
Dopo il primo post sui Tg - che, insomma, sembrerebbe persino essere stato apprezzato. Cosa non scontata, di questi tempi - continuo il mio personalissimo avvicinamento alla televisione italiana del 2008. O meglio, a quella che vorrei.
Parliamo di fiction. E parliamone operando l’unica divisione sensata che si può operare - non me ne vogliano gli amanti della tassonomia, vi prego -, distinguendo le fiction straniere (perlopiù made in U.S.A.) da quelle nostrane.
Vorrei una tv che scegliesse accuratamente, sondando anche gli umori degli appassionati di serie tv, quelli che si tovano fin troppo facilmente in rete, per esempio, le serie tv da acquistare. Vorrei una tv che insieme a queste scelte oculate proponesse palinsesti costruiti in maniera intelligente, con un battage pubblicitario sufficiente a lanciare il prodotto e con una coerenza di fondo, che permettesse di mantenere il giorno di messa in onda e un tranquillo traghettar della serie verso la sua naturale conclusione. Vorrei traduzioni e doppiaggi pertinenti.
Vorrei, parallelamente, fiction italiane moderne e ispirate, che trattino tematiche di interesse generale, che parlino senza pudore di sesso e politica e religione e grandi temi; le vorrei non necessariamente biografiche - o, peggio ancora, agiografiche -; non necessariamente ispirate a episodi storici. Vorrei vedere attori veri alle prese con battute ben scritte; vorrei non vedere personaggi televisivi in ruoli che non competono loro; vorrei storie intressanti, scritte in maniera accattivanti, dove i buoni non sono santi e i cattivi non sono demoni: vorrei personaggi veri e non stereotipi. Vorrei che la fiction italiana uscisse dalla recinzione stantia nella quale si è autoconfinata.
E voi, che fiction vorreste?
miky80
28 dic 2007 - 00:42 - #1Malaparte ti ho lasciato un messaggio all’articolo
La Tv che vorrei - i Tg nel 2008
volevo sapere se ti saresti interessato della cosa, ciao ciao
Picchiatello
28 dic 2007 - 00:44 - #2Riferendomi alle fiction estere :
Piu’ fedeltà nella traduzione.
Meno repliche di annate gia’ viste e piu’ serie in generale.
Piu’ programmazione e “civiltà” nella stessa
Che trattino anche di religioni diverse da quella “cattolica”
Riferendomi alle italiane:
Meno macchiettismo nei protagonisti.
Piu’ tecnica ed approfondimento caratteriale ed ambientale.
Piu’ diversificazione che non sia il solito poliziotto carabiniere medico con stipendio garantito, con fidanzata garantita, con moglie garantita, con figli garantiti…
Che ci sia la via di mezzo tra finale tragico e finale da marron glace.
Che Bova Raoul non recitasse piu’
Che Memphis Ricky non recitasse piu’
luigino20
28 dic 2007 - 02:07 - #3Mi fa incazzare l’ingratitudine che c’è in Italia per il doppiaggio italiano. Ma sapete che l’Italia ha fatto scuola nel mondo per quanto riguarda questo campo? E sapete che i doppiaggi italiani sono i migliori (attenzione, no “tra i migliori”, ma proprio i migliori) del mondo? E’ proprio in Italia che si riesce a trovare la “voce pertinente” all’attore. E secondo me le serie sono doppiate fin troppo bene, specie se dobbiamo guardare l’estero, anche se, devo ammetterlo, c’è stato un calo negli ultimi anni.
Ma ora passiamo alla questione “fiction all’italiana”. Beh, ci sono tante cose da migliore. Per esempio in Italia un attore diventa specializzato per un certo ruolo e basta, fossilizzandosi (il che potrebbe mettere in dubbio la bravuta dell’attore/ice), ma detto questo non direi che la produzione italiana sia schifosa. Anzi, la produzione italiana ha una sua tradizione che mi sembr giusto continui a seguire. Lo stesso Trantino, se non erro, aveva detto che si ispira per le scene ospedaliere alle scene ospedaliere italiana delle fiction.
@Picchiatello:
Tu non vorresti il solito “poliziotto/carabiniere”, la solita famigliola e via dicendo. Sono d’accordo che nella fiction italian ritornano gli stessi argomenti quasi sempre e comunque, ma ti garantisco che così è ovunque, partendo dalle produzioni americane e, in un cero senso, è anche bello. Un esempio su tutte: le produzioni latinoamericane, almeno quelle messicane (parlo delle telenovelas) sono caratterizzate quasi sempre all’inizio da una persona in punto di morte che poi muore. E’ bello che ciascuna produzione abbia in un certo senso il suo segno distintivo.
Malaparte
28 dic 2007 - 10:09 - #4miky80, non sono solito scrivere post su commissione, soprattutto se contengono riferimenti sarcastici alla mia persona e se le richieste provengono da chi mette costantemente in dubbio il mio modo di operare.
Grazie.
freestate
28 dic 2007 - 10:09 - #5Caro Malaparte, quello che cerchi relativamente alle serie tv straniere già c’è, sui canali FOX di SKY. Lo so che sono a pagamento e magari non tutti li vedono, ma almeno sui canali FOX c’è professionalità e rispetto del pubblico: mai un orario sforato, mai un cambio di ordine degli episodi, mai uno spostamento; e fanno pure un sacco di repliche, comprese quelli sui canali FOX+1. Per un appassionato di serie tv è sicuramente un ottimo investimento.
Per quanto riguarda le fiction italiane, ormai ho smesso di sperare in qualche prodotto di livello. Io mi accontenterei che a recitare ci fossero attori, e non ex veline, ex miss italia, ex naufraghi, tutta gente che andrebbe valutata per le capacità artistiche e non per la fama e le ragazzine che si portano dietro.
Malaparte
28 dic 2007 - 10:18 - #6freestate: sì, ovvio. Parlo, naturalmente, della tv generalista.
Raf
28 dic 2007 - 12:21 - #7I doppiaggi italiani sono più che buoni in generale, ma ci sono alcuni casi pesanti di cattivo adattamento del testo che fanno davvero rabbrividire.
Non sarebbe male vedere meno repliche a oltranza di serie tv (penso ai vari CSI, o anche al Dr.House) e più prodotti freschi.
Sulle fiction italiane -purtroppo- sono pessimista, dubito che ci sarà un miglioramento, e come sceneggiatura, e come casting. Il pubblico sembra gradire lo stato di cose attuali, quindi perchè sperimentare?
MetaMorph
28 dic 2007 - 12:42 - #8Nell’articolo non c’è questa cosa: vorrei che ad una serie TV venisse assegnato un giorno e un orario di messa in onda e che questo fosse rispettato fino al termine naturale della serie, risultati di ascolto o meno, controprogrammazione forte o scadente, si può chiudere un occhio solo in caso di eventi di forza maggiore (che non sia il furto in casa di Corona che di quello può fregarmene molto meno).
O forse, nell’articolo questo non c’è perché questo è davvero chiedere troppo…
Statemi bene…
terradimezzo
28 dic 2007 - 12:45 - #9Sulle serie straniere sono d’accordo con Malaparte. Un po’ di rispetto verso i telespettatori da parte della tv generalista non guasterebbe. Non pare esserci oculatezza nelle scelte di programmazione e di palinsesto e soprattutto nelle scelte delle serie relativamente al genere … si parte con un CSI e via mille CSI, un ospedale e via mille ospedali. Che poi per carità molte sono belle e meritano di essere viste … ma non è che se c’è una barella o un distintivo dobbiamo per forza ritenere che meritino la messa in onda. Per quanto riguarda il doppiaggio in se tecnicamnete è ottimo, sono gli adattamenti degli script e le traduzioni che ultimamante lasciano un po’ a desiderare.
Le serie TV italiane: non sono pessimista, sono rassegnata ormai…purtroppo non credo ci sia più nulla in cui sperare!!! Mancano gli autori bravi? Manca loro un po’ di fantasia? Manca la volontà di produrre qualcosa di innovativo? Non so…ma se contiamo che ci sorbiremo nel 2008 ancora carabinieri e Don Matteo (a quale stiamo 6-7-8??!!) non vedo spiragli all’orizzonte.
Saludos!
MetaMorph
28 dic 2007 - 12:47 - #10Ah, aggiungo: che fosse assegnata una RETE, un GIORNO e un ORARIO di messa in onda… non si sa mai…
Ari-statemi bene…
Lea
28 dic 2007 - 16:22 - #11Vorrei meno fiction.
Le poche che potrebbero starci, dovrebbero essere ambientate in altre regioni oltre alle solite Lazio e Campania. In Italia ci sono altre 18 regioni.