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Tv Blog intervista Aldo Romersa, coordinamento acquisti Mediaset

Pubblicato: 23 giu 2007 da Michele Biondi

Pubblico un’intervista realizzata con Aldo Romersa, del coordinamento acquisti di Mediaset. Le domande dell’intervista risalgono alla data del 28 maggio 2007. Ecco il motivo del quesito su Jericho, di cui non si conoscevano ancora i destini.

1. Da oltre 15 anni lavori a Mediaset. Quali sono le serie di cui ti sei occupato e delle quali vai fiero per i risultati ottenuti?
“Guarda, le grandi aziende sono organismi complessi: le cose non le fai da solo ma trovando consenso intorno alla tua proposta. Ricordo con piacere quando ho varato – milioni di anni fa, su Canale 5 - X Files, N.Y.P.D. Blue e Mr. Bean , ma senza la fiducia dei miei capi, allora Del Frate e Gori, non avrei potuto mandarli in onda. Non avrei potuto lavorare su Grey’s Anatomy se Guido Barbieri, il nostro Direttore Diritti, non ne avesse convintamente perseguito l’acquisto; House non avrebbe lo smalto che la critica gli ha riconosciuto senza l’intelligentissimo lavoro di edizione italiana coordinato da Ludovica Bonanome; Smallville è arrivato al prime time sostenuto dalla maggiore convinzione di una mia collega, Francesca Tumiotto, e dalla promozione sempre eccezionale di Marco Bertini; e se l’A.D. di Eagle Pictures Stefano Dammicco non avesse creduto nell’investimento, non avrei potuto comprare il primo C.S.I. per l’Italia quando ho lavorato come buyer per quella società. Devo in generale alla determinazione di Luca Tiraboschi la possibilità di aver provato molte prime tv durante la mia vicedirezione a Italia 1, e certo sono stato aiutato dalla ‘forza di fuoco’ di un magazzino diritti che non ha pari in Italia. Con piacere o con difficoltà queste ed altre serie le ho varate insieme ad altri; e anche nel mio ultimo ruolo - il Coordinamento Acquisti, per Giovanni Modina – è bene che me la scordi, l’ attività da solista. ”

2. Come funziona l’acquisto delle serie tv? I pacchetti sono venduti sulla base degli accordi/esclusive già definiti per quanto riguarda i film o sono differenti? Esempio Fox, Universal, Sony Pictures, Dreamworks dovrebbero essere esclusive Mediaset per quanto concerne il cinema in tv. E’ così anche per le serie?
“I casi sono spesso diversi. In alcuni casi si possono acquistare singole serie ‘ad hoc’: cito il caso di Wildfire, presa da Lionsgate e prossimamente in onda su Italia 1.
In altri casi è il fornitore stesso che prova a fare una politica di vendita: Disney-ABC, per esempio, guidata con visione strategica da Francesca Tauriello, sempre più ambisce a destinare i suoi seriali alle reti che più ritiene consone a lanciarli e a sostenerli.
Con altre majors si danno accordi quadro complessivi, che possono essere di volume - assorbiamo cioè, oltre al cinema, una quota fissa di nuovo prodotto tv ogni anno - o dei veri e propri output - che è come a dire: è nostro tutto ciò che voi producete.
Ma le politiche di acquisto, nei tempi medi, sono flessibili e possono variare, per ragioni sia economiche che strategiche. E meglio di me è giusto che risponda il Responsabile per gli Acquisti Diritti Francesco Mozzetti.” (del quale pubblicheremo un’intervista ad hoc prossimamente ndr)

Wildfire3. Sappiamo che sei di ritorno dagli Screenings che si sono tenuti in USA la scorsa settimana. Che giudizio complessivo puoi dare della produzione a voi presentata dalle major internazionali?
“Ho trovato una discreta ripetitività nei prodotti che ci hanno presentato le majors. Ripetitività sottolineata dal fatto che a ogni presentazione partiva la canzoncina di Gwen Stefani ‘The great escape’ - quella col trillo ‘Uuuuuh uh’ , presente? - che pareva quasi ‘la sigla del villaggio’. Cosa abbiamo visto, mi chiedi. Molte serie brillanti a target femminile stile Desperate e Sex in the City: una specie di rivincita della soap che non mi aspettavo. Il modello C.S.I. – dopo anni di replicanti – ha ceduto un po’ il passo, così come la politica conservativa del canale più teen, CW, ha prodotto un solo tentato clone del compianto O.C., Gossip Girl. Per il resto è vero quello che mi ha fatto notare Alberto Rossini, Responsabile Contenuti Telecom Italia Media: gli Screenings sono stati pieni di scene cult al limite del ‘weirdo’ che credo faranno la gioia dei bloggers. C’è un’inarrivabile Melanie Griffith in Viva Laughlin girato da Muccino che canta in lingerie ‘One way or another’ dei Blondie; ho visto George Michael intonare ‘Faith’ ancheggiando nel salotto di casa dell’avvocato in carriera Eli Stone; in tanti ricorderemo le prestazioni di una religiosa nella sequenza onirica con cui si apre Californication, la nuova serie starring lo stropicciato David Duchovny; e stiamo ancora a decifrare i poteri del protagonista di Pushing Daises che con un tocco risveglia i morti ma col ritocco torna a stenderli, che detta così pare una gag di Totò…Comunque cito scene per cazzeggio ed evito commenti sul livello di interesse che le varie serie hanno suscitato, visto che è aperto il mercato delle acquisizioni.”

4. A proposito di serie cult, su Italia 1 è tornato Walker Texas Ranger, la mattina vanno Chips e Hazzard. Pensi che le serie di qualche anno fa siano migliori di quelle odierne?
“No. Credo invece che negli ultimi anni i network americani abbiano dovuto contendere alle cable un pubblico pubblicitariamente pregiato, quello alto-consumante, più colto e urbano; e che per attirarlo abbiano molto migliorato la produzione del seriale: la qualità della scrittura, della regia, della fotografia, della costruzione narrativa. Le serie degli ultimi anni a me sembra siano profondamente diverse di quelle degli anni ’80. Magnum P.I. o Charlie’s Angels erano telefilm più elementari, da un punto di vista espressivo; non so se peggiori – in fin dei conti ci siamo cresciuti, ci sono affezionato - ma più ‘formulaic’, più ligie ai canoni di genere. ”

Gossip Girl5. Come hai scritto anche nell’articolo uscito su Link, ci sono serie che da noi possono solo andare a causa dei temi trattati in seconda serata. Qual è la tua opinione in merito per esempio a Prison Break o 24 trasmessi ad ora tarda?
“Parto da un assunto netto: nelle free la prima serata è un podio che a mio avviso non spetta a qualunque prodotto, e non è una penalizzazione destinare una serie ad altre fasce. Lo dimostrano per esempio proprio i casi di 24 o di West Wing. Se queste due serie pluripremiate non hanno avuto successo in prime time – quindi se il paese reale non ci ha seguito, diciamo… – significa che, pacificamente, è stato un errore mettere in prima serata delle serie da seconda. Perché abbiamo finito col parlare al pubblico sbagliato dal posto sbagliato - cioè dalla rete o dall’orario sbagliato. Se lavori in una generalista che deve raggiungere larghi obiettivi d’ascolto, io credo che Six Feet Under sia giusto metterlo in terza serata, perché ha appeal troppo limitato e argomenti troppo controversi per essere apprezzata da maggioranze silenziose; mentre se lavori per Jimmy è correttissimo che tu collochi Life on Mars nella fascia più visibile, più pregiata del tuo ascolto di nicchia. E questo SENZA dare giudizi di merito su chi segue Jimmy o le free, davvero. Ciò detto, si fanno anche errori di sottovalutazione, nel programmare. Prison Break, per esempio, so che in altri paesi europei è stata provata con successo in prima serata. Ho proposto io lo slot di seconda quando ero a Italia 1. Ho sbagliato? Me lo sono chiesto. Ma alla fine gli ascolti conseguiti qui in Italia non consentono di parlare di exploit e non mi sembra di averla usata così male. ”

6. Tra i prodotti chiusi anzitempo senza un vero e proprio finale vi sono Invasion, grande successo di Canale 5 dello scorso anno e Jericho, in procinto di andare in onda su Raidue. Hai qualche news in merito a tv movie o a nuove puntate che mettano la parola fine sulle serie?
“No, non ho notizie su Invasion. Mi risulta che, in generale, quando le serie vanno male negli USA, la tendenza sia di toglierle quanto prima dalla messa in onda e di rendere disponibili gli episodi mancanti solo in home video o su siti specializzati, ma SENZA chiudere la storia. Quanto a Jericho, la serie non è stata un successo ma per non deludere gli appassionati so che CBS ne ha ordinata una seconda stagione di soli 7 episodi per la midseason 2008: buon per Raidue e per Giorgio Buscaglia. ”

7. Capitolo sitcom. Hai trovato argomenti innovativi rispetto al consueto o sono tutte sulla stessa lunghezza d’onda degli anni passati?
“La sit-com! E dov’è finita? Missing, quest’anno proprio missing. Il prossimo anno vedremo, negli USA, la ricomparsa dei reality sui network, una grande fioritura delle ore, ma delle mezz’ore si è quasi persa traccia. Finita anche l’abbuffata delle cosiddette single-camera, il genere di Arrested Development o di My Name is Earl. No, un momento di stallo, sul mercato americano. Sarà per quello che agli Screenings, sepolti dal peso drammatico delle one-hour, le poche pause comiche rappresentate dalle sit-com - da Aliens in America di Warner a Back 2 You di Fox - sono sembrate divertentissime.”

8. Per concludere, cosa pensi del fenomeno dei blog come il nostro che trattano di televisione e di spettacolo in genere? Li leggi di solito?
“I blog sono un buon termometro per capire il tasso di affezione riscosso da una serie e per vedere quanto ci vengono rinfacciati i compromessi che accettiamo nel programmare i telefilm, per esempio. Quando lavoravo a Italia 1 nei blog ci entravo timorosissimo. Ogni volta ci trovavo fucili spianati pronti a sparare per come programmavamo o NON programmavamo Buffy e quasi mai una pacca a dirti: però dai, nel complesso della rete belle scelte. I bloggers possono essere spettatori esigentissimi, competentissimi e incazzatissimi. Ma il palinsesto di una tv generalista vive di ragioni complessive che a volte non possono ruotare intorno al rispetto sacrale per la collocazione del singolo prodotto. Ma anche questa volta non riuscirò a convincere nessuno e sarò sepolto di improperi, temo…”

Ti ringrazio della tua disponibilità e simpatia con cui hai risposto alle nostre domande e ci auguriamo di poterti avere tra i nostri lettori.

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33 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Corrado

    Corrado

    22 giu 2007 - 19:29 - #1
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    Share, ma quanto parla Aldo Romersa?
    ..sicuramente non si può che il suo linguaggio non sia ricco di contenuti e di fiumi di parole! :)

  • Profilo di Share

    Share

    22 giu 2007 - 19:30 - #2
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    Corrado
    credimi, è molto simpatico e si impara anche molto dalla sua esperienza. Molto affascinante il suo lavoro. :)

  • Profilo di FrancescoB

    FrancescoB

    22 giu 2007 - 19:47 - #3
    0 punti
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    e bravo share!!!!
    Ormai i telefilm vanno quasi esclusiavemente su Italia 1, mentre qualche anno fa c’era anche canale 5 che li trasmetteva, e concordo con Aldo Romersa che è difficile preventivare il successo di una serie o la giusta collocazione, bisogna rischiare e provare!!!

  • Profilo di Corrado

    Corrado

    22 giu 2007 - 20:01 - #4
    0 punti
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    “I bloggers possono essere spettatori esigentissimi, competentissimi e incazzatissimi. Ma il palinsesto di una tv generalista vive di ragioni complessive che a volte non possono ruotare intorno al rispetto sacrale per la collocazione del singolo prodotto. Ma anche questa volta non riuscirò a convincere nessuno e sarò sepolto di improperi, temo…”

    Nessun improperio! (almeno da parte mia)
    …in quel “ma” viene descritto tutto quello che sta dietro alcune scelte direzionali, strategiche e commerciali che cozzano con le esigenze di teelspettatori o bloggers…
    esempio attuale è la decisione di sospendere Betty e riproporla a settembre..
    un buon prodotto deve essere venduto al momento più giusto e più propizio, anche se qualche consumatore potrà non essere d’accordo…

  • Profilo di grog di magog

    grog di magog

    22 giu 2007 - 20:03 - #5
    1 punto
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    Bella intervista!! Grazie!

  • Profilo di Francesco X

    Francesco X

    22 giu 2007 - 20:04 - #6
    1 punto
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    “, è stato un errore mettere in prima serata delle serie da seconda.”

    O magari più probabilmente chissà perchè collocarla su Rete 4 che sull’ ormai abituale canale dei telefilm e cioè Italia 1.

  • Profilo di zeppo

    zeppo

    22 giu 2007 - 20:06 - #7
    0 punti
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    vorrei tanto sapere di piu su invasion.. cosa si intende per home video e siti specializzati dove vedere la FINE?

    ???

  • Profilo di Luca79

    Luca79

    22 giu 2007 - 20:28 - #8
    0 punti
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    Zeppo, credo che si intenda cofanetti dvd oppure sui siti internet del network che decide di mandare in streaming i restanti episodi. Ma a quanto ne so, Invasion si è “conclusa” così…

  • Profilo di Zagorakis

    Zagorakis

    22 giu 2007 - 20:34 - #9
    1 punto
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    Be’, il tizio ne sa, però fa (giustamente) spallucce su evidenti vaccate operate dalla rete.

  • Profilo di Nick84

    Nick84

    22 giu 2007 - 20:37 - #10
    1 punto
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    Bella intervista e belle domande anche se Romersa da me definito l’angelo della morte da risposte da ciclostilo abituato a centinaia di interviste.
    E’ il suo lavoro ma odio quando consegna le serie a rete4 per farle finire al cimitero.
    Per il resto ha ragione la complessità dei drama attuali è una cosa evidente , così come la moria delle sit-com .

    P.S: SFU da terza serata ? ma è pazzo ? si vede che fa dei gusti troppo medi.

  • Profilo di Nick84

    Nick84

    22 giu 2007 - 20:39 - #11
    0 punti
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    vorrei tanto sapere di piu su invasion.. cosa si intende per home video e siti specializzati dove vedere la FINE?

    Invasion non ha fine ha ricevuto un ordine da full season ed è stata mandata poi in estate non è stata rinnovata.
    Solitamente se una serie non funziona vengono mandati solo pochi epidodi i restanti arrivano in dvd sulle tv straniere , d’estate in america oppure sui siti internert dei network.

  • Profilo di Mauro87

    Mauro87

    22 giu 2007 - 20:56 - #12
    -2 punti
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    Complimenti Share per l’articolo.

  • P.

    22 giu 2007 - 21:04 - #13
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    Buffy meriterebbe una collocazione migliore - e vista la qualità del prodotto (e che le punte di diamante di italia1 al momento sono Walker Texas Ranger e O.C.) si potrebbe anche farla avanzare di grado e non lasciarla marcire alle 2.30 di notte, tra una televendita e l’altra.

  • Profilo di Felix`

    Felix`

    22 giu 2007 - 21:29 - #14
    0 punti
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    Cioè.. si lamenta di Buffy. Magari dice che è giusto ahahaha la mandano di notte ma vi rendete conto??? Ma svegliati!!!

  • Profilo di belfagor66

    belfagor66

    22 giu 2007 - 22:02 - #15
    1 punto
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    Zeus! Apollo! Questo tizio ha detto che Magnum P.i. è più elementare… azzannate!

  • Profilo di Picchiatello

    Picchiatello

    22 giu 2007 - 22:11 - #16
    0 punti
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    L’articolo e le domande mi sono piaciute , le risposte come gia’ sottolineato sono piu’ da diplomatico in terra straniera che a casa propria.
    Facciamo cosi’ tanta paura ?
    Trovo preoccupazione nel fatto che le serie di telefim stranieri siano seguite dalle produzioni nazionali i rete da uno stormo di tecnici,pubblicisti,manager,direttori, sicedirettori e chi piu’ ne ha piu’ ne metta quanto la loro natura e’ nell’immediatezza e nella semplicità.

  • gatz

    23 giu 2007 - 00:08 - #17
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    Mediaset ha sicuramente serie di spessore(spesso rilegate a seconde serate che pian piano stanno diventando terze vista la perdita di tempo che comportano i quizzettini in access time) ma anche a schifezze non è da meno;il mio gatto mi ricorda un certo Tarzan. Poi un piccola polemica: ma ci vuol davvero uno staf di esperti per valutare se una serie ha le potenzialità o meno per avere successo in italia? Voglio dire un qualsiasi geek che passa le sere su internet può riuscire a capire se una serie è bella e proponibile no?! In più dalle risposte non mi è sembrato un gran lungimirante…ma per fornuta nostra e sua le serie le deve solo comprare e non produrre.

    P.S: come si fa ad affibiare l’appellativo soap a serie come Sex&theCity e Desperate?

  • mallo

    23 giu 2007 - 00:15 - #18
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    six feet under? ma se è sparito dalla programmazione da più di 2 anni..il problema non sono gli ascolti di questo telefilm(non eccelsi ma buoni tutto sommato) ma gli argomenti trattati…infatti sesso e in più gay..è un qualcosa di orribile vero? per questo la punizione della terza serata? ma per piacere!

  • Profilo di sakai

    sakai

    23 giu 2007 - 01:10 - #19
    0 punti
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    “io credo che Six Feet Under sia giusto metterlo in terza serata, perché ha appeal troppo limitato e argomenti troppo controversi per essere apprezzata da maggioranze silenziose”

    ——————————–

    mi chiedo se abbia mai visto un episodio. Six Feet Under ha una gamma incredibilmente vasta di argomenti e temi trattati, una qualità che definirei cinematografica, degli attori incredibili, e una storia che prende lo stomaco. E se la maggioranza non lo guarda su Italia Uno è perchè il serial latita da anni, ed essendo finito sui dvd spagnoli doppiato in italiano, lo hanno già visto tutti, fino all’incredibile finale! Per favore!!! Se vi fa paura la coppia gay e un pò di sesso, ditelo con più tranquillità!

  • gatz

    23 giu 2007 - 01:38 - #20
    0 punti
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    Mi chiedo, se mai dovessero prendersi anche quel capolavoro che è Dexter, a che ora potrebbero proporlo? Forse verso le 3 di notte per far concorrenza a le lezioni di Nettuno….giusto per ravvivare il popolo della notte…. NO non quello lobotomizzato di lucignolo.

  • Peter Krause

    23 giu 2007 - 12:39 - #21
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    The West Wing fu mandato in prima serata su Rete4? non me lo ricordo proprio. Me lo ricordo mandato d’estate, senza serata fissa, a volte alle undici, a volte alla mezza, e poi anni dopo mandato in onda anche alle sei del mattino..

    Six Feet Under?!
    Prima di tutto: rimandatelo in onda!
    E poi ha dei temi così forti da non poter andare nemmeno in seconda serata, ma in terza, quando quella porno-serie spazzatura di Nip/Tuck va in seconda??!!

  • Profilo di Francesco X

    Francesco X

    23 giu 2007 - 13:26 - #22
    1 punto
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    Ma se è il sesso perchè “Il bello delle donne” andava in prima serata? E perchè “Beautifoul” o come kaiser si scrive con le sue porcherie va al pomeriggio?
    Non penso proprio sia questo. Secondo me è che fanno le cose a kaiser, almeno a vedere certe sole che ci ho preso e altre robe.

  • Profilo di Francesco X

    Francesco X

    23 giu 2007 - 13:28 - #23
    1 punto
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    ” quando quella porno-serie spazzatura di Nip/Tuck va in seconda??!!”

    Ecco, allora perchè trasmettono questo?

  • Profilo di ciaoAle

    ciaoAle

    24 giu 2007 - 13:16 - #24
    1 punto
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    Bella intervista Share!

    Sembra un tipo simpatico Romersa.. sono curioso di conoscere i vari acquisti delle reti dei nuovi telefilm, anche se spero sempre che quelli che mi interessano vadano prima su sky e poi sulle reti in chiaro

  • Giuliettonzola

    24 giu 2007 - 21:09 - #25
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    oddio scusate ma ho appena letto l’intervista e sono sul serio MOLTO ARRABBIATA! beh ringrazio chi l’ha postata intanto, perchè finalmente so a chi dare la colpa della schifosa programmazione che Prison Break ha ricevuto da Italia 1. Quest’ uomo tenta di giustificare ciò che ha fatto, “non mi sembra di averla usata così male” ma stiamo scherzando, ma questa cosa non sta in piedi, la programmazione di PrisonBreak è stata una schifezza con continui cambi di orario, giorno, interruzioni, con pochissima pubblicità, senza nemmeno una possibilità di essere messa in prima serata, almeno una volta giusto per provare, per testarla sul pubblico, la gente che voleva vedere sta serie non è riuscita a seguirla in maniera continua grazie ad Italia 1! Ma dico io ma un errore di valutazione così non si può fare, PrisonBreak con la sua prima serie è stata una delle rivelazioni più importanti di quell’ anno negli USA… e tu non mi puoi fare un errore di valutazione NO non esiste, NON si può: vergogna! Ecco scusate il mio sfogo, ma da qualche mese abbiamo aperto una petizione contro la pessima programmazione di PrisonBreak su Italia1, perché questa emittente e la gente che decide di penalizzarla porti un po’ di rispetto al telefilm e ai suoi telespettatori, se volete leggerla/firmarla (grazie) siamo già più di 1200: http://www.petitiononline.com/pbitalia/petition.html

  • hypa

    25 giu 2007 - 16:00 - #26
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    Sono daccordo con giuliettonzola. Questo, come ogni italiano che lavora alla mediaset, non capisce un caxxo. Io intanto voglio proprio restare a vedere cosa ne faranno di Heroes..

  • Giuliettonzola

    25 giu 2007 - 22:57 - #27
    0 punti
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    beh grazie hypa! guardate questo video, Aldo Grasso(uno ke di tv se ne intende) commenta la scelta di mettere PB in seconda serata un peccato davvero: http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=4060938c-0139-11db-b444-0003ba99c667

  • […] In seguito all’intervista ad Aldo Romersa, che parecchio interesse ha suscitato in molti lettori, pubblichiamo una nuova serie di domande formulate al responsabile degli acquisti dei diritti di Mediaset, Francesco Mozzetti. […]

  • […] In seguito all’intervista ad Aldo Romersa, che parecchio interesse ha suscitato in molti lettori, pubblichiamo una nuova serie di domande formulate al responsabile degli acquisti dei diritti di Mediaset, Francesco Mozzetti. […]

  • Profilo di claudio&buffy

    claudio&buffy

    03 lug 2007 - 12:10 - #30
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    ma nn se ne parla proprio di trasmettere buffy in orari + decenti????? insomma invece di mettere quello skifo di wolker texas renger xke nn trasmettono buffy o magari angel!!!???? e dato ke italia uno è sempre stato un canale x giovani xke trasmettono tutte qst serie ke possono piacere a mio nonno!!!!!!!!!! x esempio come sopra citato Walker Texas Ranger,Hazzard Chips, nn potrebbero trasmetterli su rete 4, dato ke li fanno questo genere di cose!!!! mamma mia ke rabbia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Profilo di Bella.Swan

    Bella.Swan

    10 ago 2007 - 14:39 - #31
    0 punti
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    non si rende conto che in italia i telefilm sono trattati peggio di qualsiasi altro paese??? dovrebbe leggere di più i commenti dei telespettatori ed imparare di più da quegli “spettatori esigentissimi, competentissimi e incazzatissimi” che magari ne sanno più di lui. anzi, di sicuro. DATECI PRISON BREAK IN PRIMA SERATA, incompetenti -___-

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    […] Aldo Romersa, nell’intervista rilasciata al nostro Share nello scorso maggio, aveva dichiarato che nella miriade di serie e di drama di cui, per lavoro, deve essere a conoscenza, quelle poche risate che sono riuscite a strappare gli Screenings provengono anche da “Aliens in America”. E come non dargli torto. Questa sit-com (di cui in fondo al post potete trovare una gallery), in onda sulla Cw dallo scorso primo ottobre (la season premiere è stata seguita da 2.300.000 telespettatori), rappresenta una boccata d’aria (assieme a pochi altri prodotti del suo genere) nel panorama di sci-fi e drama che la televisione ci sta proponendo, questa volta trattando un tema più che delicato negli Stati Uniti, ossia quello dell’integrazione culturale. […]

  • […] Di certo, i puristi che consultano le fonti americane saranno rimasti inorriditi da un tale ritardo, ma esiste un target di massa anche per le serie tv che a mio parere non andrebbe snobbato, fatto dai tempi dettati dalla programmazione in chiaro. In più, bisogna ricordare che non tutti sono in grado di consultare i siti stranieri. Personalmente, ho ritenuto di condividere delle indiscrezioni-anteprima che da noi fanno notizia solo adesso, vista la recente conclusione della terza stagione, e che fanno di un Dr.House un prodotto commercialmente appetibile come L’Isola dei Famosi. Di certo, se vi avessi parlato con tanta rilevanza della seconda serie di Kyle Xy, non avrebbe destato lo stesso interesse - e poi per questo ci sono i siti specializzati che monitorano il panorama americano con un intento più specialistico che divulgativo come il nostro -. Mettendo da parte ogni giustificazione, visto che resto fermamente convinto di ciò che scrivo e del perchè lo scrivo, vorrei riallacciarmi allo spunto di riflessione che vi richiamavo all’inizio. Si tratta di un articolo scritto da Aldo Romersa, responsabile coordinamento acquisti Rti, intervistato di recente dal nostro Share. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Quando ho letto il suo intervento sul libro della collana Link dedicato ai telefilm, inizialmente sono rimasto tanto scettico quanto incuriosito. Vedere un professionista del settore, che lo conosce più delle sue tasche, dare al telefilm dell’ovverated, vale a dire del sopravvalutato, dà da pensare. Soprattutto se lui per primo è pronto a riconoscere i limiti di questa risorsa che tanto si decanta con i guanti. Ve ne propongo un breve ma esaustivo sunto, con le speranze che sia di auspicio per imparare a trattare il telefilm per quello che è, né più nè meno, senza il bisogno di ricorrere alle snobbistiche prese di posizione del cinema d’autore o alle svilenti strategie promozionali della reality-generation: “Nonostante come programmatore mi sia passata per le mani roba buona… nè la passione nè il mestiere mi spingono ad aggiungermi all’incondizionato peana del seriale di importazione che oggi sento intorno a me. Certo: mi rendo conto che di questi tempi il telefilm statunitense possa appasrire il luogo del Moderno Televisivo, il racconto in cui più spesso troviamo innovazione di linguaggi e di generi. Oggi faccio un lavoro diverso rispetto al passato: devo chiedermi quanto e quale seriale servirà alla reti generaliste Mediaset, soprattutto in futuro. Se voglio immaginare quanto sarà strategico il seriale statunitense anche in futuro, sulle reti free italiane, devo considerare bene alcuni insegnamenti che mi arrivano dal passato: ne ho, li uso. E questo confronto col passato mi dice un po’ di cose: che il successo dei telefilm è ciclico, che molta parte dell’attuale successo del telefilm è mediatica, drogata dalla chiacchiera che ci si sta facendo sopra e sovrastimata, che il telefilm è una risorsa scarsa e che è anche una risorsa rischiosa. Il successo del serial americano, per chi opera nella free, è relativo. Se escludiamo l’europeo Rex, le punte passate di Beverly Hills 90210 e Er, o più recentemente Dr. House, i telefilm si muovono mediamente in un range di ascolti che sta fra l’8% e il 14% di share, dai 2,5 ai 4 milioni e più di telespettatori, sempre più spesso eroso dal precedente passaggio effettuato dalle reti pay. Insomma, rappresentano buoni, talvolta ottimi risultati per reti con obiettivi di ascolto contenuti, più targettizzati. La risorsa del seriale Usa è una risoarsa scarsa, almeno se guardiamo alle necessità teoriche dei nostri prime time. Agli screenings avevamo visto 18 nuovi drama destinati ai principali network Usa e solo tre d’acchito ci sono sembrati degni del nostro prime time italiano: Ugly Betty, Heroes, Jericho e già sapevamo che mai sarebbero potuti essere tutti e tre Mediaset. Se in un anno porti a casa 24 o 36 prime time per tre reti non è che hai trovato un asset che ti cambi radicalmente il tuo mix di palinsesto. In più, il seriale USA è una risorsa rischiosa. Ci si trova ad acquistarlo quasi a scatola chiusa: opzionare una serie dopo aver visto il solo pilot è comunque un azzardo, per quanto fiuto ed esperienza servano proprio a non sbagliata. Una risorsa abusata: per amore di controcanto ho certo esagerato nel descrivere le problematiche, e non solo i vantaggi. Ma insomma, che cosa ti insegnano quando impari a giocare a calcio in cortile? Che la cosa peggiore è buttarsi tutti sulla palla, e sul seriale mi sembra che rischiamo di fare lo stesso… Persino la metariflessioen è il segnale che il fenomeno è maturo, sfruttato. Perchè in effetti, per un Dr. House, quanti perbilissimi episodi abbiamo visto di infiniti altri serial malriusciti? No, grazie, risparmiamoci l’importazione indiscriminata. Altrimenti finiremo presto a guardare questa bella fioritura come fosse stata una fiammata, e a giudicare il fenomeno seriale con le parole definitive e tombali di Gregory House: Overrated”. (nessun voto) 0 Commenti […]

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