
Alcuni giorni fa ci siamo occupati di Enrico Bertolino, delle incertezze che ruotano attorno alla sua comica professionalità. Che così comica non è. E nemmeno satirica, come nel caso di “Glob, l’osceno del villaggio” in onda ogni venerdì sera alle 23.45 su Raitre. In parole povere: questo piccolo rotocalco improntato sul mondo della comunicazione vuole essere un programma divertente, pungente e informativo e non è nessuna delle tre cose, nemmeno un po’.
Introdotto da una parentesi che sfoglia giornali virtuali e stampati alla ricerca di battute dell’ultimo minuto, la rubrica “No Glob” dà tutte le percezioni di una lunga televendita, letta dall’ennesimo schiavo del gobbo Bertolino con una velocità impossibile da seguire per uno spettatore di terza serata.
Nello studio, un pubblico che ride e applaude per mestiere fa da cornice ai molteplici momenti della trasmissione, come i servizi che raccolgono perle televisive della settimana, con e senza la collaborazione di “Blob” (idea molto originale!) e contributi da “risate a denti stretti” che vogliono fare ironia ora sulle first lady di oggi e di ieri, poi sulle graphic novel, poi sui manifesti elettorali e poi ancora sui pensieri degli statisti di ieri e di oggi. E non si ride, nè si sorride nemmeno una volta, nemmeno a volersi sforzare.
Tanti ospiti, dicevamo: dall’attore comico Alberto Patrucco che se la cantava e se la rideva pensando di essere particolarmente divertente, una splendida (lei sì, ironica) Natalia Aspesi, giornalista di “costume” italiano e internazionale, passando poi per Antonio Serra, celeberrimo autore di Nathan Never e l’attore Gigio Alberti. Funzione: dare informazioni enciclopediche, portare parte della loro vera o presunta ironia, lasciar fare battute imbarazzanti al conduttore.
Insomma: quando in tv si vuole far “tutto in uno”, spesso non si sta facendo niente. Anzi no, qualcosa sì: satira comoda e quel tipo di televisione che crea tutti i presupposti per parlare con il suo pubblico con un sito, numero di telefono, mail senza poi comunicare con esso. Ma solo con se stesso.
Ranma Saotome
19 apr 2008 - 09:05 - #1xò fa molto riflettere
Rikstyle
19 apr 2008 - 09:26 - #2mai visto.
Peppe02
19 apr 2008 - 09:26 - #3Ma solo Amici è bello qui dentro?
forcia
19 apr 2008 - 09:36 - #4a me la prima edizione piaceva, c’erano comici divertenti e ospiti importanti. ora nn si può guardare
italo moscati
19 apr 2008 - 09:42 - #5Caro Kaos (per fortuna non calmo) non ti conosco ma ti leggo e sono spesso d’accordo con te. Anche in questo caso. Giusti rilievi. A proposito.Volevo chiederti se avevi visto e se ricordavi i miei “Viziati 1 e 2″ in cui cercavo di raccontare storie della tv…
Kaos_Tvblog
19 apr 2008 - 10:05 - #6Calmo io, impossibile. Sì ricordo il programma, credo di averlo visto. Come mai la domanda? Grazie per i complimenti.
italo moscati
19 apr 2008 - 10:14 - #7La domanda riguarda quel che hai appena scritto su Gloob. Ho la netta sensazione che certi magazine siano superati. Io ho fatto una proposta (sto lavorando a “Viziati 3″) in cui cerco di scavalcare schemi e linguaggi. Ero e sono curioso di sapere se te ne sei fatto un’idea. Grazie. Apprendo che non sei “calmo”. Meno male. Meglio essere agitati, ovvero e/o esigenti…
Capitano Sal
19 apr 2008 - 10:20 - #8Ma tutto sommato non è poi così male come programma.diciamo che ha troppe pretese, che spesso non riesce a raggiungere a pieno.Hai presente una persona che vuole appendere un grosso quadro ma ha disposizione solo un piccolo chiodo.
@Italo Moscati
di che si occupa Viziati 3?
Perchè non realizza un bel dietro le quinte,acuto ed ironico su tutto ciò che succede nei meandri della tv,prima che la famosa lucina rossa si accenda!
italo moscati
19 apr 2008 - 10:28 - #9Grazia Captain, my Captain…”Viziati 3″ cercherà di mostrare sempre in modo dinamico, come un grande piccolo musical, il mondo così come lo ha cambiato, lo sta cambiando la tv presentandolo a suo talento, una sorta di backstage di cui spesso non ci accorgiamo scambiando il mondo vero e proprio con quello “costruito” dalla tv…Grazie!
italo moscati
19 apr 2008 - 10:29 - #10Grazia Captain, my Captain…”Viziati 3″ cercherà di mostrare sempre in modo dinamico, come un grande piccolo musical, il mondo così come lo ha cambiato, lo sta cambiando la tv presentandolo a suo talento, una sorta di backstage di cui spesso non ci accorgiamo scambiando il mondo vero e proprio con quello “costruito” dalla tv…Grazie!
Kaos_Tvblog
19 apr 2008 - 10:42 - #11La mia idea è che fare meta televisione è un mestiere difficile. E che le persone che dovrebbero imparare da questi programmi non hanno la malizia per capire i contenuti che stanno dietro montaggi e accostamenti. I Viziati, alla fine, siamo noi.
italo moscati
19 apr 2008 - 11:03 - #12Fantastico Kaos, è esattamente quel che mi sono proposto nelle serie precedenti e che ho scritto nel descriverle agli spettatori (viziati da me che sono forse più viziato di tutti, a furia di overdose tra visione, riprese, montaggi…).
lllAlelll
19 apr 2008 - 12:05 - #13le prime edizioni erano piacevolissime da guardare, poi non sò perchè si sia abbandonata questa idea dei comici, adesso e più difficile guardarlo
marcograel
19 apr 2008 - 12:14 - #14non voglio apparire fuori dal coro ma direi che non è così OSCENO come sembra uscirne dai commenti sopra il mio e dall’articolo.
che ci sia una manchevolezza nei testi può essere.
che non ci sia stata un’evoluzione dalle edizioni precedenti può essere.
che non sia un buon prodotto che si staglia dalla media questo mi sembra invece eccessivo.
marcograel
19 apr 2008 - 12:14 - #15TheManOfXD
19 apr 2008 - 20:45 - #16le edizioni fino a quella prima della scorsa sono state tutte belle, poi il programma è cambiato e ha cominciato a piacermi sempre meno