Quelli dell'intervallo in estate? Come bruciare un successo

quelli dell'intervallo sitcom raidueRaidue non ne azzecca nemmeno una. Prima manda allo sbaraglio Votantonio in periodo di ostracismo elettorale, poi affida Balls of Steel a un Mazzocchi qualsiasi a stagione ormai conclusa. Ora assistiamo all'errore di valutazione più clamoroso: la messa in onda di Quelli dell'intervallo... in piena estate (tutti i sabati alle 9.50 nel contenitore Random).
Per la serie, prendi una serie ambientata tra i banchi di scuola e bruciala come un tappabuchi qualsiasi quando i ragazzi non vogliono neanche sentir parlare di ricreazione. Tra l'altro, stiamo parlando di una sitcom di grande successo, che ha fatto sfracelli a livello internazionale e rappresenta una delle poche serie tutti italiane di esportazione.
La creatura tutta nostrana, realizzata da Disney Channel in Italia, ha preso piede anche in Spagna, dove la serie si chiama Cambio de Clase, in Germania con il nome di Kurze Pause, in Francia dal titolo Trop la Classe e in Regno Unito con il titolo As the Bell Rings (Quando suona la campanella). Inoltre nei prossimi mesi il format verrà esportato anche negli Stati Uniti ed in Asia.
Quelli dell’Intervallo è persino finito sul Wall Street Journal, pur senza godere di effetti speciali e con attori quasi immobili, visto il rigoroso ricorso alla camera fissa, ma soprattutto con un intervallo tipicamente italiano di una scuola media tipicamente italiana rappresentata da un busto di Manzoni. E chissà che non sia questa una delle chiavi del successo, dopo intere generazioni cresciute a teen series made in Usa.
Nell'ambito della produzione televisiva italiana, questa è la prima serie incentrata esclusivamente su ragazzi delle scuole medie. Prodotta da Grundy Italia SpA, ha per protagonisti tredici ragazzi che durante l'intervallo scolastico si ritrovano davanti alla finestra del corridoio dell'istituto.
Tra questi, alcuni si sono tramutati in veri e propri teen idols per le nuove generazioni. Mattia Rovatti, che riveste i panni di Dred, il ragazzo casual coi capelli rasta, ha fatto strage di cuori tra le telespettatrici che gli hanno dedicato fanclub e forum a volontà. Sorte ancor più felice è toccata all'imbranato ma fighettino Tinelli, che si è conquistato un ruolo talmente rilevante nella trama da meritarsi uno spin-off tutto suo, Fiore e Tinelli, attualmente in lavorazione.
L'attore Matteo Leoni, divenuto ormai il simbolo della serie, non può più girare senza essere sommerso da richieste di autografi. Sul nuovo set che lo vede protagonista sono stati ricostruiti i due appartamenti della famiglia Tinelli (padre Max Pisu, madre Roberta Nanni, figlia minore Annina, vera sorella di Matteo nella realtà, nonna Laura Pestellini, la parfida nonna degli spot dei saltimbocca) e dei vicini alternativi, i Fiore (padre Mauro Serio ex Solletico, madre Pia Lanciotti, figlia Roberta Calabrese, figlio Alex Polidori, la voce del pesciolino Nemo).
A cavalcare l'onda della celebrità adolescenziale, sfidando i modelli di High School Musical e dintorni, è Ambra Lo Faro, che ha intrapreso una carriera musicale come un'Hannah Montana (altra eroina oltreoceano) che si rispetti.
In chiusura mi piace ribadire che diversi stereotipi non troppo educativi infangano i buoni propositi del progetto, che offre fin troppi spunti di bullismo ed esibizionismo scolastico, tra una sfilata per i corridoi e lo sfottò al secchione della classe. Certo, in una collocazione mattutina di un sabato vacanziero saranno in pochi ad accorgersene, elogiando o criticando a seconda dei gusti.

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