
Interrompo il flusso
RockPolitik (a proposito, a me è sembrato uguale a tutti gli altri programmi di
Celentano… era simile pure la scenografia… non capisco cosa ci sia tanto da stupirsi, dibattere, indignarsi o entusiasmarsi… ah sì forse perché è rimasto uno dei pochissimi a poter dire in tv quello che la maggior parte della gente si dice quotidianamente per strada; magari in un paese normale, con una televisione normale e un livello medio di cultura critica non farebbe così scalpore…), per segnalare - come al solito - un film. Ma questa volta sulla tv in chiaro. Addirittura su
Raiuno, alle
3.45 di questa sera:
Zeder, di
Pupi Avati. Piccolo classico dell’horror zombesco italiano con protagonisti
Gabriele Lavia e
Anne Canovas, che vede al centro dei fattacci (neanche troppo
splatter per il genere, in realtà) i famigerati
terreni k in grado di far resuscitare i morti. Che come si sa, al cinema in genere non gradiscono e se la prendono a morte con i vivi.
Vi ricorda per caso un romanzo di
Stephen King?… il film, comunque, è venuto prima.
Tra gli sceneggiatori, anche
Maurizio Costanzo, in quegli anni abituale collaboratore di
Avati e sceneggiatore notevole… che sia poi rimasto lui stesso vittima dei suoi
terreni k?…
Fabio
24 ott 2005 - 12:37 - #1Ma chi l’ha detto che celentano dice in TV quello che la maggior parte della gente dice per strada?? Tu? Luttazzi? Santoro???
Ti pregherei di non eleggerti a portavoce mio e del resto degli italiani, grazie.
Questa tecnica della falsificazione, alla lunga, giocherà un ruolo determinante…
Fulvio
25 ott 2005 - 15:38 - #2Ho già difficoltà a portare la mia di voce, figurati se voglio eleggermi a portavoce di qualcun altro…
A parte che è un modo di dire… se vuoi posso correggere con “molta gente” o “milioni di persone”, ma non avrebbe molto senso. E poi lo dicono le statistiche, che è la maggior parte, non lo dico io. Oltre al fatto che basta parlarci con la gente per strada, al bar, sull’autobus…
Comunque sia, “la maggior parte” significa che c’è anche una “minor parte” (basta il 50% - 1 per esserlo, questa è pura matematica inattaccabile da qualunque legge elettorale…). Quindi, come vedi, c’è spazio anche per le voci come la tua, grazie al cielo.
Mi spieghi però la tecnica della falsificazione? Non vorrei essere un attore inconsapevole di un enorme complotto comunista, dal momento che non amo particolarmente nessuna delle parti in causa. E’ come quando il padrone di tre televisioni e del più grande gruppo editoriale italiano, oltre che di una vasta rete di banche e assicurazioni dice che l’informazione e le banche sono in mano ai comunisti? O come quando il capo del governo misura la ricchezza del suo Paese dal numero di cellulari posseduti?
Nick
25 ott 2005 - 17:27 - #3Sono belle e ridondanti, queste “parolone”. Falsificazione della realtà, scienza della menzogna, stravolgimento dei fatti, manipolazione della verità, demonizzazione degli avversari politici, strumentalizzazione, accanimento giudiziario, informazione faziosa, complotto mediatico: questi anni verranno ricordati anche per l’imbarbarimento lessicale introdotto prima nell’agone politico, poi impropriamente diffuso al comune e quotidiano confronto interpersonale.
Mi sembra esattamente dal 1994, mese di gennaio, mi pare, quando girò una videocassetta in cui venivano riesumati dei fantomatici “nipotini di Stalin”…
Fulvio
25 ott 2005 - 21:14 - #4Perfettamente d’accordo Nick.
Trovo deprimente che anche nella vita quotidiana si finisca spesso a parlare e discutere con gli slogan e il linguaggio della politica (sempre più semplicistici e vicini a quelli della pubblicità) e la stessa profondità di argomentazioni di un giornale scandalistico. E sempre tutti ben divisi in due fazioni che non fanno altro che darsi a vicenda e alla cieca del comunista e del fascista, come se non esistesse altra possibilità di pensare e di essere che dar ragione a Prodi (comunista?!?!?!…) o a Berlusconi (che più che fascista, è semplicemente berlusconiano).
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