Trovarsi di fronte a un luminare come Aldo Grasso mette in imbarazzo chiunque. La sua aura da professore della televisione riesce a porre in una condizione di soggezione persino colleghi del settore e addetti ai lavori, molti dei quali rivelano di essersi laureati con lui o di aver avuto filo da torcere per i suoi pungenti editoriali.
Eppure, il mitico Grasso è riuscito a dedicarci qualche minuto del suo tempo durante la partecipazione al Telefilm Festival, dopo essersi vivamente scusato nel giorno di WorkShop a causa dei suoi impegni universitari che gli impedivano di trattenersi con noi.
L’intervista è iniziata da subito con una premessa inderogabile: parliamo solo di telefilm. D’altronde, in una settimana difficile che l’ha visto alle prese con l’orgoglio di Del Noce (di cui ha criticato l’operato) e le contestazioni dell’ufficio Stampa Mediaset (per aver annoverato Buon Pomeriggio tra i flop dell’anno), non potevamo aspettarci di più, tantomeno di parlare di Maurizio Costanzo che per Grasso è diventato dichiaratamente un argomento tabù anche in conferenza stampa.
Ma ripercorriamo insieme i nodi cruciali di una chiacchierata sulla serialità che ha lanciato spunti interessanti,
Si è sempre professato un fan speciale di Desperate Housewives. Cosa non ha funzionato di questa serie in Italia. Sarebbe stata più adatta a un’altra rete generalista?
“Il problema delle reti è del tutto secondario, per chi analizza un prodotto la cosa importante è riuscire a vederlo in condizioni decenti. So che sul satellite ha funzionato benissimo, io ne sono felice. Le strategie di rete non intaccano la forza di un prodotto, anche se le reti generaliste non hanno ancora capito la forza dei tempi. Li hanno sempre considerati dei tappabuchi e continuano a considerarli così. Quindi per ora il telefilm è inadatto alla rete generalista”.
Cosa ne pensa del fenomeno dei Subs che già fa spopolare in rete nuovi arrivi come Heroes?
“E’ un fenomeno interessantissimo. Ha permesso di migliorare i doppiaggi. Mi sembra un atto di amore molto bello, un esercizio linguistico molto utile. Trovo che sia una delle cose più interessanti che si sia vista ultimamente nel rapporto web/telefilm”.
Le fiction italiane perdono in partenza la sfida con i modelli americani. In termini di percentuale, quanta responsabilità va a sceneggiatori, produttori e attori?
“La percentuale è equamente divisa tra tutti. Non abbiamo ancora un’industria all’altezza di produrre telefilm di quel genere. La colpa è di tutti, compresso il basso livello attoriale”.
Quali prodotti riscuotono il suo gradimento nell’ambito della serialità italiana?
“Di sicuro quelli che più assomigliano agli americani. Ris, Distretto di Polizia, un po’ la Squadra ma solo un pochettino”.
Nel suo ultimo libro, Buona Maestra, c’è un interessante riferimento all’immagine cinematografica della Curva del Dormiglione ripresa a sua volta da un saggio di Johnson. Stando a questa brillante intuizione, quel che oggi è bistrattato e perennemente ostracizzato in ambito mediatico potrebbe un giorno essere riabilitato per il buon influsso esercitato sulle nostre capacità intellettive (vedi le competenze sviluppate dalla visione di un telefilm). Cosa potrebbe andare incontro a questo processo della tv attuale?
“Come spesso succede in questi giochi, potrebbe anche accadere un processo inverso, cioè che quello che oggi passa per essere la tv intelligente diventi una cosa inguardabile. La televisione è tanta, ci sono tanti programmi. Mi sembra un esercizio abbastanza inutile prendersela sempre con la televisione”.
Vista la sua mancata esposizione in video, ritiene che l’assenza di presenzialismo sia una garanzia di credibilità in un’era dominata dalla spettacolarizzazione del giornalismo?
“Io non vado in tv. Parlo solo per me. Ho deciso che facendo questo mestiere non posso andarci”.
Ewan J.
15 mag 2007 - 20:51 - #1ho avuto il piacere di assistere alla presentazione del libro del prof. grasso in cattolica, e devo dire che ne sono rimasto positivamente colpito. quella che fa dei tf americani è un’analisi acuta, che non dovrebbe sfuggire a chi, in italia, i telefilm (o fiction) li produce
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15 mag 2007 - 21:03 - #2Ero presente come noto al TF Festival e so quanto sia stato difficile porre delle domande ad un inarrivabile personaggio come Aldo Grasso. Complimenti vivissimi quindi a Lord Lucas per lo scoop che rende se possibile ancora più prestigioso Tv Blog nella sua galleria di interviste ad addetti ai lavori. E che questo sia il primo di una lunga serie come dimostrano anche le domande poste a Marco Bassetti.
Expedit-Boris
15 mag 2007 - 21:13 - #3complimenti Lord-Lucas!!!
ottimo lavoro….:D
Mauro87
15 mag 2007 - 21:45 - #4complimenti anche da parte mia a Lord Lucas
Jed
15 mag 2007 - 22:03 - #5Lord, tanto imbarazzo da confondere aurea con aura. Se poi è aurea mediocritas mi trovi d’accordo. Si evince che ho una certa avversione per i critici ‘tronisti’ come mr.fat? Comunque belle domande.
Picchiatello
15 mag 2007 - 22:45 - #6complimenti per l’intervista Lord
diabolik
15 mag 2007 - 23:36 - #7lord lucas complimenti!!!
share non fare complimenti… per quelli bastiamo noi!!!
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15 mag 2007 - 23:56 - #8GABRIELE PAOLINI, L’ARTISTA AUTARCHICO DELL’ESIBIZIONISMO.
Articolo pubblicato il 26 aprile 2007 alle 11.28 da ERNESTO SICILLIANO all’interno del sito internet
http://format.blogosfere.it/2007/04/ieri-sera-enrico-mentana-ha.html
Ieri sera, Enrico Mentana ha placato l’ansia di protagonismo di Gabriele Paolini.
Lo aveva già fatto il 18 aprile, lucrando due ottimi risultati: una promessa pubblica dal molestatore catodico di non tormentare più i giornalisti di strada ed una vittoria di Matrix su Porta a Porta. Mentana ha così applicato la sentenza del Giudice Francione che ha assolto Paolini dall’accusa di danneggiare il lavoro altrui. Il magistrato ha addotto infatti una duplice motivazione: è diritto del disturbatore esprimere liberamente il suo pensiero, e, per di più, Paolini con le sue apparizioni favorisce l’audience dei programmi che boicotta. In ossequio alla Legge, il conduttore del talk show di Canale 5 ha dato al “Profeta del condom” Paolini la possibilità di eiaculare le sue idee ed ha iniettato a Matrix la dose aggiuntiva di audience autorizzata dal magistrato. Non male, come boomerang!.
Non giurerei però sulla durata della promessa del volubile Paolini, che intrattiene con il concetto di “saggezza” lo stesso rapporto di travolgente intimità sessuale che coltivo io, da ormai quattro anni, con la mia carissima amica Angelina Jolie. Il “coraggioso” Paolini, in effetti, è sì una scheggia “impazzita”, ma di un fenomeno analizzato dagli studiosi dell’audience, ben più vasto di quanto si creda. E’ l’unico vero artista dell’esibizionismo televisivo. Il fenomeno in questione si chiama audience performativa. In parole povere, è la parte del pubblico tv più attiva che “per una spinta narcisistica cerca di entrare nel mondo dei media in cerca di visibilità, in cerca di audience”. (La definizione è delle docenti di analisi etnografica dell’audience dell’università La sapienza, Romana Andò e Marzia Antenore).
In tema di irruzione del pubblico in scena, Paolini è solo l’avanguardia di un vasto fronte di frequentatori abituali della tv. Stanchi di seguirla da casa e sprovvisti di professionalità catodica. Sono la punta emersa di un iceberg enorme composto da ragazzi e casalinghe che si sbattono da uno studio tv all’altro per sedersi tra il pubblico di Costanzo, Scotti e Amadeus. Sperando in una inquadratura fugace che immortaleranno con il fermo immagine del videoregistratore per trasformarla in un poster.
Ma è anche formato da un esercito di dilettanti, di figuranti che parlano ai talk show di Giletti a Domenica In od ai processi di Forum. Il “performativo” è un camaleonte che assume le forme più diverse ed è spinto dalle motivazioni più disparate, semplice curiosità o voglia di emulare i vip. Spesso professionalizza la sua incapacità di entrare nello show business dalla porta principale. Come fanno i tronisti di Maria De Filippi o i partecipanti compulsivi a quiz e casting di reality show di ogni genere, iscritti a vere e proprie agenzie.
E’ una fauna variopinta che ha cominciato ad organizzarsi negli anni ‘80, ed è spesso raccontata da Gianluca Nicoletti, il più creativo ed efficace romanziere italiano del ramo. Il business del bisogno “performativo” non è sfruttato solo dalle agenzie di Spettacolo, ma anche da operatori turistici che propongono viaggi in autobus dalle regioni più remote agli studi televisivi di Roma e Milano. In USA, è un affare molto più avanzato. Il tour agli studi tv di Hollywood della CBS o NBC è inserito in un pacchetto comprensivo di visita ai set di fiction, reality e talk show, partecipazione al programma come pubblico in studio e ,in alcuni casi, in prima persona come co-protagonisti.
Denominatore comune di questa razza di tronisti, telespettatori di mestiere, frequentatori di casting “non professionali”, è la mancanza di un talento televisivo associata alla voglia di essere in ogni caso protagonista non più per interposta persona, ma direttamente. Collocato in questa prospettiva, in compagnia cioè di questo ceto dalle rituali abitudini impiegatizie, Gabriele Paolini diventa un artista. Perché è l’unico che interpreta in modo anarchico, autarchico ed originale un bisogno di esibizione molto diffuso e standartizzato. Diffuso in modo molto banale ed ordinario. Lui si distingue dalla massa di grigi performativi sprovvisti di professionalità, ma anche di attitudine artistica!. Se fosse furbo come Mentana, potrebbe organizzare viaggi in pulmann di performativi “remoti” per inscenare azioni di disturbo collettivo. Cento “performativi” dalla Calabria dietro a Summonte. Cento dal Veneto a sventolare Durex alle spalle della Berlinguer . Nei Palazzi di Giustizia italiani, l’attività si fermerebbe. Tutti i magistrati seguirebbero Canale 5, Rete 4 e la Rai. L’auditel dei programmi “condomizzati” salirebbe alle stelle!. Mentana farebbe una serie infinita di Matrix sui “performativi”. Cercando di persuaderli, uno per uno: “Su, dai, ragazzo: finiscila di fare queste str…te. Lasciaci lavorare!”.
marta75
16 mag 2007 - 00:36 - #9Ma veramente è corretto AURA e sbagliato AUREA…
V2
16 mag 2007 - 01:06 - #10Niente da fare , Grasso ha una lucidita’ di pensiero e un analisi insuperabili.
Jed
16 mag 2007 - 01:30 - #11In precedenza nel post era scritto ‘Aurea’, un refuso poi prontamente corretto in ‘Aura’. (preciso per evitare fraintendimenti come quello di Marta sul mio commento). Cmq non era una critica a Lucas, che leggo sempre con piacere.
stinko
16 mag 2007 - 03:11 - #12Grasso credo sia il tuttologo più sopravvalutato in Italia, a questo punto meglio tenersi stretti uno come Rostagno!
Penosi i commenti di Grasso sul libro di Odifreddi e su Rivera, non a caso lavora alla Cattolica….
SQuizz0l0
16 mag 2007 - 06:24 - #13Ottimo scoop, complimenti!
lori
16 mag 2007 - 08:49 - #14max solidarietà a grasso per la denuncia che gli è arrivata
scaluzzi
16 mag 2007 - 09:14 - #15Bravissimo LL!!!
Grasso credo sia il tuttologo più sopravvalutato in Italia, a questo punto meglio tenersi stretti uno come Rostagno!
Beh, non diciamo eresie.
Rostagno è bravo, fa ridere ma è un venduto…penso che il suo obiettivo sia seguire le orme di Sgarbi.
Aldo Grasso invece è un professionista. Si può essere d’accordo o meno con lui ma è una persona seria.
Mirko Iva
16 mag 2007 - 10:24 - #16complimenti lord lucas! nn hai chiesto a grasso cosa pensi di buona domenica
Francesco X
16 mag 2007 - 11:36 - #17” un esercizio linguistico molto utile.”
Occhio che però la gente mica sente per capire e tradurre in inglese. Mica è il corso Deagostini.
bruce harper
16 mag 2007 - 14:36 - #18“Trovarsi di fronte a un luminare come Aldo Grasso mette in imbarazzo chiunque. La sua aura da professore della televisione riesce a porre in una condizione di soggezione persino colleghi del settore e addetti ai lavori” ahahahah ma fatemi il piacere aldo grasso e’ solo un poveraccio che sputa sentenze a destra e sinistra e che scrive su un giornale trash
stesc86
16 mag 2007 - 14:52 - #19nn hai chiesto a grasso cosa pensi di buona domenica
penso che grasso odi buona domenica
lorenza
16 mag 2007 - 16:29 - #20non ho parole mi sento sfruttata
lorenza
16 mag 2007 - 17:19 - #21no comment viva prodi viva funari viva tutti,evviva tanto paghiamo noi poveri ebeti
lorenza
16 mag 2007 - 17:48 - #22e’ il minimo che x alba parietti il principe non c’e’ piu lei e’ una serva conoscevo franco quando era un ragazzo dei gatti e conoscevo tutti gatti :gerry, franco, nini,umberto ,e il tecnico si chiamava niente popo’di meno che diego abbattantuomo che doveva partire militare ma mi diceva:diventero’ qualcuno” quando franco sisi e’ messo con la parietti si e’ sputttanato lei e’ un oca con la pretesa di essere intelligente
lorenza
16 mag 2007 - 18:04 - #23no non ci posso credere ho acceso la tele e ho visto la pubblicita’ di funari ma cosa bisogna fare x non vederlo bisogna mandarlo dal padre della franzoni lei ammazzza i bambini maguo padre ammazza i funari ari s
lorenza
16 mag 2007 - 18:17 - #24con tutto quello che dico contro il governo e i mafiosi come i franzoni non e’ che mi vengono a prendere i carabinieri questa sera? anche eeperche’ non ho i soldi della franzoni che non fara’ un giorno di galera io non potrei pagare taormina ma neanche ammazzo una creatura
lorenza
16 mag 2007 - 18:41 - #25le bestie di satana non hanno i soldi per pagare taormina e,corsi e ricorsi e non hanno igenitori mafiosi come la franzoni.penso che sua mamma sia una santa deve passarel’inferno povera donna da un lato la f………………figlia? assassina. dall altro un nipotino morto l insassitonafl insun grio e seccortasi e primo sinagrad0 eerno secondo e igliafernocassazioneenitori
lorenza
18 mag 2007 - 19:48 - #26non vogio pensare che domani e’ gia sabato e c’e’ il regalo di Del Noce che ci aspetta sulla Rai. viva mediaset