Tvblogger per l'estate 2007 /6

Anche la storia della tv è fatta di corsi e ricorsi. Un'ulteriore conferma ci viene offerta da un interessante articolo inviatoci da un nostro lettore, di nome Claudio, che ricostruisce la fine di un'era giovanilistica. Ovvero la fine di The Oc, che ha sottratto al pubblico la sua musa ispiratrice senza troppo clamore.

morte marissa ocLunedì sera è andato in onda su Italia1 l’ultimo episodio della terza serie di OC: non si tratta della puntata conclusiva dell’intera serie, ma per diversi motivi a me è sembrata proprio il dichiarato necrologio di uno dei telefilm cult degli ultimi anni.
La crisi di OC inizia, strisciante, nei primi episodi della seconda stagione. Dopo una prima serie sconvolgente, emozionante, patinata e distaccata della realtà quanto basta, la seconda si apre con un frettolosissimo quanto scontato ritorno alla realtà di Orange County da parte di Seth e Ryan; gli episodi seguenti sono pieni di citazioni nostalgiche alle avventure vissute nell’anno precedente, mentre quelle del presente assomigliano di più a quelle di una qualsiasi soap senza capo né coda che a quelle di un teen drama vivace e nuovo. In quanti si ricordano di D.J., Zach, Lindsay e Alex, cioè le quattro nuove entrate principali nel cast della seconda stagione? I loro ruoli hanno avuto una funzione puramente strumentale: D.J. lo svago sessuale di Marissa in assenza di Ryan, Zach lo svago amoroso di Summer in assenza di Seth, Lindsay lo svago “amoroso” (ma chi ha mai creduto in loro?) di Ryan, Alex lo svago sessuale di Seth in assenza di Summer. E’ da quel momento che gli autori hanno abbandonato la caratterizzazione dei personaggi: tutto serviva per ritardare il ricongiungimento delle coppie Marissa-Ryan e Seth-Summer. L’happy end è arrivato già all’inizio della terza serie, con tutti e quattro i personaggi principali felici e contenti (sparatorie a parte). Con questa stagione OC si è definitivamente adagiato sugli allori: l’intreccio si è limitato alle coppie storiche portando una significativa dose di noia anche per gli spettatori più accaniti; a parte Taylor, tutti i personaggi entrati nel cast in quell’anno sono spariti nel giro di qualche puntata finendo all’istante nel dimenticatoio; i dialoghi (forse è solo colpa del doppiaggio italiano) hanno assunto un registro che definire formale è un pallido eufemismo, oppure sono state inserite espressioni improponibili come “Ti squillo più tardi”, usati solo dai personaggi del telefilm.
Dunque non lamentiamoci tanto con Italia1 che sposta OC da un buco in palinsesto all’altro per scarsi ascolti, che manda all’1 di una notte di giugno la morte di Marissa perché quella scena, come innumerevoli altre della terza stagione, è priva di empatia e sentimento. Ora non resta che aspettare la quarta, con la speranza che ci consenta di rivalutare OC e regalargli la degna conclusione che, almeno fino alla prima stagione, tutti gli avremmo augurato.

  • shares
  • +1
  • Mail
62 commenti Aggiorna
Ordina: