Leopoldo Damerini è uno di quei pochi addetti ai lavori al riparo dalla nomea di “ingessato”. E dire che, con un ruolo di responsabilità nella direzione dell’ufficio stampa di Striscia e un passato di comunicazione nella Italia 1 di Gori e Freccero, avrebbe di che “tirarsela”. Lui, invece, in tenuta sportiva e senza troppi fronzoli, preferisce vivere in prima persona (o se preferite da blogger) il Telefilm Festival, evento nato nel 2003 con l’idea di sfatare i formalismi da red carpet. Bastano un paio di jeans, tanta passione, spirito giovanile dentro e fuori e il divertimento è assicurato. Non a caso, è forse l’unico evento in cui il sottoscritto ama levarsi la maschera per gettarsi nella mischia (della serie che altrove non mi si vede molto in giro).
Per fare un bilancio di quest’edizione, meno celebrativa delle precedenti e prodiga di spunti critici, ho fatto quattro chiacchiere con lo stesso Damerini, che ci ha amichevolmente concesso un’intervista. Dopo aver presentato mercoledì in Cattolica, con Aldo Grasso e Linus, il libro “La vita è un telefilm” scritto con Chiara Poli (raccoglie oltre 2000 citazioni tratte da più di 250 serie diverse), si è dedicato a capofitto alla sua creazione-evento.
Dei telefilm in programma quest’anno, quali ti hanno convinto di più come addetto ai lavori e quali ami personalmente ma ritieni più deboli?
Quelli che preferisco a pari merito sono Arab Labor e Secret Diary. Il primo perché è di una comicità moderna e comunque reale, tratta un tema che difficilmente si vede sul mercato, ovvero l’integrazione. Il secondo secondo me è un passo in più rispetto a Sex & The City, con una sessualità molto più disinibita, raccontata con un’arma vincente che è quella dell’ironia. Sulla generalista punterei su Gossip Girl, ma con tutte le riserve del caso. Resta una bella scommessa: per certi versi è già un fenomeno con una serie di forum nati in rete, per altri è già fruibile e dunque un rischio. La grande affluenza che abbiamo riscontrato nell’incontro con gli attori la dice lunga sul fatto che abbia già i suoi seguaci.
L’anno scorso sui cartelloni dell’Apollo (la location della rassegna ndr) campeggiavano i promettenti Ugly Betty e Heroes. Perché non sono diventati dei fenomeni di costume come si auspicava?
Ugly Betty era partita bene e secondo me può continuare bene. Io su Heroes ci riscommetterei subito, secondo me basterebbe riposizionarla, cosa che già faranno su Italia 1 con una collocazione più adatta. In fondo anche nel caso dei Cesaroni la prima stagione era andata benino ma non esplosa. Anche Heroes potrebbe ancora diventare fenomeno.
Quanto al caso House, pensi che sia stato un apripista o un’eccezione dalla vita breve? Quest’estate Canale 5 ci riprova con The Tudors e Dirty Sexy Money…
D’estate si sperimenta sempre, è diventata ormai la stagione dei telefilm. Canale 5 investe molto bene sui telefilm e non è vero che House ora è un flop. Al di là della programmazione zig-zag, l’hanno usato un po’ come un Baggio in difesa che va a raccattare il pallone per poi ripartire. L’hanno utilizzato in un ruolo che è quello del centro-serata, contro fortissimi prodotti come Affari Tuoi e Che Tempo che fa. Il fatto che faccia il 18% nello share totale e il 23% sul target commerciale vuol dire che funziona. A chi piace la filologia, ovviamente l’abbinamento replica più inedita è un suicidio, è un’eutanasia da palinsesto. Al tempo stesso Canale 5 fa quello che in realtà voleva come ascolti.
Che ne pensi delle serie italiane che fanno il verso a quelle americane, vedi Mogli a Pezzi che gioca a fare le Casalinghe Disperate?
Sarebbe meglio fare qualcosa di completamente originale. L’unico prodotto originale che è piaciuto a pubblico e critica è Boris. Le altre serie italiane sono bene o male copiate o dei rimandi o dei riadattamenti. E’ interessante, secondo me, vedere come sarà Amiche mie, c’è grande attesa e capiremo se riuscirà a staccarsi da questo modello. In realtà ormai è venuto fuori che i modelli non sono più solo quelli americani, ma anche colombiani, spagnoli, inglesi. Il mercato si è ampliato.
Quali progetti hai per la prossima edizione del Telefilm Festival?
Adesso valuteremo i prossimi arrivi. Una cosa che è piaciuta è Sin Tetas, eventualmente se ci sarà un adattamento italiano sarà interessante una tavola con cast nostrani e stranieri a confronto, a partire dai rispettivi sceneggiatori per poi passare agli attori. Un mio desiderio è un incontro di tutte le produttrici donne: la Fenech, la Rizzoli, la Rusic, la Giorgi. E poi ho una grande sogno che si potrebbe concretizzare l’anno prossimo: celebrare i 20 anni del cult Baywatch, ricreando un’atmosfera balneare degna di Malibu a due passi dal Duomo. Magari con una Pamela Anderson a fare da madrina.
Non vediamo già l’ora e iniziamo a scaldare i motori…
purpleholic
12 mag 2008 - 19:05 - #1Che bella questa intervista.
Nella quasi completa desolazione dal punto di vista dell’originalità e della personalità che oggi impera in tv tra i cosiddetti addetti ai lavori, noto con piacere che esistono, tra questi ultimi, persone come Damerini che emergono per competenza e spirito intuitivo.
Ho letto con piacere la sua opinione riguardo a “mancati” fenomeni di costume come Ugly Betty ed Heroes (aggiungerei anche Gilmore Girls).
Su entrambi io ho scommesso fin dall’inizio, con particolare predilezione per Heroes e fin dall’inizio della sbagliatissima e vergognosa programmazione di questa serie, fino alla sua indegna fine, ho pensato che il problema non fossero i gusti del pubblico italiano, ma l’incompetenza di certi Tirapacchi…ehm….Tiraboschi che si ritrovano a guidare una rete giovane che ha dalla sua infinite aspettative - oltre che un occhio di riguardo da parte del pubblico più giovane - che vengono puntualmente deluse.
Il problema è che ci vuol coraggio. Coraggio per osare e coraggio per mandar via a calci nel sedere chi non sa fare il proprio mestiere oppure non ne è all’altezza.
E coraggio nel dare maggio credito possibile a gente come Damerini.
Chi vivrà, vedrà. ;)
enri92
12 mag 2008 - 19:13 - #2Ma non sono d’accordo dottor House ha fatto ascolti pessimi, se si ragionasse come un direttore di rete lo si sospenderebbe perché fa ascolti bassissimi… qualsiasi cosa fa il 18% di share su canale 5!
white
12 mag 2008 - 19:35 - #3 (nascondi)ABBASSO HOUSE
sev7en
12 mag 2008 - 19:59 - #4La prima stagione di House, gli episodi iniziali, era simpatici perchè il personaggio di per sè portava un pò di novità sulla scena ma sempre a suonare lo stesso disco, alla fine, c’è rischio, come sta accadendo, che quella che inizialmente era una cinica-curiosità diventi un’antipatia intollerabile…
Bulgarian Cats
12 mag 2008 - 20:53 - #5a me House non è mai piaciuto, Hugh Laurie con tutte quelle moine lo trovo insopportabile, è diventato una caricatura !
sul fatto poi che le reti generaliste italiane maltrattino le serie non c’è niente da aggiungere, già il fatto che ne “provino” così tante d’estate vuol dire che non si aspettano granché, altrimenti aspetterebbero ottobre per lanciarle..
cmq avete ragione sui direttori di rete, sono degli incompetenti, va bene che parliamo di reti commerciali, ma una serie tv è cmq un prodotto “culturale” che richiede tempo da parte del pubblico per farsi apprezzare, se continuano a cambiare giorni e orari di programmazioni come fanno gli spettatori a fidelizzarsi ??
hugoss
12 mag 2008 - 21:16 - #6non paragoniamo ugly betty a serial seri e fatti bene (con bravi attori) come heroes o house…
MySKY
12 mag 2008 - 21:23 - #7insomma BORIS è proprio piaciuto a tutti!
Rikstyle
12 mag 2008 - 21:58 - #8Ma che strano House ha stancato soltanto quà in Italia? nel resto del mondo la quarta stagione ha fatto ascolti da record e adesso il primo italiano che pssa dice che ha stancato? Il motivo del calo è la programmazione ignobile che mediaset ah riservato per house…
Noth
12 mag 2008 - 23:04 - #9Finalmente qualcuno che dice chiaramente che i palinsesti di Mediaset fanno troppe volte ridere, e che le collocazioni dei telefilm sembrano decise col pendolino…
House non ha stancato, ma la gente si rompe le scatole di correre dietro alla programmazione e a districarsi tra la replica e la puntata nuova (cosa che magari genera pure confusione…)
Ma fare palinsesti un po’ più fissi come in America no???
Mi pare che la “serata medical” lanciata la scorsa stagione da Mediaset non abbia fatto schifo, in termini di ascolti e di idea… sparita lei sparite le idee? :-(
axl
13 mag 2008 - 00:25 - #10Quoto Rikstyle, la quarta stagione di house ha fatto ascolti da record ovunque, qui no per via di una programmazione assurda: fate le cose come si deve, e vediamo che fa house.
dora66
13 mag 2008 - 05:09 - #11Solo programmazione assurda. House non ha stancato
INDASTRIA
13 mag 2008 - 11:17 - #12Il problema è appunto la programmazione. La “serata medica” era perfetta e funzionava. Solo, come dico spesso, canale 5 se ne strafrega della fidealizzazione e tenta sempre di concentrare tutto su canale 5. Come già visto in parte con i soprano, i telefilm stanno decisamente meglio su italia 1 e cosa importante ad orari regolari.
CMQ non facciamoci illusioni, è la pubblicità che comanda non il fan
andrea_purgatori
13 mag 2008 - 11:43 - #13Damerini merita una direzione di rete!
Giusy84
13 mag 2008 - 15:43 - #14beh quest’anno avevano detto che volevano festeggiare l’anniversario di X-Files…e invece nulla…ed è proprio un peccato visto che quest’anno uscirà il nuovo film…
cmq apprezzo moltissimo la manifestazione, davvero…e spero che cresca sempre di più…merita più sostegno…
Giusy84
13 mag 2008 - 15:47 - #15P.s. ah e ovviamente a proposito di House, non so se gli ascolti si possano ritenere positivi o negativi…fatto sta che lo hanno trattato malissimo, come un salvatutto, come tappabuchi…fossero repliche…ma le puntate nuove!!
Per me è un telefilm splendido, che per i risultati ottimi che ha dato dovrebbe essere trattato con più rispetto…
bisciadistrada
23 mag 2008 - 14:23 - #16Trovo che Damerini sia l’unico che se ne intende di telefilm in Italia…gli altri parlano a vanvera…!!! Lo vogliamo direttore di Italia 1!!!!!!!!