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APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (23)- PEDAGOGIA E DISTRACTION

Pubblicato: 16 lug 2007 da Italo Moscati

Velone Questa puntata comincia con una letterina a Debora. Cara Debora da tempo ti seguo con interesse. Sai cogliere e giudicare programmi o comunque spazi dei palinsesti tv con acume. Come ad esempio è capitato per gli spot pubblicitari che hai analizzato giustamente come uno show tra gli show. Sai reagire a fatti di attualità e di costume con prontezza. Come hai fatto in questi giornali per l’articolo del Financial Time sulle ragazze che in Italia aspirano soprattutto a fare le veline.

Voglio ricordare in proposito che la tendenza in atto, e gran sviluppo, è stata “valorizzata” dalla Regione Campania che, se non sbaglio, ha addirittura aperto un corso per veline. Il gioco tv e l’esibizionismo sono diventate una cosa molto seria. Lo dico paradossalmente: e se lo stato intervenisse per fornire veline, velone, velini e velette alle nostre tv per recuperare sulla disoccupazione giovanile e dare un futuro e una pensione garantita a chi lavora col corpo per riempirci gli occhi?
Fine della letterina. Adesso qualche osservazione di carattere generale sulla tv e come la guardiamo. La domanda è: come la guardiamo? A giudicare da quel che si legge sui giornali e sui blog, o da quel che si dice, la guardiamo in due modi.


Da un lato, facendosi trascinare dalla tradizione della tv pedagogica, di cui è maestro Ettore Bernabei, ma in cui inzuppano il pane dirigenti e critici di minore qualità. La tv pedagogica significa che si pensa di salvare i toto la vecchia tv che era una cosa professionale e seria, ma che era anche molto bacchettona, e voleva incantare e schiavizzare gli italiani con programmi didascalici, divulgativi, didattici. Insomma, la tv doveve essedre una scuola. Cattodemocristiancentrista. Per carità.
La tv ha poco o nulla da insegnare. Non è un elettrodomestico come diceva Eduardo De Filippo ma è un palinsesto dallo schermo vuoto che si deve riempire di facce e contenuti presi fuori dal mondo strettamente televisivo, visto che la tv è complessivamente un mondo spesso di incompetenti e di raccomandati.
Artisti e uomini sensibili sono tenuti ai margini in tv, alcuni di loro acquistano un cinismo perfetto e sono “costretti” a sguazzarci , altri aspettano la pensione per dimostrare chi realmente sono (esempio Andrea Camilleri che la tv utilizzava con il contagocce).
Da un altro lato, noi guardiamo la tv come vuole lei. Oggi più di ieri. Oggi, in giorni vicini ai nostri o che vi si identificano, la tv ha vinto la sua battaglia. Ha piegato il cinema, silenziato la radio, sgualcito i giornali, sta occupando internet e i blog. Blog che dipendono dalla o dalle tv che cercano spazi per formare fedeli e comunity su cui scaricare notizie, suggestioni, programmi e messaggi pubblicitari, e per chiamare soprattutto i giovani a partecipare, a farsi vivi, a portare contributi, curiosità, talenti. Chiamare o solo blandire?
Conclusione provvisoria. La tv pedagogica tradizionale è morta, se ritorna ha le fattezze di uno zombie, fa comodo solo a chi vende lezioni di vita d’antan, tenendo in piedi vecchie strutture e mentalità. La tv d’oggi scarta la pedagogia e va dritta al suo scopo: essere un interlocutrice globale degli spettatori che già possiede per aggiungere tutti gli spettatori, possederli, farli crescere secondo ciò che propone.
Cosa propone questa tv nell’Italia di oggi, carica di leggi non applicate, di caste politiche e corporative, di debiti e di tasse? Propone un’immagine tutto sommato idilliaca del paese, proprio perchè essa stessa è la macchina della continuità. Non ci sono alternative. Bisogna starci e adeguarsi. Il dimenticato Maurizio Ferrini, finito anche lui nell’Isola dei Famosi, si era fatto una fama con la frase: “non capisco ma mi adeguo”. Ferrini chissà dov’è, la frase non la usa più nessuno perchè è entrata stabilmente nella testa degli italiani.
Infine, la tv, anzi le tv propongono programmi di denuncia, di assalto, di satira. Alcuni vengono aperti e poi chiusi. Chi li fa viene riverito e ben pagato e ,poi, se non piace a qualche potente (che si sente toccato con la satira), cacciato; poi magari ripreso dopo un periodo di confino, dove, soffrendo, ha imparato a moderarsi. Bravi giornalisti e belle trasmissioni che la cantan chiara stanno imparando con raccapriccio che i loro colpi, anche quelli ben assestati, finiscono contro i muri di gomma dei potenti. Anche la tv è un muro di gomma. Incassa critiche e va avanti per la sua strada.
Cambiare si può, cambiare si deve. Reality sono stati dei flop e sono stati sospesi. Adesso c’è prudenza nell’inserirli nei palinsesti. E’ una piccola piccola rivoluzione.
Ci sarà una strada fra la tv pedagogica (aggiornata) e la tv blobbizzata (l’altra faccia della medaglia di quella tv)? Io sono sicuro di sì.
L’articolo del giornale inglese dà fastidio come ieri dava fastigio la copertina dello Spiegel con un piatto di spaghetti al pomodoro con sopra una pistola, simbolo di un paese di maccheroni e di mafiosi. Noi siamo un paese di valine, maccheroni e mafiosi, camorristi, eccetera. Però non siamo solo questo. Ricordiamolo e facciamolo ricordare.
Inglesi, tedeschi, francesi…hanno tante cose da farsi perdonare, molto cose che ci infastidiscono…
Ma, per tornare alle nostre tv, vogliamo per favore guardarle con spassionata attenzione e soprattutto studiarle se serve per bocciarle?
La sappiamo guardare o devono dircelo quegli osservatori che farebbero bene a badare a casa propria? Siamo loro grati di fornirci qualche spunto. Utile, perchè siamo veramente viziati da ciò che diciamo di non capire e a cui ci rassegnamo.
Italo Moscati

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Mauro 2

    16 lug 2007 - 09:10 - #1
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    Splendido articolo.

  • Profilo di margherita

    margherita

    16 lug 2007 - 09:45 - #2
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    C’è prudenza ad inserire i reality nel palinsesto tv? Ah sì, e da quando visto che molti sono già inseriti per la prossima stagione?
    Per quanto riguarda la nostra immagine, l’estero ci guarda come sempre, ed è tragico constatare questo nel 2000. Cambiare si può e lo dimostra l’Irlanda, paese povero nel passato che sta andando veloce grazie alla sua politica. Multinazionali aprono lì (Google, Microsoft ecc.) e circola lavoro. E questo in poco tempo. Ma noi abbiamo davvero voglia di cambiare? A me sembra proprio di no, e la tv lo riflette.

  • italo moscati

    16 lug 2007 - 09:50 - #3
    1 punto
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    Cara Margherita, hai ragione la fine dei reality non è dietro l’angolo. Ma tra flop (Wild West) o sospensioni o rinvii (La pupa e il secchione) qualcosa lentamente sa cambiando. Io voglio mandare i reality e l’altro trash in un pianeta dei famosi nello spazio. Diamoci una mano. La tv ha bisogno di noi, facciamoglielo capire. Non perdiamoci di coraggio. Le cose non vanno bene, ma vale la pena di insistere. Grazie, It

  • Profilo di - Fabio -

    - Fabio -

    16 lug 2007 - 10:07 - #4
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    La Regione Campania ha addirittura aperto un corso per veline?

    La regione Campania pensasse a creare manodopera per risolvere la questione dei rifiuti, che ci stanno arrivando fino al collo !!!
    Altro che stupide veline del cavolo !!!!!!!

  • Profilo di Zen

    Zen

    16 lug 2007 - 10:43 - #5
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    Caro Italo, la Tv ha vinto. La percentuale di coloro che conoscono le veline che il regime passava ai giornalisti è minore di quella che conosce Melissa e Thais. Ricci voleva essere satirico, ma la satira è finita da quando lui e Greggio reclutano signorine per la Tv con la loro società.
    E agli inglesi non sappiamo che rispondere: Guardate a casa vostra. Ma non è che se ci sono le veline anche in Inghilterra l’Italia sta meglio. La solita difesa italiana: Eh, ma rubano tutti. Non importa, sei stato pizzicato, ammetti le colpe. Punto.

  • Rhiannon

    16 lug 2007 - 16:15 - #6
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    Come guardiamo la TV? Non è semplicemente guardata, oramai dagli anni 60. Inabitiamo la narrativa. Di quello che viene “narrowcasted”. Sennò seguiamo delle fasce orarie (e non dei programmi). “trovando” nel flusso continuo quello che viene programmato per le nostre esigenze.

  • Cliptop

    16 lug 2007 - 19:24 - #7
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    […] La Post Televisione Un interessante dibattito su cosa è e cosa sta diventando la televisione oggi. […]

  • Profilo di PieroGiuseppe

    PieroGiuseppe

    16 lug 2007 - 21:23 - #8
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    Buonasera dottor Moscati, ciao amici di TVBlog,

    “La tv pedagogica tradizionale è morta, ” forse perché oggi bisogna fare altro, perché se seduto sul divano c’è un laureato in Fisica non puoi trattarlo da minorato mentale, devi fargli arrivare Shakespeare. Che non ha mai visto (magari era troppo impegnato a preparare la tesi). Non sto scherzando.

    “essere un interlocutrice globale degli spettatori che già possiede per aggiungere tutti gli spettatori, possederli, farli crescere secondo ciò che propone. ”
    Personalmente direi che certa televisione vuole che le si consegni in toto il mondo delle loro relazioni per poterlo riorganizzare come crede; c’è altra televisione che tenta di inserirsi nella realtà - e non sempre questo avviene bene o in modo “giusto”.

    “Cambiare si può, cambiare si deve. Reality sono stati dei flop e sono stati sospesi. Adesso c’è prudenza nell’inserirli nei palinsesti. E’ una piccola piccola rivoluzione. ”
    E se sostenessi che il reality show, come genere, è morto?

  • Profilo di Pierluigi

    Pierluigi

    18 lug 2007 - 17:48 - #9
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    Bene Italo. Molto bene.
    Il soggetto narrativo rimane una scelta insindacabile dell’autore. Mi preme unicamente sottolineare quanto da un punto di vista tecnico la tessitura narrativa del piano-sequenza della seconda puntata di Viziati2 sia stata impeccabile.

    Sarebbe interessante sviluppare ulteriormente la tua tecnica narrativa.
    Italo osa di più, ancora di più!

    L’intervista doppia di Lilli Gruber. Lilli Gruber giovane replicare “verbalmente” alla Lillie Gruber “matura”. E poi…Matura o Gonfiata? Lei esitante e sperduta nel mezzo di banali e qualunquiste domande dell’intervistatore.
    Mi sono immaginato l’introduzione di un fotogramma di un bel pallone gonfiato ad elio diaperdersi nel cielo stellato della televisione…
    E fotogramma per dire che un bel fermo-immagine ogni tanto sarebbe un bel sussulto per il telespettatore notturno! Un pallone che sale, sale, sale e …POF… rimanere sospeso in aria :D

    E poi annebbiare l’immagine ponendo in risalto il giochino nevrotico dei bulbi oculari della ex-giornalista RAI. Mi chiedo come possa mai vivere in perenne fase REM anche in stato di Veglia! Trattasi di Dormi-Veglia? :D

    A proposito dei REM, la band, brillante la tecnica utilizzata per realizzare il video “Imitation of Life” videoclip costruito sull’utilizzo di continui flashback e forward. Un’unica sequenza di soli 20 secondi ripresa in contemporanea da più angolazioni. Un copione di 20 secondi dilatati per costruire un video-clip intero.
    Il set di numerosi personaggi ciascuno dei quali con una propria “storia nella storia”. Ed Istante per Istante, immortalati nel cantare la propria parte della canzone per essere in sincrono con essa nel momento in cui vengono ripresi in primo piano.
    Per chi non lo avesse visto:
    http://www.youtube.com/watch?v=CEhT2QlRBMo

    Italo ieri sera hai dato un impulso frenetico al flusso video ed è risultato assolutamente congeniale soprattutto per la concomitante dissolvenza audio sovrapposta ai blocchi-Titolo. Non hai però giocato più di tanto sulla improvvisa ed “inspiegabile” lentezza visiva che rallenta e congela i movimenti e velocizza le meningi inchiodando l’attenzione dello spettatore su Verità Innegabili

    Interessante parallelizzare il trattamento del flusso audio a quello video.

    Insomma ieri sera ho osservato una collaudata tecnica narrativa fondata su un solido ossimoro percettivo, anche sul piano stilistico e per l’intera durata del programma che non ha affatto distolto l’interesse del telespettatore in una calda e tarda serata estiva.

    Frammentare e sezionare l’immagine, capovolgerla, angolarla come se si aprisse una porta direttamente da lì…sì proprio da lì…dalla testa di Flavia Vento! E magari sentirsi prima ancora di vedersi spuntare il trashissimo “Aborro” dell’imitazione solenghiana di Mughini. :D

    Italo perchè non anticipare il contributo audio a quello video? Lo slittamento indurrebbe un ulteriore effetto stimolazione nel pubblico televisivo troppo spesso Anestetizzato dal Trash TV o come tu dici Viziato dalla Tv e dal suo Trash. E se il riciclaggio del TV Trash inscenasse una sorta di televendita di elettro-stimolatori cerebrale a favore del pubblico, il cui costo verrebbe in tal modo ammortizzato nella spesa stessa del canone RAI? Per dire “ingoiatevi in diretta il Trash mal digeribile ed ingerite in differita il riciclo del Trash come digestivo”.

    Italo divertiti osando e così facendo finirai di riflesso per divertire anche il tuo pubblico! :DDD

    Pierluigi

  • italo moscati

    18 lug 2007 - 23:23 - #10
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    Grazie, Pierluigi, terrò conto delle tue notazioni e sono contento che Viziati 2 ti piaccia. Forse non sai che è salito negli ascolti al 10.90 % oltre la linea di missione di Rai3. Mi fa piacere, mi incoraggia.Ma non mi basta. Voglio migliorare, voglio un Viziati 3 più forte e convincente. Appuntamento cmq alla prossima puntata, la settimana prossima, Italo

  • Profilo di Pierluigi

    Pierluigi

    19 lug 2007 - 14:29 - #11
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    Un ascolto del 10.90 % è un ottimo risultato!
    E poi il compiacimento nel dare filo da torcere ad Italia1, Rete4 e…RAI2.
    Per quanto mi riguarda sei riuscito a posizionarmi davanti ad un programma RAI, operazione non semplice! Mi hai miseramente strappato a Mediaset! :D

    Non preoccuparti eccessivamente dello share in futuro. Costruire un progetto forte e di qualità vale da sola la missione prepostasi.

    Nel prossimo futuro, nei prossimi mesi difficilmente riuscirò a commentare il tuo programma, continuerò cmq a seguirlo.

    Buon Lavoro e Buona Estate!

    Pierluigi

  • italo moscati

    26 lug 2007 - 13:26 - #12
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    Cari Amici, per riprendere il “racconto” vi prego di laggere l’articolo di oggi 26 luglio 07 pubblicato dal Corriere della Sera, scritto da Aldo Grasso, dal titolo “Italo Moscati, un blob cattocomunista”. Una piacevole lettura, una gratificante stroncatura, ci voleva, ma ci torneremo sopra.
    Intanto grazie agli spettatori che crescono di settimana in settimana, ci sono altre sette puntate,
    a presto, Italo

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