Dopo 86 episodi, sei stagioni, 21 premi Emmy, 5 Golden Globe e l’approvazione della critica internazionale, la saga familiare de “I Soprano” giunge al termine anche in Italia, per l’esattezza su Italia1, che stasera, poco dopo mezzanotte trasmetterà “Made in America”, l’ultimo episodio.
Seguito sulla Hbo il 10 giugno 2007 da 12 milioni di persone, è un finale che -senza entrare nei dettagli- ha già trovato un suo posto nella storia delle serie televisive. Al punto che la candidata alle primarie democratiche Hilary Clinton non si è lasciata scappare l’occasione per sfruttare l’onda mediatica dell’evento e riproporre col marito Bill una versione tutta loro delle scene finali del telefilm.
Se è vero che questa serie -non priva di polemiche, come quella scatenata dagli italo americani che si sono sentiti offesi per il ritratto che viene fatto della loro comunità- ha dato il via ad un nuovo modo di scrivere telefilm, permettendo a noi telespettatori di godere negli anni a venire di altri gioiellini seriali, bisogna anche ammettere che da noi “I Soprano” si sono rivelati, almeno fino alla quinta stagione, un semplice tappabuchi per le tarde serate di Canale5.
Solo con queste ultime puntate, c’è stato un segnale di redenzione, col passaggio ad Italia1 in seconda serata: una magra consolazione per i fan di James Gandolfini & Co., che sperano nella conferma della realizzazione di un film, le cui voci non trovano ancora nulla di certo. Intanto, se siete rimasti affascinati da questa famiglia italo-americana e dai loro compari di episodi, potete recuperare le vecchie stagioni su Cult (canale 142 di Sky), che sta trasmettendo la quarta stagione.
Ci voleva un canale del pacchetto digitale terrestre Mediaset per far sì che si iniziasse ad intravedere la possibilità della messa in onda anche da noi delle ultime due stagioni di “Six feet under”: mentre Cult fa “il suo sporco lavoro” con la quarta stagione inedita, Iris - uno dei canali gratuiti per chi ha il decoder- da oggi, alle 21, manderà in onda gli episodi della seconda stagione, fino ad arrivare alla quarta ed alla quinta, che chiudono la serie (a cui dedichiamo una gallery).
Se questo sia un modo per anticipare la messa in onda del telefilm in chiaro, come è avvenuto con serie più popolari come “The O.C.” o “Smallville”, non ci è dato sapere, ma è già positivo sapere che in quel di Mediaset qualcuno non si è dimenticato della serie che si è portata a casa in soli 5 anni di produzione 9 Emmy e 3 Golden Globe.
Per chi non avesse avuto tempo ed occasione di vedere qualche episodio di questo telefilm, cerchiamo di fare chiarezza: la serie narra delle vicende della famiglia Fisher, a partire dalla morte del capo famiglia Nathaniel (Richard Jenkins), che lascia così l’organizzazione dell’agenzia di pompe funebri della famiglia ai figli Nate (Peter Krause, ora impegnato in “Dirty sexy money”), figliol prodigo tornato a casa dopo la scomparsa del padre, e David (Michael C. Hall, meglio noto ora come “Dexter”), gay non dichiarato da sempre coinvolto negli affari di famiglia.
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