Amc e Robert Kirkman ci riprovano: dopo aver portato in tv con incredibile seguito di pubblico e critica “The Walking Dead”, ora la rete via cavo sta lavorando ad una nuova serie tv tratta dall’ultimo fumetto dell’autore, ovvero “Thief of Thieves”.
La storia ha come protagonista Conrad, un uomo dalla doppia vita: è meglio noto, infatti, come Redmond, abile ladro capace di rubare qualsiasi cosa. Il suo talento si scontra, però, con il suo bisogno di riunirsi alla famiglia: Conrad ha un figlio che conosce poco ed una ex moglie per cui prova ancora qualcosa.
Decide, così, di abbandonare la “carriera” di ladro per intraprendere la retta via. Scoprirà presto, però, che rubare per lui è qualcosa a cui non può rinunciare. Redmond, quindi, torna all’attacco, ma questa volta solo con gli altri ladri, senza quindi danneggiare gli innocenti: da qui il titolo, “Il ladro dei ladri”.

Amc è sempre più dentro il magico (ed allo stesso tempo inquietante) mondo delle agenzie pubblicitarie. Il canale che trasmette “Mad Men”, infatti, ha deciso di realizzare un docu-reality, dal titolo “The Pitch”, che racconta il processo creativo attraverso cui due agenzie pubblicitarie sviluppano un’idea. L’anteprima della serie è stata trasmessa questa notte, ovviamente dopo la puntata della quinta stagione dello show di Matthew Weiner, mentre la serie partirà il 30 aprile (dopo il salto, il trailer dello show).
La base di “The Pitch”, dagli stessi produttori di “Undercovers Boss”, altro reality di successo ma sulla Cbs, è molto semplice: se la Sterling Cooper di “Mad Men”, negli anni Sessanta, deve lottare per conquistare il favore dei clienti che chiedono campagne pubblicitarie furbe e capaci di attirare pubblico, lo stesso devono fare le agenzie pubblicitarie di oggi. La serie, quindi, proporrà in ogni puntata una sfida tra due agenzie, entrambe incaricate di realizzare una campagna pubblicitaria ad hoc per un determinato prodotto.
Nel caso dell’episodio andato in onda ieri, si trattava di un nuovo panino della compagnia fast food Subway. Lo scopo del cliente era quello di realizzare degli spot per un target dai 18 ai 24 anni. Nel duello, sono stati convolte la Wdcw, in California, e la McKinney, nel North Carolina. Lo show ha seguito tutte le fasi attraverso cui lo staff delle due agenzie ha proposto la propria idea al cliente.
The Pitch, il docu-reality di Amc sul mondo delle agenzie pubblicitarie

Continua a leggere: The Pitch: su Amc il docu-reality che s'ispira a Mad Men (foto e video)
Continuano le indagini per capire chi ha ucciso Rosie Larsen. Su Foxcrime (canale 117 di Sky) debutta, da stasera alle 21:55, la seconda stagione di “The Killing”, la serie tv di Amc che è partita in America solo domenica scorsa. Una messa in onda in contemporanea, quindi, per il poliziesco-drama che l’anno scorso ha incantato pubblico e critica.
Ora, dicevamo, proseguono le indagini per scoprire chi ha ucciso la ragazza, che sembravano essersi concluse con l’arresto di Richmond (Billy Campbell) nell’ultima puntata. Invece, la scoperta di Sarah (Mireille Enos), ovvero che la foto che incastra il candidato sindaco di Seattle è stata manomessa, la costringerà a scendere dall’aereo che l’avrebbe portata dal suo compagno insieme al figlio Jack (Liam James).
Ricominciano, quindi, le indagini per la protagonista, questa volta però sola contro tutti: accortasi che la foto consegnata da Holder (Joel Kinnaman) è un falso, la donna è certa che il collega sia un corrotto, e lavorerà cercando di non far trapelare le sue informazioni. Non sarà facile, perchè il tenente Carlson (Mark Moses, Paul Young in “Desperate Housewives”) le riaffiderà Holder per il caso.
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Ci sono voluti diciassette mesi ma, finalmente, l’attesa sta per finire. “Mad Men”, il drama di Amc che ha incassato qualsiasi premio e che è sempre stato apprezzato dal pubblico, ora torna in tv. Questa notte, in America, andrà in onda la premiere della quinta stagione, un doppio episodio già annunciato come un evento per chi vuole sapere che fine abbia fatto Don Draper & Co.
“Il tema della stagione è ‘ognuno per sè’ “, ha commentato Matthew Weiner, creatore della serie che per un breve periodo ha rischiato di non tornare in tv (pericolo scampato grazie ad un accordo tra Liongate, Amc e lo stesso autore). Ambientata nel 1966, la serie ripartirà dal racconto di come Don (Jon Hamm) cerchi ancora una volta di essere un uomo migliore di quello che era, lasciandosi il passata alle spalle e buttandosi in un nuovo matrimonio, quello con Megan (Jessica Pare).
“Una delle grandi domande della serie è: la gente può cambiare?”, ha spiegato l’attore a TvGuide nel raccontare la quinta stagione. “Don ha voltato pagina, sta iniziando un nuovo capitolo. Sta cercando di essere un uomo migliore, di mettere insieme i pezzi. Ma cosa succede quando sei soddisfatto di quello che hai? Forse perdi un po’ di entusiasmo”.
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I nuovi episodi della seconda stagione di “The Walking Dead” andranno in onda da stasera alle 22:45 su Fox (canale 111 di Sky), a 24 ore di distanza dalla messa in onda in America, come già avvenuto per gli episodi precedenti. I telespettatori potranno così scoprire le sorti del gruppo di sopravvissuto all’epidemia che ha reso gran parte della popolazione mondiale degli zombie, capitanato da Rick (Andrew Lincoln).
Questa seconda parte di stagione, però, segna anche l’addio alla serie di Frank Darabont: il regista e sceneggiatore della prima stagione e dei primi episodi della seconda, infatti, è stato licenziato da Amc durante le riprese di questi episodi, per motivi non ancora del tutto chiari. Si parla delle solite divergenze creative, mentre in rete, qualche tempo fa, era circolata una lettera secondo cui il motivo dell’allontanamento di Kirkman Darabont era stato il rifiuto da parte della rete di accettare le sue idee circa il debutto della seconda stagione.
Ora, come showrunner, c’è Glenn Mazzara (dietro a “The Shield”), sicuramente non uno sprovveduto, a cui tocca la pesante eredità di Darabont. Riuscirà a convincere il pubblico con i nuovi episodi? Ricordiamo che gli episodi della seconda stagione andati già in onda hanno raccolto una media record di circa sei milioni di telespettatori, confermandosi la serie tv via cavo più vista della stagione.

“Quei bravi ragazzi” diventerà una serie tv grazie ad Amc. Già nel 2010 era circolata la voce secondo cui una versione prequel del film del 1990 di Martin Scorsese sarebbe approdata sul piccolo schermo, coinvolgendo, oltre allo stesso regista, anche Nicholas Pileggi, autore del film e de “Il delitto paga bene”, libro da cui è tratto.
Ora, entra in gioco Amc: la rete via cavo starebbe sviluppando il progetto insieme a Pileggi, che sta scrivendo la sceneggiatura con Jorge Zamacona. I due produrranno lo show con Irwin Winkler e suo figlio David. Con loro, Warner Horizon Television.
Se nel 2010, però, si parlava di un prequel, che raccontasse i fatti antecedenti a quelli narrati nel film che valse un premio Oscar a Joe Pesci come miglior attore non protagonista, non è chiaro se l’idea a cui oggi Pileggi sta lavorando sia un adattamento in più episodi della pellicola o no. Una cosa è certa: la serie non sarà un sequel, così come aveva spiegato lo stesso sceneggiatore:
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Frank Darabont, dopo la “cacciata” da “The Walking Dead”, che ha portato in tv e scritto per la prima stagione, torna sul piccolo schermo con una nuova serie, dal titolo “L.A. Noir”, di cui sta scrivendo il pilot, che dovrebbe anche dirigere, per Tnt. Con lui, a produrre ci sono Mike De Luca (“The Social Network”) ed Elliot Webb.
Lo spunto per lo show sarà “L.A. Noir: The Struggle for the Soul of America’s Most Seductive City”, libro di John Buntin che racconta la vita segreta della polizia e della criminalità di Los Angeles tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta. In particolare, i protagonisti sarebbero il poliziotto William Parker ed il suo antagonista Mickey Cohen.
“Il noir è una mia passione, mi sento fortunato di poter sviluppare un progetto di questo tipo”, ha ammesso Darabont. “Il superbo libro di John Buntin è il nostro punto di ispirazione per le storie che racconteremo, intrecciando la finzione ai fatti, e viceversa. Il libro dà elementi irresistibili, è un canovaccio con possibilità infinite. L’obiettivo”, ha concluso, “è presentare una storia con il tono che il libro promette: un drama noir, brillante, realistico, autentico”. Darabont, però, nelle scorse ore è stato anche al centro di una misteriosa lettera, nella quale viene svelato come il regista avrebbe voluto far iniziare la seconda stagione di “The Walking Dead”, a cui poi non ha lavorato.

Ammettiamolo: i più appassionati di serie tv americane non aspettano la messa in onda su satellite, digitale terrestre e canali in chiaro per vedere i propri show preferiti o le novità (di cui vi abbiamo parlato proprio ieri, con i nostri consigli per il prossimo anno). In molti, le serie, le scaricano da internet. Una pratica diffusa quanto illegale, ma comunque in aumento rispetto agli anni passati.
Anche quest’anno, ecco allora la classifica dei telefilm più scaricati attraverso torrent, comunicata dal sito TorrentFreak. A dominare è “Dexter”, che ha avuto una media di 3.600.000 download ad episodio, a fronte di 2,1 milioni di telespettatori di media (tra prime tv e repliche in settimana). Al secondo posto, la novità “Game of Thrones”, con 3.400.000 download, superiori alla media della serie di 3 milioni di persone.
In entrambi i casi, si osserva quindi come il pubblico che ha preferito scaricare la serie è superiore di quello che l’ha vista in tv. Si tratta di un dato che, se da un lato va letto tenendo conto del fatto che le medie di telespettatori si riferiscono alla messa in onda americana e non quelle degli altri Paesi, dall’altro evidenzia come il pubblico mondiale (quello che effettivamente scarica attraverso i download: il sito rivela infatti che in America l’uso dei torrent è diminuito, complici anche siti di visione streaming come Hulu e Netflix) non voglia aspettare la messa in onda in tv delle serie annunciate in patria come evento, andandosele a cercare autonomamente. Dopo il salto, la classifica completa.

E’ presto per parlare del finale di “Mad Men”, dal momento che Amc deve mandare in onda ancora la quinta stagione, prevista per marzo, dopo una lunga pausa. Le trattative tra il network, Lionsgate e Matthew Weiner, creatore della serie, si sono però concluse raggiungendo un accordo che porterà la serie a sette stagioni.
E’ il caso, allora, di domandarsi se il creatore di uno degli show pià apprezzati dalla critica abbia iniziato a pensare a come far concludere la saga dei pubblicitari della Sterling Cooper, anche se di tempo per pensarci ce n’è. Eppure, Weiner ha ammesso di avere in mente un’immagine di come sarà il finale della serie.
Intervistato da Grantland, l’autore ha spiegato (non nei dettagli, ovviamente), cosa ha in mente per la conclusione dello show che ha riportato in tv gli anni ‘60 (tentativo andato a vuoto per “The Playboy Club”, mentre “Pan Am” continua a navigare in cattive acque). Se volete avere ulteriori dettagli, proseguite nella lettura, altrimenti fermatevi qui.
Continua a leggere: Mad Men, Matthew Weiner: "Ecco come sarà il finale"

La definiscono l’erede di Twin Peaks“, ma “The Killing”, la nuova serie tv in onda da stasera alle 21:55 su Foxcrime (canale 117 di Sky), del telefilm di David Lynch mantiene solo alcuni aspetti, lasciandone per strada altri, senza farli rimpiangere.
Innanzitutto, “The Killing” è un remake di una serie danese, “Forbrydelsen” (“Il crimine”), in onda dal 2007 e di cui ora si sta realizzando una terza stagione. La versione americana è stata scritta da Veena Sud, creatrice di “Cold Case”, ed è stata prodotta da Mikkel Bondesen (”Burn Notice”), per un totale di tredici episodi, ed è stata rinnovata per una seconda stagione, grazie ai buoni ascolti ottenuti (la premiere, è stato uno dei migliori risultati di Amc).
Come “Twin Peaks”, invece, la storia parte da un omicidio, per poi svolgere numerose sottotrame che ruotano sempre intorno alla vittima che dà il via al racconto ma che sanno anche approfondire altri temi e sviluppare vari personaggi. Tra questi, la protagonista, il detective Sarah Linden (Mireille Enos, “Big Love”), tanto appassionata del suo lavoro quanto decisa a cambiare vita ed a trasferirsi insieme al compagno ed al figlio Jack dalla grigia Seattle alla calda California. Un trasferimento, però, che verrà rimandato a causa del ritrovamento di una maglietta insanguinata appartenente a Rosie Larsen (Katie Findlay), la “Laura Palmer” della situazione.
Continua a leggere: The Killing, su Foxcrime: Rosie Larsen sarà la "nuova" Laura Palmer?

“The Walking Dead” è stata rinnovata per una terza stagione: inevitabile la notizia, dopo gli ascolti record della prima puntata della seconda stagione, che hanno raccolto oltre sette milioni di telespettatori ed un rating nella fascia 18-49 anni del 3.8. La seconda puntata, in onda domenica, è calata nei numeri, che sono comunque stati da record per Amc.
Il secondo episodio è stato infatti visto da 6,7 milioni di persone, con un rating del 3.6. Da qui, appunto, la decisione della rete di rinnovare la serie per una terza stagione, che con ogni probabilità sarà composta come la seconda da tredici episodi. Soddisfatto Charlie Collier, presidente di Amc:
“Oggi siamo onorati di annunciare che i ‘morti’ continueranno a vivere dal momento che abbiamo rinnovato The walking dead per una terza stagione. Ringraziamo per il contributo allo show chiunque abbia lavorato sia davanti che dietro alla macchina da presa, continuando a rendere la serie un’esperienza televisiva ed a registrare record di ascolti in giro per il mondo”.
Continua a leggere: The Walking Dead rinnovato per una terza stagione

La seconda stagione di “The Walking Dead” conferma il successo della prima stagione, con un record d’ascolti storico non solo per Amc, ma anche per tutti i canali via cavo cosiddetti “basic”. La prima puntata della serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman, infatti, ha raccolto nella prima messa in onda ben 7,3 milioni di telespettatori, con un rating nella fascia 18-49 anni del 3.8. In totale, comprese le repliche delle ore successive, a vedere la prima puntata sono stati 11 milioni di persone.
Rispetto al debutto della prima stagione, c’è stato un incremento netto: la prima puntata, infatti, aveva raccolto 5,3 milioni di telespettatori, con un 2.7 di rating 18-49 anni. Merito sicuramente dell’attesa che i produttori sono riusciti ad alimentare tra i pubblico, comunicato pochi dettagli sulla trama e sui personaggi. Ma è stato un successo grazie anche alla capacità che hanno avuto gli autori di realizzare una prima puntata decisamente superiore rispetto al debutto: nella premiere della seconda stagione c’è stato di tutto, e “The Walking Dead”, se mantiene questa qualità, rischia seriamente di fare incetta di premi il prossimo anno.
La serie ha debuttato anche in Italia, ieri, grazie ad un accordo che permette a Fox Italia di trasmettere il telefilm, doppiato, a 24 ore di distanza dalla messa in onda originale. A vedere il primo episodio, su Fox, Fox+1 e Fox+2, erano in totale 198.783 telespettatori (di cui oltre 15 mila in ascolto differito). L’anno scorso, per la prima puntata, ci furono circa 360 mila persone.

Tornano gli zombie di “The Walking Dead”: l’appuntamento con la serie di Amc è da stasera alle 22:45 su Fox (canale 111 di Sky) con il primo episodio della seconda stagione dello show tratto dai fumetti di Robert Kirkman e portato in tv da Frank Darabont, che però è stato allontanato dalla produzione dei nuovi episodi.
Darabont, infatti, non è più lo showrunner della serie (notizia che negli scorsi mesi pare, secondo alcune voci, aver gettato nello sconforto lo stesso cast della serie): al suo posto ci sarà Glen Mazzara, che cercherà di mantenere i livelli di “The Walking Dead” identici a quelli dello scorso anno, quando la serie divenne in poco tempo un vero e proprio fenomeno.
Anche quest’anno, Fox Italia trasmette il telefilm a sole 24 ore di distanza dalla messa in onda americana. Ogni lunedì, quindi, potremo vedere l’episodio trasmesso la notte precedente in America già doppiato in italiano. Inoltre, venerdì prossimo, alle 21:50 la rete manderà in onda la versione director’s cut della puntata, della durata di un’ora e mezza, mentre quella che vedremo stasera sarà disponibile da domani anche sul sito ufficiale del canale.

Altra serie che arriva al capolinea dopo quelle di cui vi abbiamo parlato ieri. In questo caso, però, la notizia fa più clamore, perchè si tratta di “Breaking Bad”, uno dei telefilm più acclamati da pubblico e critica negli ultimi anni. La quinta stagione del telefilm, che andrà in onda il prossimo anno, sarà infatti l’ultima.
E’ stato raggiunto all’ultimo minuto l’accordo tra Amc, rete che trasmette la serie, e la Sony Pictures Tv, che la produce: il contratto sarebbe scaduto domani, mentre gli accordi presi con il cast sarebbero terminati alla fine del mese. Una decisione, quella del rinnovo per un’ultima stagione, che permette così di chiudere definitivamente e consapevolmente lo show con Bryan Cranston, vincitore per tre anni di fila dell’Emmy Award come miglior attore protagonista di un drama.
Gli episodi saranno 16, diversamente dalla prima stagione (di sette episodi) e dalla seconda, terza e quarta (di tredici puntate), quest’ultima ora in onda in America. Le riprese inizieranno il prossimo anno e la messa in onda dovrebbe avvenire in estate, anche se alcuni voci vogliono la Amc decisa a dividere la quinta stagione in due mini cicli, in modo da spalmare l’attesa per gli ultimi episodi in un maggiore arco di tempo.
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Dopo il buon successo di pubblico e di critica, Amc ha deciso di rinnovare per una seconda stagione da tredici episodi “The Killing”. Il crime, il cui finale della prima stagione andrà in onda domenica prossima, è il remake della serie danese “Forbrydelsen”, vincitrice degli ultimi BAFTA Awards.
Lo show, lo ricordiamo, segue le indagini della detective di Seattle Sarah Linden (Mireille Enos), che poco prima della partenza per la California, si ritrova a lavorare sull’omicidio della giovane Rosie, di cui si scoprono puntata dopo puntata le sue relazioni con familiari, amici, e non solo, arrivando fino alla scena politica con il candidato sindaco Darren Richmond (Billy Campbell). Non si sa ancora che la seconda stagione seguirà ancora la stessa linea della serie danese, di cui si sta realizzando un terzo ciclo di episodi.
Deve invece ancora iniziare la prima stagione, ma già fa discutere in America “The Playboy Club”, il nuovo drama della Nbc che la rete affiliata KSL-TV a Salt Lake City, nello Utah, ha deciso di non trasmettere per via del marchio, quello degli storici locali e della celebre rivista, al centro dello show.