Il reality show è un genere che ormai spopola in tutto il mondo. Ma in America trova la sua consacrazione definitiva. E’ lì che nascono i reality più impensati, al seguito di vip o meno vip, raccondando le storie più assurde.
Fear Factor, che sbarca anche su Sky, va avanti sulla NBC da cinque stagioni, e la sesta è già in cantiere per la primavera. In confronto alle aberrazioni che vi avvengono, il mangiare degli occhi de La Talpa è una barzelletta censurata per educande. Survivor - che da noi fu un flop - in America va alla grande. Così come American Idol - diciamo l’equivalente di Operazione Trionfo, abbandonato a quell’unica edizione condotta da Miguel Bosé da noi - che negli States genera isteria collettiva, ascolti oltre i 30 milioni di imbambolate persone e nuova carne da macello per il mondo delle pop star.
Poi c’è
Three Wishes, American Next Top Model, Dancing With Stars - che fa buoni risultati anche da noi -c’è stato il cattivissimo
The Apprentice, in cui i concorrenti si facevano le scarpe a vicenda per riuscire a entrare nelle grazie di
Donald Trump. Insomma, non finiscono più. Qui se ne trova
un elenco abbastanza completo.
Ci sono poi quelli coi vip. Con la nostra deliziosa
Paris Hilton, e con sua madre e la sua famiglia -
I Want To Be a Hilton - con
Britney Spears, con
Hulk Hogan, con
Bobby Brown. Insomma, un reality per tutte le stagioni. Ma la cosa peggiore è che i genitori americani, diciamo una specie di associazione simile al nostro
Moige,
hanno stilato una classifica mettendo all’indice alcune trasmissioni e esaltandone altre. A sorpresa - forse, ma considerato che tipo di strumento di controllo sociale siano i reality magari non c’è di che stupirsi tanto - vengono condannate tutte le principali serie tv di successo -
Desperate Housewives,
C.S.I. e via dicendo - e invece si esaltano i vari
American Idol,
Extreme Makeover & company.
Sì. Sono Americani anche in questo.
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