In attesa della puntata cult di domani dell’Isola dei Famosi, durante la quale Simona Ventura sbarcherà direttamente in Honduras, ospitiamo su TvBlog uno degli ultimi naufraghi eliminati. Francesco Rapetti, figlio del noto autore Mogol , è stato eliminato dal reality di Rai2 in una nomination in cui il pubblico ha preferito Nina Moric. Ora a TvBlog ci svela alcuni lati nascosti dei naufraghi ma anche un suo importante segreto che gli sarebbe potuto costare l’entrata nel cast della trasmissione. Eccovi quindi l’intervista di Francesco Mogol, di cui potrebbe presto risentire parlare per la conduzione di due programmi estivi.
Negli ultimi anni hai partecipato al Festival di Sanremo, avevi un tuo programma su Odeon Tv ed hai condotto il backstage Rai di Telethon. Come sei arrivato all’Isola dei Famosi?
“Negli ultimi due anni pur non lasciando il mio lavoro da autore musicale mi sono occupato anche di conduzione televisiva. Nel 2010 ho condotto per Odeon, per la Rai e alcune manifestazioni e concorsi in giro per l’Italia. Era partito tutto dalla radio per gioco poi da lì hanno iniziato a chiamarmi, senza dovermi proporre. L’Isola la consideravo un passo quasi obbligato per poter crescere in questo lavoro.”
Quali erano gli obiettivi di questa tua partecipazione?
“Il mio primo obiettivo era di non fare disastri perchè dopo aver condotto per Telethon il backstage su Rai1 volevo evitare assolutamente di macchiarmi più di tanto il curriculum. L’Isola rappresenta in primis una grande esperienza umana ma, senza prenderci in giro, anche una vetrina importante. Credo ci sia un grande sodalizio tra chi fa televisione e l’Isola dei Famosi. Basta guardare Francesco Facchinetti e Belen. Questo reality era per me una grande esperienza ed una grande opportunità lavorativa.”
Il tuo passato artistico ha diverse ramificazioni da autore musicale, conduttore, cantante. Come si è sviluppata questa carriera su più fronti?
Poi uno dice la crisi. Per carità: la recessione c’è ed è seria. Una tragedia economica che ha nomi e cognomi alla voce “colpevoli”. Fa solo specie constatare come le teorie e le tecniche di risparmio dei cittadini vadano a farsi benedire di fronte alla chimera del sesso.
I numeri di Nitegate, la prima tv digitale terrestre a pagamento con contenuti solo per adulti, lanciata dal gruppo Profit di Raimondo Lagostena, parlano chiaro: 100mila smart card già prevendute e un obiettivo di 500mila card da raggiungere entro il primo anno di attività. Un boom che riempie di fiducia gli investitori e, tutto sommato, anche i nostri animi. Parafrasando il principe Fabrizio, de Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, il quale faceva riferimento alla Morte, potremmo dire, nel caso nostro, che finché c’è sesso c’è speranza.
Il costo? Contenuto: sostanzialmente un euro a notte per vedersi garantito l’accesso a sei ore di programmazione, dalle 24 alle 6, su quattro canali (Sexo Exclusive, Sexo Exotica, Sexo Amatorial e Sexo Trasgression). Quattro film per notte, 7 giorni su 7, per una library che prevede un totale di circa mille film. La smart card richiesta è del tutto anonima e ricaricabile. Insomma, signore e signori, c’è da perdere la vista.
Queste le offerte previste per il consumatore:
Bronze con 30 giorni consecutivi di visione per i quattro canali a 30 euro;
Silver con 90 giorni consecutivi di visione a 60 euro
Gold con 180 giorni consecutivi di visione a 110 euro.
Il segnale è ricevibile sulle frequenze dei multiplex del Gruppo Profit e affiliati: Odeon Tv, Telecampione, Telereporter, Canale 10, Telegenova, Telereporter Roma, Telereporter Sud, Arezzo Tv, Nova Tv, Odeon Sat, Telecolor, Canale 8, Telecentro, Canale 24.

L’onda anomala dei talent show travolge anche l’ultima televisione di nicchia, antica maniera, quella, per intenderci, che strappa sorrisi alle casalinghe vecchio stampo, ai pensionati; mi riferisco, con rispetto parlando, allo “zoccolo duro” dell’audience televisivo, quello che viene insieme ai giovanissimi, quello, insomma, che insegue la televisione per compagnia, per sottofondo, non per inseguire le mode o i dettami delle starlettine e dei divi bifolchi elevatisi da Troni di finto ermellino.
Cede lo scettro Luciano Rispoli, il 77enne storico ideatore e conduttore di “Tappeto Volante”, trasmissione di grande successo e semplicità, andata in onda su TMC e altre reti fin dal 1993, e dal 2000 trasmessa su Canale Italia, visibile sia in chiaro che sul canale 883 di Sky. Il conduttore calabrese ha deciso di stravolgere il costume di “Tappeto Volante” e di declinarlo secondo il predicato dei talent show, appunto. All’interno della trasmissione, infatti, ci sarà uno spazio dedicato ai talenti dell’arte dell’intrattenimento: l’annuncio, di pochi giorni fa, ha già riscosso un notevole successo, tanto che in redazione sono stati subissati dall’invio di materiale e richieste. Le parole di Rispoli:
“Sarebbe troppo proporci come la risposta ad Amici e X Factor, però siamo concorrenziali, considerando che il pubblico segue la nostra trasmissione da molti anni. Ora voglio tornare a mettere in vetrina i giovani. Chi ci ha mandato materiale di qualità uno per volta parteciperà alle conversazioni del salotto e poi si esibirà in un numero. La caratteristica, però, sarà che da noi non ci saranno né giudici, né voti, né vincitori”.
Mancheranno dunque tutti quegli elementi che, più di altri, in assoluto, hanno decretato il successo planetario di concorsi televisivi analoghi: la discussione, il litigio, il “pecoreccismo”, le urla, gli sguardi vuoti ma ipertiroidei di concorrenti e “maestri”, l’orgia suprema del parossismo della sfida, il tutti contro tutti, il discente contro il docente, il meccanismo, fuorviante quando non truffaldino, del televoto, la macchina diabolica del pathos, l’eliminazione, l’affezione del pubblico, il proselitismo estremo. In sostanza, carissimi lettori di TvBlog, il nuovo talent show firmato Rispoli avrà in meno proprio quegli elementi che fanno della televisione un luogo di inarrivabile oscenità e, proprio per questo, rischierà di non trovare alcun successo di pubblico. Paradossi del medium televisivo.
Non era niente, ieri sera, Venerabile Italia. Non è successo niente. Niente di che. A chi si aspettava chissà cosa, dopo la conferenza stampa con un Licio Gelli a tutto campo, be’, sono rimaste le briciole di qualche filmato di repertorio condito da un commentario in studio a tratti condivisibile storicamente, a tratti no.
Il programma era un talk, noiosetto, tutto sommato, con un tentativo poco chiaro di rivalutare in qualche modo l’epoca fascista dando un colpo al cerchio e un colpo alla botte, cercando di dire che sì, tutto sommato non era poi così male, per poi mostrare in RVM un Licio Gelli che racconta le sue memorie, il suo incontro con Mussolini a Palazzo Venezia, per dire.
Un programma, tutto sommato, di venerabile revisionismo, con il loghetto della massoneria in alto a destra (questa la nota più di colore, se vogliamo), un programma per nostalgici del Ventennio, di cui pure bisognava parlare a posteriori visto il grande battage pubblicitario che ha avuto.
Niente più di questo, comunque. Anche se resta la sensazione di qualcosa di strano, qualcosa che non funziona. E viene semplicemente da chiedersi: ce n’era bisogno?

Odeon Tv, con questa trovata di affidare un programma televisivo dal titolo Venerabile Italia alla conduzione di Licio Gelli, ha senza dubbio trovato il modo di far parlare di sé e diventa, di fatto, una delle emittenti minori più chiacchierate di sempre.
Ma ha anche generato una serie di reazioni tutto sommato giustificate di tutta una serie di persone che si chiedono come sia possibile che Gelli possa condurre un programma - a margine, ci si potrebbe chiedere come sia possibile che conduca un programma di indagine storica (!), ma questa è quasi una sottigliezza -, dopo essere stato condannato in via definitiva (wikipedia) per
- Procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato;
- Calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola;
- Tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna;
- Bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano).
Evidentemente, la tv italiana è anche questo. E domani sera ci sarà qualcosa da guardare, forse con un po’ di preoccupazione, sicuramente con legittimi dubbi. A cominciare da un titolo che presenta accanto a sé, in bella mostra, il simbolo della massoneria.
L’editore di Odeon Tv, nel frattempo, precisa:
Vorremmo che non ci fossero equivoci: Licio Gelli non sarà il conduttore di un programma o di un ciclo di trasmissioni ma si è prestato a raccontare davanti alle telecamere di Odeon Tv le sue memorie.
Di certo ci sono le recenti dichiarazioni del senatore Giulio Andreotti, che, contrariamente a quanto annunciato in fase di presentazione del programma, ha fatto sapere che non andrà, perché non gli va di parlare di storia in quel contesto.
Dopo il salto, stralci dalla conferenza stampa di presentazione di Venerabile Italia, con Gelli a tutto campo, che elogia Berlusconi e lo designa come unico che può andare avanti, bacchetta Fini, afferma di essere fascista, dice la sua sulle stragi, le industrie, gli scioperi e via dicendo. Affinché possiate farvi un’idea di cosa ci si potrà aspettare.
La notizia ha un che di surreale, ma non si tratta di uno scherzo di qualche buontempone: Licio Gelli, il venerabile maestro della loggia massonica Propaganda 2, meglio nota come P2, avrà un suo programma tv nel quale ricoprirà la veste inedita di conduttore. Il titolo della trasmissione, che partirà da Lunedì alle 22.20 su Oden Tv, sarà “Venerabile Italia“. Ad affiancare Gelli nella conduzione Lucia Leonessi, una profonda conoscitrice della vita del venerabile maestro e autrice del libro “Il Potere invisibile - La Verità di Licio Gelli“.
Gelli regalerà ai suoi telespettatori una “ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano“. Nella presentazione ufficiale già annunciati alcuni degli ospiti che prenderanno parte al programma, che lunedì esordisce con una puntata sul fascismo: Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri.
D’altronde Gelli se ne intende di fascismo: è stato camicia nera, poi aderente alla Repubblica di Salò. Nella sua vita ha accumulato le seguenti condanne definitive: tentativi di depistaggio delle indagini sulla strage alla stazione di Bologna, Bancarotta fraudolenta per il fallimento del Banco Ambrosiano (condanna a 12 anni), procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato e calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola.
Continua a leggere: Licio Gelli diventa conduttore tv, avrà un suo programma su Odeon

Nuovo scandalo a La Sposa perfetta. Dopo l’annuncio della paternità segreta fatto a Massimiliano in diretta tv alla luce dello scoop di Sorrisi, a Tvblog giunge una clamorosa segnalazione (da una nostra lettrice, Susy81) che riguarda il passato di Sara Pistore, una delle fanciulle in gara.
La concorrente in questione, presentatasi come brava ragazza acqua e sapone, nonchè studentessa castigata e aspirante giornalista, ad appena 18 anni ha partecipato ad un programma tv a sfondo erotico, Sexy Boxy. Trattasi di un reality show trasmesso da Odeon TV e condotto nel 2005 da Ringo DJ e Marzio Forte.
In questo reality dodici sexy ragazze si allenavano quotidianamente per prepararsi ai combattimenti settimanali contro le altre concorrenti, in un mix di antagonismo e sensualità.
Sara, peraltro, aveva già fatto parlare di sè a La Sposa perfetta quando ha inaspettatamente rivelato di avere un figlio. Ragazza madre, porno-dilettante allo sbaraglio… qualche altra prerogativa sensazionalistica per la mogliettina ideale odierna? Fino ad oggi le sue quotazioni al titolo di vincitrice erano altissime, vista la complicità instaurata con Andrea e la solidità della loro relazione.
Speriamo che questo retroscena non risulti vano e colpisca nel segno… Sarebbe un peccato scoprire che altre partecipanti al programma, date per semplici e autentiche, rivelino scheletri nell’armadio altrettanto scabrosi.
La notizia è di quelle gustose. Gianfranco Funari a maggio prossimo potrebbe tornare in Rai dopo 11 anni di assenza e con una prima serata tutta sua.
Qualcosa che si preannuncia “nuovo” anche per il poliedrico “giornalaio più famoso d’italia” che andrebbe a condurre uno programma in prima serata molto particolare. Uno “show sulla crisi degli show“.
Il titolo scelto ci costringe ad una ripetizione, che spero ci perdonerete, dovrebbe essere “Apocalypse Show” e fra gli autori annovera l’onnipresente (pure troppo) Diego Cugia.
L’indiscrezione è stata pubblicata da Il Giornale, ma ha trovato dei riscontri, mentre “l’entourage” di Funari si è riservato di dare ulteriori dettagli la prossima settimana.
Finirebbe così, in modo inaspettato, “l’esilio” di uno dei personaggi più sui generis della televisione italiana, da anni ormai punta di diamante di Odeon Tv con il suo programma d’approfondimento Virus. Quest’estate sembrava vicino a Mediaset, ma non se ne fece niente. L’ultima esperienza con un programma tutto suo in Rai, dopo i dissapori con Berlusconi che gli costarono il posto in Finivest, risale al 1996 con un talk show dal titolo Napoli Capitale che durò poche puntate.
Inspiratore di una delle parodie meglio riuscite del geniale Corrado Guzzanti (dopo il salto qualche video ripreso da Youtube), due anni fa in un’intervista con Bonolis si dava praticamente per “trapassato” e lanciava un accorato appello:
“Ho cinque by pass, ragazzi, vi prego, non fumate. Non fumate!“
Ieri sera, fedele al suo motto «La televisione è come la merda, bisogna farla ma non guardarla» conduceva beatamente Virus , insieme alla brillante compagna Morena Zapparoli, fumandosi una sigaretta.
Oggi ce lo ritroviamo catapultato su Raiuno.
Le sette proverbiali vite dei gatti non bastano per Gianfranco.