Questa è una letterina che può essere letta anche solo di pasquetta, visto che vuole essere leggera leggera come una farfalla di primavera. E’ diretta, ma tutti la possono leggere, a Pier Luigi Celli, un manager, uno scrittore, che è stato capo del personale della Rai ai tempi di Claudio Demattè nel 1993 e poi direttore generale nel 1998 durante la presidenza di Roberto Zaccaria; si dimise nel 2001. Celli ha scritto un libro dal titolo curioso “Altri esercizi di pentimento”. Lo ha presentato a Roma in una cornice cafonal, come ha scritto Dagospia. Ma questi sono dettagli. Sono anni che Celli torna e ritorna sulla tv, croce e delizia, e racconta i suoi spasimi d’amore e i suoi dolori. Forse leggerò il libro. Ma se ne parlo è perchè viviamo uno strano clima. Stranissimo. Stravagante.Stracotto.
Quale clima? Ma quello della tv d’0ggi, evidentemeente. Ha il fiato stentato. La gola stretta. Le chiappe rigide.Ha paura. Sia in Rai che a Mediaset, e forse anche a Sky (dove però sono silenziosi e lavorano a testa bassa, con risultati in crescita, dicono gli esperti). Bassi o poco soddisfacenti ascolti, un flop dietro l’altro, polemiche, incertezza per il futuro, servilismo verso la politica, “tutti insieme uniti per far sì che l’assetto attuale non cambi”, sarebbe troppo, sarebbe il crollo di situazioni di rendita appena appena verniciate di competitività.
Naturalmente, la qualità soffre. Ho sempre pensato che il modo con cui certi politici e certi dirigenti tv parlano di qualità sia come minimo astratto e come massimo superipocrita. Usano la parola qualità a caso. Ad esempio, un buon ascolto di Benigni che dice Dante o uno sceneggiato edificante sulla mafia che raccoglie qualche mucchietto di ascolti li fa lievitare, battere le ali, volare. Angeli dello share e della quality.Ma il resto è trash.
Celli avverte da tempo che le cose si stanno mettendo male (anche se il tormento -finto- “è “l’estasi dei nostri potenti). Nel suo recente libro, lo rilevo da una citazione presa dalla stessa opera dal titolo sommesso e forse ironico ma sempre contrito, racconta di quando era direttore delle “risorse umane” con Demattè e fu costretto a prepensionare o allontanare comunque oltre mille dipendenti a causa di deficit trovati. E’ stato duro,durissimo farlo, dopo che di “risorse umane” lo stesso Celli sgravò di migliaia di unità (una cifra disumana) la Olivetti di Carlo Debenedetti, che gli sarà grato a vita. Ma questi sono fatti suoi.
Per tornare alla tv, l’autore del libro conclude il pentimento- ragionevole come sono tutti gli allontanamenti per giusta causa (?), per forza maggiore (?), per senso del dovere (?) verso il padrun da li beli braghi biachi- dicendo che in Rai quei provvedimenti oggi li giudica un errore, anzi dice senza mezzi termini : “abbiamo sbagliato”. Forse ha ragione, forse ha torto. Sarebbe bello leggere il libro e approfondire.
Il punto è questo. Suggestionato da analisi, fatte da Gallino e altri, sulla scomparsa della industria italiana e sul declino in cui il nostro paese si sta incamminando risolutamente- pare- temo che queste due fatidiche parole - “abbiamo sbagliato”- siano sì un atto sincero di pentimento e di cenere sulle teste decidenti che avrebbero dovuto funzionare meglio a suo tempo , ma sono anche un pezzo di storia del presente e del futuro, secondo le ammonizioni degli studiosi inglesi che cercano di capire quel che sarà il passato da ciò che avviene sotto i nostri occhi (soprattutto sul video).
In altre parole, le difficoltà di oggi sono lo specchio di errori commessi. Lo spettro dell’Alitalia e di tanta parte della industria pubblica sorvola mestamente anche la fabbrica dell’audiovisivo. Fino a che punto gli errori commessi stanno influendo sulla situazione? si può rimediare? c’è spazio per evitare tracolli o lenti avvicinamenti a giorni grami, giorni fatti di pentimenti (nel paese delle assoluzioni e del perdonismo a gogò) e di strazi ritardati? Sguardi pesti, pat pat sulle spalle dell’opinione pubblica bastano?
Poichè sono pervaso da ottimismo,ma non ad oltranza, mi sentirei di rivolgermi con arroganza e presunzione meditate a Celli. Lei dirige la Luiss. Bene. Sono disposto a fare una lezione gratis agli studenti di comunicazione nel prestigioso ateneo per parlare e scambiare un dialogo. In modo tale da non dovermi pentire in un domani dal non aver tentato almeno di discutere un pò di una questione-quella tv-prima che diventi nazionale e irrimediabile, come tante altre; e soprattutto per capire la radice e le conseguenze degli errori, poichè anche questa è realtà della comunicazione.
Mi fa paura l’indomani di un malaugurato crack. Tanti a dire: oh, l’avevo detto; oh, come abbiamo sbagliato. Spero che il crack non ci sia. Ma anche spero che finisca un altro tipo di trash - tenero, commovente- delle ammissioni pensose e colpevolizzanti a bomba esplosa.
Italo Moscati
max815
18 mar 2008 - 17:40 - #1Trovo questa lettera perfetta..perchè è una pura e semplice radiografia della situazione della comunicazione in Italia. C’è autocritica..c’è tanta voglia di fare..di cambiare..di rinnovarsi..ma resta il fatto che da anni continuiamo a produrre e fare le solite cose. Novità? Pochissime..impercettibili..e soprattutto silenziose come un battito d’ali. E’ un discorso che sta bene anche col nostro cinema e con i suoi addetti ai lavori…si produce pochissimo ma se uno o due film incassano o piacciono alla critica..allora la rinascita è cominciata!!!
Swing
18 mar 2008 - 17:53 - #2Ottimo come al solito Italo!
Rikstyle
18 mar 2008 - 18:14 - #3Il pezzo sulla TV è geniale!
ITAL
18 mar 2008 - 19:25 - #4E’ l’Italia di oggi , caro Moscati : il discorso vale per il settore della comunicazione, della cultura ed economico…
Un paese come il nostro, punto di riferimento , anche culturale dell’occidente, potenza industriale ed economica è in declino …
Produzione, rischio , creatività sempre meno … + comodo far fare nell’est europeo o ancor di + in oriente ( Cina, India e dintorni )…
Com’è ormai “conciata” la nostra cara Italia …
italo moscati
18 mar 2008 - 21:27 - #5Ti voglio pubblicamente ringraziare. Di rado leggo parole e ragionamenti come i tuoi. Ti faccio i complimenti. Invidio la tua esperienza. Viaggiare apre gli occhi. Non sono stati in tutti quei paesi in cui tu hai lavorato ma mi è stato possibile vedere il mondo grazie al lavoro e di cercare di capire qualcosa. Riconosco che tu hai potuto seguire in profondità involuzioni o evoluzioni (chissà) fatti e realtà che sono esemplari. Sono preoccupato. Mi piace comunque tentare e vedere aspetti che possono aprire contraddizioni in cui aprire qualche varco e camminare. Quel che non sopporto sono atteggiamenti oggi da noi di gran modo: l’ipocrisia e il narcisismo (che copre responsabilità o insensibilità). Grazie ancora.
trottola
18 mar 2008 - 21:59 - #6Bhe che dire? fa proprio piacere leggere questo genere di articoli e risposte così ben articolate e argomentate: parole piene di passione oltre che di intelligenza e ampia cultura. Oltretutto in riferimento ad un argomento molto interessante che riguarda un pò tutti noi che tanto “schifiamo” questa televisione (anche se non sempre) ma di cui non riusciamo a farne a meno e a staccarci. Molti complimenti a Italo Moscati e a DanieleC, con cui peraltro concordo: più che la televisione andrebbe risollevato l’intero paese! Non è pensabile infatti, ad esempio, avere fior fiori di tv e giornalisti che commentano la situazione pessima dei rifiuti a Napoli, e non avere poi nessuno che pensa invece a ristabilire quanto meno una situazione di normalità ed antidegrado. Un degrado che agli occhi dei paesi esteri ci sta facendo fare una delle più pessime figure degli ultimi anni. E questa purtroppo, è solo la punta del famoso iceberg!
Picchiatello
18 mar 2008 - 23:33 - #7Italo , ho letto la Tua lettera aperta ma siamo cosi’ sicuri che al Luiss Ti ascolterebbero ?
Non so se sia il paese che somigli alla tv o la tv che somigli al paese , ma in tutte e ue i casi trovo che questa depressione ( nell’economia e negli ascolti) siano dovute ad una catena di errori puramente voluti.
Se prendiamo nel piccolo esempio della tv generalista abbiamo quotidianamente spettacoli “sbagliati” con presentatori e starlette stracotte di cui i dirigenti sanno gia’ che dovranno alla 3-4 puntata sospendere il tutto per i pessimi risultati.
Questo perche’ e’ una comunicazione drogata da una parte abbiamo la rai con il canone dall’altra mediaset con la quasi totalità dello spazio pubblicitario, di fatto dei monopoli come ce ne sono tanti pubblici e privati nel nostro paese in cui con l’auditel si autocriticano vincendo tutti nello stesso tempo.
italo moscati
18 mar 2008 - 23:41 - #8No, non sono sicuro. Ma talvolta mi esprimo, preferisco esprimermi per paradossi. La realtà tv, e non solo, ci arriva come un macigno paradossale: ci piace poco ma ne dipendiamo. Alla Luiss il paradosso di parlare fuori dai denti , sulla base di esperienze concrete, potrebbe funzionare? E chi lo sa?
Picchiatello
19 mar 2008 - 01:30 - #9” Alla Luiss il paradosso di parlare fuori dai denti , sulla base di esperienze concrete, potrebbe funzionare? E chi lo sa?”
Non lo so forse mi staro’ rinc…. e di esempi “negativi” ne vedo a bizzeffe quotidianamente, ma la prerogativa di chi fa carriera ( anche non solo pecuniaria) nel nostro paese sembra quella di avere ragione a “priori” sapendo di fare degli errori madornali e cercando di venderli bene a chi sta sopra di lui…..forse proprio imparando questo dalla luiss ( od altre “scuole” ben inteso). Ripeto non so quanto possano percepire un discorso “franco” come quelli che fai Tu. Pero’ e’ anche vero che tentar non nuoce !
italo moscati
19 mar 2008 - 08:31 - #10E’ vero, Picchiatello, questo è il Paese dell’Apriori. La tv ha insegnato ai politici e ai manager, e un pò a tutti, che basta gettare un pò di fumo negli occhi degli altri, e di chi conta o di chi non conta un tubo, per fare immagine e percorre in tutta serenità la vecchia strada della manipolazione…
italo moscati
19 mar 2008 - 08:33 - #11A Daniele,certo, ognuno di noi ha il suo tasso incrociato tra narcisismo e ipocrisia ma c’è chi ne fa flebo continua!
twins
19 mar 2008 - 09:33 - #12La cosa che più mi indigna è nn sentire da nessuna parte una voce fuori dal coro!
Se si accende la televisione, se si leggono i giornali troviamo le stesse cose, gli stessi notiziari, gli stessi articoli fotocopiati e pubblicati.
La politica così come è fatta da noi è paragonabile ad un carcinoma… ci distrugge lentamente ed inesorabilmente, ci succhia l’energia, la speranza e la voglia di vivere!
La politica è piombata anche nella televisione debordando e prendendone possesso, nn è possibile trovare ogni giorno della settimana ad ogni ora del giorno programmi con ospiti politici…. sn diventati come il calcio, 20 partite a settimana e migliaia di programmi che ne parlano, gente che si azzuffa sapendo già che è tutto prestabilito, gli scudetti come il potere!
Ci stanno atrofizzando il cervello e quel poco che potrebbe salvarsi da questo zozzume è affogato nella loro melma.
Sarebbe bello avere un cancellino enorme e potr spazzare via tutto ciò, farci trovare una lavagna pulita dove poter RIDISEGNARE qualcosa di piacevole, ritrovare un sogno… ma queste elezioni di nuovo vicine mi lasciano l’amaro in bocca chi di sa che è solo un mezzo per poter lasciare a LORO la nostra vita e la nostra italia!
Picchiatello
19 mar 2008 - 12:18 - #13“per fare immagine e percorre in tutta serenità la vecchia strada della manipolazione”
ma sai Italo rifacendomi a quello che dicevi nel post questo e’ un paese in cui si paga la gente per andare in pensione anche quando non ne ha alcuna voglia ( e magari chi ha l’eta e la voglia di andarci non lo puo’ fare) o la si paga per non lavorare ( Rai - Alitalia); la tv ha messo fumo negli occhi perche’ esiste una parte di italiani che non ha le conoscenze ne puo’ accedervi per poter misurare il suo stato di inferiorità rispetto al resto d’europa; una altra parte che ha le conoscenze e le possibilità si e’ beatamente seduta pensando di lasciare lo status quo. E’ quello che abbiamo in fondo nella tv due reti bene o male monopolistiche che propongono solo e sempre quello ( anche rai tre dopotutto si e’ fossilizzata a sinistra) sapendo che la concorrenza non ha le carte ( ne finanziarie ne tecniche) per poter scalzare questo duopolio. Il bello che altre forne culturali come teatro , libri, musica sono a disposizione della prima per cui se non passi dalla tv il tuo libro, disco ect non esiste…..quindi paradossalmente il Tuo discorso alla Luiss dovresti farlo almeno con 4 telecamere davanti.
italo moscati
19 mar 2008 - 20:21 - #14Forse 4 telecamere non bastano, magari potresti venire tu a fare da conduttore! Scherzo. Lo status quo è soprattutto e solo responsabilità di gran parte della politica. Leggo e sento che da noi per fare una ferrovia d’ alta velocità tra Bologna e Milano il tempo sarà 15 anni per 180 km, in Giap per 500 km ne hanno impiegati 4, e in Spagna (l’ex carro rotto) i treni tra le città principali sono tutti tav! C’è gente che meriterebbe la maschera di ferro e dovrebbero istallarsela da soli…
italo moscati
19 mar 2008 - 20:58 - #15Twins, la politica merita oggi giudizi severi e conseguenti atteggiamenti non compromissori, voglio dire che si deve scegliere (votando) quel che si ritiene meglio e bisogna documentarsi…Penso che tu sia giovane, è troppo presto per dargliela vinta. Idee serie generano cose serie, e tu lo puoi fare. Non dare retta all’antipolitica, fa comodo a chi vive la politica come interesse personalistico e/o al massimo degli amici…
italo moscati
20 mar 2008 - 00:33 - #16Non mi piacevi di più parlandomi dei tuoi viaggi, al contrario continui a piacermi anche in questo tuo appassionato (e documentato) commento. Tiri fuori i miei pensieri e le mie rabbie. La tua caparbietà sta nella critica, nell’attacco, spero di usare la mia continuando a scrivere qui e a fare in tutte le sedi possibili quanto mi detta la mia capacità di reazione che è sembra carburata. Se per caso mi trovo in pausa, subito accadono cose o sento parole o vedo fatti e immagini che se la mangiano la pausa e ravvivano il fuoco, quello non soffre neanche l’acqua del pompiere per quieto vivere che ci portiamo sotto sotto nelle scarpe…
dil1
23 mag 2009 - 14:27 - #17Pier Luigi Celli ha pubblicato un inedito teatrale qualche giorno fa sul social magazine http://www.dillinger.it
davvero forte. lui è il più giovane di tutti, sa stare al passo con i tempi pubblicando sul web!
il titolo è: Bona e Bella - Sorelle Gemelle
http://www.dillinger.it/bona-e-bella-sorelle-gemelle-14736.html