Non si può tornare azzardatamente sulla scena del crimine, partendo da subito con un illustre delitto in piena regola, e sperare che qualcuno ci capisca qualcosa. Melrose Place 2.0, come lo chiamano in rete per distinguerlo dal precedente - anche per questioni di ordine pratico - è un vero pasticcio per chiunque. Per i nostalgici dell’omonima serie tv degli anni ‘90, che provano a ricostruire i tasselli ma con gran fatica e avranno tutti estrazioni socio-anagrafiche differenti. E per l’improbabile target giovanile che dovesse ora sintonizzarvisi, a maggior ragione sulla teen CW. C’è solo una diciottenne nel cast, per ora la più defilata, mentre a dominare la scena sono personaggi tra i venti e i trent’anni, condomini dello stesso indimenticato stabile con piscina, al numero civico 4616.
Diremmo subito, noi scafati telemaniaci senz’anima di nuova generazione, che sembrano perfetti per il cast di un reality show. Anonimi, prevedibili, quasi ipocriti nell’interessarsi reciprocamente alle proprie vite. Il sequel di Melrose Place suona come una vendetta un po’ artefatta e si presta a una sorta di degradazione narrativa proprio per colpa del genere più “banalizzante” della tv. Quel fascino della prima volta “adamitica”, di vedere sintonizzate sullo schermo vite intrecciate di persone diverse, piene di storie da raccontare e di segreti dietro le pareti domestiche, è diventato il plot più abusato del Big Brother, per cui la sindrome da “vite spiate” è ormai routine. Non a caso anche nel nostro Paese Alessia Marcuzzi citò Melrose Place come concept-feticcio, subito fallito, dell’ottava edizione, fatta di case comunicanti e di vicini da casa forzati.
E un fallimento non a caso è stato anche Melrose Place come ascolti. Negli States, visto il rischio di troncare un investimento così ambizioso, parlano di debutto soft (2.3 milioni di spettatori) e, siccome tutto il mondo è paese, contano di risollevarsi a posteriori con la storia del target di riferimento. Nello specifico, la fascia di riferimento del network è quella delle donne dai 18 ai 34 (2.5/7%), per cui si è posizionato dietro solo al Big Brother di CBS, ma in cui ha battuto Privileged. Corsi e ricorsi della tv, da lassù il buon produttore Aaron Spelling starà constatando l’eterno destino di questa serie, ovvero di arrivare seconda a Beverly Hills, che al debutto della seconda stagione di 90210 recupera rispetto allo scorso inverno, con il valore in milioni più alto (2.6) dal 6 gennaio 2009.
Non sarà certamente una delle serie più amate in Italia, ma ci sembra comunque doveroso ricordare a chi non lo sapesse che da oggi, alle 17:20, Canale5 trasmetterà gli episodi inediti della serie “Settimo cielo” , chiusa definitivamente nel maggio del 2007.
Un po’ come con “Una mamma per amica”, anche questo telefilm è stato oggetto di numerosi spostamenti di collocazione e di rete: dalla rete ammiraglia Mediaset passò infatti nel 2003 su Italia1, occupando sia la fascia pomeridiana che quella preserale (con una parentesi in prima serata durante i campionati europei di calcio del 2004).
Dallo scorso gennaio, ecco il ritorno -già annunciato da Lord Lucas- su Canale5 al pomeriggio. Un percorso non certo semplice, sebbene la serie non sia decisamente da “bollino rosso”, anzi: spesso il tono e le morali delle storie raccontate attraverso la famiglia Camden sono apparse come una mosca bianca nel panorama seriale televisivo.
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