
Ultima puntata di Quello che (non) ho, la trasmissione con Fabio Fazio e Roberto Saviano in onda su La7. Sono state diffuse quest’oggi delle notizie di agenzia (Agi) che vedrebbero un contatto tra Saviano e il direttore di Rai3 Antonio Di Bella per un futuro ritorno in Rai dello scrittore. Si afferma che “l’allontanamento” fosse dovuto ad una volontà dell’ex direttore Mario Masi, ma che al momento attuale non ci sarebbero più impedimenti di sorta.
Mentre scriviamo, Claudio Santamaria sta eseguendo Quello che (non) ho, il brano di Fabrizio De André e Massimo Bubola che dà il titolo alla trasmissione. Uno dei volti più famosi del nuovo cinema italiano ha già confidenza con il repertorio di De André. L’attore, infatti, al Festival di Sanremo del 2009, ha cantato, insieme a Stefano Accorsi e la PFM, “Bocca di rosa” e “Il pescatore”: era il 18 febbraio 2009, il giorno in cui Faber avrebbe compiuto 69 anni.
Stasera l’attore leggerà anche un brano scritto appositamente per la trasmissione di Fazio e Saviano da Adriano Sofri per raccontare, dopo 20 anni, l’assedio alla città di Sarajevo. Tra gli ospiti anche Marco Paolini, Ermanno Olmi, Claudio Magris, Enzo Bianchi, il dissidente Harry Wu e il giornalista Massimo Gramellini.
Il primo monologo di Saviano riguarda l’Eternit, mentre l’intervento di Luciana Littizzetto ha per oggetto la parola “Basta”. Saviano ha parlato anche dei Laogai, i campi di concentramento cinesi.
Per quanto riguarda gli ospiti, Marco Paolini ha portato la parola “Treno”, mentre Massimo Gramellini “Paghetta”. Per Giuseppe Gullotta la parola è stata “Libertà”; per Valerio Magrelli “Poesia”; per Ermanno Olmi “Tempo”. Elisa ha eseguito Redemption Song, Knockin’ on Heaven’s Door e Hallelujah.
La toccante storia triste e l’atmosfera cupa della prima puntata de “Le cose che restano” di Rai1 si è contrapposta ieri alle urla e grida dei concorrenti del “Grande Fratello 11“, ormai isolati dal mondo da 60 giorni. La fiction con Paola Cortellesi e Claudio Santamaria, di cui vi alleghiamo anche una galleria di foto, che ora proseguirà mercoledì in prima serata si è opposta alla prima parte della nona puntata del reality di Canale5 poi proseguito tra nomination e sorprese fino a mezzanotte inoltrata.
La fotografia della serata auditel di ieri con i nostri grafici ci dice di una partenza attorno al 22% per la fiction “Le cose che restano” con la curva blu di Rai1 sopra alla curva arancione di Canale5 che con il GF11 si posiziona ad di sotto della linea del 20%. Nel corso della serata però la curva blu della nuova fiction interpretata fra gli altri da Ennio Fantastichini e Claudio Santamaria, cala progressivamente, fino a stabilizzarsi attorno al 18%, un calo piuttosto indicativo sugli ascolti delle rimanenti puntate previste in onda.
Al contario la curva arancione del GF11 agguanta il comando nel corso della serata, passando dal 20% del prime time fino al 30% ed oltre a fine emissione. Al terzo posto in prime time c’è la curva marrone del satellite attorno al 15%, mentre quarta e quinta sono le curve delle reti cadette di Rai e Mediaset, entrambe sulla linea del 10%. Nella classe AA comanda in maniera nettissima la curva marrone del satellite, in prime time fra il 25 ed il 30% di share, in seconda serata attorno alla linea del 25%.
Dopo la sequenza di successi incassati con “Terra Ribelle”, “Mia Madre” e “Paura Di Amare” lunedì 13 dicembre in prima serata Rai1 calerà un nuovo importante asso nella manica con la prima delle 4 puntate (da 95′) de “Le cose che restano“. Un progetto diretto da Gianluca Maria Tavarelli da considerare come la terza parte di un percorso complessivo partito con “La vita che verrà” e “La meglio gioventù” per raccontare l’Italia dal dopoguerra ad oggi.
La produzione Rai Fiction (con la partecipazione di France Tèlèvisions e Mpf), già presentata con successo all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma, riunirà nel cast importanti nomi tra cui Paola Cortellesi (Nora) , Claudio Santamaria (Andrea), Lorenzo Balducci (Nino) ed Antonia Liskova (Francesca). “Le cose che restano” prende il titolo da un verso di una poesia di Emily Dickinson e racconterà di quelle cose che sopravvivono al dolore, al tempo, alla disgregazione e di quelle che rimangono dopo che la realtà è cambiata e si è trasformata.
Si parlerà infatti, attraverso una famiglia che si spezza dopo un importante lutto e si ricompone poi trasformata, di molti dei temi importanti del mondo contemporaneo con un passo narrativo molto disteso. In questo romanzo televisivo, prodotto da Angelo Barbagallo per Bibi Film Tv, si racconterà l’Italia di oggi in un modo profondo delineando incertezze, fragilità ma anche speranze e la capacità di amare.
Dopo il salto alcune dichiarazioni degli sceneggiatori Sandro Petraglia e Stefano Rulli e dei protagonisti Paola Cortellesi e Claudio Santamaria con delle foto dal set de “Le cose che restano”:
Mentre Miss Italia di Milly Carlucci ha debuttato con un clamoroso flop, Antonella Clerici, un’altra donna a condurre il più importante evento televisivo di RaiUno, fantastica sul suo Festival di Sanremo in un’intervista a Vanity Fair. Smentito il rumor della convivenza coatta di Mazzi e Presta alla direzione artistica del Festival, sarà solo il primo ancora una volta a ricoprire il ruolo, mentre la Clerici si occuperà della direzione televisiva con il contributo creativo di Presta.
Contrariamente alla convinzione che ci sia competizione nel mondo del gentil sesso, la bionda conduttrice vuole attorniarsi di presenze femminili sul palco dell’Ariston:
“Vorrei Michelle Hunziker all’ultima serata. Purtroppo dubito che ce la farà: sta preparando uno one woman show in cui canterà e ballerà. E’ bravissima. E poi mi piacerebbe ospitare Vanessa Incontrada e Simona Ventura, con Simona avevo addirittura pensato di fare il Festival, ma a gennaio ha l’Isola dei famosi. Adoro Luciana Littizzetto. A lei cederei proprio il posto. Se viene, faccio la sua valletta. E poi Laura Pausini. Con lei fare uno show tipo il Milleluci di Mina e Raffaella Carrà. La vorrei più come conduttrice che come cantante, tanto poi la costringerei a interpretare qualcosa di sicuro”.
Insomma, una cosa è certa. Antonellina non vuole al suo fianco un co-conduttore, visto che è un’esperienza che ha già condiviso con il monumentale Paolo Bonolis (poi lei quest’anno è la regina e nessuno dovrebbe oscurarla, giusto?).

Volete stemperare il livore da talent-show mania? Ecco a voi l’antidoto: Grazie al cielo sei qui. Un talent show che non è un talent show, ma la sua derivazione post-talent, come l’ha definito il conduttore Leonardo Manera, perché i concorrenti sono già bravi. Immaginatevi, in una sera sola, cinque attori di riconosciuta bravura alle prese con delle parti senza copione, costretti a “bluffare” per tener acceso il fuoco sacro della recitazione. Commenteremo le loro esibizioni in diretta, giudicandole proprio come facciamo con Amici e X Factor, ma partendo dal presupposto che questi “talenti” qui non hanno nulla da dimostrare.
Inoltre butteremo un occhio alla giuria che si prefigura interessante grazie alla presenza fissa di una monumentale Lina Wertmüller, seguita dalla produttrice in ascesa Rita Rusic e dal navigato regista e autore teatrale Ricky Tognazzi. C’è anche un insolito quanto macchiettistico critico cubano, Paulo Roberto Boal.
I cinque protagonisti della serata, come vi abbiamo rivelato in anteprima assoluta, sono Cristiana Capotondi, Gioele Dix, Caterina Guzzanti, Paolo Calabresi e dulcis in fundo Claudio Santamaria, di cui è stato pubblicato su Youtube un assaggio della sua performance serale sulle note di Ma il cielo è sempre più blu. Ricordiamo che l’attore ha interpretato in un film per la tv la parte di Rino Gaetano. A tra poco: non perdetevi questa diretta sperimentale (è il primo liveblogging che facciamo con La7), mentre il nostro Share seguirà in contemporanea la terza puntata de La Fattoria 4!

21.37 Un cast di alto livello, una giuria di vera qualità e un premio altamente simbolico: 7 euro.
21.39 Lina Wertmüller consacra Santamaria, definendolo uno degli attori più brillanti e più in partenza del cinema italiano… e dice di prima di tutto un bel ragazzo, il che non guasta. E’ lui ad aprile le danze: i cinque sono tesissimi come al loro primo provino.
Ve l’avevamo anticipato, ora è ufficiale: Grazie al cielo sei qui, ovvero la versione italiana del format Thanks God you are here, sbarca su La7 da domenica 22 marzo alle 21.30. Trattasi di un comedy show della Grundy nato in Australia, che in molti tenderanno subito ad associare a Buona la prima per la comune centralità dell’improvvisazione. Su La7, in realtà, andrà in scena l’arte del bluff, con una componente di dissimulazione scenica ancora più marcata e la totale assenza di suggerimenti esterni al palcoscenico.
Cinque attori (diversi) per ogni puntata irromperanno uno dopo l’altro sul palco, trovandosi in una situazione già definita e al cospetto di comparse che recitano secondo copione. I concorrenti dovranno prima di tutto rispondere alla fatidica “battuta” di apertura, Grazie al cielo sei qui!, e poi esaudire ogni input e aspettativa dei propri interlocutori con la sola forza della finzione teatrale. A fare da padrona, dunque, è la “forza equivoca” della parola, come la commedia dell’arte nonché la stessa commedia all’italiana ci hanno abituato ad apprezzare, nell’intento di coniugare divertimento e contenuto.
Conduce Leonardo Manera, uno dei mattatori più popolari di Zelig, che ha rilasciato un’intervista al Corriere lunedì scorso raccontando come vive questa nuova sfida:
“Vorrei intrattenere in modo leggero ma interessante. Mi sembra anche la linea di La7, da Sos Tata a Crozza. Mi trovo in un ambiente nuovo ma molto stimolante, con un modo di lavorare diverso, più rischioso. A Zelig scrivo i miei pezzi, qui lavoro in staff ma sulla costruzione di un intero programma. Penso ad una conduzione brillante. Ho avuto due grandi esempi: Bisio e Fabio Fazio. Sanno far risaltare la persona che hanno al loro fianco. Io farò con gli attori una specie di riscaldamento. Sarà un gioco. Nessuno dovrà sentirsi giudicato. La differenza è che qui, rispetto al programma di Ale e Franz, gli sketch sono costruiti. E’ un programma fortunato, sperimentato in molti altri Paesi. I format funzionano perché non si fa un salto nel vuoto. I programmi devono andare bene dalla prima puntata”.
Dopo il salto vi sveliamo in anteprima assoluta i “clamorosi” nomi dei partecipanti della prima puntata, nonché dei componenti della giuria che, come puntualizzato da Manera, avrà un ruolo di contorno senza pretese di divismo:

Il Festival di Sanremo è cominciato ufficialmente con la prima conferenza stampa. Tra lanci ottimistici e prosopopee, la kermesse musicale, tra le altre cose, proporrà Fabrizio De André cantato da Stefano Accorsi e Claudio Santamaria.
E’ l’idea di Paolo Bonolis: mercoledì sul palco dell’Ariston ci sarà la PFM a rendere omaggio, con “Bocca di Rosa”, al più grande poeta italiano del dopoguerra, che proprio il 18 febbraio avrebbe compiuto 69 anni, insieme ai due noti attori. Al che uno si ferma un momento, semmai col cornetto alla crema a metà strada tra il giornale e la bocca, e dice: lo fanno apposta. Allora lo fanno apposta a farsi odiare, quelli del tubo catodico. Non è cattiveria, non vuole essere snobismo però, sul serio, immaginarsi “Bocca di Rosa”, cantata da Accorsi e Santamaria, fa venire immediatamente voglia di una gastroscopia, così, per espiare e tornare in pari con l’ordine naturale delle cose.
Da queste parti, s’è detto, si difende Paolo Bonolis coi denti, però quest’operazione sa di ammiccamento al “botteghino” quanto e più una rissa verbale di “Uomini e donne“. Certe volte si sente il bisogno, quasi fisico, che siano gli stessi interpreti del piccolo schermo a fare un deciso passo avanti verso di noi, gli spettatori, i cronisti, gli appassionati. Dare credito e poi ritrovarsi davanti agli occhi la notizia che “Bocca di Rosa”, oltre che dalla PFM, verrà cantata da Claudio Santamaria e Stefano Accorsi, fa digrignare i denti come per un brutto sogno. Amanti o meno di De André, la questione qui è che da un festival della canzone - IL festival della canzone - ci si aspetterebbe maggiore qualità, maggiore sensatezza di fronte a certe scelte. Soprattutto se si parla di musica.
Non è solo la tv generalista a pensare ad iniziative particolari per le festività: anche il palinsesto televisivo di Current (Sky, 130) regala al suo pubblico alcunenovità, esclusive nazionali e internazionali e numerose anteprime tv. Per un Natale all’insegna dell’intrattenimento consapevole, il canale italiano del network fondato da Al Gore propone tematiche alternative e documentaristiche ad alto valore etico e sociale. E soprattutto Current ribadisce la sua natura libera e indipendente, inaugurando sul canale la messa in onda di lungometraggi (anziché i consueti POD - brevi video) che non hanno trovato distribuzione nei tradizionali canali.
S’incomincia infatti il 24 dicembre con un’anteprima TV assoluta: alle ore 21 va in onda “Quarto Sesso”, puntata pilota della fiction pop-art realizzata dal regista Marco Costa, ancora oggi in cerca di distribuzione (della quale a suo tempo ci eravamo dedicati anche noi). Nonostante un cast d’eccezione che vede Claudio Santamaria nel ruolo principale di un Gesù Cristo depresso e disoccupato insidiato dal rivale pagano Apollonio, interpretato da Luca Argentero, pare che la distribuzione di “Quarto Sesso” sia stata penalizzata per le tematiche considerate “sconvenienti”. Current ha deciso di trasmetterlo.
Sempre in quest’ottica e sempre per la prima volta su una rete televisiva, il 25 dicembre alle ore 21 la rete trasmette del regista Simone Damiani, “Torno Subito” il primo film italiano in alta definizione scaricabile gratuitamente solo da internet. Anteprima tv anche il 26 dicembre alle ore 21 con “The Beirut Apartment“, il docufilm di Daniele Salaris sul tema sensibile dell’omosessualità in Libano. Il film rappresenta un importante fenomeno di produzione dal basso – filosofia affine allo User Generated Content di Current – realizzato da Malastrada.film, casa di creazione/diffusione di cinema di ricerca.
Che Claudio Santamaria e Paola Cortellesi siano due tra gli artisti italiani più apprezzati da pubblico e critica è noto da tempo. Lui, dopo numerose prove cinematografiche (“Romanzo criminale”, tanto per citarne una), si è calato lo scorso autunno nei panni di Rino Gaetano, dando anche dimostrazione di buone doti canore interpretando lui stesso i brani proposti nella fiction in due puntate per Raiuno. Lei, oltre che imitatrice dalla bravura inafferrabile –come dimostrerà da stasera in “Non perdiamoci di vista”-, con “Maria Montessori” (Canale5) ha ricevuto la definitiva consacrazione anche in campo drammatico.
Ora i due, dopo la parentesi cinematografica di “Passato prossimo”, torneranno a lavorare insieme per una fiction Rai. Il progetto, dal titolo “Le cose che restano”, sarà infatti prodotta da Angelo Barbagallo di Bi.Bi. Film ed avrà la regia di Gianluca Maria Tavarelli -“Paolo Borsellino”- per RaiUno ed andrà in onda la prossima stagione –le riprese inizieranno a Roma a fine novembre-.
La storia, che si snoderà attraverso 4 puntate, vuole porre al centro dell’attenzione una famiglia dell’Italia contemporanea (di cui Cortellesi e Santamaria saranno i protagonisti), con i suoi usi, costumi e difficoltà della vita del nuovo secolo e si svilupperà in un arco di tempo di 10 anni. Nonostante il cast ancora in via di definizione e le poche informazioni sulla trama, c’è già chi azzarda e ipotizza che “Le cose che restano” possa essere considerata l’ideale seguito de “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, anche se Tavarelli mette la mani avanti:
Sembra che la televisione italiana non possa fare a meno delle epifanie di Celentano (e viceversa, visto il recente intervento di quest’ultimo durante l’Arena per sposare la causa anti-reality). A fare dell’Adriano-mania una furba dipendenza è il concerto del Primo Maggio, che ogni anno lascia aperto lo spiraglio di una sua partecipazione per far parlare di sè.
Era, infatti, il maggio ’57 quando, al palazzo del Ghiaccio, Bruno Dossena organizzò il primo festival italiano del rock and roll. Tra i partecipanti c’era anche un ragazzo allora sconosciuto, Celentano, accompagnato dai Rock Boys, una band i cui elementi faranno con lui la storia della musica italiana: alla chitarra Giorgio Gaber, al pianoforte Enzo Jannacci e al sax Luigi Tenco. In più, nell’indimenticato Sessantotto, Azzurro è risultato il disco più venduto dell’anno.
Sull’onda del revival, l’organizzatore del concertone Marco Godano confidò già l’anno scorso in una sua partecipazione :
“Uno come Celentano non si invita, gli si lanciano messaggi. Noi li abbiamo lanciati”.
Continua a leggere: Il concerto del Primo maggio e il fantasma di Celentano
“Rubiamo” a Soundsblog una notizia che interessa trasversalmente anche noi in quanto evento sia musicale che televisivo di grande impatto. E’ stato infatti reso noto ieri il cast del consueto concerto del Primo Maggio, che anche quest’anno si svolgerà in Piazza San Giovanni a Roma e sarà interamente trasmesso da RaiTre: si partirà alle 15.15 con un’anteprima dedicata all’esibizione dei vincitori del concorso Primo Maggio Tutto l’Anno, per poi proseguire la diretta dalle 16 fino alle 24, con due sole interruzioni per la messa in onda dei Tg3 delle 19 e delle 23.
Qualche novità rispetto agli anni precedenti e un cast ricchissimo che sarà via via presentato dal bravissimo Claudio Santamaria - accompagnato da tanti ospiti -, per la prima volta sul palco del Primo Maggio. Attore intenso e poliedrico, è stato recentemente protagonista in tv del film dedicato al grande Rino Gaetano, Ma il cielo è sempre più blu, per la regia di Marco Turco, dove ha dimostrato ottime capacità anche in campo musicale interpretando in prima persona le canzoni del cantautore calabrese. I temi artistici scelti quest’anno saranno un omaggio ai 70 anni di Adriano Celentano e alle canzoni del ’68.
Come dicevamo, grandissimo cast musicale. Tra i nomi, Subsonica, Elio e le Storie Tese, Caparezza, Afterhours, Irene Grandi, Baustelle, Aprés la classe, Marlene Kuntz, Enzo Avitabile e Manu Dibango, Raiz, Sud Sound System, Tricarico, Bisca Zulu con Enrico Capuano. Inoltre, ad aprire la diretta della serata sarà una All Star Jazz Band guidata da Stefano Di Battista e composta da Fabrizio Bosso, Greg Hutchinson, Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Dario Rosciglione, Baptiste Trotignon, Julian Mazzariello, Giovanni Tommaso. Tra i musicisti della giornata, anche il brasiliano Jorge BenJor.
Sono Claudio Santamaria e Paola Cortellesi (a sinistra nel film Passato Prossimo che hanno fatto insieme) i vincitori del Premio Saint-Vincent per la Fiction, che si tiene oggi e domani nella cittadina valdostana.
Santamaria riceverà la ‘Telegrolla’ per Ma il cielo è sempre più blu, la fiction che ha raccontato, su RaiUno, la vita di Rino Gaetano, mentre la Cortellesi verrà premiata per Maria Montessori - Una vita per i bambini, la mini serie che ha portato, su Canale 5, la storia della pedagogista italiana.
Successo anche per Il capo dei capi, la mini serie tv che ha raccontato l’ascesa e l’arresto del boss mafioso Totò Riina, che si è guadagnata la ‘Telegrolla’ per la miglior regia, miglior sceneggiatura ed il premio speciale per il personaggio rivelazione dell’anno che è andato al protagonista Claudio Gioè.
Continua a leggere: Telegrolle 2008: migliori attori Cortellesi e Santamaria
Claudio Santamaria, ovvero l’attore sconosciuto alle masse ma bravo come pochi. Uno che riesce di un colpo a sublimare il sex appeal di Scamarcio con quintali di talento ed espressività in più. Dopo anni di cinema defilato, ma di innegabile qualità, e qualche ingaggio più degno di nota sul profilo della popolarità ora sbarca nella vetrina più tosta: la televisione. Da questa sera, che lo vedrà protagonista su Raiuno nella miniserie dedicata a Rino Gaetano (presentatavi dal nostro Paolino), la sua carriera potrebbe andare incontro a un’impennata come a un nulla di fatto, con l’altrettanto importante auspicio di non fare la fine del divo da copertina.
Quel che più colpisce, è il fatto che interpreti con la sua voce le canzoni dell’indimenticato artista. Tranne nel caso dei due brani in apertura e chiusura, la voce di Santamaria è stata sovraincisa sulle basi originali di Gaetano registrate in studio negli anni ’70:
“Per me è il lavoro più complesso e più bello che ho fatto su un personaggio. Mi sono trasformato fisicamente, ho assorbito le biografie, letto gli autori e ascoltato la musica che amava, come Palazzeschi, Bob Marley, Jannacci, Ionesco, nel cui teatro c’è molto della sua anima artistica. Ho osservato i suoi filmati allo sfinimento e poi provavo riprendendomi da solo con la telecamera per capire se mi stavo avvicinando. Per me Gaetano è un personaggio mitico come lo sono stati Jim Morrison e Jimi Hendrix. In lui ho scoperto un poeta, che giù a 14 anni componeva in terzine ispirandosi alla Divina Commedia”.
E pensare che Santamaria è stato l’ennesimo talento emergente lanciato dalla scuderia di Gabriele Muccino, nello specifico dalla sua opera prima Ecco Fatto. Per fortuna, in questo caso, si tratta di un giovane attore promettente e, soprattutto, espressivo. Era l’ora, dopo lo sguardo da pesce lesso del sopravvalutato Stefano Accorsi e i prevedibili uomini fiction dei palinsesti televisivi odierni, da Daniele Pecci ad Alessandro Gassman passando per Paolo Calissano ed Enrico Mutti, i più insignificanti in assoluto. Poco conosciuto dal grande pubblico e non ancora entrato a pieno diritto nel vortice dello star system, Claudio ha ricevuto la sua consacrazione ufficiale nel film Ma quando arrivano le ragazze? di Pupi Avati.
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E’ sicuramente una delle fiction più attese della stagione, quella che sta per andare in onda questa sera e domani in prima serata su Raiuno e dedicata ad uno dei cantautori più istrionici e controtendenza negli anni in cui è vissuto: “Rino Gaetano. Ma il cielo è sempre più blu”, fiction sull’artista nato nel 1950 e morto in un tragico incidente d’auto nel 1981.
La storia parte negli anni ‘70, con le prime audizioni senza successo del cantante (interpretato da un ottimo Claudio Santamaria), raccontando in seguito gli incontri che hanno segnato la sua vita, da quello col professore d’italiano appassionato di teatro Michele (Thomas Trabacchi), a quello con le due donne che ha amato: Irene (Kasia Smutniak), conosciuta durante le sua esperienze teatrali e la fan, divenuta poi sua manager Chiara (Laura Chiatti). La vita privata del giovane cantante si incrocia così, inevitabilmente, con la sua carriera, e con scelte che segneranno entrambi gli aspetti, dalla pubblicazione del primo disco con la piccola casa discografica gestita da Alfio Cerioni (Giorgio Colangeli), ai dubbi sulla partecipazione al festival di Sanremo ‘78, dove si piazzerà al terzo posto con la canzone “Gianna”.
Spazio anche alla famiglia (nel rapporto col padre Domenico, interpretato da Nicola Di Pinto), e soprattutto alla musica: molti dei successi di Rino sono infatti presenti nel film, ma non sentiremo la voce originale del cantante, bensì quella di Santamaria, che ha dimostrato delle buone doti canore anche nel concerto realizzato dopo l’anteprima di quest’estate al Roma Fiction Fest.
Già durante la sua realizzazione, curata dalla Ciao ragazzi di Claudia Mori per RaiFiction, l’attenzione per i particolari e le numerose documentazioni e testimonianze ricercate erano segno di una chiara intenzione da parte del regista Marco Turco di non stravolgere troppo una storia che non aveva bisogno di modifiche per conquistare il pubblico. A quanto pare, però, le modifiche ci sono state e le polemiche non sono mancate fin dalla prima proiezione del film-tv, lo scorso luglio, in occasione del festival sopra citato.
A mettere in dubbio la veridicità della trama è stata infatti la sorella di Rino, Anna, che a luglio (ma anche in questi giorni) ha sottolineato come certi aspetti della vita del fratello siano stati troppo amplificati, snaturandone il carattere e la personalità:
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