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Grattachecca e Fichetto: il cartoon nel cartoon

Pubblicato: 13 giu 2007 da Francesca Camerino

Grattachecca e Fichetto Grattachecca e Fichetto (Itchy e Scratchy) sono il gatto e il topo protagonisti di una serie tv all’interno del cartone de ‘I Simpson’. Sono gli idoli televisivi di Bart e Lisa. Non se ne perdono uno di episodio!

Il cartoon dei due cinici personaggi televisivi va in onda all’interno dello spettacolo di ‘Krusty il Clown’, lo show per bambini (che per bambini non è proprio). Nelle loro avventure hanno una sola passione: uccidersi a vicenda. Il più furbo è Fichetto che riesce sempre ad avere la meglio sul gatto che muore ucciso in ogni puntata, ma misteriosamente riappare nella puntata successiva più vivo che mai. Bart e Lisa (e spesso Homer) amano troppo la crudeltà del gatto e il topo, e ridono a crepapelle (come noi).

Il successo non so se è dovuto più alle gag comiche o alla violenza e crudeltà dei personaggi. Fatto sta che va anche a loro il merito del successo della famiglia ‘in giallo’ più famosa. Ecco un video dedicato a loro. Uno spasso.

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di molengai

    molengai

    13 giu 2007 - 11:07 - #1
    0 punti
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    Mi aspettavo più Grattachecca e Fighetto nel filmato, ma i Simpson van sempre bene…

  • Profilo di the Vintage

    the Vintage

    13 giu 2007 - 11:13 - #2
    -1 punto
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    grandissimi Itchy & Scratchy!

    Francesca che ne dici di uno speciale su carletto principe dei mostri?

  • Profilo di dessize

    dessize

    13 giu 2007 - 11:36 - #3
    3 punti
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    Secondo me Grattachecca e Fighetto sono una caricatura più che evidente a Tom e Jerry

  • Profilo di the Vintage

    the Vintage

    13 giu 2007 - 11:36 - #4
    -3 punti
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    è vero dessize

  • Commento #5 (-6 punti) - 13 giu 2007 - 11:36 - Apri commento
  • Profilo di pampasosa

    pampasosa

    13 giu 2007 - 11:45 - #5 (nascondi)
    -6 punti
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    lo penso anche io

  • Commento #6 (-6 punti) - 13 giu 2007 - 11:45 - Apri commento
  • Profilo di DanieleD

    DanieleD

    13 giu 2007 - 12:16 - #6 (nascondi)
    -6 punti
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    io pensavo fosse ovvio

  • Profilo di Nico lab

    Nico lab

    13 giu 2007 - 12:30 - #7
    0 punti
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    Siete sicuri di aver messo il filmato giusto?

  • -3 punti
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    […] Se quest’annata televisiva ha generato un fenomeno di tendenza, è sicuramente quello dei Geek. Ovvero la variante patinata del nerd (il cervellone occhialuto) e de La fea (la racchia sgraziata) che ha letteralmente conquistato il mercato globale. Anche i brutti, dunque, possono fare business e cercarsi un posto nei media, prima ancora che nel mondo, attraverso l’arma dell’autoironia e dell’outing anticonformista. Prendete il video dell”ultima trascinante hit di Martin Solveig, Rejection, che vi proponiamo in coda al post: ha lanciato un nuovo slogan fortemente rappresentativo di questo discorso, From Geek To Chic. E’ la nuova parabola della redenzione idiota, l’ennesima battaglia della diversità a colpi di sfottò autolesionistico e spettacolarizzazione demenziale. Perché anche il brutto può provare a diventare figo, ma prima deve passare attraverso il ricatto (più che il riscatto) della macchietta e farsene combinare di tutti i colori. Non vi ricorda il nostro Rampinelli? A cogliere le potenzialità televisive della nuova moda anti-estetica, ma altrettanto appetibile sul profilo commerciale, è stata proprio Italia1, da sempre prodiga di intuizioni giovanilistiche e innovazioni tematiche. Come emerso dal Telefilm Festival, la rete giovane Mediaset ha sempre impostato la propria linea editoriale, tra le altre cose, sulla bellezza e i suoi canoni (più o meno stravolti dal prograsso e dai mutamenti di costume). Ed è così che, dopo Il Brutto Anatroccolo e Bisturi, paradiso ante litteram degli sgorbi in cerca di metamorfosi (con l’ausilio più o meno obbligato della chirurgia estetica), è arrivata una brillante variazione sul tema con i Secchioni e Ugly Betty. Nel primo caso si è partiti da un format di forte impatto sociologico, come Beauty and The Geek ideato dal pupo di Demi Moore Ashton Kutcher, per stravolgerlo a fini di becero entertainment. Della serie, prendi un ragazzo non troppo avvenente, imbruttiscilo ancora di più ed esponilo al pubblico ludibrio gettandone al vento gli interessi intellettuali. Nel secondo caso, invece, c’è questa cozza un po’ meno terrificante della sua antesignana telenovelica che fa il suo ingresso nel mondo del Diavolo Veste Prada, con conseguenze prevedibilmente esilaranti (ma anche in questo caso non troppo edificanti). PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Due fenomeni che hanno fatto un gran parlare di sé, richiamando plausi della critica e attenzioni della stampa. Persino dall’ultimo numero di Sorrisi, che fino alla settimana precedente ostentava le curve di Elena Santarelli, arriva l’appello di America Ferrera, interprete della nuova eroina seriale: […]

  • Carolus

    13 giu 2007 - 13:02 - #9
    4 punti
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    Bello il post ma sono Grattachecca e FiChetto con la c. Grazie :)

  • Profilo di francesca c.

    francesca c.

    13 giu 2007 - 13:07 - #10
    4 punti
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    @ Nico Lab
    ops! avete ragione!!!!

  • Profilo di dessize

    dessize

    13 giu 2007 - 14:22 - #11
    -2 punti
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    Giusto Carolus. è FiChetto… Mi sembrava strano, in effetti.

  • Profilo di fabio.21966

    fabio.21966

    13 giu 2007 - 14:33 - #12
    -2 punti
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    Perchè ve la prendete con Daniele… è ovvio che sono la caricatura truculenta dell’altro duo. Un cartone portato all’eccesso anche per sfottere i vari comitati di genitori (cattolici e puritani o meno che siano) che anche in america cercano di imporre censure retrograde. Ed ecco che il grande Matt Groening rifila un ceffone pesante a tutti i bacchettoni creando un finto cartone animato che gronda sangue ed efferatezza e che conquista il cuore dei giovani abitanti di Springfield e sicuramente anche della vicina Shelbiville.
    Oltretutto anche nei cartoni di Grattachecca e Fichetto sono presenti continui omaggi e citazioni cinematografiche e letterarie. E gli stessi sono poi lo strumento per le critiche non tanto velate all’affarismo della Disney… un esempio? Il parco divertimenti di Itchy & Scratchy a Parigi… deserto.

  • Profilo di fabio.21966

    fabio.21966

    13 giu 2007 - 14:34 - #13
    3 punti
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    Ps: e tra breve il lungometraggio dei Simpsons… rigorosamnte in 2D (guardate la fine che fa il coniglietto in 3D del trailer)

  • Profilo di Knives

    Knives

    13 giu 2007 - 16:01 - #14
    2 punti
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    I Simpson son sempre migliori,anche se sulla mediaset sono alla ventesima replica io li guardo sempre con piacere

  • Profilo di the Vintage

    the Vintage

    13 giu 2007 - 20:59 - #15
    0 punti
    Up Down

    il problema è che su mediaset anche se hanno 20 serie a disposizione mandano sempre le stesse 2-3.

  • Profilo di mascal

    mascal

    13 giu 2007 - 23:53 - #16
    0 punti
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    Il riferimento a Tom e Jerry è evidente e intenzionale. Non credo invece che lo sia (intenzionale) quello a “Squeak the mouse”, fumetto di Massimo Mattioli, datato 1982.
    Andate a vedere le immagini, una volta tanto, noi italiani siamo arrivati prima.

    http://www.ubcfumetti.com/vault/ubc/12176_squeak_the_mouse.jpg?&w=300

    http://www.lambiek.net/artists/m/mattioli/mattioli.jpg

  • retrt

    14 giu 2007 - 11:14 - #17
    -2 punti
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    noi ITALIANI arriviamo SEMPRE prima di tutti tranne che nel trombare…

    ITALIA AGLI ITALIANI

  • tvblog

    19 lug 2007 - 16:37 - #18
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • tvblog

    19 lug 2007 - 16:37 - #19
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • […] La morte violenta presente nel cartone ci può ricordare quelle di Grattachecca e Fichetto ma la rappresentazione della morte in ‘Happy Tree Friends’ è più articolata e la grafica è più complessa. Sono sadici, furbi, tremendamente scorretti ma hanno l’aspetto di animaletti teneri e dolci ma la loro fine è sempre terribile. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ The show è quasi privo di dialogo, ma quando capita le parole dei personaggi sono confuse e incomprensibili. Qui c’è il sito in italiano, per saperne di più. Di seguito vi segnalo l’ episodio ‘Blind Date’: uno spasso. Qui ci sono gli altri. […]

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