Floris, Ballarò e Rai 3: Un addio lungo un anno, con due gocce finali. Ora si riparte

L'addio di Giovanni Floris a Rai3, in una ricostruzione estremamente verosimile

Giovanni Floris è nato, televisivamente in Rai. Ha percorso la strada, lunga e tortuosa presso i Telegiornali, diventando poi corrispondente dagli Stati Uniti d’America. Quindi è indubbiamente esploso, sempre televisivamente a Ballarò, grazie all’intuizione dell’allora direttore di rete Paolo Ruffini. Certo gli inizi non furono facili, ma puntata dopo puntata, stagione dopo stagione, si è preso il suo “posto al sole”, per usare il titolo del programma che gli faceva da traino, fra i talk show dell’italico piccolo schermo. Floris ora è un fuoriclasse ed andrà a dimostrarlo a La7 dal prossimo mese di settembre.

Spesso però e questo non vuole assolutamente essere l’esempio di Floris, i conduttori televisivi, già egocentrici per natura, più acquisiscono “potere” grazie agli ascolti e alla “riconoscibilità”, che travalica certamente il “numerello” delle 10 del mattino e più si sentono “fighi”, per usare un termine caro all’attuale direttore generale Rai Luigi Gubitosi . Per questo, generalizzando, hanno bisogno di essere in qualche modo coccolati e sentirsi indispensabili nella propria collocazione.

Ovviamente è pieno diritto del direttore di rete, cercare anche delle alternative ai loro fuoriclasse. Insomma il “monopolio” del talk politico di Ballarò sulla terza rete in prime time, era cosa che non poteva proseguire. Soprattutto in una rete come la Tre, che ha bisogno anche evidentemente di sperimentare. Ecco che si tenta quindi di provare ad “Agorarizzare” la terza rete della Rai, anche in altre fasce orarie, oltre a quella della prima mattina, che ospita con successo proprio Agorà ed il suo talk politico.

Se poi si aggiunge che queste “sperimentazioni” sotto traccia durante l’anno, vanno a fine stagione ad intaccare il territorio di Ballarò, si dice, togliendo 2 puntate a luglio del programma condotto da Floris, per lasciare più spazio e risorse al neonato Millenniumm, allora molte cose si possono capire. Diciamo capire e non giustificare. Al netto di tutto questo, ricostruzioni ed elementi che possiamo permetterci di ritenere verosimili, Floris lascia la terza rete della Rai per La7 e Rai3 rimane con il suo bel programma, nuovo di zecca, in onda, con risultati di ascolto non proprio esaltanti, almeno per quel che riguarda il debutto. Con tanto di “segnale” di La7, che con uno Speciale del Tg di Enrico Mentana, rosicchia qualcosina in ascolto al debutto del trio di Millennium, ma che soprattutto, tende a dare un segnale chiarissimo a Rai3, del tipo: Al martedì ora ci siamo anche noi …

Insomma, quello di Floris a Rai3, discorso monetario a parte, è stato un addio lungo un anno, con due gocce che hanno fatto traboccare il vaso a fine stagione. Due gocce che difficilmente sarebbero potute evaporare, molto difficilmente. Ora si è alla ricerca del nuovo conduttore, una ricerca che si è nuovamente rallentata dopo la prima puntata di Millennium e con l’ipotesi della brava Mia Ceran che rimane sul tavolo di lavoro, ma spostata più ai margini, rispetto alla posizione centrale dei giorni precedenti alla prima di “Ballarò Estate”, passateci la piccola provocazione sul titolo. Scommessa (comprensibile) su di lei, oppure altro? Staremo a vedere. Forza, palla al centro e si riparte verso la porta, caro direttore Vianello, Alè!

Floris, Ballarò e Rai 3: Un addio lungo un anno, con due gocce finali

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