Questo è un articolo che, con ironia e qualche impertinenza, guarda fiducioso al futuro.
Alcuni di voi sapranno di “Viziati 2“, il mio programma che sta andando in onda su Rai3 il martedì alle 23.45. E molti di voi sapranno che Aldo Grasso, come era nelle aspettative e previsioni non solo mie, lo ha stroncato il 26 luglio; leggere per favore. Lo aveva fatto per “Viziati 1” e si è ripetuto; regolare. Per servire il popolo e incrementare le copie del Corriere della Sera su cui scrive Grasso, ho mandato un breve messaggio al forum dello stesso giornale.
Il testo è il seguente: “Mi permetto di invitare i lettori del forum di andare a leggere sul Corriere di oggi 26 luglio l’articolo di Aldo Grasso intitolato ‘Italo Moscati blob cattocomunista’. Una piacevole lettura, una gratificante stroncatura. Cercate sui blog, sempre che il Moderatore non moderi troppo. Grazie a voi e ad Aldo, Italo Moscati“.
Grasso, che è il Moderatore di se stesso e soprattutto dei messaggi, non si è moderato e ha risposto: “Verrebbe da dire: al cattocomunismo si aggiunge una buona dose di paraculaggine. Indispensabile per durare così a lungo in Rai“.
L’articolo di Grasso e la sintetica risposta sul forum, per stile e argomenti, sono concepiti e redatti come un fascicolo personale intestato “Italo Moscati“, destinato agli archivi della Stasi, la polizia segreta della Germania comunista. Che ne ha preso possesso. Il Corriere ha stampato in anticipo le indiscrezioni.
Vediamo il fascicolo dell’agente Aldo e i suoi contenuti, così come li elenca lo stesso agente:
“Accuse ideologiche. Il Soggetto pratica costantemente un’attività pubblica e clandestina insidiosa per il partito televisivo del grassocomunismo (pensiero unico) e si rifiuta di fare pubblica autocritica.
“Accuse di comportamento antipartito 1. Moralismo antiregime.
“Accuse di comportamento antipartito 2. Opportunismo, servilismo Rai.
“Accuse di plagio. Blobbismo reiterato e delittuoso.
“Annotazioni di carattere psicologico. Paraculaggine o paraculismo.
“Osservazioni finali. Il Soggetto è personaggio da sottoporre a stretto controllo, censura e richiesta di espulsione dal servizio pubblico Rai. Il Soggetto è pericoloso per il regime grassocomunista. Consigliabile congruo periodo di confino con rieducazione “.
E così via.
Verrebbe da dire, innanzitutto a proposito delle lunghe durate, si veda risposta al messaggio al forum. E’ mezzo secolo che dura al Corriere il prof. Grasso, docente deluso alla Università Cattolica, barone deluso e deludente per molti suoi studenti delusi; allievo di Gianfranco Bettettini, maestro deluso, che ce l’ha sulla coscienza; ex sceneggiatore deluso, ex direttore deludente e deluso di RadioRai, propugnatore finora deluso di un museo della Tv a Milano; dispensatore di consulenze dai risultati deludenti; e infine, a tempo pieno, ottimo agente segreto in servizio attivo e permanente.
Verrebbe da concludere: paraculaggie o faccia da… Scegliete voi.
Qualità indispensabili per predicare, razzolare, redigere dossier.
Le qualità non sono finite. Noi sappiamo tutto di Aldo dalle sue righe quotidiane. Confessioni al mondo come in un reality.
Sappiamo che tra i suoi peccati di gioventù inserisce con nostalgia (nel ricordo di un elegante foulard al collo) i giorni in cui lavorava in Rai e conduceva ahinoi programmi. Che ha una casa in Piemonte. Che è tifoso del Torino. Che ha una mamma. Che organizza festicciole. Che legge Cioran, monsignor Ravasi e i cartoon. Che rifarebbe gran parte del cinema(è stato anche cinecritico). Che va in vacanza per venti giorni d’agosto. Che si sente l’uomo più felicemete contestato dalla critica tv: molti nemici, molto onore. Che odia il cronista di ciclismo Auro Bulbarelli. Che odia Giovanni Minoli di cui dev’essere innamorato perso. Che odia i pensionati Rai che non fanno largo ai giovani. Che odia i giovani che diventeranno pensionati Rai. Che odia il pensionato Piero Angela perchè troppo razionalista. Che odia o odiava Pizzul. Che odia e odierà Agostino Saccà con la sua fiction. Che odia gli sceneggiatori italiani di fiction. Che stappa bottiglie del vino che viene dalle sue viti quando guarda la tv. Salute.
Righe quotidiane di un’autobiografia senza fine e senza orrore di se stesso. Narcisetto, Adoncino…Specchio,specchio delle sue brame? Ma no. Teoria, prassi, teoria. Metodo.
Poco importano i giudizi dell’agente Grasso su “
Viziati 2“. Scontati. Sfoghi di acne senile. Da obliare. Grazie ai consensi di gran parte della critica e agli ascolti in crescita.
Verrebbe infine da dire: il prof-barone-agente-archivista capo sarebbe d’accordo nell’intraprendere, dimenticando la cura dei fascicoli d’odio e di denuncia,un corso intensivo di recupero in critica, storia e semiologia della tv, oltre che buone maniere?
Faccio una promessa a lui e ai lettori del nostro blog: proverò a scrivere per Aldo brevi dispense per il corso.
Fiducioso nel futuro.
ITALO MOSCATI
g.
30 lug 2007 - 14:31 - #1Vero.
Però Aldo Grasso ti risponde con una parola mentre a te occorrono due pagine di schermo.
Debora
30 lug 2007 - 14:39 - #2Caro Italo, dai voti “massacranti” che i lettori hanno dato al tuo articolo, credo che Grasso goda di parecchia stima…
Ho avuto modo di vedere Viziati 2 solo a tratti purtroppo, ma ciò che ho visto mi sembrava assolutamente ragionato, ben fatto. Spero di recuperarlo più avanti (ma tra i video della Rai al momento non mi pare sia disponibile).
freethinker
30 lug 2007 - 14:43 - #3Non gli darei tutta questa importanza…è solo un critico televisivo, no?
Milata Criscuolo
30 lug 2007 - 14:50 - #4Leggo con interesse e poi la trasmissione l’ho vista.
Piacevole ma nulla di entusiasmante.
Tutto il maschilismo sotterraneo l’ha mostrato scorrettamente nell’impietoso montaggio dedicato alla Signora Maria Giovanna Elmi.
Che è e rimane a prescindere dagli accostamenti voluti tra il prima e il dopo isola, una seria professionista del piccolo schermo.
Con l’unica colpa di essere attiva in un Paese che se superi i trent’anni sei da sostituire.
Ma Bevilacqua ancora al comando di Sereno Variabile non è un anziano? Troppi i giovanotti della tv da Piero Angela a Maurizio Costanzo senza dimenticare Mike Bongiorno ed altri, tollerati e venerati perchè uomini.
La Elmi dentro quel programma ha avuto tutti avversi e si è sempre comportata in maniera esemplare, non supportata ed osteggiata persino dalla Conduttrice.
Quelle sarebbero state giuste immagini da far rivedere, come l’uscita di Monica Setta, gravissima, non ripresa da nessuno, nella quale dichiarava che ” la Elmi è arida perchè non ha avuto figli”.
Fatto sta che la Elmi è scomparsa dai palinsesti sfruttata e dileggiata (senza dimenticare di come però l’opinione pubblica l’abbia sempre difesa a spada tratta identificandosi come non mai nelle sue fatiche) ma la Setta ha ancora un programma su RaiUno!
Ovviamente con decoltèè sfatto e molto più offensivo in bella vista riconfermato per la gioia di laidi guardoni.
In Viziati tre che le auguro non ometta e non offenda l’intelligenza di chi la stimava perchè quella è stata veramente una caduta di stile…E far terminare il tutto con commento di Amanda Lear che pateticamente posa con tizi sconosciuti di 40 anni di meno è una brutta chiusa, per la trasmissione e per la lear. Tutti pronti a scagliare la prima pietra dimentichi del detto…
italo moscati
30 lug 2007 - 14:55 - #5Caro G, mi permetto di non essere d’accordo: AG ha scritto un lungo lungo articolo, il mio è piccolo piccolo…e non siamo haimè sul Corriere!
Cara Debora, voti massacrati? Mah. Io spero nel programma e nell’ironia che adopero contro un rancore di giudizi da moltissimi giudicato infondato. Ognuno ha i suoi sostenitori. Specie chi ha le spalle larghe e coperte da molti poteri…
Caro Freethinker, anche in questo caso mi permetto di non essere d’accordo. Non tanto per le reazioni personali quanto per il peso che può avere un indice puntato, rivolto come una sorta di denuncia ai potenti della Tv e anche della Rai che hanno interesse a non guastarsi col Corriere…Leggete il pezzo del 26 luglio e leggete i commenti dei blog in proposito…si apre un dibattito…coraggio, mica siamo a scuola e agli esami con voti!
italo moscati
30 lug 2007 - 14:59 - #6Cara Milata, lei ha ragione, forse era duro e impietoso il quadretto della Elmi ma era la tv, e non lei, che volevo chiamare in causa, la tv che trasforma le persone e i programmi in trash…chissà se, vedendo questi quadretti, a qualcuno verrà in mente che il problema è a monte e che la storia che fa la tv è invece contro le persone, persone sensibili come la Elmi a cui va la mia simpatia…Ci conosciamo e lei sa che il mio bersaglio è in alto…
Milata Criscuolo
30 lug 2007 - 15:04 - #7Io la ringrazio della risposta e se mi sono permessa di scriverle è proprio da spettatrice delusa, nel suo articolo qui su Tv Blog fa un chiaro richiamo alle buone maniere e mi sarei aspettata una sensibilità maggiore.
Mi creda l’intento che mi ha espletato era veramente sottotesto, se la Signora è sua amica la contatti per le scuse che da Signore qual’è non tarderà a farle pervenire, oltre ad un caro saluto da una sua ammiratrice (della Elmi eh!) Buon Lavoro!
italo moscati
30 lug 2007 - 15:09 - #8Sempre per Milata. Un’aggiuntina, a proposito della accusa di maschilismo. Nella stessa puntata c’era un montaggio su Briatore, le imitazioni di Soleghi, caricatura spietata del maschilismo…Viziati è un programma che vive di contrasti e di contraddizioni…La tv fa storia così e farlo vedere tutto insieme penso che possa stimolare ragionamenti, e una migliore conoscenza del mezzo e dei suoi contenuti…per integrare giudizi e commenti parziali,dietro i quali non si legge voglia di capire ma solo la voglia di gestire un potere paraculissimo…ma continuaiamo a parlarne…
derma
30 lug 2007 - 15:18 - #9Perché mai dovrebbe interessare uno scontro tra lei (Italo Moscati) e e quell’altro (Aldo Grasso)?
Un programma dal titolo “Viziati” non può non portare in dote “il vizio”, il vizio stesso di colui che lo “assembla”, e cioè “la voglia di giudizio”, la medesima voglia che eccita il signor Aldo Grasso.
Dunque dov’è il “conflitto”? Lei “giudica”; lui “giudica” lei che “giudica”. Entrambi, intravisti “dal di fuori”, apparite condannati ad essere voi stessi.
Siete autoreferenti (e autoreferenziali: orrenda parola, ma efficace per le orecchie a tal linguaggio avvezze), e nei propri ri-guardi ognuno di voi è tollerabilmente (e la tolleranza è la borghese indecenza nel sospendere l’omicidio del proprio simile) autodeferente.
italo moscati
30 lug 2007 - 15:19 - #10Più che le scuse,ma non ho difficoltà a farle, cercherò di spiegare alla Elmi quel che sto cercando di dire…la Elmi è una persona intelligente e sono sicuro che capisce benissimo miei intenti e situazione…Mileta, mi creda, la riflessione sulla tv è miserevole e io spero di proporre provocazioni e spettacolo…il titolo originario di Viziati era Castigat…(eccetera),ma non volevo fare lezione a nessuno e l’ho cambiato, lei, io, Grasso e tanti altri siamo viziati, viziatissimi…lo leggiamo e ne parliamo…quando ci troviamo davanti il materiale incandescente ci fa impressione… e stigmatizziamo, forse per allontanare il problema…
vito
30 lug 2007 - 15:25 - #11da lettore (quotidiano) della rubrica di Grasso e di questo blog, voglio solo dire che non mi era piaciuto l’articolo di Grasso e non mi è piaciuta in ugual misura la risposta di Moscati. Brutti, sia l’uno che l’altro con questo forte retrogusto di antipatie, vendette .. altro di personale. E cosa c’entra oggi il cattocomunismo e peggio ancora la Stasi… Ne sono rimasto frastornato. perchè insopportabili come un litigio all’Isola dei famosi. Non è che la troppa televisione fa male a entrambi? E quindi a tutti, me compreso? Ma essendo due persone intelligenti (Grasso e Moscati) c’è da sperare che in futuro se le mandino a dire. In privato
italo moscati
30 lug 2007 - 15:28 - #12Caro Der,a sottile il suo ragionamento. Non mi sento sullo stesso piano di Grasso. Lui ha più potere e scrive su un giornale che fa opinione. Il mio post cerca di rilevare componenti delle sue critiche, giudichi lei. Io, che pure ogni tanto scrivo o parlo di cinema e di tv, non farei il critico per nessuna ragione al mondo oggi in Italia. Per molti motivi. La credibilità è a terra e dietro le valutazioni ci sono fasci di intenzioni malevoli, personali e persino politiche. Mi dedico con passione al mestiere dell’autore. Per Viziati 1 Grasso mi definì vecchio mestierante. Ecco qui ha ragione: ho la mia età e faccio il mestierante, ovvero chi cerca caparbiamente di affermare un punto di vista da offrire al pubblico, questo sì, al pubblico e non ai numeri dell’auditel…e tu Derma non sei pubblico da auditel per fortuna…ma non mettermi per favore sullo stesso piano di Grasso…vade retro…
italo moscati
30 lug 2007 - 15:33 - #13Vito, sono on line e rispondo…come dicevo a Derma preferisco non essere messo sullo stesso piano di Grasso…questione di stile…io ho colto nei suoi articoli (me ne ha riservati parecchi di sarcastici ) uno spunto e l’ho messo in parodia…che c’è di male? ho estremizzato per vigore polemico e non per altro…non sopporto i pulpiti e all’isola dei famosi ci mando volentieri l’Aldone con il suo vino personale, io vado in moviola…grazie comunque
Zen
30 lug 2007 - 15:41 - #14Derma vola altissimo. Io mi limito a dire che alla vostra età, cari Moscati e Grasso, queste scaramucce da scuola media sono sorprendenti. Sì, la stroncatura è ferocissima e la risposta sul forum è maleducata. Va di moda essere volgari, ma la parola ipocrisia funzionava meglio. Grasso è il relatore della tesi di laurea della signorina Toffanin, e va bene. (A questo alludeva Moscati?) Ma il risentimento di questo post va oltre. Regolamento di conti ingiustificabile. A maggior ragione, quando il tuo contendente risponde in modo rozzo, si ha l’occasione per essere più eleganti. Occasione che Moscati ha perso. Deludendomi.
italo moscati
30 lug 2007 - 15:54 - #15Zen, provo a farmi perdonare da te, che ti chiami con un nome che mi fa pensare al buddismo e a Milarepa. A volte la misura è colma. Io non scrivo al direttore, al giornale, al critico. So come vanno queste cose. Fai la figura dello stupido invadente che minaccia la cristallinità della critica. Conosco i critici e la critica, e come ho detto la credibilità di molti di loro è bassa, bassissima. Certe storie dietro le quinte…Rispondo come posso con ironia e senza offendere, credo, faccio notare incongruenze e megalomanie…O dobbiamo pensare che i critici sono la Casta, gli Intoccabili, i Supremi? Per carità, la questione è seria. Se Gian Antonio Stella addita spesso con violento sarcasmo la Casta dei politici, Zen, tu pensi che un pò di pepe faccia male? Ti ricordo Petrolini e la sua satira del damerino Gastone, colui che faceva lo snob con tanto di cilindro e di smoking,e si faceva chiamare Tone per risparmiare il Gas…di critici così ce n’è ovunque, e anche il Corriere ha la sua Casta…perchè non trattarla con impertinenza? Majakowskij criticava le cimici del regime comunista quand’era pesante…io non sono quel poeta sono Italo Moscati e non faccio parte della Casta…e poi, mi si dà del cattocomunista a vanvera…a me che sono stato iscritto per qualche tempo in passato ai radicali, per favore…grazie Zen, però silenzio e assenso non mi appartengono…scriviamoci ancora…
derma
30 lug 2007 - 15:57 - #16Colui il quale immensamente ama, molto sa, e per nulla è portato, critica.
Il potere, virtualmente efficace o realmente fittizio, del signor Aldo Grasso ha in sé la propria disfunzione: la parola.
Io non ricorro al sistema del “paragone alla ricerca della verità”, e questo non per stima o per osservanza alla “logica della diversità”, semmai perché non è pratica… ma predica.
Grasso: mai letto alcuna sua “lettera”, ascoltato alcuna sua sillaba”, vista la sua effigie (finora). Il mio per lui non è “sentimentale” disinteresse, è invece totale involontaria ignoranza e perciò sublime.
“Blob” esiste non esistendo. Lei non insegua “la virtù del volere”, e soprattutto del volere spiegare ciò che esiste non esistendo.
Jake Chambers
30 lug 2007 - 16:04 - #17Mi unisco ai giudizi degli altri frequentatori. Stimo sia Italo Moscati che Aldo Grasso e, sia l’articolo di quest’ultimo che la risposta nel forum li ho considerati un pò offensivi nei confronti di Italo Moscati. Chi ha letto i suddetti articoli credo che la pensi come me. Ma innescare un botta e risposta però non porta da nessuna parte.
italo moscati
30 lug 2007 - 16:09 - #18Inseguo, Derma, le persone che come lei pensano ed esistono…a voi mi rivolgo…se no per cosa altro varrebbe la pena ?
Zen
30 lug 2007 - 16:14 - #19Passo al tu. Italo, stai veramente andando oltre. Assolutamente non ti chiedevo di tacere. Ma di architettare una risposta elegante come le decine di risposte di cui ci hai onorato su Tvblog. Intendiamoci: dire le stesse cose che hai detto in questo post ma messe giù in modo meno scoperto e senza tirare fuori la Stasi. Il mio nickname, Zen, non indica una calma già raggiunta, è un auspicio. Per tutti.
(Derma, stai raggiungendo livelli di ermetismo ungarettiani! Potresti parlare in modo più disteso, per favore?)
derma
30 lug 2007 - 16:23 - #20La “pena” è una laica (e laida) pro-messa di redenzione sociale.
Non si affanni per ciò che, o per chi, “ne vale la pena”, altrimenti le sembrerà “(sopra)naturale” persino Aldo Grasso.
scaluzzi
30 lug 2007 - 17:00 - #21Italo, ma quanto ti rode?
Ridicolo l’articolo di grasso.
E ridicolo il tuo.
Pure tu che vai a scrivergli sul forum.
E certo che poi ti bastona.
Lui ha l’ultima parola e con 2 righe ti massacra.
Poi questo articolo, come una squallida ripicca.
Ma ignoralo…fai il tuo programma e stop.
italo moscati
30 lug 2007 - 17:06 - #22Zen, forse non hai visto il film Le vite dgli altri, sulla Stasi. I paradossi servono e io li uso. Ma ,senza farmi illusioni, penso di avere scritto un post elegante, duro, ma solo impertinente come premettevo. A Derma dico solo che a me importa di Viziati 2 e che Grasso e’ un pezzo di Casta come quelli che fanno riconoscere conmunita’ montane le colline a trenta metri dal mare. Similitudini eccessive? Chissa’. Forse ci meritiamo certi critici perche’ li subiamo…acriticamente come la tv che vediamo e di cui discettiamo.. Mi piace di piu’ la osservazione di Milata sulla Elmi, entra nel problema. I balletti leziosi settecenteschi poco servono. Ma continuero’ a scivere sul blog fedele ai miei principi. Niente di trascendentale. Sincerita’, ironia, tanta fatica per conquistare competenza, grazie ancora Zen. Mi permetto di ricordare una frase di Brecht: l’ira per un ‘ingiustizia patita rende roca la voce. Tuttavia, la mia non e’ ira ne sono incapace. Ma la resa, no, alla prepotenza e alla stupidita’,no.
italo moscati
30 lug 2007 - 17:09 - #23Oggi va cosi’. Grazie delle raffiche. Pro, contro, mezzo e mezzo.
A Daniele, grazie, hai ragione, ma vedi sopra. Per Leone, il libro e’ quasi finitio. Uscira’ in autunno.
italo moscati
30 lug 2007 - 17:19 - #24A Scaluzzi, anche tu hai ragione. Hai usato il verbo rodere. A me non rode niente. Secondo l’agente della Stasi (chiamiamo le persone con il loro nome) ho messo in Viziati Sgarbi e Zecchi perche’ rosico…mah, AG non ha capito nulla: erano citazioni sull’apparire in tv; Sgarbi dice una cosa paradossale e intelligente, e cioe’ che e’ ignifugo perche’ ormai i viziati, gente che lavora in tv e critici, non riescono a farlo bruciare, dissolvere franare con i loro giudizi…questa e’ la tv: altro che rodimenti… il potere acclarato e protetto dalla Casta (alcuni critici) e’ incapace o non vuole vedere e capire…piu’ viziati degli altri…
e poi, certo, l’agente della Stasi ha l’ultima parola sul suo forum, sul giornale, con i suoi studenti…allora? qui ti scrivo, Scaluzzi, e la ultima parola, se vuoi, la lascio a te…
Straff
30 lug 2007 - 17:19 - #25scusa ma… hai scritto una pagina lughissima sul blog… e ora rispondi a tutti i commenti?!!
mi sembra che tu non abbia la capacità di sintesi e di persuasione… buttati sull’ippica, forse ti riesce meglio!
italo moscati
30 lug 2007 - 17:23 - #26Rispondo ai commenti perche’ solo dai commenti ricavo qualcosa, un po’ meno dagli insulti generici…scrivo per capire e farmi capire…
scaluzzi
30 lug 2007 - 17:29 - #27Io che me ne faccio dell’ultima parola?
Io non sono dalla parte di Grasso.
Assolutamente.
Ma leggere quel tuo intervento sul suo forum qualche giorno fa non mi era piaciuto.
A ciascuno il suo.
Tu fai programmi, lui li critica.
Se non gli sei simpatico la critica sarà negativa e magari parziale.
Ma scrivergli nel suo regno può portarti solo svantaggi.
Straff
30 lug 2007 - 17:29 - #28e in che modo rispondendo ricavi dei qualcosa?
semmai dai commenti ricavi qualcosa… e magari anche dagli insulti generici, seppure non mi sembra di aver insultato nessuno!!
la mia è una evidente battuta, mentre le tue continue risposte ai commenti sono imbarazzanti!
nella vita bisogna saper accettare le critiche…
derma
30 lug 2007 - 17:55 - #29@Zen
La lingua italiana (?) è talmente “insensata” (imbevuta di sensi) che giocar(me)la è la mia “vanità”.
Accolgo, comunque, il tuo “?”.
Zen
30 lug 2007 - 18:10 - #30Prometto di guardare “Le vite degli altri”. E di penetrare il senso dei commenti di Derma. Vedi, stai già migliorando :-)
Milata Criscuolo
30 lug 2007 - 18:32 - #31Non conosco personalmente il Signor Moscati ma dobbiamo assolutamente riconoscere che in questa Italia di Viziati trovare un autore televisivo disponibile al confronto e che educatamente risponda a commenti lusinghieri e non è raro, quindi mi farebbe piacere che gli altri frequentatori di questo ne diano atto e non facciano un revisionismo quotidiano e prescioloso da istant comment sul perchè e il per come ma approfittino di questa occasione che è da lodare incondizionatamente.
Ora però Signor Moscati mi permetta la replica ai suoi due ultimi post.
Che io sia una spettatrice del programma fin dallo scorso anno lo aveva compreso.
Certo lei argomentava anche su Briatore, che attualmente ha una visibilità eccessiva sui media ed anche ingente patrimonio al quale affidarsi.
Parlare di Briatore non è come parlare della Elmi.
L’interpretazione data al primo è quella di personaggio comunque vincente, simbolo dell’estate cafona vuoi per relazioni vuoi per soci infimi.
Attaccarlo e inserirlo è una conferma della visibilità trovata è un supporto a quello che più detestiamo ma che ci affanniamo ad onorare, è lo specchio deforme ma sempre lucido e foriero di ennesimi ingaggi, è la celebrazione del decelebrato, è un punto in più al personale portafoglio ed uno in meno alla capacità non dimostrata di ignorare consapevolmente.
Se il montaggio avesse messo in risalto invece le non doti della compagna, lo scandalo promozionale e le dichiarazioni affannose seguite, invece della burla ad opera del comico di turno, forse una riflessione l’oltre sarebbe stata certa.
Nel suo modo invece altro scranno è stato edificato a questo Paese così complice ed inarrestabile, specialmente se teme l’algebra del conto corrente!
Parlare male della Signora Elmi invece a chi serve? E sopratutto serve?
Di certo sarebbe stato meglio vederla presentatrice al posto della Balivo o similari ( perle come : oggi è il giorno delle forze ardeatine, ammettiamolo possono venire solo da quel genere).
Sono viziata?
Non per libera scelta, il canone è mera estorsione e dovessi poter scegliere molto di quello che va in onda non sarebbe da me retribuito.
Sono però libera di esprimere pareri che possono essere raccolti od ignorati e se mi accaloro su questo è da spettatrice semplice semplice che si è sentita offesa nell’accostamento arbitrario dal quale la supposta amicizia con la Signora ne esce discutibile…
Naturalmente continuerò a seguirla ma non più come prima, beatamente immersa nel racconto, sarò più accorta, più sospettosa nell’avvicendarsi delle immagini, auspicando di non esserne ferita, ma comunque dalle sue parole comprendo che ha compreso dove è il problema!
Affettuosamente.
ILPOLEMICO
30 lug 2007 - 18:34 - #32Caro Italo, ringrazia il sign. Grasso per aver parlato del tuo programma (o collage è più appropriato?), alla fine è pubblicità.
Non reagire così male a una critica, altrimenti sarebbe meglio che cambiassi mestiere.
Hai deciso di esporti, accetta le conseguenze.
italo moscati
30 lug 2007 - 18:50 - #33VOGLIO RICORDARE INGMAR BERGMAN, LA SUA VITA, I SUOI FILM…
LA TV NON E’ E NON SARA’ MAI IL SETTIMO SIGILLO,IL POSTO DELLE FRAGOLE O SUSSURRI E GRIDA…SCENE DA UN MATRIMONIO…GRANDE TV
L’HO CONOSCIUTO E HO VISTO ANCHE ALCUNI SPETTACOLI…
LO RICORDO NELLA SUA CASA NELL’ISOLA SENZA TV…LO ASCOLTAVO PARLARE…ANCORA LO ASCOLTO…
Pierluigi
30 lug 2007 - 19:06 - #34Italo,
anche se in Mutande e Canotta in Luogo di vacanza,
provvisto di formidabile Modem analogico a 56k in supporto alla scalata della Vetta K2,
la vetta della posta elettronica personale raggiunta con estrema, disarmante cautela,
ed ossessionato dallo stratagemma della nonna del nodino al doppino telefonico per ingenerare potenziale di flusso,
sento il dovere fiero di intervenire.
Pare oggi di ritrovarsi tutti in Tribunale.
Ebbene, Signori della Corte Intervengo a favore di Italo Moscati. Perchè è un Signore. E Grasso Aldo è un Signorino.
Per carità è solo la mia opinione.
La disputa A.G. vs I.M. è una farsa, un litigio. E mi spiego anche meglio.
La sintesi BloB-conCettuale dell’articolo di Grasso Aldo è la seguente:
-tarda ora
-insopportabilmente moralistico
-Blob cattocomunista
-trasuda perbenismo
-décor da predica
-luogo comune
-Italo Moscati, che in vita sua ha fatto di tutto
-non è diventato ricco e famoso e adesso rosica su Sgarbi o Zecchi
-senza un particolare progetto linguistico
-Raitre preferisce affidarsi a pensionati
L’Estrapolazione dei BloB-concetti può denudarne a mio avviso la viziata povertà di contenuto. Ovviamente in coda al mio intervento riporterò l’articolo completo perchè si andrebbe nel torto penale non riportarlo fedelmente.
Ed un torto penale nei confronti di Grasso Aldo non sono affatto intenzionato a commetterlo. Qui lo giuro.
Una lucida critica? No chiedo, ognuno commisura l’articolo col proprio metro di giudizio.
Un articolo talmente ben formulato e scritto che si è meritata la pubblicazione sul Corriere della Sera.
Ha ragione Aldo, i miracolati.
L’analisi di Grasso è a mio parere sempliciotta. Insomma siamo realisti, è la solita analisi da qualche soldo che si legge in giro per i sobborghi del web. Ma avete mai letto gli articoli di Moscati?!
E la lettura stessa del Grasso articoletto riesce quasi a gettare il sospetto di essere stato realmente formulato con profonde radici e motivazioni personali. Il fascicolo Italo Moscati sembra esistere nel Grasso archivio. Un X-IM-File.
Ed i motivi personali li si ritrovan tutti nella risposta educata di Grasso:”Verrebbe da dire: al cattocomunismo si aggiunge una buona dose di paraculaggine. Indispensabile per durare così a lungo in Rai?.
Che dire, una finezza esemplare. E pensare che si tratta della replica all’educato commento di Italo:?Mi permetto di invitare i lettori del forum di andare a leggere sul Corriere di oggi 26 luglio l?articolo di Aldo Grasso intitolato ?Italo Moscati blob cattocomunista?. Una piacevole lettura, una gratificante stroncatura. Cercate sui blog, sempre che il Moderatore non moderi troppo. Grazie a voi e ad Aldo, Italo Moscati?.
Il Signorino e il Signore. Non c’è altro da dire…a mio parere.
In ultimo e sottolineo in ultimo arriva il post di oggi. E lo vorrei interpretare come un legittimo sfogo di Italo Moscati. Al contrario di altri, lo perdono (?!!!) per i toni espressi perchè il sottoscritto al suo posto avrebbe agito in modo ben più offensivo e violento Ed io sì che avrei sbagliato al suo posto.
Siamo onesti. Dopo una stroncatura discutibile e palesemente mirata, le parole pesano:“Verrebbe da dire: al cattocomunismo si aggiunge una buona dose di paraculaggine. Indispensabile per durare così a lungo in Rai?.
La battuta sul forum è Grassa di provocazione e cattiveria.
Italo Moscati quotidianamente si confronta e si mette in discussione calpestando terreni minati ed ostili. Con umiltà e passione, E ne sono stato personalmente testimone in Questo Blog, TvBlog.
TvBlog è spietato. La Voce viene garantita a chiunque ne possegga una. Di qualunque timbro e di qualunque natura. Non esiste la moderazione. Un esempio il post di oggi.
Ad Aldo lo vorrei tanto valutare sui medesimi schermi di Italo Moscati. Ad armi pari. E sono certo che mi farei tante, ma tante grosse e Grasse risate di disappunto.
Con stima nei confronti di Italo Moscati.
Pierluigi
P.S. Italo dato che non sono affatto clemente nei tuoi riguardi, la terza puntata di Viziati2 non mi è piaciuta! Blocchi lunghissimi…la fila dei partecipanti ad Affari Tuoi non finiva più! 1/4 d’ora di fila in TV!!! :D
A mio parere la seconda puntata da un punto di vista tecnico risulta essere decisamente la migliore.
Ciao!
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Italo Moscati Blob Cattocomunista
Già indispone la tarda ora, il resto lo fa il programma, insopportabilmente moralistico. Cedendo per una volta alle logore formule del dibattito politico, ormai quasi dismesse, si potrebbe dire che Viziati 2 è una sorta di Blob cattocomunista: non c’ è il commento fuori campo, ma ogni immagine tratta dall’ archivio trasuda perbenismo, un décor da predica. Nella più salda certezza del luogo comune secondo cui la gente ama vedere la tv (e non si risparmia), ma nello stesso tempo ama parlarne male. La puntata dell’ altra sera era dedicata ai «facili» sogni alimentati dalla tv, alla possibilità di diventare ricchi e famosi: «Re di denari e di apparenze» (Raitre, martedì, mezzanotte e passa). Viziati 2 è un programma costruito con materiale d’ archivio e firmato da Italo Moscati, che in vita sua ha fatto di tutto, dal funzionario Rai al critico teatrale, dall’ esperto di cinema all’ opinionista televisivo, dallo sceneggiatore al saggista. Ma che colpa abbiamo noi se non è diventato ricco e famoso e adesso rosica su Sgarbi o Zecchi? Il programma, nella sua confusione, voleva dimostrare che, signora mia, i tempi sono cambiati: una volta, con Lascia o raddoppia? i concorrenti faticavano non poco per portare a casa i soldi della vincita, i celebri gettoni d’ oro, adesso invece a volte basta una telefonata per diventare milionario. Una volta la fama di una persona era legata alle sue imprese, adesso, signora mia, partecipi a qualche talk show o a qualche reality e subito ti senti un dio in terra. Le preziose Teche della Rai sono una manna (manna Rai), basta metterci le mani dentro e ogni immagine, anche senza un particolare progetto linguistico, ti ritorna carica di nostalgia e di significato. Sarebbe bello potessero lavorarci giovani autori, lo sguardo fresco, l’ occhio disincantato: e invece Raitre preferisce affidarsi a pensionati, tipo Giancarlo Governi o Italo Moscati, che danno l’ impressione di lavorare più adesso di quando timbravano il cartellino in viale Mazzini. Cattivi pensieri che nascono quando un programma non funziona, quando i teatri di anatomia televisiva sono popolati dai fantasmi di un’ ossessione.
Grasso Aldo
Milata Criscuolo
30 lug 2007 - 19:08 - #35Una cosa non esclude l’altra, la tv non sarà semplicemente perchè non è.
Quando voglio farmi del bene, grazie alla magia del dvd rivedo e sarò giunta alla trentesima volta “Sinfonia d’autunno” ove i due Bergman finalmente fondono la loro arte, che adesso torna a splendere in altri lidi.
Lei è una bella persona Signor Moscati!
Ho fatto copia ed incolla di un articolo molto interessante apparso su di una rivista dedicata agli universitari, la rivista è “Giovani Europei” e l’articolo del Vicedirettore Walter Garibaldi secondo me illumina perfettamente il momento storico.
“Ha ragione Boncompagni, che in ogni sua trasmissione strapopolare ci mette sull’avviso, di non credere alla televisione, mai, o invece è una dichiarazione estrema solo per scuoterci dal torpore generale nel quale ultimamente siamo caduti?
Se dovessimo seguire pedissequamente le sue indicazioni allora l’informazione fatta in televisione sarebbe solo frutto di menti allucinate alla Oliver Stone, e questo, in determinate occasioni ci rinfrancherebbe sicuro.
Eppure, con i dovuti distinguo, in molte trasmissioni pare sia una regola necessaria per preservare l’audience, lo spazio pubblicitario ed il posto di lavoro!
Chi fa televisione pare esista solo li, anzi entra a far parte di una casta convinta che la massima espressione del genere umano sia appunto la televisione.
Invece , tra le molte, è la più debole e la più vicina.
Infatti ora, appartiene al popolo.
Dal tribuno mediatico sempre più frequentemente ci arriva a tambur battente il concetto che la televisione è nostra, ora la fa la gente, come se anche lui non appartenesse ad una categoria, quantomeno quella di chi si esalta e discosta.
In effetti i soldi che si prendono grazie alla televisione sono eccessivi e falsano il momento storico ed il mercato.
Le aziende tolgono risorse all’organico interno e non lo riqualificano, perché è la televisione il loro principale cruccio, è il marchio e la sua spendibilità la loro agognata meta.
A discapito però della gente.
Orrore e notevole discrepanza, ma se investono per un mezzo che è della gente, perché non tagliare fuori la televisione dalla mediazione e dare direttamente gli incentivi a loro?
Orwell disse tutto quello che c’era bisogno di sapere, e diede nuova linfa di creatività proprio alla televisione.
Gli antropofagi mangiano la stessa specie, e ovviamente quella sostanza fa la fine che sappiamo, poi concima il condimento e in nuove forme torna nei pasti principali.
L’iter televisivo è pressappoco lo stesso.
A dirigere il baraccone uno stuolo di manager che non ha mai avuto niente a che fare con la televisione, scelta esemplare, a conferma del fatto che è talmente di tutti da essere pure loro.
Però la Rai, per il suo immenso patrimonio audiovisivo è storia concreta del Paese, testimone diretta dell’involuzione nella quale ci destreggiamo incoscienti e torvi.
Esemplificativo lo “Zecchino d’Oro” dunque, vera e propria estorsione all’infanzia felice, del suo sacrale spazio di crescita.
Negli anni 70 gli autori dell’Antoniano componevano canzoncine dignitose ed in alcuni casi eccellenti, parlando un linguaggio scorrevole e
pulito,vero cuscino di protezione per un periodo formativo che necessità i suoi tempi dilatati e che va preservato a qualunque costo.
Ultimamente invece la clamorosa inversione di tendenza, complici i Frati che pur di proteggere l’impresa, dormono durante la selezione dei pezzi.
I pupi cantano a squarciagola temi orripilanti non affatto adatti.
Saltellando tra le edizioni recenti, tutti in coro urlano delle balene morenti
sulle coste, del lavoro minorile, della sfiga di nascere in altri paesi che non siano il nostro, dell’ennesimo negretto e bianchetto che si vogliono tanto bene, sottolineando in maniera retriva differenze e usanze, diventando per questo più settari e razzisti.
Ma nessuno se non ha il riflettore s’indigna.
Leggete bene:
“ Perché vivere nei sogni, e sognare nella vita è la sola via di uscita che al mondo c’è! Vieni , vieni con noi, in quel mondo fantastico, vieni, vieni anche tu, non restar quaggiù!”
A cantarla due bambine che sommate facevano dieci anni, ed un Piccolo Coro dove il più piccolo ne ha tre ed il più grande 12.
L’autore adulto era depresso e lo comprendo, ma far cantare una simile schifezza a dei bambini è pedofilia pura, è cattiveria profonda, è vanificare lo sforzo alla vita che la famiglia attua nei confronti della propria prole, è subdolo, inelegante, di cattivo gusto.
Ma è televisione.
Il tempo esige i suoi spazi cari educatori di serie zeta, li volete forse suicidi in massa al compimento dei sette anni?
Grande errore di comunicazione, perché l’alimento primario è la gente
suddivisa in fasce di consumo.
Ancora non si mandano spot legati alle Onoranze Funebri, e non vi vedrei nulla di male nel farlo, cosi una intera fetta di pubblico, gli anziani, riacquisterebbe quella dignità perduta, a cui la televisione fa le spallucce.
Il pomeriggio di fronte alla televisione o pensi di aver sbagliato Nazione o comprendi la logica perversa dell’inciviltà.
Anche io mi discosto e affermo che è loro, la televisione è loro, è loro a cui cedo anche la mia parte, è loro questo arricchimento di superficialità e apparente gloria.
E poi l’imposizione al riconoscimento.
Molte volte vi sarà capitato sentir dire dalla gente “lo hai visto è quello della televisione…”
Ma se io non lo so chi è, e se anche lo sapessi non voglio affatto saperlo, sarebbe un problema cosi grave?
Ebbene, il mio assenteismo al peggio, vorrei affermarlo ogni volta che vedo facce boriose e spocchiose assetate di fama,logico la fame era precedente la loro riconoscibilità.
Dovrei voltarmi per figure con cui non dividerei mai un nano secondo ed omaggiarle del mio stupore per il vuoto che rappresentano.
Poi concedere loro il dubbio, il classico “Sarà, mi sono sbagliato” ed attenderle nuovamente, più algebriche di prima all’interno di sceneggiati e varietà costruiti da compiacenti funzionari, al fine di creare quell’ indiscutibilità artistica cui bramano scalpitanti.
Lo vuole la televisione, ed è induzione allo sdoganamento!
Il dna dello spettatore ha, ed è certo, presenze forti e classiche eccezioni assolute confermanti la regola.
Infatti la televisione è nei confronti di alcuni, debitrice illimitata.
Penso a Corrado, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Enzo Tortora, Mike Bongiorno, Bice Valori, Paolo Panelli, Sandra Mondani, Raimondo Vianello, Macario, Dapporto, Ave Ninchi, Walter Chiari, Alberto Lupo, Aldo Fabrizi, Gino Bramieri, Rascel, Maria Giovanna Elmi, Stefania Rotolo, Cino Tortorella, Mario Riva, Edmondo Bernacca, Adriano Celentano, Sandro Ciotti, Paolo Valenti, Enzo Biagi e pochi altri ancora…
Tutte stelle che non hanno preso al mezzo ma hanno dato, generosamente, e ne sono stati in parte ripagati, in parte traditi.
Nel cinema, dove i miti sono asserviti al ruolo, e raggiungono l’immortalità grazie a questo, i dovuti omaggi sono fortunatamente più vivi pur nella pochezza dei mezzi profusi, ma in televisione, dove il tubo catodico inghiotte tutto, rendendo impervio il freddo tracciato dell’esistenza, la parola ricordo è come l’araba fenice, brucia, risorge, ed aspetta tempo prima di rinascere, suggerirei una costante ancora al passato, renderebbe il tutto più gradevole.
E suggerirei un distacco netto dal presente.
Senza mandarlo in onda, soprassedendo.”
vip
30 lug 2007 - 20:06 - #36Rifletto.
Grasso, per essere un semplice critico che non ama un programma o un suo autore (mi sembrava di essere in democrazia o forse democrazia è pensare tutti come moscati) ha ricevuto una bella risposta piena di astio e livore. Soprattutto ho trovato molto divertente condannare il peccatore (grasso) usando lo stesso peccato (bassi attacchi personali): ma allora siete colpevoli entrambi o siete gli sgarbi e i d’agostino che voi condannate?
Leggendo tutti i commenti mi sorge una domanda: ma lei odia le critiche di grasso o le critiche? (domanda retorica, non serve risposta)
Mi domando sempre in forma retorica: ma se aldo grasso le avesse fatto i complimenti? Sarebbe stato sicuramente il miglior critico televisivo contemporaneo.
E inoltre, è sempre comodo accusare favorendo il dubbio ma senza confutare. E cioè: “ag è coperto alle spalle da poteri forti”. Se ha delle convinzioni le dica, non ci faccia immaginare che ag è protetto da hulk. E non si nasconda dietro al fatto che riceverebbe querele perché se una cosa è vera si dice, se non è vera non doveva neanche elegantemente citarla.
Insomma la mia impressione è quella di trovarmi di fronte ad una personalità bisognaosa di approvazione come un bambino che insegue il padre che lo tratta male. Solo il fatto di seguire e rispondere costantemente (paranoicamente) a commenti di perfetti sconosciuti rivela quel bisogno di approvazione tristemente infranto da quel grasso cattivo.
Umiltà, caro Moscati.
italo moscati
30 lug 2007 - 20:29 - #37Mio caro Vip, oggi va in questo modo, ho deciso di farmi friggere. Si tranquillizzi di critiche buone ne ho preso. Ma ho preso montagne di critiche. Per non fare il paranoico, come lei dice, non glielo rivelo, ma se è proprio curioso posso fare un elenco. Dico solo che il Corriere è un potere forte e tanto basta. Io non faccio denuncie, rispondo a tono e non ho complessi. La critica è una Casta e ci sono tanti-ma non lei-che non cade in ginocchio di fronte a lei. Non si preoccupi di Grasso, faccia le sue osservazioni. Grasso spesso non scrive critiche ma fascicoli da Stasi, e non sono solo io a pensarlo.La mia umiltà sta nel rispondere a tutti, anche a sconosciuti come lei, che spero di convincere. Se poi non ci riesco…
italo moscati
30 lug 2007 - 21:20 - #38Grazie Pierluigi, mandami sempre le tue osservazioni e i tuoi giudizi..,
Grazie ancora Milata, il raccontino su Briatore era una composizione a mio parere esemplare di come un bravo manager riesce a rovesciare la tv ai suoi interessi di direttore della Renault, di proprietario del Billionaire, di conquistatore a getto continuo, voltando a suo vantaggio le interviste serie o semiserie e vivendo una seconda, terza, quarta …volta attraverso le imitazioni sue o delle sue ragazze…riguarda la puntata e la Gregoraci e il suo doppio…
italo moscati
30 lug 2007 - 21:25 - #39Un’imprecisione di scrittura. Vip prometto umiltà se lo fa anche il suo Grasso. Ho scritto che davanti alla Casta…volevo scrivere che davanti alla Casta si inginocchiano in tanti, e sicuramente non lei…ma la Casta vive anche di stime vere o usurpate… sta a noi cercare di stabilirlo, di saperlo, senza cadere in trappole e fascicoli…E basta così per stasera, adesso vado a vedermi “Fanny e Alexander” e Grasso si scioglierà nel suo nulla…
Debora
30 lug 2007 - 21:56 - #40Italo, il tuo articolo su Grasso ha scatenato un dibattito interessante ed intelligente come non ne vedevo da tempo qui su Tvblog, quindi grazie.
Questi commenti positivamente “accalorati” sono arrivati nella migliore delle giornate, visto il clima leggermente più “tiepido” del solito.
Inoltre, hai avuto dimostrazione che non pochi frequentatori del blog hanno seguito Viziati 2 e questo credo non possa che farti piacere.
Picchiatello
30 lug 2007 - 22:44 - #41Beh’ che devo dire ritorno dopo una settimana e mi “tocca” leggermi queste squisititi scambi di confetti…complimenti a tutti i partecipanti.
Ricollocandomi al post iniziale di Italo Moscati guardo sempre il bicchiere mezzo pieno:
1) Italo, Grasso aha visto un programma alle 23 e rotte su raitre e ne ha fatto la recensione ne dovresti eesere contento.
2) Italo, mi compiaccio che per difendere il Tuo programma ( anche se certi passaggi del post inizile non so se devo reputarli “Tuoi” scritti piu i getto che con la Tua ragione) non abbia seconde misure, altri avrebbero riferito sdi scelte sbagliate aziendali , tagli ect ect ect
Qui mi fermo anche se desidero raccogliere due parole sul “mestiere” del “critito televisivo”.
Il critico televisivo ( ma anche quello teatrale suvvia) dovrebbe essere uno dei pochi lavori a progetto con tanto di tempo determinato, uno od al massimo due anni e poi via !
Piu ‘il tempo passa e questi “critici” devono avere a che fare ( se non sono malignamente di parte) con la propria coerenza, con la propria storia, con la propria testata…ecco la soluzione: azzeramento, anche perhce’ poi si rischia di dover leggere sempre le solite battute.
vip
30 lug 2007 - 23:10 - #42Il mio grasso sta solo sulla mia pancia (al massimo sui fianchi). Quindi non pensi che chiunque non l’ami sia devoto alla casta. E non pensi che un critico (per quanto scriva sul quotidiano più importante) possa decidere della sua carriera. Di quanti autori, attori, registi, presentatori, trasmissioni e intere reti ha scritto male la sua nemesi. Son tutti là.
Lavori e non si preoccupi di altro.
Buona visione
derma
30 lug 2007 - 23:35 - #43L’effimera visione è affascinante, ma il fascino brilla nel buio perenne.
(In-vocazione “Zen”)
mircolo
30 lug 2007 - 23:42 - #44vip il suo grasso secondo me è anche anagrafico.
Straff
31 lug 2007 - 09:32 - #45quoto vip: personaggi come moscato, che rispondono incessantemente a tutte le critiche, convinti che il lavoro da loro svolto sia ben fatto e che nessuno ha il diritto di criticarli, dovrebbero non svolgere un lavoro così delicato.
la televisione è uno strumento molto particolare, che dovrebbe essere usato come giudizio, non con senso di onnipotenza.
ecco perchè sono d’accordo con le riflessioni di vip… e mi pare che la (ennesima ed oltremodo imbarazzante) risposta di moscato abbia confermato quanto sostenuto da vip: ” personalità bisognasa di approvazione come un bambino che insegue il padre che lo tratta male”.
concordo, tristemente!
italo moscati
31 lug 2007 - 10:53 - #46Grazie Straff (alcione)della analisi psicoanalitica e sono contento che stai dalla parte di vip. Mi chiamo Moscati e non Moscato (il vino lo lasciamo a Grasso). Dico solo una cosa. Ho preso molte critiche sia come autore tv che come sceneggiatore. Roba seria. In questo caso non si tratta di una critica ma di un fascicolo, di un dossier. Leggiti l’intervento di Pierluigi, Milata e di altri.E poi pazienza. Per fortuna non tutti la pensiamo allo stesso modo non vorrei Grasso per padre! per carità! Potevo, caro Staff (elli) non risponderti per esaudirtima tengo al mio impegno e al mio lavoro, perciò continuerò non a rintuzzare ma a cercare di spiegarmi meglio, punto e basta…
italo moscati
31 lug 2007 - 11:08 - #47Naturalmente sarò pronto a dialogare ancora, vedi sopra…
MA VOGLIO RICORDARE MICHELANGELO ANTONIONI, UN ALTRO GRANDE CHE SE NE VA DOPO BERGMAN, MI ONORAVA DELLA SUA AMICIZIA, CI VEDEVAMO SPESSO, POI LA MALATTIA LO HA SOTTRATTO…HA LOTTATO CON CORAGGIO…INDIMENTICABILE COME I SUOI FILM!
Straff
31 lug 2007 - 11:22 - #48sicuro di non essere in menopausa? caro il mio acido e permaloso moscardino…
ps: seguendo il tuo esempio… straff, non staff (!)
oltre al vino, dovresti rinunciare a fumarti anche il materasso…
eppursimuove
31 lug 2007 - 11:31 - #49Che Aldo Grasso, guru tra i guru della critica televisiva italiana sia ciellino? Che conosca e frequenti il ciellino preferito da Giuliano Ferrara: tale Amicone. Ha gli stessi toni dispregiativi. Lo stesso “umorismo”. La stessa incapacità autoironica.
Mi piacerebbe capire (si fa per dire) da Aldo Grasso se “cattocomunista” sia una patologia. Una malattia puzzona e contagiosa. Non so se e per quali motivi Grasso e Moscati non si prendano. Certo che questo articolo di Grasso contiene l’inutile. Se si fosse limitato a scrivere “non c’ è il commento fuori campo, ma ogni immagine tratta dall’ archivio trasuda perbenismo, un décor da predica”, avrebbe fatto il suo mestiere di critico, anche se, ho la vaga impressione che i guru della critica confondano spesso la “critica” ciò l’analisi, l’argomentazione del perchè lo spettacolo oggetto di osservazione sia ben o mal fatto con il “gusto personale”. Scrivere che qualcosa piace o non piace non è critica.
In questo articolo Grasso non critica il programma, se non marginalmente, critica il fatto che esista e lavori anche in televisione Moscati. Opinione rispettabilissima ma che prevale rispetto al contenuto critico del programma oggetto di osservazione.
Forse si tratta di un appannamento da congiunzioni astrali sfavorevoli. Forse si tratta della difficoltà di mantenere in equilibrio capacità critica, ironia, voglia di colpire l’”avversario”. Non tutti sono in grado di esercitarsi in questo equilibrio. Grasso ne è la dimostrazione.
Quanto alla risposta di Italo, che personalmente gradisco vedere e sentire in Tvtalk, la trovo troppo “diretta” alla persona. Una risposta a tu per tu tramite questo blog. Ovviamente ognuno di noi ha un suo stile e modo di reagire. Io uscirei da questa diatriba personale e bastarda come sono proporrei a Italo di riproporre il quesito di tempo fa: che ne pensiamo della critica? Mi punge vaghezza che il guru dei guru quel post l’abbia letto e non abbia trovato il rimedio per l’effetto che gli fece. Il rimedio lo ha trovato giorni fa “recensendo” Viziati2.
Saluti ad Italo Moscati e a tutti coloro che non si prendono sul serio. Ergo: no saluti a Grasso.
freethinker
31 lug 2007 - 12:29 - #50Beh, oggi è martedì, ricordiamo quindi di impostare il videoregistratore: rai 3, ore 23:45.