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Che ne è stato di The Kumars?

Pubblicato: 02 ott 2007 da Lord Lucas

the kumarsNel panorama del sit-show che abbiamo delineato qualche post fa abbiamo trascurato un’annosa questione: The Kumars s’ha da fare?
In occasione delle Telegrolle 2006, mentre si lanciava un progetto andato in porto come Buona la Prima, si è accennato di uno strampalato acquisto, ancora una volta legato al filone della sitcom sperimentale:

E’ infine c’é una sit-com senza copioni ‘De Kumars’: uno show che è in parte un talk e in parte una sit-com ambientato nella casa di una famiglia con un figlio viziato al quale i genitori hanno costruito nel giardino uno studio televisivo. In ogni puntata è previsto l’arrivo di due celebrità. (ANSA)

A importare il format dalla Bbc sarebbe stata ancora una volta Fatma Ruffini, direttrice responsabile del settore sitcom oltre che dei programmi RTI, sottolineando l’enorme successo riscosso in territorio anglosassone.
Ai tempi dei rumors su The Kumars, si vociferava dell’ipotetica scelta di Michelle Hunziker come personaggio femminile.
Prima di proseguire con i se e con i ma, scopriamo insieme che cos’è The Kumars.
The Kumars at No 42, trasmesso di recente sul canale Bbc Prime di Mondo Sky, è a metà tra una sitcom e un talk show. I Kumars sono una famiglia anglo indiana che ha un’idea a dir poco originale: organizzare un talk show con vere celebrità a casa propria, al numero civico 42 .
Questa bizzarra mescolanza ha letteralmente conquistato l’Inghilterra e vanta imitazioni in America, Australia, Olanda, Germania e Israele.
Kumars, tipica famiglia indiana trapiantata in Inghilterra, vivono a Wembley, a nord di Londra. Persone alquanto singolari hanno spazzato via il giardino costruendo al suo posto una sorta di studio tv dove organizzano un vero e proprio talk show con ospiti importanti.
Il risultato è un vero e proprio salotto in cui si chiacchiera e si fanno interviste, dove molte celebrità sportivamente hanno accettato di essere anche messe in ridicolo.


Lo show (Hat Trick Productions), lanciato nel novembre 2001 nel Regno Unito sul canale BBC-2 e andato in onda fino al 2006, si ispira, con le dovute differenze, ad un altro programma radiofonico e televisivo della BBC con protagonisti Sanjeev Bhaskar e Meera Syal, lanciato nel 1998 e intitolato ‘Goodness Gracious Me’, che presenta una serie di sketch con personaggi angloindiani.
Parlando di ricezione italiana, l’idea fino a qualche anno fa poteva sembrare innovativa, ma ormai l’abuso di atmosfere conversevoli-improvvisate in tv rasenta il cazzeggio. E, soprattutto sappiamo ammettere, pur senza risultare razzisti o poco avvezzi al melting pot, che da noi l’innesto indiano alla Sognando Beckham non ha mai funzionato troppo bene.
Prendete la ridicola stereotipizzazione imperante nell’ultimo Medico in Famiglia o il telefilm fantasma Sweet India andato in onda di mattina su Raidue.
E a tal proposito ci sarebbe anche un’altra piccola curiosità. Ai tempi dell’annuncio di The Kumars, risalente al 2004 e poi riconfermato nel 2006, si prevedeva per il 2005 una commedia televisiva con Massimo Boldi nei panni di un ex-figlio dei fiori, che dopo trent’anni passati in un eremo in India tornerà in Italia ignaro di quanto è accaduto nel frattempo nel mondo e scoprirà di avere un figlio già adulto.
Mediaset deve avere messo quest’idea nel cassetto, sostituendola con Il Ciclone in famiglia, che vedrà per un’ironia della sorte - nella terza edizione in partenza - la famiglia Fumagalli catapultata in India con tanto di costumi di scena.
Divagazioni a parte, se pensate che il sit-show, questo sconosciuto, non ha ancora trovato la sua formula vincente, c’è ancora molta strada da fare in termini di riadattamento.
Per quanto la curiosità resta: se il format è stato acquistato e annunciato, che ne è stato?

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Spike_13

    02 ott 2007 - 23:34 - #1
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    Goodness Gracious Me è una delle cose più divertenti che abbia mai visto (poco meno di una spanna sotto i Monty Phyton).
    E Sanjeev Bhaskar una gran faccia da comico. Se potete certatevelo.

  • Reset

    03 ott 2007 - 09:09 - #2
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    Per fortuna che è rimasto nel cassetto…

  • jackk

    03 ott 2007 - 13:54 - #3
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    io questo show l’avevo visto un paio di volte in inghilterra…l’avevo trovato molto simpatico solo che trovo molto difficile adattarlo all’italia…non abbiamo un’etnia così radicata nella società come quella indiana in inghilterra anche per ovvi motivi…

  • […] Quest’anno a Buona Domenica sono riusciti a fare peggio dell’anno scorso (e dire che ce ne vuole), riuscendo a far rimpiangere il discusso ring che quantomeno era furbamente autoprodotto (Cesare Lanza, se ci sei batti un colpo). Ormai sembra che gli autori non servano più, visto che la scrittura di testi esula dalla nuova struttura del contenitore domenicale. Basta rimandare le lancette dell’orologio indietro di qualche mese e tirare a campare con pupe da décolléte sempreverde (Rosaria Cannavò su tutte) e ex-grandi fratelli scampati all’ufficio di ricollocamento nelle sagre. Poi, giusto per rispolvere l’ingrediente più trash della gestione Costanzo, sono state re-introdotte quelle scenette insopportabili, che coinvolgono il cast fisso in botta e risposta da avanspettacolo. L’unica new-entry, che vorrebbe essere l’impari corrispettivo di Mario Merola nell’era del Cangurotto, è uno dei reduci dei TreTre di cui non mi sovviene il nome ma a cui la Perego deve aver dato asilo dopo che hanno lavorat insieme a Forum (d’altronde, la Varone lavora lì perché è un’amica di famiglia, quindi c’è posto per tutti). Se a questo aggiungete che lo sbrodolato surf e le selezioni ‘Inviate cercasi’ hanno il solo fine di fare la radiografia inguinale del sesso femminile (con lato b incluso) sparso per lo studio, la vacuità creativa è fatta. E ora ci mancava solo il quiz spillasoldi, come ormai d’abitudine in diversi canali dopo che Zengi (presto redivivo nella formula Game Box targata Melita) ha fatto scuola. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Pochi secondi per prenotare e tutti possono partecipare, alla modica cifra da cartomanti di un 899, al gossip quiz della Perego (a cui si presta un sempre più dequalificato Beppe Braida). La formula è pressoché analoga a quella dei giochini già andati in onda durante Uno Mattina o La Vita in diretta, o nel più recente Quiz Sport di Italia 1. Forse funzionerebbe di più se ad ammiccare e a bagnarsi le labbra fosse la Gregoraci, ma magari ci ripenseranno la settimana prossima. Una cosa, inquietatamente scandalosa, è certa: 8.299 telespettatori si sono prenotati, salvo poi essere dimezzati dalla scrematura dei vari questi, per dimostrare di sapere con chi se l’è spassata quest’estate la Hunziker. A questo punto, meglio più Sani e più belli con la Lambertucci tutta la vita. postato da Lord Lucas il domenica 07 ottobre 2007 in: […]

  • soundsblog

    22 nov 2007 - 11:55 - #5
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • […] Dal 1 dicembre Canale 5 mette in campo il fortunato show di Bonolis, riuscito a reggere al martedì nonostante la fortissima controprogrammazione, con l’idea di non darla vinta alla Lotteria Italia che resiste stoicamente fino a gennaio (mentre gli altri anni ci si accontentava di film in attesa del Bagaglino). Per l’ex presentatore dei pacchi si tratta di un vero ritorno alle origini, visto che per anni ha dominato il sabato sera tra i fasti dei Cervelloni e il boom di ascolti del primo Ciao Darwin, al debutto il 3 ottobre 1998. Eppure, Bonolis non ha ricordi del tutto positivi legati a questa collocazione, visto che nel 2001 ha riportato uno dei più cocenti flop della sua carriera con il varietà Italiani. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Nato da una costola dello stesso Darwin, che si apriva con il tormentone Italiaaaaaani, va detto che il programma esordì in una congiuntura catodica poco favorevole (il 22 settembre, ad appena una decina di giorni dalla tragedia delle Torri Gemelle). Il pubblico televisivo, a quei tempi, non aveva molta voglia di ridere sulle trash-disgrazie altrui, e a confermarlo fu anche il concomitante insuccesso su tutta la linea di Tacchi a Spillo, il soppressso show sulle drag queen condotto da Claudio Lippi e Michelle Hunziker su Italia 1. Ai tempi di Italiani, Bonolis rivestiva le inedite vesti di produttore, oltre che di presentatore, e la trasmissione fu paragonata ai tempi a un ambizioso kolossal, visto il costo record di due miliardi e mezzo a puntata. Furono proprio i fallimentari risultati sia di critica che di pubblico - il programma fu accusato di volgarità, poco seguito e chiuso in anticipo alla nona puntata - a segnare la prima battuta d’arresto nella sfolgorante parabola carismatica del conduttore. E analogo destino funestò la reputazione di Teo Teocoli, che diede forfait dopo la prima puntata e da allora ha imboccato un insuccesso dopo l’altro, indistintamente in Rai e Mediaset. […]

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