
Il decesso del pontefice - sulla penetrazione mediatica di questo pontificato hanno dissertato in molti, fra cui segnaliamo
Giuseppe Genna - ha avuto un impatto straordinario sul mondo e sul mezzo televisivo di cui il sottoscritto e questo blog, umilmente, si occupano.
I tre giorni di lutto nazionale, la trasmissione in contemporanea della messa in suffragio su RaiUno, RaiDue, RaiTre, Canale5 e La7 - evento, se ben ricordo senza alcun precedente - lasciano presagire che l’attenzione televisiva a tratti morbosa dedicata a Karol Wojtyla negli ultimi giorni della sua vita troverà il suo culmine solamente con le esequie.
Cui seguiranno, col tempo, fiction di ogni genere e poi servizi sul conclave e sulla conseguente elezione.
Qui dedichiamo ancora queste poche righe al cordoglio e al ricordo e poi - come da tradizione dei bravi intrattenitori leggeri e certi che ruoli e temi ben più alti verranno ricoperti da tutti gli organi di informazione che si possano desiderare, e anche di più, in maniera persino ridondante - ritorneremo al nostro argomento di discussione, ché il mondo - banale ma veritiera osservazione - non si arresta.
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