Anna Marchesini a TvTalk: "È impossibile in televisione fare una satira al potere"

L'attrice è stata ospite del pomeriggio di Rai 3 e ha parlato della comicità in tv, dai suoi tempi ad oggi, dando la sua opinione su Maurizio Crozza.

Anna Marchesini Tvtalk

Anna Marchesini è l'indimenticata donna del Trio con Lopez e Solenghi, ovvero una delle migliori verve comiche di tutta Italia dalla nascita della televisione in avanti. L'attrice, che oggi si dedica principalmente al teatro e alla scrittura (è autrice di diversi romanzi) e appare sporadicamente in tv, è stata ospite del pomeriggio di TvTalk di sabato 18 Aprile, dove ha partecipato al dibattito sulla televisione contemporanea che riprende stilemi e temi di quella di più di vent'anni fa, della quale è stata protagonista.

Il discorso è stato imperniato sulla satira in televisione, un argomento molto serio del quale noi di Blogo ci siamo occupati in questa settimana con la notizia di Giorgio Montanini e del gruppo Satiriasi non più rappresentati dall'agenzia Sosia&Pistoia. Interrogata in merito alla satira in tv, Anna Marchesini non ha trattenuto le sue opinioni:

In Italia non s’è mai fai fatta proprio satira in televisione. Non ho un logo.. Non sono nonna. Ma per far promuovere i libri e gli spettacoli devo far mettere incinta mia figlia?

Massimo Bernardini ha ricordato la questione diplomatica aperta con il celebre sketch sull'ayatollah Khomeini operato dal Trio, che costò caro a Marchesini-Lopez-Solenghi e rese molto tesi i rapporti tra l'Italia e l'Iran a metà degli anni Ottanta. L'attrice ha commentato con le differenze culturali il grande scalpore di quello sketch:

Era del tutto involontaria la nostra idea. Non era tanto messo sotto osservazione il fatto rifare Khomeini, quanto proprio il fatto della mamma di Khomeini. Ero io quella incriminata: la Sora Khomeines.

Quando il discorso si è spostato sull'analisi di Maurizio Crozza e del successo di Crozza nel paese delle meraviglie, programma di punta di La7 nonostante abbia perso ascolti rispetto agli anni scorsi (come ha ricordato Silvia Motta), la Marchesini ha affondato la sua critica costruttiva sul collega:

Intanto qualsiasi cosa pensassi di male non lo potrei dire, sarebbe assurdo. È bravo, è comico, è serio, è ironico, è divertente. Se la prende con tutti quindi nessuno se la prende con lui.

Il nòcciolo della questione "satira in tv", per Anna Marchesini, è tutto in questa frase:

È impossibile in televisione fare una satira al potere. Non si riesce, non ci si è mai riusciti. Perché noi eravamo censurati, ai nostri tempi. È molto difficile persistere in una voce di Stato criticando fortemente o il potere o le istituzioni.

E non possiamo che darle ragione. In Italia far satira sulla tv generalista o di Stato è praticamente impossibile: quando ci si prova, come con Saverio Raimondo per il Dopofestival 2015 (mandato in onda rigorosamente sul web con un successo di pubblico clamoroso per gli orari), sono sempre tentativi destinati a rimanere unici.

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