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Gianni Ippoliti: l'orgoglio di stare nelle retrovie

Pubblicato: 09 mag 2007 da Lord Lucas

gianni ippolitiGianni Ippoliti è una di quelle identità misteriose e indefinite dello scenario televisivo. Lui c’è, comunque vada, ma senza mai un’utilità ben precisa. Più che una scelta, la sua è la reazione obbligata di chi non può fare altrimenti. Eppure, ne vorrebbe e ne potrebbe fare di cose visto che l’intelligenza e la preparazione in materia televisiva non gli mancano.
E’ così che, intervistato dall’ottimo Andrea Scarpa su Vanity Fair, ribadisce di non voler lamentarsi, perchè comunque si è divertito per almeno dieci anni facendo la tv come voleva lui. Ora le cose sono cambiate e, anzichè essere titolare di uno show tutto suo, si limita a curare una rubrica di rassegna stampa televisiva all’interno di Mattina in famiglia:

“Grazie a Guardì lavoro. Ho trovato l’unico spazio dove, in Rai, posso fare le mie piccole cose. Tranne la mattina, i telegiornali e lo sport, in azienda si è appaltato tutto. La Rai è già stata privatizzata. Bisogna prendere atto che è finita un’epoca e niente è come prima. In tv, oggi, dominano i format. Qualcuno deve produrli, ovviamente all’esterno dell’azienda, così girano molti più soldi e più potere. Pare che la Rai abbia undicimila dipendenti che non fanno praticamente nulla”.

Eppure, Ippoliti dice di avere un sacco di idee da parte, visto che ha riempito l’armadio di cassette con decine di numeri zero:

“Se io ho una buona idea che si potrebbe addirittura produrre in Rai, a basso costo, non interesserà mai nessuno proprio per il discorso di cui sopra. Quel sistema ormai è legge. Meno male che ho avuto la fortuna di aver fatto Tv con i direttori veri, quelli che la sapevano fare sul serio. Quelli come Angelo Guglielmi di Raitre o Roberto Giovalli di Italia1. Li chiamavi, ci parlavi e, se il progetto piaceva, si faceva”.

A parte il male del secolo televisivo, che è quello dei programmi importati dall’estero, Ippoliti insinua che c’è chi ha visto decuplicato il proprio cachet esclusivamente per motivi politici. Per questo, in confronto, lavorare in un programma per famiglie gli sembra un miracolo: uno spazio che all’inizio doveva essere di tre minuti ora, a volte, arriva a ventitré. E, diciamo la verità, la sua satira nei confronti di certe riviste del settore è davvero insuperabile, a partire dalla sagacia mostrata nel dissacrare i consigli di cucina con il fornello spento o i finti scoop gonfiati sino all’inverosimile. E’ davvero un peccato che non basti, visto che lui fa tutto da solo con costi pressoché nulli mentre qualcun altro, a suo dire, si circonda di un esercito di autori inutili, se non per dividersi la torta e pesare economicamente sui bilanci:

“Che cosa posso fare? Per me c’è spazio solo all’interno di programmi già strutturati. Infatti ogni tanto vado da Simona Ventura a Quelli che il calcio, al Grande Talk su Sat2000, da Massimo Giletti a Domenica In. Non sono e non voglio essere legato a nessun carro”.

La delusione arriva dinanzi all’ingratitudine di certi vecchi amici. Ippoliti, infatti, si dichiara scontento di non essere stato neanche citato da Luca Laurenti nella sua autobiografia, quando è stato proprio lui a portarlo a Cologno Monzese la prima volta. Idem nel caso di Isabella Ferrari, che debuttò nel programma che faceva al seguito del Giro di Italia del 1979 per poi andare da Boncompagni.
Dunque, rifacendo un po’ i conti e sorvolando sulla recente carriera da opinionista esperto del mezzo, com’è nato televisivamente parlando Gianni Ippoliti? Ebbene, a metà degli anni Settanta a Roma scriveva per un giornale di mondanità e un paio di volte lo fotograforono al Jackie O’ con personaggi famosi come Rosa Fumetto o Grace Jones. Visto che nessuno sapeva chi fosse, sui rotocalchi rosa scrissero che era un misterioso playboy. Lo notò Stefania Rotolo, che gli chiese di portare i personaggi famosi come ospiti del suo Piccolo Slam. Lo fece e aspetta ancora dalla Rai di essere pagato per quel lavoro. La sua parabola professionale è poi proseguita con il programma Provini, da cui passarono personaggi poi diventati famosi, e Non è mai troppo tardi, senza dimenticare le irresistibili clip da inviato per il Festival di Sanremo. Ora che la vita in discoteca è solo un vecchio ricordo, Ippoliti combatte con le proposte di partecipazione ai reality: ha rifiutato di andare all’Isola dei famosi perchè si era già impegnato con Ballando con le stelle, dove sarebbe stato preso con l’intento ben preciso di fare polemica. Cosa che, ci tiene a sottolineare, non è mai avvenuta.
Dopotutto, ora a è contento, perchè dopo essersela spassata in gioventù da militante della tivvù, ha trovato da adulto un equilibrio nelle retrovie. Ciò non toglie che Ippoliti rappresenti un monumento della tv di stato, di cui conosce vita morte e miracoli molto più di certi suoi colleghi iperpresenzialisti o immeritatamente sotto contratto. Quelli come lui la passione per la televisione te la fanno arrivare dritta al cuore (e di questi tempi è dote assai rara).

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Alfry

    Alfry

    08 mag 2007 - 23:15 - #1
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    Addirittura? Non mi ero reso conto che ci trovavamo di fronte a un personaggione di tale portata…. :p

  • Profilo di - Fabio -

    - Fabio -

    08 mag 2007 - 23:54 - #2
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    E’ comunque un grande personaggio…

  • V2

    09 mag 2007 - 00:44 - #3
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    “qualcun altro, a suo dire, si circonda di un esercito di autori inutili, se non per dividersi la torta e pesare economicamente sui bilanci”
    Il top e’ stato Celentano : nei titoli di coda del suo ultimo show appariva sotto ogni dicitura : autore aiuto regista ,addetto alla musica ,consulente scenografo per gonfiare il cachet gia’ plurimiliardario.
    Va’ beh che chi non lavora nn fa l’ amore…

  • Andrea G

    09 mag 2007 - 01:58 - #4
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    Lo trovo uno dei più inutili presenzialisti della TV italiana… senza offesa ovviamente!

  • Profilo di SQuizz0l0

    SQuizz0l0

    09 mag 2007 - 07:17 - #5
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    Il sabato mattina alle 8.40 metto Mattina in Famiglia e mi gusto la sua deliziosa rubrica. E’ l’unico pezzo di quel programma che guardo. Si potrebbe sapere quanto fa in termini di share? Con lui c’è il picco?

  • TaTaC

    09 mag 2007 - 08:35 - #6
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    Io penso che Ippoliti sia un grande personaggio con una grande personalità, peccato che in Rai le cose negli ultimi anni siano cambiate.

    Quello che dice nell’intervista è la stessa cosa che dicono moltissimi conduttori Rai che puntualmente devono sottostare alla voltonta della Endemol. Ecco spiegata la marea di programmi pe microcefali che ci ritroviamo…. che devo mica rimpiangere Costanzo?????

  • Profilo di scaluzzi

    scaluzzi

    09 mag 2007 - 08:42 - #7
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    Anche secondo me è molto arguto!

  • Profilo di bubina

    bubina

    09 mag 2007 - 09:05 - #8
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    La rassegna stampa di Ippoliti è straordinaria, poi con i commenti e le espressioni della Volpe e della Vinciguerra… un gioiellino!

  • L'apostata

    09 mag 2007 - 09:19 - #9
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    Personaggio che ho sempre amato, Provini e Non è mai troppo tardi erano fantastici, ma anche C’era due volte, sulle favole raccontate dalla gente comune, era fantastico…spiace vederlo in un programma inutile come quello di guardì

  • Profilo di Mirko Iva

    Mirko Iva

    09 mag 2007 - 09:25 - #10
    0 punti
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    a me ippoliti sta proprio antipatico!!

  • Profilo di Rashid

    Rashid

    09 mag 2007 - 09:45 - #11
    0 punti
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    per me è dememenziale al punto giusto

  • Profilo di Marilena87

    Marilena87

    09 mag 2007 - 10:19 - #12
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    Io penso che nelle sue parole ci siano delle ottime e giuste osservazioni… è stato accantonato per fare spazio a molti incompetenti e molti personaggi che quanto a talento di certo nn eccedono, ma ormai la loro fama li precede e li precedono anche i loro esorbitanti e fin troppo gonfiati cachet….
    Con Ippoliti si potrebbe almeno tentare (non è detto infatti che ci riesca) a fare una televisione diversa, che forse a qualcuno potrebbe piacere

  • Profilo di pollucchero

    pollucchero

    09 mag 2007 - 10:28 - #13
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    Quanto ha ragione Ippoliti, ormai la TV è in mano alle società di produzione esterna che per darti un format valido te en appioppano almeno tre scadenti. Poi magari li devi chiudere per scarsi ascolti, ma tanto li hai pagati…

  • Profilo di CiA

    CiA

    09 mag 2007 - 11:07 - #14
    0 punti
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    A me è sempre piaciuto……tranne che in Ballando sotto le stelle dove “ci credeva troppo” nel fare il toreador ! Hi,hi

    Demenziale ??

    Forse per chi non sa leggere tra la righe ;
    anche di questa intervista dove si capisce bene che molti progetti , forse i migliori , non ha potuto realizzarli per i motivi ben spiegati.

    Forse invece troppo intelligente : chi fa troppe domande o magari contropropone , probabilmente è scomodo in questa televisione del
    “tutto confezionato” dove al presentatore è richiesto soltanto di metterci la faccia e pensare il meno possibile .

    Saluti

  • Profilo di bruce harper

    bruce harper

    09 mag 2007 - 12:40 - #15
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    “E’ così che, intervistato dall’ottimo Andrea Scarpa …”sempre a leccare vero???

  • Stes86

    09 mag 2007 - 13:13 - #16
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    il suo spazio il sabato mattina è esilarante…mi fa capire quante ca**ate scrivono i giornali di gossip (la rubrica “a fornelli spenti” è favolosa)

  • Armando Casadio (detto Mandolino)

    22 dic 2011 - 13:03 - #17
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    Se fosse possibile, gradirei poterlo contattare essendo un amico di vecchia data e non trovando ora alcun contatto. Ringrazio in anticipo per la gentilezza.
    Armando

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