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Tutti gli articoli con tag Italo Moscati

TV OGGI 2: e domani? meglio girare la testa da un'altra parte?

pubblicato da Italo Moscati

Fine della televisione delle Feste. Qualche buon film, per il resto lustrini e battute ripescate in rigatteria come gli alberi di natale, il presepe degli ospiti, la gara degli ascolti tra chi fa peggio nel dare i numeri, pensieri di capodanno da cui si capisce che l’anno nuovo, il vergine (ma mica tanto) 2012, sarà uguale al 2011. O no?
Le sfere di cristallo degli oroscopisti pagati dalle tv che devono dipingere scenari favolosi per tutti, seminando qualche brivido di suspense sciolto nel liquore del lieto fine, le lascio nell’etere, anzi le prendo metaforicamente a calci, sperando di andare in gol negli inferni delle stoltezze o delle cagat…alla Iva Zanicchi (un pezzo di 12 anni fa di mostruosa attualità storica nella cornice di Raffa e soubrettine, e maghi delle deiezione).

Per fortuna c’è sempre qualcuno che ci dà una mano per uno stop serio e un invito a guardare avanti. Questa volta è Giovanni Valentini che sulla Repubblica tiene la rubrica Il Sabato del Villaggio e ha scritto, guardando alla situazione tv, un articolo intitolato “Una Rai del presidente al servizio dei cittadini”. Siccome oggi si raggiunge tutto su internet invito a leggerlo. Mi limiterò a sottolineare il fatto che l’autore pone con chiarezza: a marzo scadrà l’attuale consiglio di amministrazione della Rai, c’è qualche idea in proposito? chi comanderà? e con quali progetti?

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Franco Quadri se n'è andato: non solo teatro...

pubblicato da Italo Moscati

Franco Quadri Non avrei voluto. Devo riprendere la tastiera del computer e rimettermi a scrivere dopo aver tessuto un abito di lodi per il maestro di talento Elio Pandolfi.

L’occasione è triste. E’ morto Franco Quadri che non era solo il critico teatrale a cui domani tutti i giornali e i media di qualche memoria dedicheranno il solito coccodrillo. Quadri era un curioso osservatore culturale. Un intellettuale dal naso fino e dai riccioli afro. Era stato il direttore di “Sipario”, di sicuro la rivista di avanguardia più importante nel nostro Paese negli anni Sessanta- Settanta. Scriveva libri che raccolgono le storia di Carmelo Bene, Luca Ronconi, del Living Theatre e di tutto il meglio della ricerca in Europa e nel mondo.

Collaborò a prestigiosi settimanali e quotidiani (è stato il critico della “Repubblica” fino a ieri), fu direttore della sezione teatrale della Biennale di Venezia e del Premio Riccione in cui aprì una interessante sezione dedicata al teatro in tv. Organizzò il più importante convegno, nel 1967 a Ivrea, sullo spettacolo che voleva farla finita con le vecchie care e meno care cose o cosucce del teatro. Si dedicava ancora alla sua casa editrice Ubu, al premio Ubu e al catalogo Patalogo, summa della storia, anzi delle storie nelle vita culturale nel mondo. Un giorno di molti anni fa Quadri mi scrisse una lettera dopo aver letto un articolo che avevo scritto sulla necessità dell’avanguardia e mi chiese di collaborare a Sipario. Accettai di corsa e, seguendo Carmelo e tanti altri, italiani e stranieri, mi sono fatto le ossa a meno di vent’anni sui cambiamenti e su quella che è stata una vera e propria rivoluzione estetica, e non solo, di uno spettacolo dal vivo che si era chiuso in sè e non voleva guardare, superare se stesso, i suoi ritardi, le sue tare; e cercava di tornare vivo.

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FUGHE (3)- Sono andato Torino con Giamburrasca...

pubblicato da Italo Moscati

Ero a Torino, Cinema Massimo 3, per partecipare a “Sottodiciotto”, un rassegna di film, documentari, tv che da anni si occupa dei giovani e anzi dei giovanissimi. Torino con questa rassegna completa la sua ricognizione annuale su tutto il cinema e la tv, considerando che il Festival diretto da Gianni Amelio, subentrato a Nanni Moretti, alle origini si dedicava specificamente ai giovani autori, alle opere prime e seconde.

A “Sottodiciotto”, occasione importante, a cura di organizzatori efficienti e gentili, ho portato il mio film doc “Giamburrasca & C” , già trasmesso da La Grande Storia di Rai3 e di recente ritrasmesso nei canali satellitari e anche da Rai Internazional per gli italiani del mondo.
Il film racconta i giovanissimi che entrano nella scuola, asili ed elementari, e si ferma al termine della scuola media. Lo spunto di partenza, per le immagini, sono le sequenze del cinema e della tv, sceneggiati e programmi di taglio giornalistico, sui primi e ultimi giorni di scuola. Da “Cuore” a “Twiligh”, dalle comiche tv con Mario Riva e Aldo Fabrizi, eccetera…
Nell ‘incontro torinese la proiezione ha lasciato il posto a considerazioni sulla televisione ieri e oggi, sui programmi per i bambini e i ragazzi. Un tema scottante. Una questione aperta. Un punto dolente nei palinsesti. Grande insoddisfazione di tutti gli adulti, mentre i ragazzini continuano ad essere messi in poltrona, affidati alla baby sitter dei canali tv, una baby sitter permissiva e present ventiquattro ore su ventiquattro, poco costosa e soprattutto ipnotica.

Le considerazioni si sono spinte anche a quei programmi di prima serata, presenti in Rai e in Mediaset, che hanno per protagonisti i ragazzini e conduttori o conduttrici (da Paolo Bonolis ad Antonella Clerici, a Gerry Scotti) .
E’ una miniera d’oro per gli ascolti, si sa. Nel cinema, tra cineasti e produttori interessati soprattutto al botteghino, da sempre circola il motto: “cani e bambini fanno ricchi i botteghini”. Poteva la televisione non seguire l’alto magistero del cinema? Non poteva.

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Venezia 2010 e Tv: per qualche esempio di fiction meglio guardare fuori d’Italia?

pubblicato da Italo Moscati

norwegian.wood.poster2Le televisioni sono macilente nel documentare la Mostra di Venezia. Non sto a ricordarle, tanto sono sparpagliate nei palinsesti e prive di novità salienti. Solito servizio a metà. Certe buone esperienze del passato dimenticate. Affastellamenti di informazioni, commenti di vecchio conio, rapporto smarrito con il cinema e con la televisione che comunque guarda al vecchio, caro cinema che va più spedito nel cogliere tecniche, temi, possibilità di racconto.

Questo cinema, talora confuso e imbastardito, ci ricorda come “Twin Peaks” di David Lynch (ve lo ricordate) ad esempio costruito per il piccolo schermo sembrava del tutto degno per qualità e intensità delle pellicole realizzate per il grande schermo. Vorrei citare un in concorso qui a Venezia: Noruwei No Mori-Norwegian Wood di Tran Anh Hung, nato nel Laos, studente di cinema in Francia, regista per una casa di produzione giapponese, già premiato a con il Leone d’oro veneziano del 1995.

Film lungo, che comincia con abile e sinuosa lentezza prepara il terreno a una storia d’amore tra adolescenti che finisce per colpire, grazie alla sua intensità e alla sua franchezza. Adolescenti degli anni Sessanta (nella colonna sonora i Beatles e altri gruppi del pop e del rock occidentali) si piacciono, si cercano, vogliono amarsi ma subentrano acuti contrasti, insensibilità, impotenze del corpo, paure. Simboli: boschi, neve, pallidi soli. Di rado si è visto un dramma del genere, esplicito nel linguaggio e nelle rivelazioni di ostacoli fisici all’eros tali da aggrovigliare desideri di vita e di morte.

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Il talent show è (anche) pericoloso ma vale la pena

pubblicato da Italo Moscati

La notizia la conoscete tutti, grazie anche a Tv Blog. Nel talent show inglese, Susan Boyle, la “ragana” -come dicono a Roma- dalla voce d’angelo, ha avuto un crollo emotivo ed è stata ricoverata in clinica. Con i suoi annetti, che non sono poi tanti, 48 mi pare, ricorda al pubblico e alla critica un fatto importante. Questo: che gli artisti in marcia col talent verso il successo sono uomini e donne che hanno cuore e pure un bel fascio di nervi.

Ancora sotto l’effetto del canto della deb tardona Susan- in “I Dreamed a Dream”, avvincente- vorrei schierarmi dalla sua parte e dire che il suo secondo posto nello show non solo è meritato (peraltro frutta bene sul mercato non solo della stima) ma apre gli occhi. La vincitrice morale della gara è e sarà comunque lei. Mi schiero perchè il suo infortunio, che passerà presto, riporta al rimbalzare di polemiche e ripicche sui vecchi in tv.

In Italia, la questione si fa sempre più penosa. Mike e Pippo vanno ripetendo per ogni dove che non vogliono andare in archivio (e chi ce li manda?) e lacrimano o si incazzano per restare nel cono di luce. Mike fa l’americano, nel senso che resta fedele al suo personaggio di importatore di format, a cominciare dai telequiz, benchè Fiorello lo abbia convertito al clownismo pubblicitario. Resta e resterà per sempre il campione della materia prima made in Usa. Pippo fa l’italiano, ovvero, viste le sue dichiarazioni d’amore per la Rai (un adulterio con Mediaset si perdona) e per il servizio pubblico. Se Mike importa, Pippo si abbarbica al nazionalpopolare, ossia alla figura del bravo e ben orientato conduttore che ama sciacquare tutti i panni tv nel fiume dei luoghi comuni, delle convenzioni e del buonismo (dalla solidarietà al perdonismo e alla retorica emotiva, un mercato fortissimo qui da noi).

Susan BoyleSusan BoyleSusan BoyleSusan BoyleSusan Boyle

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La tv dell'estate: tante repliche e qualche novità

pubblicato da Debora Marighetti

Come ogni anno, a maggio si tirano le somme della stagione televisiva appena finita e si pensa all’estate, il periodo meno interessante per antonomasia. Sono usciti da poco i palinsesti delle varie reti generaliste e, accanto alle consuete repliche, ecco spuntare qualche novità o qualche riproposizione di programmi già andati in onda, ma con edizioni nuove di zecca. Non si può non partire da Sarabanda, che, come abbiamo già avuto modo di dire, trasloca su Canale 5 con la conduzione di Teo Mammuccari e, a quanto pare, di Belen Rodriguez. Tornerà in access prime time Paperissima Sprint dalla Sardegna, ancora una volta con Juliana Moreira e il Gabibbo. In seconda serata rimane l’appuntamento con Matrix versione Alessio Vinci - il mercoledì - e con Terra! di Toni Capuozzo al sabato.

Anche RaiUno mantiene fissi alcuni appuntamenti del suo palinsesto più classico e collaudato, come quello di Porta a Porta (il martedì) e di Uno mattina (versione estiva) che avrà il volto della Miss Italia in carica Miriam Leone. Verdetto finale riprenderà una collocazione mattutina (dalle 11.55), ma in replica. Da lunedì 13 luglio ripartirà anche il quiz del preserale Reazione a catena, ancora una volta capitanato da Pupo, mentre in access prime time tornerà Supervarietà. Appuntamento in prima serata nuove puntate di Superquark, che da luglio andrà in onda ogni giovedì.

Raidue è la rete che propone qualche novità in più, come ad esempio un talk di quattro puntate, Il grande gioco, condotto da Pietrangelo Buttafuoco. Inoltre, debutteranno alcuni telefilm inediti per la tv italiana, come 90210 e Life in Mars, oltre alla nuova stagione di Lost, Ghost Whisperer e Brothers and Sisters, mentre per quanto riguarda le nostre produzioni, sarà trasmessa la seconda stagione di Sette vite nel preserale. Saranno invece Alle falde del Kilimangiaro, il Circo, Amore Criminale e La grande storia a riempire le prime serate di RaiTre. Da non dimenticare la nuova edizione di Viziati del nostro Italo Moscati. Oltre a questo, molto sport, come i Campionati di Nuoto, il ciclismo e l’atletica, a cui la rete dedicherà particolare attenzione.

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Sono qui, stanco di morte in tv

pubblicato da Italo Moscati

Le notizie le sapete. I tam tam di questi giorni hanno avuto un solo suono: quello della marcia funebre, suoni ben diversi di quelli scritti da Amadeus Wolfi Mozart.
La morte di Eluana arriva tragica verso sera. Si scontra con il “Grande Fratello” che va avanti, con ” X Factor” che va avanti, con tutto quanto d’altro nelle tv che vanno avanti. Il senso della vita, Bonolis lo sta trasferendo a Sanremo, canzoni e fioiri.

Mi apposto, dopo la notizia, fra un canale e l’altro ,per capire meglio, informarmi, cogliere qualche idea, qualche suggerimento ed invece subisco la fascinazione della morte. Voglio sapere tutto al di là di tutto.

Il tg senza fine di Sky mi prende e non mi molla, io non lo mollo, ma lui mi prende fino a un certo punto, mi domando: che gli importa, cosa importa a tutti i tg, di quel che sta accadendo “dentro” il suo pubblico, i suoi spettatori ammaliati dal lutto?

Sospendo la visione. Esco. Ho il telefonino.Chiamo una persona. Anche lei “dentro” la notizia , come tutti, dentro il fatto e il suo strazio. Le voci amiche possono avere le stesse voci della tv.

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POSSO DIRE? MI DISPIACCIONO I FLOP O MEZZI FLOP DI PIPPO & PAOLA...

pubblicato da Italo Moscati

I giornali con sadismo godono. Sono felici quando possono girare il coltello nelle ferite. Pippo Baudo costretto a fare autocritica e Paola Cortellesi inseguita dalla ghigliottina, mi commuovono. Sono due artisti lontani l’uno dall’altra per età ed esperienze. Pippo, che forse avrebbe voluto fare da piccolo il mattatore in teatro, da anni si tiene il suo abito stretto della tv e, a forza di agitarsi dentro, lo ha allargato ; e oggi si vede più l’abito che fa il monaco (l’entertainer) piuttosto che l’artista polivante. Sorride, si inchina, bacia le mani, ostenta padronanza e bon ton, ma dentro soffre. Lo conosco abbastanza e mi dispiace.

Paola, simpatica, bella, giovane, si sta mangiando purtroppo a morsi di ascolti (mancati) il credito che si era guadagnato un pò dovunque, dalle tavole di scena al piccolo schermo. La conosco abbastanza, abbiamo fatto trasmissioni insieme, ha gesti e pomelli incantevoli. Fa piacere ascoltarla e guardarla. Non voglio impancarmi. Non voglio essere presuntuoso.Non voglio infierire. Ma credo di sapere perchè camminano sul filo del rasoio e vanno avanti- sbaglio ?- per forza di disperazione. Credo di sapere perchè Pippo inciampa il sabato sera e recupera almeno un pò a Domenica In.

Gli fanno male le “serate d’onore” che un tempo faceva con grandi personaggio e che oggi dedica alle compagnie della buona morte. E’ così; vi prego di darmi credito. Perchè il pubblico mezzo anziano e mezzo giovanilistico con dentiera , perchè i giovani rimasti a casa per noia o in attesa del pub o perchè hanno litigato con la fichetta velinante di turno, dovrebbero fornire dati d’ascolto? Fornirli a chi e per cosa? Al cinema italiano e ai suoi personaggi? Il nostro cinema arranca, vince a Cannes con due film (”Gomorra” o “Il divo”) in cui non c’è l’appeal che servirebbe a uno show del sabato sera.

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LETTERA APERTISSIMA A CHI GUARDA TV TALK...

pubblicato da Italo Moscati

Tv Talk Sul telefonino, ogni domenica mattina, verso le 11, arriva un sms di poche righe.

Domenica 28 settembre, l’sms diceva così:”Siamo tornati! Media 9,57; 442mila. Ottima spinta(9,20) della rete, ma forse per gli spot di mezzo si parte ’solo’ al 6.26. Bella salita…”. Il messaggio è di Massimo Bernardini, autore e conduttore di “Tv Talk”, la trasmissione che va in onda sabato mattina alle 9 su Rai3, giunta alla seconda puntata, prodotta da RaiEducational.

E’ il quarto anno che partecipo con piacere e profitto (non si impara mai abbastanza) come consulente che va in onda, nel senso che faccio l’opinionista (parolone) insieme all’amico Giorgio Simonelli, docente alla Cattolica,con il quale organizziamo senza concordarle disparità di idee, anche se a volta facciamo fatica a darci battaglia per partito preso:lo spirito antagonistico lo peschiamo durante il programma e nelle accensioni polemiche che non mancano, grazie agli ospiti (l’ultimo era Enrico Vaime, il teorico-pratico della morte del varietà non solo in tv, colui che nel suo recente libro ha scoperto che “I cretini non sono più quelli di una volta) e grazie agli analisti, giovani universitari o laureati che mettono pepe. Sono così bravi questi giovani che molti di loro sono richiesti dalle tv con serie proposte di lavoro; si vede che mostrare personalità paga. Mi piacerebbe nominarli tutti ma sono numerosi.

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LETTERA APERTISSIMA AD ALFONSO SIGNORINI...

pubblicato da Italo Moscati

Alfonso Signorini è diventato direttore di “Sorrisi e Canzoni- Tv” continuando a dirigere “Chi”. Continuando a fare della radio. Continuando a comparire in trasmissioni. Continuando ad entrare e uscire dalla cronaca, non solo del gossip. A uno degli amici di Tv Blog, anzi ad un’amica, ha corrisposto a un suo interessamento spiegando che farà di “S e C-Tv” un vero e proprio magazine e quindi non dilaterà o inserirà dosi di gossip ma solo di leggerezza. Leggerezza, ecco.

Conoscevo Signorini da lontano poi ci ha avvicinato Maria Callas. Lo conoscevo come giornalista e commentatore, e ricordo la sua attiva e spesso spiritosa partecipazione ai programmi di Chiambretti per la Rai e anche ad altri talk in qualche varia collocazione d’orario sempre nei palinsesti Rai. Poi ho sentito parlare di un suo libro sulla Callas, uscito lo scorso anno per i trent’anni della grande soprano. Ho letto delle buone recensioni e dei buoni dai di vendita.
Sono andato a compralo e l’ho letto con interesse, m’è piaciuto, forse meno l’attacco dello stesso libro un pò troppo, come dire, toccante sul suo (e di Onassis) bambino morto e seppellito in un cimitero milanese, cimitero dove Maria si recava forse a piangere e a pregare sulla tomba di quel corpicino. Un pò troppo, come dire, teso a spremermi o spremerci dentro.

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TvBlog Consiglia: Luciano Pavarotti, l'ultimo tenore?

pubblicato da Malaparte

Luciano Pavarotti Facciamo outing subito. Il consiglio di oggi è un po’ di parte. Trattasi di un lavoro del nostro - consentiteci il possessivo affettuoso - Italo Moscati, in onda questa sera alle 23:25 come Speciale del Tg1, dal titolo Luciano Pavarotti, l’ultimo tenore?.

Italo non è nuovo a speciali dedicati a personaggi del mondo della lirica (suo Non solo voce, dedicato a Maria Callas). In questo lavoro si ripercorrono, con documenti dei telegiornali, film, foto, immagini inedite o poco conosciute, interviste dimenticate e recuperate, la vita e la carriera di Luciano Pavarotti, scomparso nel mese di settembre dello scorso anno.

Personaggio d’altri tempi, star mondiale, amato e discusso come tutti i miti, Pavarotti rappresentava una lirica che verosimilmente non ci sarà più, erede della tradizione italiana (da Enrico Caruso a Beniamino Gigli) e conduceva una vita fatta, naturalmente, di melodramma.

Nella presentazione del suo lavoro, Italo scrive:

. La tentazione di speculare sulla morte, e quindi sulla vita e sugli affetti di Lucianone resiste e resisterà a lungo, nell’opinione pubblica e nei media, lo si può credere.
Ci si può chiedere legittimamente: chi è, anzi chi era il grande tenore?



Siamo certi che alla fine di questo speciale avremo qualche risposta in più.

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DARIO STAI BUONO, TUTTI SONO BUONI AD ATTACCARE LA TV!

pubblicato da Italo Moscati

Dario Argento Noi che non amiamo tutta la o le televisioni che trasmettono in Italia. Noi che ci stanchiamo presto delle fiction ripetitive nei temi e nello stile. Noi che arretriamo di fronte a talk show in cui non c’è nè il talk nè lo show ma solo la sagra delle chiacchiere del conduttore e dei suoi ospiti. Noi che ormai non ci fidiamo nemmeno più della informazione e delle cronache sportive, con primedonne aschi che si confrontano con primedonne per tagliare gli abiti addosso (maglietta e mutande) ai modesti pedalatori della pedata. Noi che proviamo spesso un brivido di fronte ai tg assetati di sangue e di politica. Noi che…
Spero che Noi che… sappiamo prendere con il giusto criterio certe valutazioni dei grandi del grande schermo. Leggo che Dario Argento, l’ex mago dell’horror da mattatoio, ha attaccato la tv a trecentosessantagradi. Leggo che uno dei motivi dell’incazzatura pare sia dovuto alla scarsa partecipazione di pubblico alla conferenza stampa del suo ultimo film. Leggo anche che questo film, di cui non farò il nome (non voglio danneggiare ulteriormente il gran maestro del gran guignol), non sia un gran che. Grande attesa e grande delusione. Grande abbraccio della Festa del cinema gran voglia di voltar le spalle al gran guru del crimine. E adesso basta col giocare sulla parola “grande” e derivati.

Purtroppo, infatti, il discorso si fa piccolo, anzi piccolo piccolo. Argento si è forse dimenticato di avere lavorato per la tv realizzando un film dal titolo ambiziosissimo: “Ti piace Hitchock?” di cui nessuno si ricorda, e quei pochi che se lo ricordano ne dicono un male atroce, spedendo il tutto nel cimitero delle ambizioni mancati e delle indifferenze.

Si vede che fare tv è difficile anche per chi sparla della tv dove avrà avuto contratti e spazio per fare con un pò di testa e un pò di machete le cose o cosacce che piacciono a lui.
E’ vero.Per uno che viene dal cinema lo spettacolo della fiction tv che punta al pubblicone e cerca di sedurlo con tutti i santi e i romanzi d’antan, con le commedie e commediole, è lancinante. Lancinante perchè il vecchio caro cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta di boiate populiste o popolari , lacrimose, farsesche, ridicole, spazzaturabili ne ha fatto decine, anzi centinaia, migliaia. Boiate pazzesche che, riviste oggi, sembrano tuttavia quasi sempre più vive, carnose, spudorate, puttanescamente accattivanti rispetto alle carrette di fiction gettate in pasto alla gleba e alla pleba del piccolo schermo.

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RaiSat a Venezia

pubblicato da Malaparte

Virginie Vassart Accade che la televisione si occupi di cinema. Accade che questo venga fatto nel migliore dei modi dal satellite. E’ il caso di quello che si vedrà su RaiSat Cinema fra dieci giorni esatti, a partire dalle ore 18 del 29 di agosto.

La cerimonia di apertura della 64esima Mostra del Cinema di Venezia (cui i colleghi di Cineblog dedicheranno ampia copertura), con la sua inedita madrina Ambra Angiolini, avrà copertura televisiva in diretta proprio da parte del canale satellitare tematico della Rai, che è anche la tv ufficiale del Festival del Lido.

Su RaiSat Cinema, dunque, per dieci giorni, si troverà tutto quel che si potrà voler sapere di questa edizione della Mostra, nuovamente diretta da Marco Muller. Oltre alla diretta della cerimonia di apertura, sono previsti quattro appuntamenti giornalieri.
Alle 13:15 una specie di blob del Meglio di quel che si è visto al Lido.
Alle 20:20 gli inviati (Luca Vasile, il nostro mitico Italo Moscati, Sergio Gamberale e Virginie Vassart - nell’immagine) si occuperanno degli aggiornamenti, dei commenti sulle ultime proiezioni, delle interviste, nello spazio Passerella.
Alle 23 la diretta dal Palazzo del Cinema.
Ultimo appuntamento per i nottambuli alle 2:15.
Le telecamere di RaiSat seguiranno passerelle, backstage, conferenze stampa e si occuperanno di fornire allo spettatore commenti critici e interviste ai protagonisti del Festival.

Inoltre, via web, sul sito Raisatwebchannel.it (mettetelo nei vostri bookmarks, sarà attivo solo a partire dal 29 agosto) si potranno vedere in chiaro le conferenze stampa, i servizi fotografici, i trailer dei film in concorso.

[Sito ufficiale della Mostra del Cinema di Venezia]

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APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (17)- FIORELLO E FACCE DA BUNKER

pubblicato da Italo Moscati

Fiorello a Viva RadioDue Fiorello, venerdì 18 maggio, Corso Sempione, Studi di RadioRai.
Si registra in diretta come sempre Viva Radiodue! lo show che va avanti con successo e che di tanto in tanto si affaccia in tv, reti generaliste o satellitari. L’atmosfera è allegra come sempre. Sembra di essere a uno di quei concerti rock all’aperto fatti per dare a tutti i partecipanti una leggera e godibile estasi. Siamo lontani dai concerti rock funebri che scandivano la gloria e la morte di artisti formidabili come Janis Joplin o Jimi Hendrix. Per fortuna. Con Fiorello siamo dentro ad uno di quegli incroci che hanno una grande grazie creativa, anche se ricorrono magari un pò troppo al demenziale (come contenuto) o al trash (nel senso migliore, alla Warhol tanto per intenderci).

Fiorello, circondato dai fans, lavora con velocità e scioltezza. Sbaglia il titolo di una trasmissione, o meglio chiama Grande Talk quel che è Tv Talk a cui vuole fare cenno. Poco male. La nostra non è forse una Repubblica fondata sul lavoro, come dice la Costituzione, ma sull’errore, come dimostra la Costituzione di fatto? Poco male anche perchè da un errore può nascere un qualcosa di buono: si è chiarito per chi lo sapesse già,davanti a una platea di ascoltatori affezionati, che ci sono sia il “Grande Talk” (su Sat2000, la tv dei vescovi) sia il “Tv Talk”( RaiEducational, Rai3). Sarà adesso più facile fare direttamente dei confronti.

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APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (15)- BERLUSCONI TRA L'ALTRO HA INVENTATO UN NUOVO GENERE

pubblicato da Italo Moscati

silvio berlusconiNon voglio parlare qui di Gianfranco Funari e della sua Apocalisse. Ma ci tornerò. Voglio solo sottolineare che Funari, per il quale nutro sentimenti contrastanti (ma non giudizi prevenuti), è entrato a far parte del Club degli Esclusi, nel senso che all’inizio del suo show non ha mancato di ricordare il lungo tempo trascorso lontano dagli schermi della Rai. Rammento alcune sue ultime “ospitate” ad esempio in “Chiambretti c’è” e in “Harem”, tuttavia non c’è dubbio che un’esclusione c’è stata. Giusta la riparazione di farlo ricomparire. Ma ci si aspettava di più. Anche per il futuro della post televisione, che sopravviverà o vivrà anche di questa Apocalisse.
Ho letto che all’elenco degli Esclusi rientranti si aggiungerà il nome di Daniele Luttazzi-lo stimo molto- grazie all’invito a “RT” di Enzo Biagi, l’Escluso tra gli Esclusi. Però quello di Luttazzi sarà- pare- all’insegna di una botta e via. Vedremo…
Naturalmente, tra gli Esclusi rientrati il primo di tutti è stato Michele Santoro con il suo “Annozero”.
Un’apoteosi di ritorni e di abbracci e riabbracci.
Ho letto che l’ex premier Berlusconi- di cui non si può mettere in discussione il talento d’inventore di tv, di programmi e magari di veline- ha riconosciuto di avere calcato la mano quando, dalla Bulgaria, disse cose talmente precise da costringere dirigenti tv già peraltro proni a far fuori Biagi, Luttazzi, Santoro (ma forse mi sfugge qualche altro nome meno sonante). Si tratta di un autentico pentimento o una marcia indietro in carattere con i nuovi atteggiamenti più morbidi del Cavaliere fatto e strafatto di tv? Ai posteri l’ardua sentenza. O ai pettegoli o ai maliziosi.

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