Analisi Auditel: I Migliori Anni

I migliori anni RaiunoLa musica che punteggia i ricordi della nostra vita è la semplice intuizione di un programma d’intrattenimento leggero, fresco, ben fatto e ben condotto, senza troppi fronzoli perfettamente adatto per il sabato sera della prima rete della Rai. Stiamo parlando de “I migliori anni” la cui penultima puntata è andata in onda sabato sera su RaiUno.Una conduzione pronta, preparata, professionale di un Carlo Conti che risulta essere, dopo quella del veterano Pippo Baudo, la vera punta di diamante della rete diretta da Fabrizio Del Noce.

Un programma che, come vedremo in seguito, è molto seguito anche dalle fasce di pubblico giovane, infatti se nel nostro grafico delle curve minuto per minuto il momento top dello share risulta essere al termine del programma, quando arriviamo al 40%, quello dell’audience è alle 21:53 con 7.618.000 telespettatori mentre si esibiva Cristina D’Avena che cantava la celebre sigla del cartone animato “Kiss me Licia”.

Risulta davvero evidente la prevalenza della curva blu di RaiUno su quella arancione di Canale 5. Crediamo che con l’ultima puntata di ieri sera dello show del Bagaglino, si chiuda l’era per questo tipo di spettacolo, che ormai ha forse davvero fatto il suo tempo. Di seguito trovate il video delle tappe dell’audience de “I migliori anni” con in sovrimpressione i dati dello share e dell’audience.

Subito dopo il salto trovate il grafico con le curve minuto per minuto della serata di sabato 16 febbraio 2008 delle tre reti Rai e delle tre reti Mediaset, seguito dal grafico relativo ai target che hanno seguito la puntata de “I migliori anni”.

Guardando il grafico relativo ai target possiamo vedere come il programma abbia ottime percentuale in quasi tutte le fasce prese in considerazione. Nell’età vediamo che oltre all’ottima percentuale della fascia 64+: 36,68% ottiene un’eccellente 27,04% nella fascia 15-24 e 20,61% in quella 4-14. Ottimo 35,79% nel sud-isole ma molto buono anche il 24,78% del nord; ed ottime percentuali anche per il titolo di studio, che va dal 21,87% dei laureati al 33,61% della scuola dell’obbligo.

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