Gran parte delle serie americane di qualità di cui siamo addicted hanno un marchio di fabbrica: HBO. Trattasi delle madre delle tv via cavo degli Stati Uniti d’America, di proprietà della Time Warner. Nata negli anni ‘70, il suo storico slogan era “Non è tv, è la HBO”.
Su D - La Repubblica delle Donne di oggi c’è un’interessantissima intervista al suo Presidente, Michael Lombardo (chiamato erroneamente dall’intervistatrice Richard, l’avrà confuso con il co-presidente Richard Pepler). La giornalista Laura Piccinini sintetizza mirabilmente il suo pezzo:
“HBO ha capito il potere delle nicchie prima che diventassero il futuro della tv”.
E il presidente Lombardo ribatte:
“Siamo stati i primi ad accorgerci del bisogno di personaggi eticamente più complessi. E a puntare sullo storytelling. Su una tv che spinga avanti lo spettatore, e questa è stata la nostra rivoluzione. Non puoi più permetterti di andare al bagno e sperare di riprendere il filo come se in quei 10 minuti non fosse successo niente. Anziché pensare a cosa vuole l’audience, e rispondere a quel bisogno come fanno i network commerciali, noi rispondiamo a quella che è la visione del produttore o creator. Dando carta bianca a gente in cui ovviamente crediamo, sperando che lo spettatore risponda a sua volta. E quel che abbiamo notato è che se tu dai qualità, e programmi, e una voce che non hanno sentito altrove, ci sarà un’audience. Ma più che una filosofia o un’idea geniale, per noi è stata realmente la funzione di un modello economico”.
Lombardo prosegue con una lezione di televisione da incorniciare:
Continua a leggere: «HBO è la prima tv che ha capito il potere delle nicchie»
Dopo un’anteprima a dicembre e la messa in onda regolare di domenica scorsa del pilot, la Hbo ha deciso di rinnovare “Luck” per una seconda stagione da dieci episodi (la prima è composta da nove puntate). Gli autori stanno già scrivendo la sceneggiatura, mentre le riprese inizieranno a fine febbraio.
Sebbene la messa in onda della seconda stagione avverrà a gennaio del prossimo anno, la produzione è già pronta con le riprese per via della breve disponibiltà per le riprese dell’ipodromo Santa Anita ad Arcadia, California, dove si gireranno (così come per la prima stagione) la maggior parte delle scene.
Creato da David Milch (”NYPD Blue”, “Deadwood”), “Luck” è ambientato nel mondo delle corse tra cavalli ed ha come protagonista Dustin Hoffman nei panni di Ace, uscito da poco di prigione dove si trovava per la sua attività nel crimine organizzato, soprattutto nel gioco d’azzardo. Ad accoglierlo ritrova Gus (Dennis Farina), suo autista di un tempo, diventato ora proprietario di un cavallo da corsa addestrato dagli amici di Ace.
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Debutta, stasera alle 21:15 su SkyUno, “Strike Back project dawn-senza regole”, nuova serie tv in dieci episodi che altro non è che la seconda stagione di “Strike Back”, il telefilm britannico tratto dall’omonimo libro scritto dall’ex soldato Chris Ryan. Questa stagione, però, avrà nuovi personaggi e nuove storie, sempre però legate alla lotta contro il terrorismo.
Protagonisti dei dieci episodi (che in realtà raccontano cinque storie) sono l’ex agente segreto della Delta Force Damien Scott (Sullivan Stapleton) ed il sergente Sergente Michael Stonebridge (Philip Winchester). Due uomini totalmente diversi tra di loro: il primo, donnaiolo e scapestrato, è però un esperto del terrorismo, mentre l’altro, anche lui competente, ha un carattere più rigido e professionale.
Nonostante i diversi caratteri, i due dovranno lavorare insieme nella Sezione 20, unità militare inglese specializzata in missioni ad alto pericolo. Come quella in cui i protagonisti, nei primi due episodi, dovranno liberare John Porter (Richard Armitage), uno dei due protagonisti della prima stagione -l’altro era interpretato da Andrew Lincoln, ora impegnato in “The Walking Dead”-, rapito dal terrorista Latif.
Strike Back project dawn-senza regole
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Boardwalk Empire - L’impero del crimine, la bella serie tv prodotta da HBO e vincitrice del Golden Globe 2011 per la miglior serie drammatica, sbarca questa sera alle 22.50 circa su Rai4, in prima visione free, dopo essere andata in onda su Sky Cinema. Si tratta di una serie ideata e sceneggiata da Terence Winter, già vincitore di 4 Emmy per I Soprano, e prodotta da Martin Scorsese, che ha anche diretto l’episodio pilota, e Mark Wahlberg, noto attore nonché produttore di Entourage e di In Treatment.
Ambientata nella Atlantic City dei primi anni venti, Boardwalk Empire è una saga criminale che recupera e rivisita miti, personaggi e ambientazioni del classico cinema gangsteristico hollywoodiano. Al centro della scena c’è il potente uomo politico “Nucky” Thompson (Steve Buscemi), vero e proprio gestore occulto di tutti gli affari illeciti della città, all’epoca capitale americana del gioco d’azzardo.
Con l’inizio del proibizionismo, Thompson aggiunge ai suoi interessi il contrabbando di alcolici, chiamando al proprio fianco un giovane e ambizioso reduce di guerra, Jimmy Darmody (Michael Pitt). Nemico giurato di “Nucky” diventa Nelson Van Alden (Micheal Shannon), agente speciale dell’Fbi a caccia dei trafficanti di alcolici proibiti dalla legge.
La serie ha debuttato negli Stati Uniti sul canale HBO il 19 settembre 2010 ed è stata rinnovata per una seconda stagione dopo un solo episodio trasmesso. Sono poi bastati tre episodi della seconda stagione per convincere il network a rinnovare la serie per una terza stagione.
Boardwalk Empire - L’impero del crimine (HBO)
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La guerra, raccontata in tv ma con la stessa forza del cinema: questo è “The Pacific”, la nuova serie tv in dieci puntate (trasmessa per cinque settimane) che Rete 4 manda in onda da stasera, alle 21:10. Non si tratta di un telefilm qualsiasi, non solo per il tema coraggiosamente affrontato, ma anche per i nomi dietro al progetto.
A produrre, infatti, ci sono Steven Spielberg (prima di virare verso i più popolari -e meno riusciti- “Falling Skies” e “Terra Nova”) e Tom Hanks, che si ritrovano a bissare il successo di dieci anni fa di “Band of brothers”. Anche in “The Pacific”, quindi, la guerra è protagonista, nello specifico il secondo conflitto mondiale, raccontato sul fronte orientale, con la lotta tra americani e giapponesi.
Per essere più vicini possibile alla realtà storica dei fatti narrati, i due produttori e gli autori dello show si sono fedelmente ispirati a due memorie di altrettanti soldati, Eugene B. Sledge e Robert Leckie, rispettivamente “With the Old Breed” ed “Helmet for My Pillow”, ottenendo così una serie crudelmente realistica e violenta, ma fortemente difesa da Hanks che, di fronte a chi ha accusato la serie di avere troppe scene sanguinose, ha ricordato che i videogiochi di oggi possono essere molto più violenti.
Continua a leggere: The Pacific: su Rete 4 Steven Spielberg e Tom Hanks raccontano la guerra

Ammettiamolo: i più appassionati di serie tv americane non aspettano la messa in onda su satellite, digitale terrestre e canali in chiaro per vedere i propri show preferiti o le novità (di cui vi abbiamo parlato proprio ieri, con i nostri consigli per il prossimo anno). In molti, le serie, le scaricano da internet. Una pratica diffusa quanto illegale, ma comunque in aumento rispetto agli anni passati.
Anche quest’anno, ecco allora la classifica dei telefilm più scaricati attraverso torrent, comunicata dal sito TorrentFreak. A dominare è “Dexter”, che ha avuto una media di 3.600.000 download ad episodio, a fronte di 2,1 milioni di telespettatori di media (tra prime tv e repliche in settimana). Al secondo posto, la novità “Game of Thrones”, con 3.400.000 download, superiori alla media della serie di 3 milioni di persone.
In entrambi i casi, si osserva quindi come il pubblico che ha preferito scaricare la serie è superiore di quello che l’ha vista in tv. Si tratta di un dato che, se da un lato va letto tenendo conto del fatto che le medie di telespettatori si riferiscono alla messa in onda americana e non quelle degli altri Paesi, dall’altro evidenzia come il pubblico mondiale (quello che effettivamente scarica attraverso i download: il sito rivela infatti che in America l’uso dei torrent è diminuito, complici anche siti di visione streaming come Hulu e Netflix) non voglia aspettare la messa in onda in tv delle serie annunciate in patria come evento, andandosele a cercare autonomamente. Dopo il salto, la classifica completa.

La Hbo ha deciso di non rinnovare tre serie conosciute dal pubblico già nelle stagioni passate, ovvero “Bored to death”, “Hung” e “How to make it in America”. Di contro, la rete ha rinnovato la nuova comedy “Enlightened”.
“Bored to death”, noir comedy in onda da tre anni e tratta da un racconto di Jonathan Ames, è crollata negli ascolti, arrivato ad un massimo di soli 300 mila telespettatori (nelle scorse stagioni era arrivata anche al milione). Nella serie recitavano Jason Schwartzman, Zach Galifianakis e Ted Danson, quest’ultimo entrato quest’anno nel cast di “Csi”.
“Hung” si è rivelata una serie molto provocatoria, raccontando della decisione di un uomo in difficoltà finanziare di prostituirsi, aiutato da un’amica e di fronte a situazioni decisamente imbarazzanti. Per la serie, partita con ascolti che hanno toccato i tre milioni di telespettatori, si è scesi al milione di persone, con punte negative verso i novecento mila telespettatori.
Gerard Butler, Woody Harrelson, Rashida Jones, e Sofia Vergara hanno annunciato questo pomeriggio, al Beverly Hilton Hotel, le nomination dei 69esimi Golden Globe, la cui premiazione avverrà il 15 gennaio. A condurre, ancora una volta, sarà Ricky Gervais, nonostante le polemiche dell’anno scorso.
Le nomination sono all’insegna dei canali via cavo. 18 nomination per la Hbo, tra cui l’immancabile “Il trono di spade”, “Boardwalk Empire” e “Mildred Pierce”, 8 per Showtime, tra cui spiccano quelle per “Homeland”, “The Big C” e “The Borgias”. Si fa sentire anche Fx, sebbene con solo due nomination, entrambe per “American Horror Story”, così come Starz, candidata con “Boss”. Bene anche le inglesi Bbc, con “The Hour” e “Luther”, ed Itv, con “Dowton Abbey”.
Per quanto riguarda le generaliste, ancora i soliti noti. Julianna Margulies candidata miglior attrice per “The Good Wife”, Alec Baldwin e Tina Fey per “30 Rock”. Due le soprese: “New Girl”, la comedy della Fox che ottiene due nomination, e “Revenge”, della Abc, che riceve una candidatura grazie a Madeleine Stowe. Dopo il salto, l’elenco completo delle nomination.
Prima del “Grande Fratello” e di “Real World” di Mtv, la televisione era già entrata, con effetti devastanti, nella realtà. A testimoniarlo, il film “Cinema Verite”, in onda questa sera alle 21:10 su Sky Cinema 1 (canale 301 di Sky), che ripercorre l’esperimento del docu-reality -o almeno così lo chiameremmo oggi- “An American Family”.
Girato tra maggio e dicembre del 1971, il programma venne trasmesso dalla Pbs nel 1973 e scatenò un vespaio di polemiche per via dei fatti raccontati all’interno di una tranquilla famiglia di Santa Barbara, i Loud, la cui quotidianità venne stravolta dall’arrivo delle telecamere in casa loro.
Il film in onda stasera, scritto da David Seltzer e diretto da Shari Springer Berman e Robert Pulcini, ripercorre i mesi in cui i Loud sono stati al centro dell’attenzione mediatica di tutta l’America. Una decisione, quella di farsi riprendere sempre dalle telecamere, che si deve all’intraprendenza di Craig Gilbert (James Gandolfini, “I Soprano”), produttore newyorchese in cerca di una famiglia abbastanza estroversa e con voglia di esibire la propria esuberanza davanti alle tv di milioni di persone.
Continua a leggere: Cinema Verite, su Sky Cinema 1 il film sul primo "reality" della tv

“Winter is coming”, dice la tagline de “Il Trono di Spade”, la serie-evento che Sky Cinema 1 (canale 301 di Sky) trasmetterà da stasera alle 21:10. Eppure, gli animi dei personaggi usciti dalla penna di George R.R. Martin (definito il “Tolkien americano”) sono tutt’altro che freddi e glaciali. Spinti a volte da impulsi carnali, altre da logiche politiche, altre ancora solo dalla loro indole umana, i protagonisti di questa saga riescono, in sole dieci puntate (tanto è lunga la prima stagione), a conquistare il pubblico.
[Scopri i personaggi della seconda stagione de “Il Trono di Spade”]
E con pubblico si intende sia i fedeli lettori dei romanzi di Martin, che dal 1991 -ma il primo libro è stato pubblicato nel 1996- ha dato il via alle “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, saga composta da cinque romanzi (ma altri due sono già stati annunciati), sia coloro che si sono avvicinati alle vicende dei Sette Regni di Westerios attraverso la trasportazione televisiva, dalla lunga gestazione.
Erano anni, infatti, che si stava pensando a come rendere per immagini una delle più famose ed apprezzate opere letterarie fantasy. Se l’opzione cinematografica è stata subito scartata dall’autore, per via della lunghezza dei libri e dell’impossibilità di raccontare tutto in sole due ore di pellicola, l’idea di realizzare una serie tv è subito piaciuta a Martin, che ha trovato nella Hbo il partner ideale per affrontare quest’avventura.
Si potrebbe rafforzare ulteriormente il rapporto tra Alan Ball e la Hbo. Il creatore di “Six Feet Under” e di “True Blood” (la cui quarta stagione arriva in Italia a novembre) sta infatti sviluppando per il canale via cavo una nuova serie televisiva pronta a creare numerose polemiche per il tema trattato e per il protagonista, dal titolo “Wichita”.
Ball si è ispirato ad un articolo di “GQ” dell’anno scorso, scritto da Devin Friedman (che sta scrivendo la sceneggiatura) in cui si raccontava la storia del Dr. George Tiller, un medico di Wichita, in Kansas, diventato famoso per aver deciso di praticare l’aborto tardivo, ovvero quello oltre le ventuno settimane di gravidanza.
Tiller ha gestito la Women’s Health Care Services facility, una delle tre cliniche lungo gli Stati Uniti che pratica questo tipo di intervento, non senza provocare lo sdegno di molte persone ed associazioni, che si sono schierate contro il medico. Il gruppo pro-vita “Operation Rescue” si è anche insediato con una postazione fissa davanti alla clinica per esprimere il proprio dissenso. Ma la storia di Tiller si è conclusa tragicamente.
Continua a leggere: Wichita: Alan Ball vuole parlare di aborto su Hbo

Si chiama “Behind the Candelabra” e sarà il prossimo film-tv della Hbo che promette di ricevere qualsiasi tipo di riconoscimento della critica americana. A fare notizia, però, non è tanto la decisione del canale via cavo di realizzare un film sull’esuberante showman Liberace, quanto il nome dei due attori protagonisti e del regista coinvolto: Michael Douglas, Matt Damon e Steven Soderbergh.
Il film, che si inizierà a girare la prossima estate a Los Angeles, Las Vegas e Palm Springs, racconta la relazione tra il popolare showman e musicista Liberace (nome completo Wladziu Valentino Liberace, che tra gli anni ‘50 e’70 era tra gli artisti più richiesti al mondo), interpretato da Michael Douglas, ed il giovane Scott Thorson, a cui darà volto Damon. Una relazione che sfociò anche in una causa legale per volere del secondo.
Liberace conobbè Thorson nel 1976, quando questi aveva 17 anni, e lo assunse come guardia del corpo ed autista. Tra i due ci fu una profonda amicizia, tanto che le voci su una presunta omosessualità di Liberace, che lui non ha mai confermato (e per questo motivo denunciò il “The Daily Mirror”) vennero alimentate anche da quelle di una presunta storia d’amore tra i due, durata cinque anni, fin quando Thorson non si allontanò dallo showman e lo denunciò chiedendogli 113 milioni di dollari come risarcimento per la loro “separazione”.
Nuova puntata sul giallo del futuro prequel di “Sex and the city”, ovvero “The Carrie Diaries”, tratto dall’omonimo libro di Candace Bushnell (in Italia “Il diario di Carrie”, edito da Piemme). Dopo le voci di un possibile terzo film con le protagoniste al liceo e quelle di una settima stagione in tv, ora arriva la voce secondo cui lo show potrebbe andare in onda su The Cw.
Secondo i ben informati, pare che Hbo, che ha trasmesso la serie originale e che detiene i diritti anche sui libri dell’autrice, non sarebbe interessata a realizzare un prequel dello show, anche per via del giovane target di riferimento che una serie ambientata al liceo avrebbe (il canale punta ad un pubblico più adulto).
Hbo è però consociata di Time Warner che, a sua volta, detiene per metà proprio The Cw. Il passaggio di diritti, quindi, sarebbe molto più semplice e la rete, che come target punta ad un pubblico femminile tra i 15 ed i 34 anni, sarebbe ideale per la trasmissione di uno show in cui Carrie e le sue amiche potrebbero farsi conoscere quando ancora erano alle prese con compiti e primi amori.

Il casting per la seconda stagione di “Game of Thrones”, sulla Hbo la prossima primavera, è uno dei più importanti tra quelli che si sono appena conclusi. Non si tratta, infatti, di trovare quei due-tre personaggi che se piaceranno al pubblico potranno restare nella serie o, al contrario, saranno “cestinati”, ma di azzeccare il viso giusto a personaggi che, sebbene non siano ancora entrati nella storia, saranno fondamentali per il suo svolgersi.
La serie, fin dalla prima stagione, ci ha mostrato come anche chi pensavamo indispensabile potrebbe non esserlo. Necessaria, quindi, una infornata di nuovi volti, a cui i telespettatori potranno appassionarsi la prossima stagione. I lettori della saga di George R. R. Martin, invece, sapranno già chi è da tenere d’occhio e chi sarà al centro dei colpi di scena più importanti.
TvBlog, allora, vi regala l’elenco dei nuovi personaggi che vedremo nella prossima stagione di “Game of Thrones”, tratta da TvOvermind. Sedici nuovi ruoli che, tra protagonisti e figure di passaggio, sono pronti a darsi battaglia a suon di spade, complotti ed incantesimi. Dopo il salto trovate l’elenco completo, con una breve descrizione del personaggio (non ci siamo addentrati nei dettagli per evitare spoiler) e di chi lo interpreterà. Nella maggior parte dei casi, si tratta di volti sconosciuti, ma non per questo privi di talento.
Continua a leggere: Game of Thrones 2, sedici nuovi personaggi: ecco chi sono (spoiler)
Un terzo film di “Sex and the city” o una nuova serie tv sulla Hbo? A quanto pare, sul futuro di Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda c’è molto da decidere, al punto da far diventare un mistero le sorti di un eventuale nuovo capitolo della saga che ha appassionato milioni di telespettatori in tutto il mondo.
Ma andiamo con ordine. Da tempo circola la voce che, nonostante le critiche non proprio positive dell’ultimo film, si stia pensando ad una terza pellicola di “Sex and the city” (le cui origini, lo ricordiamo, si devono prima ai libri di Candace Bushnell e poi alla serie tv di Hbo). Sarah Jessica Parker ha detto di essere interessata all’idea, e che vorrebbe che il suo personaggio ora affrontasse la maternità.
Insieme al secondo capitolo cinematografico, però, la Bushnell ha pubblicato un libro, “Il diario di Carrie”, una sorta di prequel letterario di quello che Carrie & Co. hanno passato al liceo, a cui ha fatto seguito, ad aprile, il romanzo “Summer and the city”. Ecco che, allora, inizia a diffondersi la notizia secondo cui il terzo film della saga altro non sarà che il prequel del telefilm, con tanto di cast già definito.