Nelle ultime settimane il Presidente della Repubblica Francese, il controverso Nicolas Sarkozy, è stato trattato dalla stampa mondiale (compresa quella Italiana) come una sorta di capricciosa star del cinema, inseguito ovunque per riuscire a rubare qualche suo scatto fotografico in compagnia della nuova fidanzata Carla Bruni. Il modo migliore per riappropiarsi della scena come uomo politico capace di mettere in moto grandi cambiamenti per il suo paese? Una proposta che rivoluziona il sistema radiotelevisivo.
L’idea su cui Sarko dice di voler “riflettere” è semplice: “la soppressione totale della pubblicità sulle reti pubbliche” per di più finanziata da “una tassa più alta sugli introiti pubblicitari delle reti private e da una tassa infinitesimale sul volume d’affari dei nuovi mezzi di comunicazione, come l’accesso a Internet o alla telefonia mobile“. La prospettiva, vista da qui, appare sconvolgente, eppure non è affatto una novità. Negli anni sono decine le dichiarazioni del politico italiano di turno che vuole “rinnovare la Rai”, “ridurre drasticamente la pubblicità”, “tagliare una rete”, “privatizzare la tv pubblica”: tutte grandi rivoluzioni mai nemmeno partite.
Sarkozy, che è un politico navigato, non ha parlato di date precise o di leggi, ma ha lanciato un’idea di grande effetto che, ci scommettiamo, rischia di diventare realtà molto prima di quando il Parlamento Italiano avrà approvato una singola legge che modifichi l’assetto attuale della nostra Rai. A ben guardare poi, saremmo proprio noi italiani a dover richiedere una misura del genere, proprio noi che della pubblicità sulla tv pubblica siamo le vere vittime.
Il colpo d’occhio sulle cifre è impietoso: con un Canone Tv sostanzialmente simile (intorno a 120 euro annui rispetto ai nostri 106) i francesi possono godere di una televisione che si finanzia solo per il 36% grazie alla pubblicità contro il 52% della Rai.
L’invito ai politici nostrani però non è quello di imitare Sarkozy, ma di lasciar perdere, di promesse da marinaio ne abbiamo sentite fin troppe.
molengai
09 gen 2008 - 09:38 - #1Più che importare idee dai politici stranieri per smuovere qualcosa bisognerebbe importare politici stranieri direttamente.
L’idea non mi pare male sebbene quel discorso sulla tassa infinitesimale su internet mi spaventa, in Italia potrebbe poassare solo quella restando la pubblicità :(
Evil
09 gen 2008 - 09:50 - #2Se la TV pubblica fosse davvero intelligente o utile avrebbe un senso…
Come tutte le cose pubbliche c’è anche un gran sperpero di soldi, tanti raccomandati e lavativi. Per lavorare bene devono affidarsi a società esterne…
Non mi sembra corretto che la TV privata che lavora bene debba dare soldi alla TV pubblica che non ha mai fatto bene il suo mestiere!
Non può assolutamente funzionare..
Piuttosto è necessaria privatizzarla completamente con garanzie ed obbligo di servizi ai cittadini.
Abebe Bikila
09 gen 2008 - 11:27 - #3Sarkozy è un grande. Ed è ridicolo che si cerchi di gettare fango su di lui solo perchè esce con una modella…ma tanto di cappello!
Nel vedere Sarkozy e la Bruni, che passeggiano abbracciati tra le rovine d’Egitto, vestiti sportivi, con lui che tiene il bimbo sulle spalle provo invidia per i francesi. I nostri politici, invece, hanno in media 20 anni di più, sono sempre vestiti come i nostri nonni, camminano curvi, lenti e con la testa bassa, non sanno cosa sia internet e l’unica attività sportiva che fanno (a parte tirare di coca e andare a p*****e) è andare a fare la passeggiata mattutina ordinata dal medico. Sarkozy è l’immagine di una politica giovane, che conosce le esigenze del suo tempo e del suo popolo. Noi invece siamo governati da vecchi, che pensano solo a mettersi il sedere al caldo. Io voglio come presidente uno che possa sembrare mio padre, non mio nonno!.
Ah…vorrei far presente quanti dei nostri parlamentari sono divorziati o risposati (e poi inneggiano ai valori della famiglia), quindi abbiamo poco da dire.
Ranma Saotome
09 gen 2008 - 12:17 - #4invece la tv pubblica deve esistere, però bene ha fatto Notuno a dire STOP ai commenti nostrani
Maur1
09 gen 2008 - 12:18 - #5Non c’è bisogno di eliminare totalmente la pubblicità dalle reti pubbliche. Basterebbe ridurla, basterebbe che non interrompesse i film, gli avvenimenti sportivi, i programmi (mi vengono in mente Ballarò, Report, Quark) e i telefilm 50 volte. Via le televendite, via i numeri telefonici da chiamare a pagamento… basterebbe mettere un tetto agli spot …e che venga rispettato!
pppp
09 gen 2008 - 12:41 - #6tante belle parole quelle di sarkozy…un pò troppe per uno che non ha ancora fatto niente…
Matellan
09 gen 2008 - 13:14 - #7Sarcozy nel suo paese è anche sull’orlo del fallimento totale e presente più nelle cronache rosa che non in altro cmq bisogna vedere cosa propone la tv pubblica se è come la nostra Rai allora è sempre uno scandalo pagargli il canone
pampasosa
09 gen 2008 - 13:49 - #8matellan,ma che dici?la sua popolarita’ è calata del 7%,non è sprofondato sotto zero,e con questa mossa di togliere la pubblicita’ si riprendera’ sicuramente
Abebe Bikila
09 gen 2008 - 14:31 - #9Ma anche la storia del 7% di calo…a me sembra solo un modo usato dai nostri tg per denigrare un politici straniero per chissà quale motivo? Perchè è straniero? Perchè è francese? O forse perchè ci mostra che in Francia hanno un presidente di 52 anni e non un matusa di 80 e passa.
In Italia esistono i punti di popolarità? Onestamente non l’ho mai sentita, a parte quando Berlusconi “se le canta”, realizzando autosondaggi dove -guarda caso- è sempre in testa.
Quanti politici italiani avrebbero ALMENO un 7% di popolarità da poter far calare in questo modo?
Io credo che questo famigerato 7% sia da parte di qualche moralista convinto che, spinto dalle voci del gossip, veda in Sarkò una specie di fedifrago che sta con donne più giovani di lui (a parte il fatto che lui è legalmetne divorziato e che la differenza di età tra i due non è abissale). Magari tra qualche tempo la sua popolarità aumenterà, ma ovviamente non farà notizia.
Noi intanto teniamoci i nostri vecchiacci bavosi, che non sanno nemmeno come si accede a internet.
davyday
09 gen 2008 - 15:28 - #10Sarkozy ha fato un grandissimo regale alle tv private ieri,mentre annuciava questo, i titoli delle reti Tf1 e M6 sono volati in borsa quand invece avevano toccati i punti piu bassi negli ultimi 3-4 anni.Per informazione:il proprietario di TF1 e Martin Bouygues,un suon grande amico,il nuovo diretore di quella rete faceva parte della sua campagna eletorale…
Communque la tv publica francese e interessante.Hanno gli stessi difetti che la rai,tipo programmi per una eta-media alta,pero osano anche.Tipo la settimana scorsa hanno trasmesso teatro in diretta il sabato sera.Ed ha avuto successo.Senza la publicita non lo so come faranno,pero quella di Sarko per il momento e solo una proposta.Che tra l’altro ha oscurato anche il fato che lui ha parlato poco del potere d’aquisto debole dei francesi,quando invece era un punto cruciale della sua campagna.
Lui rimane una bestia mediatica unica,un animale di communicazione.Quello di ieri e stato un vero show.E bravissimo ad utilizzare i media.
fabio.21966
09 gen 2008 - 16:31 - #11In tutta sincerità, rileggendo attentamente le parole di Sarkozy, denotano il nulla assoluto; anzi la sua proposta positiva: annullare la pubblicità sulle reti pubbliche si scontra contro l’assoluta indeterminatezza delle disposizioni che andrebbero prese. Quando? Come? E le risorse mancanti: aumentando le tasse sulla pubblicità delle tv commerciali… tassando la telefonia mobile… internet…
Vi rendete conto delle assurdità che ha detto?
I sondaggi hanno attendibilità pari a zero, e non solo quelli che Berlusconi si confeziona nottetempo pro domo sua, basta controllare quelli di ieri che vedevano Obama avanti quasi di 10 punti e poi ha perso di 2 (ma lo stesso si era verificato a sfavore della Clinton l’altro giorno), però un calo netto della popolarità di Sarkozy mentre è ancora in corso la “luna di miele” elettorale è preoccupante. Ciò che ha nuociuto di più però al francese non è la “relation” con la Bruni, quanto l’incapacità (pari a quella del predecessore) di calmierare la situazione esplosiva delle banlieue e soprattutto le dichiarazioni rese in vaticano che hanno inorridito l’opinione pubblica della laicissima Francia.