Centovetrine, Alessandro Cosentini è Vincent Saint Germain: l'intervista di Tvblog

Il giovane attore, alla sua prima esperienza televisiva, racconta a Tvblog l'avventura sul set di Centovetrine.

Alessandro Cosentini e Galatea Ranzi 3141 - 0005

Parte domani su Canale 5 la quindicesima stagione di Centovetrine. Tante, come sappiamo, le novità che ci aspettano, soprattutto saranno tanti i nuovi ingressi, scaglionati da qui fino a novembre. Il primo a fare il suo ingresso in scena, lunedì 29 settembre, è Vincent Saint Germain, interpretato da Alessandro Cosentini, alla sua prima esperienza televisiva dopo il diploma all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico.

Vincent Saint Germain, figlio di Emma (Galatea Ranzi) e Cedric (Enrico Lo Verso), è quindi il nipote di Ettore Ferri (Roberto Alpi). Ragazzo leale e sincero, impulsivo e passionale, è però anche un eterno ribelle dal carattere rude ma sensibile. Vincent è un puro, un uomo che non merita di essere tradito. Ma di fatto è un ragazzo ancora irrisolto. In aspro conflitto con i genitori, Vincent vorrebbe costruirsi una famiglia perfetta, l’opposto di quella nella quale è cresciuto, con Penelope (Beatrice Aiello) la donna che ama e che presto sarà sua moglie. Arriverà a Centovetrine grazie a Ettore e lavorerà in un’officina meccanica ma la sua vita e i suoi sogni verranno presto distrutti.

Queste le anticipazioni trapelate fino a questo momento, e noi di Tvblog abbiamo cercato di saperne di più, contattando direttamente lui, Alessandro Cosentini, l'attore che presta il suo volto a Vincent. Alessandro però ha la bocca cucita, preferisce che sia il pubblico a scoprire volta per volta nuovi aspetti del suo personaggio. Riusciamo però a farci raccontare qualcosa in più di questa sua esperienza sul set di San Giusto Canavese, che lo ha piacevolmente coinvolto. E poi scopriremo con il passare del tempo se Cosentini e il suo personaggio riusciranno a conquistare il pubblico di Centovetrine.

Cosa ci puoi raccontare e svelare del tuo personaggio?

Non posso svelarvi niente più di quello che già si sa. E poi che senso avrebbe dirvi quello che il mio personaggio sarà o farà durante tutta la stagione? Seguiteci e vedrete. Mi auguro di raccontare al meglio il mio personaggio dal lunedì al venerdì alle 14.10 su Canale 5.

Come è stato entrare a far parte di un programma e di un cast collaudati da anni? Ti sei subito sentito a tuo agio sul set?

Non è stato difficile proprio perché Centovetrine è come una grandissima famiglia. Il clima di lavoro riesce a non essere mai infelice nonostante i ritmi di riprese e l’insieme di cose da dover gestire. Mi sono trovato molto bene anche con il cast. Lavorare insieme a Roberto Alpi, Galatea Ranzi ed Enrico Lo Verso è stata una grandissima fortuna e un’opportunità immensa. È stato importantissimo per me avere iniziato il lavoro con Beatrice Aiello. È stata una compagna di lavoro stupenda. Sono riuscito a sentirmi a mio agio sul set dopo qualche giorno. Non è stato difficile ambientarmi.


All’inizio di questa avventura quale è stato l’ostacolo più grande da superare, se ce n’è stato qualcuno?

Non è stato facile misurarmi con la macchina da presa non avendoci mai lavorato molto. Ho recitato prevalentemente in teatri.

Centovetrine 15° Alessandro cosentini e Roberto Alpi 3129 - 0005

Nel cast di Centovetrine ci sono attori che interpretano lo stesso personaggio da tanti anni. Tra loro c’è qualcuno da cui hai imparato qualcosa di nuovo nella professione?

È stata molto importante l’influenza di Roberto Alpi, con cui ho iniziato a girare già dalle prime scene. Tutto quello che ho imparato di nuovo lo devo soprattutto a tutti coloro che stanno dietro la macchina da presa: registi, tecnici e assistenti.

Tu sei diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Hai sempre sognato di fare l’attore?

Fino a 20 anni non avevo ancora idea di cosa avrei potuto inseguire nella vita. Ero inscritto all’università in Calabria e frequentavo la facoltà di filosofia. Ho sempre avuto una grande passione per il cinema e per la musica ma non avevo la minima idea di cosa poteva significare studiare recitazione in un’accademia come la Silvio d’Amico. Da quando sono arrivato a Roma ho scelto di intraprendere questa strada e mi è andata anche bene perché ho studiato questa materia da privilegiato.



A volte, nel tuo ambiente, esiste ancora un certo pregiudizio nei confronti del genere soap. Tu hai mai avuto qualche remora nel voler fare il provino per Centovetrine o per accettare il ruolo di Vincent?

I pregiudizi nascono ovunque, non solo nell’ambiente teatrale di cui io ho esperienza solo per il fatto che ho frequentato il mondo accademico per tre anni. In verità io non bado molto ai pettegolezzi e ai pregiudizi perché non è quello che mi hanno insegnato a fare i miei genitori. Io penso che se un genere come la soap o un qualsiasi altro genere è costruito e lavorato bene di conseguenza è libero da qualsiasi critica o pregiudizio ed io qui ho trovato un ambiente di lavoro rodato, propositivo e ricco di stimoli e spunti. I luoghi comuni sono la cosa peggiore che possa interessare qualcuno. Soprattutto voi giornalisti. Non ho avuto remore o indecisioni nel voler accettare questo lavoro e questo ruolo. Per un giovane attore come me è stata un’occasione unica e irripetibile.




Cosa ti auguri possa arrivare da questa esperienza in Centovetrine?

Non ne ho idea. È tutto da scoprire per me. Adesso posso dirti che spero solo di non deludere chi ci segue da casa e molte persone che hanno sempre creduto in me.



E cosa porterai con te negli anni di questa esperienza lavorativa?

Una consapevolezza più matura dei miei mezzi e tante nuove amicizie preziose.

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