Report - Il giornalismo partecipativo

pubblicato da Malaparte

Citizen Report

Viene presentato oggi in conferenza stampa alle 12 (che si può seguire direttamente sul web) il progetto Citizen Report.

Ma che cos’è, Citizen Report? E’ un progetto di RAI Educational, fortemente voluto da Giovanni Minoli e prodotto da TheBlogTV (no, nonostante le assonanza, non ha nulla a che vedere con TvBlog). Sulla carta si tratta di un’operazione decisamente importante e interessante, perché si dedica al giornalismo, all’informazione, all’inchiesta dal basso, creando - si spera - un nuovo spazio per questo tipo di forma comunicativa oltre alla già esistente Current e alle altre - pochissime - realtà italiane che si occupano di inchiesta.

Il tentativo dichiarato è quello di

portare nella televisione pubblica il lavoro dei tanti citizen journalist che quotidianamente usano la rete non solo per comunicare, ma soprattutto per fare informazione.

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Minoli presenta Crash, nuova creatura di Rai Educational: "Ma l'orario ci penalizza"

pubblicato da Stefano Sgambati

Giovanni MinoliFervono i lavori a Rai Educational. Qualche giorno fa avevamo parlato del nuovo canale Rai Scuola (che è andato a “sostituire”, per così dire, “Rai Edu1″); oggi il direttore Giovanni Minoli è pronto a varare una nuova creatura, “Crash”, in onda da stasera, venerdì 23 ottobre, per dieci settimane consecutive, all’una di notte (perfetto orario Rai Educational…) su Raitre. Il programma prende piede dall’esperienza decennale di “Un Mondo a Colori”, format vincente che storicamente ha raccontato le tematiche legate all’integrazione degli stranieri in Italia. Questo il commento di Minoli:

“Crash è un esempio di televisione del servizio pubblico. Un esempio di tv dove le immagini sostituiscono le risse inutili e le parole che non hanno nessun rapporto con la realtà. La problematica dell’immigrazione richiede un approccio più diretto. Crash rappresenta lo scontro da cui deve uscire una convivenza ripensata”.

Il programma avrà uno studio “parlante” diretto da Valeria Coiante, già conduttrice e autrice di “Un Mondo a Colori. “Crash” tratterà di ronde, di clandestinità, di sbarchi e fondi per le politiche di integrazioni. Insomma “il diverso” sarà affrontato con il linguaggio comune dell’inchiesta giornalistica. La prima puntata, in onda stasera, parlerà della drammatica vicenda di Sanaa, la diciannovenne di origine marocchina uccisa dal padre perché desiderosa di andare a vivere con un italiano senza essere sposata. Così la stessa Valeria Coiante:

“Ci siamo resi conto che nel mondo oltre ai colori pastello ci sono anche tinte violente. Parlare di questi temi significa parlare della società intera, sono temi su cui si vincono o si perdono le elezioni. Pur evitando il buonismo, comunque siamo positivi: magari dopo un impatto, uno scontro, si può aprire una prospettiva nuova. Prepariamo il programma come se andasse in onda in prima serata, così se ci chiamano, siamo pronti. Tutti quelli che ci scrivono fanno sempre la stessa domanda, ‘perché andate in onda così tardi?’. A chi possiamo girare queste mail?”.

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Agrodolce: repliche a settembre, seconda e terza stagione confermate

pubblicato da Lord Lucas

agrodolce Avevamo lasciato in sospeso il capitolo Agrodolce, romanzo popolare di RaiTre inizialmente votato al “flop”. E invece la qualità dei contenuti, insieme ai meriti delle risorse produttive nel credere in questo prodotto, non solo hanno scongiurato la chiusura anticipata, ma assicurerebbero una lunga vita alla soap.

Agrodolce vedrebbe ben due stagioni confermate: l’assessore alla Presidenza della Regione Sicilia Gaetano Armao, nel corso della rassegna sul cinema breve svoltasi a Capaci, ha annunciato che la Regione avrebbe trovato i fondi per assicurare alla serie ben due stagioni.

Tuttavia, la seconda e la terza stagione potrebbero non ripartire subito, visti i ritardi delle riprese. Stando a rumors della rete, RaiTre avrebbe progettato di trasmettere un ‘meglio di’ della prima stagione da settembre, così da fidelizzare chi se la fosse persa e da offrire un bel ripasso agli aficionados.

Di certo c’è anche la mossa cautelare di non perdere il presidio sull’access prime time, in cui Agrodolce si è faticosamente insediato tra la storica leadership di Blob e il pubblico diffidente di Un posto al sole.

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La ricetta di Giovanni Minoli: "La Rai è da rieducare. Solo così i bilanci torneranno sani. Il nuovo CdA saprà agire"

pubblicato da Stefano Sgambati

MinoliE’ uno degli uomini Rai più dediti al contenuto, parola misteriosa, questa, dimenticata: contenuto. Una specie di Sacro Graal di cui qualcuno ancora parla ma senza convinzione. Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, mente dietro alcune delle produzioni televisive più di spessore degli ultimi anni (pensiamo a “Mixer”, solo per dirne una) e mano attiva per quanto riguarda il lancio e il mantenimento di nuove piattaforme come Rai Storia, di cui pure abbiamo parlato in tempi non sospetti, è intervenuto -nell’ambito di un incontro torinese sui format televisivi e sul futuro delle soap made in Italy (ricordiamo che c’è Minoli anche dietro “Un posto al sole”) - a proposito della crisi economica nel panorama televisivo:

“La crisi economica ha prodotto in alcuni paesi come Francia e Spagna, un processo di revisione del concetto di televisione pubblica mirato a ridisegnare una tv più formativa, più vicina alle gente, più rispettosa del suo mandato educativo e di intrattenimento intelligente, l’Italia non c’èancora arrivata, Gran Bretagna e Germania l’hanno fatto da anni”.

Sono parole, queste, che arrivano puntuali in un momento di grandi discussioni relative alle nomine Rai e, soprattutto, ai disastrosi dissesti finanziari a cui sta andando incontro la tv di Stato:

“Io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Per questo spero che il nuovo CDA sappia ridisegnare un futuro della tv pubblica. Fino ad oggi sono mancate le idee, una volta la ricerca di nuove idee era un valore. Poi, dal 1994 sono state fatte solo leggi contro la Rai, che hanno legato il suo destino alle nomine del Parlamento. I vertici non hanno più avuto potere, autonomia. La Rai deve ritrovi la sua natura di creatrice di cultura popolare. Con l’arrivo del digitale terrestre e l’aumento dell’offerta televisiva è fondamentale”.

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Mamma Rai sempre più digitale: il successo di "RaiStoria" è una celebrazione del servizio pubblico

pubblicato da Stefano Sgambati

Giovanni_Minoli

Molti utenti lo hanno segnalato con entusiasmo, ultimamente: non a caso il nuovo canale Rai, in onda sul digitale terrestre, sul canale 805 di Sky e in streaming sul portale Rai.tv, è una novità estremamente positiva nel panorama del digitale: parliamo di RaiStoria, nato a budget zero e diretto da Giovanni Minoli, già al comando di Rai Educational. Queste le parole del vicedirettore della Rai, Giancarlo Leone:

“Questo canale di storia proietta la Rai nel futuro. Il digitale fino a poco tempo fa era uno strumento per pochi, ora per molti, dal 2012 per tutti. Quando l’analogico non ci sarà più, il pubblico potrà accedere agli otto canali della Rai facilmente e gratuitamente”.

Il nuovo canale è composto da varie sezioni tematiche: “Res Gestae”, per rivivere gli avvenimenti che hanno cambiato l’Italia e il mondo; “Res Tore” e “Res Tauro” che, grazie al patrimonio audiovisivo della Rai, costituiscono un viaggio nella memoria del Paese; “Res Tube”, che dà vita a nuovi modi e linguaggi di documentare il passato, à la “Current Tv”, oltre alle altre trasmissioni conosciute e già in programmazione sul circuito di Rai Educational, “La Storia Siamo Noi”, “Un Mondo a Colori”, “Magazzini Einstein” e “Cult book”. Le parole di Minoli:

“Rai Storia è un treno che è partito in velocità. Un’avventura che lega la storia al futuro, perché un Paese che non ha memoria fa molta fatica a darsi un futuro. E l’archivio delle Teche Rai è stato indispensabile. Pensate che gli americani non avevano più i materiali dello sbarco sulla luna: hanno potuto riaverli solo perché la Rai aveva convertito i materiali e mantenuto così la documentazione”.

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Agrodolce, la soap delle polemiche arriva su RaiTre

pubblicato da Lord Lucas

agrodolce logoSei famiglie, 20 personaggi principali, 1000 comparse, 270 posti di lavoro, sei registi per 230 puntate della prima produzione made in Sicily. Sono i numeri di Agrodolce, “il primo romanzo televisivo popolare” in arrivo su RaiTre (da questa sera alle 20.10 prima di Un posto al sole). Per farle spazio Blob durerà “solo” 10 minuti, retrocedendo alle 20.00, e il tg Sport si è dissolto dal palinsesto.

E a questo si aggiungono tante polemiche che imperversano anche nel nostro Blogapuntate. Da un dibattito aperto in un post (vi ricordiamo che il collega Vintage monitorerà quotidianamente la soap), una simpatica lettrice sicula confida che l’investimento valga la spesa:

“Dovremmo proprio vederla dato che ci è costata 24 milioni di euro, 12 pagati dalla Rai e 12 dalla Regione Sicilia (che arrivano dai Fondi europei per le iniziative industriali delle zone svantaggiate ndr). Speriamo almeno che faccia una bella pubblicità alla regione”.

Altro motivo di polemica la querelle estiva a mezzo stampa tra Giovanni Minoli, che la produce con la sua Rai Educational difendendo l’iniziativa da servizio pubblico, e il critico tv Aldo Grasso. Quest’ultimo, infatti, l’ha bollata anzitempo come “storia da portineria”, di bassa qualità per segnale e contenuti. Guardiamo dunque alla trama.

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Il palinsesto estivo di RaiTre dal 6 luglio al 13 settembre

pubblicato da Debora Marighetti

Chiudiamo quest’oggi la rassegna dei palinsesti estivi delle reti Rai e Mediaset con RaiTre. Un palinsesto tutto sommato “semplice”, ma con molte conferme anche durante l’estate di programmi di qualità e adatti ad un vasto target.
Partiamo dalla domenica: ad aprire la giornata, il programma per bambini E’ domenica papà, condotta da Armando Traverso, cui seguirà il programma per adolescenti Screen saver e un film. Alle 12, varie rubriche di informazione della rete e alle 14.30, dopo il Tg, pomeriggio di film. Nel preserale, dalle 18.10 in poi, due telefilm seguiti da Blob (alle ore 20) e da Pronto elisir (alle 20.30). Prima serata con Licia Colò e la sua bella trasmissione Alle falde del Kilimangiaro, che si alternerà a Blu notte; seconda serata invece dedicata ancora ai film.

Dal lunedì al venerdì, la mattina inizierà con le news di RaiNews24, cui seguiranno le rubriche di RaiEducational e un film. Alle 12.00, Cominciamo bene estate, fino alle 13.10 e poi un telefilm da definire. Nel pomeriggio, alle 14.30 spazio ai bambini con Trebisonda fino alle 16.30 e poi con Pomeriggio sportivo (sospeso nel periodo delle Olimpiadi) e un telefilm. Alle 18.10 tornerà Sveva Sagramola con Geo Magazine e poi ancora sport. Dal 6 al 25 luglio però gli appuntamenti pomeridiani saranno sostituiti dal Tour de France. In access prime time sarà tempo di soap con Un posto al sole, che cederà poi il passo a Un posto al sole estate.

La prima serata del lunedì prevede la messa in onda di Chi l’ha visto, che si alternerà poi ad Amore criminale con Camila Raznovich; il martedì spazio ai film fino al ritorno di Ballarò; il mercoledì ritorna Il circo per i mesi più caldi, e poi la fiction La squadra; telefilm il giovedì con Un caso per due, che sarà poi sostituito da un film; il venerdì si alterneranno Enigma di Corrado Augias e La grande storia, salvo l’11 luglio nel quale andrà in onda il Golden Gala. In seconda serata, il lunedì Racconti di vita, il martedì Speciale Gianni Minà, il mercoledì La tintoria, il giovedì Sfide e poi telefilm; il venerdì la rubrica Le cose ultime e poi film e telefilm.

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Agrodolce, la nuova soap Rai ai nastri di partenza

pubblicato da Lord Lucas

TvBlog Awards 2008

maria grazia cucinotta agrodolceAgrodolce è un’incognita del palinsesto Rai da ormai un anno. Di ufficiale si sa che si tratta di un ambizioso investimento seriale, in 230 puntate, che sbarcherà sulla Rai dalla primavera. L’obiettivo? Ricalcare le orme del Posto al Sole partenopeo, dal successo inarrestabile dopo anni di access prime time su Raitre.

La collocazione più certa per Agrodolce sembra, invece, il daytime di Raiuno, ma non è ben chiaro se in sostituzione ad Incantesimo o in onda subito dopo, accorciando così la durata di Festa Italiana. Altra ipotesi è che la soap venga trasmessa nel daytime di Raidue, ma anche in tal caso resta difficile pensare a uno spazio libero in palinsesto.

La serie in questione , prodotta da Einstein Fiction in collaborazione con Rai Fiction e Rai Educational, è stata fortemente voluta da Giovanni Minoli, direttore appunto di Rai Educational. L’idea è quella di raccontare la Sicilia nel rispetto delle sue tradizioni di crocevia geografico, culturale, sociale e religioso, seguendo il filone del romanzo popolare dove racconti e intrecci saranno rigorosamente tutti ambientati in Sicilia. E, tra i bene informati, c’è un nome che circola insistentemente quale possibile special guest di richiamo: quello di Maria Grazia Cucinotta, sicula doc.

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