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Tutti gli articoli con tag Happy days

Fabri Fibra contro Uomini e Donne: "Meglio chi è cresciuto con Happy Days"

pubblicato da Lord Lucas

Uomini e Donne: Teresanna fa soffrire Francesco
Non è la prima volta che un personaggio musicale come Fabri Fibra, più da Soundsblog, straborda su TvBlog. Le sue posizioni di rottura hanno, infatti, spesso preso di mira argomenti e simboli televisivi, dai coccodrilli dei telegiornali - parodiati con tanto di sua morte finta, annunciata da SkyTg24, nel videoclip di Mal di stomaco - ai cantanti che si presentano a Sanremo.

Ma il precedente più “scandaloso”, omessa la polemica contro Barbara d’Urso e Valerio Scanu, è quello che lo ha visto scagliarsi contro Marco Mengoni, secondo lui colpevole di non aver mai svelato la sua presunta omosessualità per non perdere le fan.

Questa volta Fabri Fibra prende di mira Uomini e donne, noto date show di Maria De Filippi, in un’intervista a tutta pagina su Repubblica che promuove il suo primo libro, “Dietrologia i soldi non finiscono mai”. Anche nelle vesti di autore le sue provocazioni si sprecano: il rapper si scaglia contro un modo deteriore di fare tv che ha condizionato in negativo le nuove generazioni:

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Striscia la Notizia: Tapiro d'Oro a Jovanotti. Botta e risposta tra lui e l'Happy Days fan club. E il Telefilm Festival gli rinnova l'invito a fare pace

pubblicato da Michele Biondi

Jovanotti, tapiro d'oro a striscia
Striscia la Notizia consegna il Tapiro d’oro a Jovanotti in merito alle sue dichiarazioni rilasciate a “Tv Sorrisi e Canzoni” sul telefilm “Happy Days“, definito una ‘vaccata’. Durante la consegna del Tapiro, il popolare cantante però, anzichè ricucire, commette un’altra gaffe denigrando il fan club della serie che, in una nota risponde stizzito.

Andiamo per gradi. Stasera a Striscia Jovanotti riceverà il Tapiro d’oro perchè aveva definito “Happy Days” una vaccata, pur avendo lui stesso premiato Henry Winkler che nella serie interpreta Fonzie, con il Telegatto nel 1989. Il cantante si è difeso così a Valerio Staffelli:

“Intanto non ho detto è una vaccata, perché questa è una parola che non uso. Ho detto è una cazzata, che per me era un modo più easy. Voglio bene a ‘Happy Days’, ci sono cresciuto… Il giornalista mi domandava se, secondo me, le nuove generazioni non hanno le cose belle che avevamo noi. Ho risposto che non è vero, perché in realtà mia figlia guarda dei telefilm che sono molto belli, tutti quelli americani, i polizieschi. In confronto, ‘Happy Days’ è una cazzata, inteso come sinonimo di semplicità”

Ma poi, dopo aver ricordato con il tapiroforo tutti i personaggi della serie, Jovanotti ha commesso un altro errore sminuendo il Fan Club di Happy Days (”Mi hanno detto che sono rimasti solo in tre e in Internet puoi essere anche solo e fare casino per centomila…“). In giornata il Presidente dell’Happy Days Fan Club, Giuseppe Ganelli ha risposto per le rime al cantautore tramite una nota (il video con Jovanotti che consegna il Telegatto a Fonzie è visibile sul sito Qui Mediaset).

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Jovanotti: "Happy Days era una vaccata, meglio Glee". Il fan club insorge, lui rettifica: "Era una figata, ma oggi sarebbe lento"

pubblicato da Paolino

Jovanotti Henry Winkler

Jovanotti contro “Happy Days”? Sembrava così quando, nell’ultimo numero di “Tv Sorrisi e Canzoni”, Lorenzo Cherubini faceva un paragone tra le serie televisive di ieri e di oggi, prendendo a modello lo show degli anni ‘80 di Garry Marshall ed il fenomeno “Glee” di Ryan Murphy. Senza mezza termini, Jovanotti si è lanciato in una definizione del telefilm ambientato negli anni ‘60 che non lasciava spazio a dubbi di interpretazione:

“Mia figlia Teresa ha 12 anni, si è letta sette libri di Harry Potter e guarda ‘Glee’. Noi avevamo ‘Happy Days’ che, diciamolo, era una vaccata. Oggi i ragazzi sono svegli e fortunati”.

Jovanotti, evidentemente, non sapeva che lo show ha un fan club internazionale tra i meglio organizzati, il cui direttore, l’italiano Giuseppe Ganelli, non ha esitato a rispondere al cantante, sottolineando anche il fatto che proprio Cherubini consegnò, nel 1990, un Telegatto ad Henry “Fonzie” Winkler (lo vedete nel video).

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E' morto Tom Bosley, Howard Cunningham in Happy Days e sceriffo Tupper ne La signora in giallo

pubblicato da Paolino

Tom BosleyE’ morto ad 83 anni, a Palm Spring, Tom Bosley. Nato il primo ottobre 1927 a Chicago, è stato un attore apprezzato di teatro, cinema e tv. Proprio quest’ultima l’ha portato al successo, regalandogli due ruoli in altrettante serie cult. Bosley, infatti, dal 1974 al 1984 è stato Howard Cunningham (padre del protagonista Richie, intepretato da Ron Howard) in “Happy Days”, mentre dal 1984 al 1988 ha vestito i panni dello sceriffo Amos Tupper ne “La signora in giallo”.

Bosley era diventato famoso, prima che in tv, a teatro, grazie al musical “Fiorello!”, dedicato al celebre sindaco di New York La Guardia, ruolo che nel 1960 gli fece guadagnare un Tony Award. Prima del successo con “Happy Days”, in cui ha interpretato il personaggio per cui tutti lo ricorderanno, ha recitato anche in numerosi film, come “Strano incontro”, “Divorzio all’americana” e “Guerra amore e fuga”.

Oltre al ruolo di Howard, però, Bosley è conosciuto per essere apparso molte volte a fianco di Angela Lansbury ne “La signora in giallo”: per quattro anni (fino al 1988, la serie è proseguita fino al 1996) è stato lo sceriffo Tupper, spesso presente nelle indagini della protagonista nonchè utile ai fini della risoluzione del caso di puntata.

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Happy Days, il più amato dagli italiani

pubblicato da Malaparte


Happy Days trionfa nel sondaggio di Focus Storia fra i telefilm più amati dagli italiani nello storico ventennio degli anni Settanta e Ottanta. Fonzie e la famiglia Cunningham non escono dal cuore degli affezionati - e come potrebbero - nonostante l’universo narrativo raccontato sia così americano, così lontano dalla nostra realtà, e il telefilm culto racimola il 22,3% delle preferenze.

Staccatissima, un’altra serie storica, ma questa volta di fantascienza: Star Trek, che con le sue tutine gialle e il suo diario del capitano, in data astrale fantascientifica, è nel cuore del 9,1% dei votanti del sito.

Al terzo posto, Hazzard (7,8%), le mirabolanti avventure dei cugini Bo e Luke, con il loro fido Generale Lee dalle portiere saldate, improbabili sceriffi, un nemico che fa più ridere che altro e le incredibili gambe di Daisy. Fra i primi dieci, non potevano mancare l’A-Team, La famiglia Addams e Starsky & Hutch. L’interesse per questo tipo di fenomeni telefilmici, che non possono abbandonare chi ci è cresciuto, dimostra, fra l’altro, la bontà di progetti come Fox Retro. E proprio a partire dalla programmazione di Fox Retro - ma non ci fermeremo lì - anche noi vi proponiamo alcuni telefilm-amarcord in sfida, un primo blocco, per cominciare, costituito da Il mio amico Arnold, Magnum P.I., Kojak, Starsky & Hutch, Love Boat e Charlie’s Angels.

Crisi economica uguale più spettatori davanti alla tv. E' la fine o la rivincita della vita stile "Happy Days"?

pubblicato da Stefano Sgambati

La crisi porta spettatori alla televisione

Succede questa cosa qui, alla gente, c’è poco da fare: chiamatela, se volete, rivincita della vita, o come vi pare, certo è che esiste un modo, tutto umano, forse bestiale, più ancestrale, per il quale le persone in bilico sul baratro, pure quando non c’è più alcuna speranza gravitazionale, si affidano alle braccia, disperatamente, le fanno ruotare per cercare di ritrovare un equilibrio ormai andato. Si chiama sopravvivenza, si chiama istinto. A sentire l’ultima ricerca di mercato dell’Eurisko, si chiama televisione.

Non è un caso se la risposta più massiccia degli italiani al disagio sociale che stanno vivendo in questi mesi - la crisi economica e compagnia bella - sia piazzarsi davanti al tubo catodico, telecomando alla mano e testa da un’altra parte. I dati emersi parlano di una crescita netta di tutta l’offerta televisiva, da quella generalista alle pay tv, con particolare riferimento all’intrattenimento, ai cartoon e alle news.

Non è una novità, non lo sarà mai, per carità: scorgiamo sempre un puntino di luce in fondo al tunnel, o almeno è così che tendiamo a credere, e pazienza se quel puntino di luce, la metà delle volte, non è l’uscita ma i fari di un tir che ci stanno puntando. Nel Medioevo, un’epoca buia per antonomasia, la gente come non mai riusciva a compensare la brutalità, la durezza del quotidiano con una fantasia e una vitalità che permettono oggi pochi paragoni: c’era la caccia, c’era lo sport, c’erano i banchetti interminabili, c’erano i grandi abiti, c’erano le feste religiose, c’era l’alcol, naturalmente, i giochi, il sesso, gli scacchi e i dadi. La gente è questo che fa, quando fuori tutto è buio: prende e accende un fiammifero, anche se è l’ultimo della scatola.

Non saprei dire se il tutto è più consolatorio o disperante. Immaginarsi, oggi, tutti questi tizi in poltrona, non particolarmente di buonumore, che osservano ciecamente quanto lo schermo propone: può portare da qualche parte? Suggeriva il poeta De André che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio. La televisione cosa farà? Giacché il compito relativo al dare il cattivo esempio mi sembra esaurito da un pezzo, adesso come agirà la televisione? Dove potranno mai portare i “buoni consigli” della televisione? Avranno la funzione di quelle braccia rotanti che l’uomo in bilico sul baratro agita per recuperare l’equilibrio? Serviranno a ritrovare il baricentro? Mi permetto di dubitare: soprattutto se queste grandi percentuali, questi impressionanti dati relativi al numero di telespettatori attivi si concentrano intorno ai soliti noti, cioè i reality show, i grandi fratelli, le fattorie, le marie de filippi. Niente di male: la gente se lo merita, perché il periodo è bruttissimo. E’ solo che torniamo a bomba: a quel puntino di luce all’orizzonte che non si sa se è l’uscita o i fari di un minacciosissimo tir contromano.

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Tutti Pazzi per la Tele: siamo tutti invitati alla festa della televisione

pubblicato da Lord Lucas

tutti pazzi per la tele clerici

Tutti Pazzi per la Tele ha già contagiato il sottoscritto, che non mancherà per nulla al mondo alla festa più pazza della tv. La tele che è nel titolo suona di retro, ma al gusto asfittico per l’amarcord si preferiranno i toni del divertimento e di una memoria allegramente condivisa. Una vera anomalia della programmazione di RaiUno (”un programma tanto scritto e pensato”), che potrebbe far rientrare in target il telemaniaco popolo della rete. In occasione della presentazione, tenutasi ieri a Viale Mazzini, sono emersi interessanti particolari sullo show, con un occhio di riguardo alle differenze con la versione francese.

Les enfant de la télé, infatti, presenta una collocazione impensabile per la tv italiana, in termini di costi e di rendita: dieci speciali spalmati una volta al mese. In più - aggiunge l’autore Gregorio Paolini chiamato per una consulenza dalla Endemol - in Francia parlano troppo, con quell’aria da salotto che spesso lascia spazio a frivole sciocchezze. Nell’adattamento nostrano, invece, prevarranno i toni da commedia, che caratterizzano la tradizione del nostro varietà. Tradizione e innovazione, dunque, per uno show tutto giocato sull’effetto sorpresa, sull’autoironia degli ospiti (solo nella prima puntata Paolo Bonolis, Lorella Cuccarini, Amanda Lear, Veronica Pivetti, Luca Giurato, Iva Zanicchi e l’internazionale Pamela Anderson, mentre Mal sarà una ciliegina sulla torta) e sulla loro capacità di scendere dal piedistallo per diventare telespettatori comuni.

Al centro dello studio, circondato dal pubblico, ci sarà un tavolo pronto ad accoglierli e a spiazzarli. Gli otto invitati si divideranno poi in due squadre, partecipando a un gioco per saggiare le proprie conoscenze televisive. Attraverso immagini evocative, che spazieranno dallo spettacolo alla fiction, dallo sport ai programmi per bambini, dovranno stabilire “che anno era” e “chi era”.

Antonella Clerici presenta Tutti Pazzi per la Tele
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Una statua per Fonzie: da oggi, a Milwaukee. E la tv diventa mito

pubblicato da Paolino

Fonzie statuaA maggio, Lord Lucas ed il sottoscritto lanciarono l’iniziativa di Telefilmito, volta ad eleggere, appunto, il mito televisivo nel settore telefilm degli ultimi anni, vinto da Lorelai Gilmore. Telefilmito rientra in una categoria precisa: quella di voler sottolineare l’influenza della televisione - e dei suoi personaggi- nella nostra era contemporanea.

Oggi, arriva un chiaro esempio di come ciò avvenga: la notizia, che in realtà circola da qualche giorno, che a Milwaukee sarà inaugurata una statua di bronzo raffigurante Arthur Fonzarelli, meglio noto durante i celebri “Happy days” con nome di Fonzie. Costata 85 mila dollari e finanziata da privati, la scultura vuole essere un omaggio ad uno show che ha fatto conoscere a tutto il mondo la cittadina del Wisconsin.

Una gran festa è stata preparata e, per l’occasione, saranno presenti quasi tutti i membri del cast della serie: dall’inossidabile Henry Winkler (ormai un tutt’uno col suo personaggio) a Don Moist, ovvero Ralph Malph, passando per Erin Moran, che era Joanie, la sorella di Richie-Ron Howard, che invece non presenzierà causa impegni con “Angeli e demoni”. Insomma, a parte questa defezione, oggi si celebra non solo un mito americano, ma globale: quello della tv che si fa persona, e quindi mito, da festeggiare e ricordare come un eroe.

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Dal 7 all'11 maggio torna il Telefilm Festival

pubblicato da Paolino

Telefilm festival 2008Torna per la sesta volta a Milano il Telefilm Festival, la manifestazione dedicata al mondo delle serie tv organizzata dall’Accademia dei Telefilm e che anche quest’anno riserverà al suo pubblico anteprime, incontri e dibattiti con esperti. L’appuntamento è dal 7 all’11 maggio presso L’Apollo SpazioCinema.

Più i telefilm sono aumentati d’importanza nella televisione italiana -ricordiamoci che questa stagione è quella che ha segnato il debutto di Dr. House sulla rete ammiraglia Mediaset in pieno periodo di garanzia-, più questo Festival si è adeguato al crescente interesse verso un genere che ormai non ha più nulla da invidiare alle produzioni cinematografiche.

Ecco tornare, dunque, il Telefilm Workshop, occasione di incontro per numerosi addetti ai lavori e studenti, che affronta le serie tv da un’altra prospettiva. Quest’anno si parlerà di differenze di produzione tra sistema italiano ed internazionale, di differenze di scrittura tra reti generaliste e tematiche e di uso dei nuovi media. Per quanto riguarda invece i dibattiti accompagnati dalle anteprime, i temi che verranno toccati sono i giovani, le nuove e vecchie eroine e il binomio sesso-telefilm.

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Su Italia1 torna la sit-com. Di mattina

pubblicato da Paolino

Parafrasando il celebre “Shining”, il mattino ha la…sit-com in bocca. E’ questo che pensano ad Italia1, dove, dal 7 gennaio, il palinsesto ospiterà dalle 9 alle 12:25 solo sit-com, cult, contemporanee o in prima tv.

Ogni giorno, infatti, sarà possibile assistere a ben 5 serie tv, tutte americane, alcune più recenti altre un po’ meno, un modo anche per confrontare situazioni proposte, dialoghi e personaggi di diverse decadi, dagli anni 70 al 2006.

Si inizia alle 9:05, con le atmosfere anni ‘50 raccontate attraverso le vicissitudini della famiglia Cunningham di “Happy days” (1974-1984, Abc), che hanno segnato la carriera di Ron Howard, oggi affermato regista, che ai tempi, nel ruolo del giovane Richie, si districava tra scuola, famiglia e ragazze insieme agli inseparabili amici, primo tra tutti il mitico Fonzie (Henry Winkler).

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