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Ugly Betty, quando la bellezza non è tutto

Pubblicato: 16 mag 2007 da Michele Biondi

America Ferrera (Betty Suarez)Arriva finalmente su Italia 1, supportata da un forte battage promozionale, la serie Ugly Betty che ha spopolato negli USA diventando un vero e proprio fenomeno di costume.

L’appuntamento è per venerdì 18 maggio alle 21:00, data in cui sulla rete giovane Mediaset andranno in onda i primi due episodi di quella che si annuncia come l’evento telefilmico di questo periodo.
Ugly Betty è iniziato nell’autunno 2006 in America e terminerà la sua prima fortunata stagione il 17 maggio 2007. E’ tratta da una telenovela colombiana di grande successo, Yo soy Betty (Betty la cozza), di cui sono state create varie versioni nei Paesi in cui è andata in onda. Questa è la versione americana, prodotta da Salma Hayek con l’attrice America Ferrera nel ruolo della bruttina Betty.

Ugly Betty racconta le avventure di Betty Suarez, una ragazza immigrata che ha un sogno nella vita: lavorare nel giornalismo patinato della moda. Purtroppo per lei, a causa del suo aspetto non propriamente felice, ogni volta in cui si presenta ad un colloquio viene scartata con mille motivazioni e scuse.
Betty ha 22 anni e vive in casa con il padre Ignacio, la sorella Hilda e suo figlio Justin. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte di un manager di una rivista, viene notata dal magnate dell’editoria Bradford Meade (Alan Dale) che la ritiene adatta quale segretaria di suo figlio Daniel (Eric Mabius), direttore della rivista Mode.


America Ferrera (Betty Suarez)Un giorno normale a casa con il nipote (tra l’altro appassionato di sfilate di moda), Betty riceve la chiamata della redazione della rivista patinata che la assume praticamente al telefono: sembra per lei la realizzazione di un sogno e la fine di un incubo, ma ben presto scoprirà quale sia l’amara verità.
Betty è stata assunta proprio per la sua bruttezza in quanto Daniel è un donnaiolo che non se ne lascia scappare una e non sa gestire l’azienda perchè distratto da tutte le donne che si porta a letto; ecco perchè Bradford l’ha voluta nel suo staff. Sarebbe di fatto l’unica donna in tutta New York che Daniel non vorrebbe per suo piacere.

Oltre all’aspetto, Betty risulta un pesce fuor d’acqua anche per il suo look retrò anni 70-80, occhiali spessi, apparecchio ai denti e qualche chilo di troppo di cui lei non si vergogna affatto continuando a mangiare ciambelle. Rendendosi conto dell’aspetto, punta tutto sullo studio e sul lavoro.

Daniel ovviamente non vede di buon occhio questa ragazza imposta dal padre e farà di tutto affinchè lei si licenzi: sarà soggetta a mobbing, a fare la serva, addirittura a fargli da palo mentre sta con una ragazza in ufficio in attesa che possa entrare un’altra.

Lo spirito e le idee di Betty vinceranno però l’iniziale diffidenza di Daniel anche se non sarà per lei finita qui perchè dovrà lottare contro le colleghe, tutte ragazze bellissime, e pure con il direttore creativo della rivista, Wilhelm Ina Slater (Vanessa Williams) che tenterà di far cacciare Daniel da quel ruolo che pensava fosse automaticamente assegnato a lei da Bradford.

Salma Hayek, produttrice della serie in cui apparirà in un piccolo cameo ricorrente, ha voluto riportare anche argomenti attuali quali ad esempio le vicende di immigrati clandestini (il padre di Betty è uno di questi).

Vanessa Williams La serie viene trasmessa in 70 Paesi , in America è arrivata a ben 16 milioni di telespettatori e ed è stata acclamata anche dalla critica con due Golden Globe, uno come Miglior Serie Comica e uno meritatissimo alla Miglior Attrice Protagonista, America Ferrera.

Come accaduto per il film “Il Diavolo veste Prada”, in Ugly Betty appaiono capi e accessori firmati da stilisti e designer importanti quali Armani, Dolce e Gabbana, Calvin Klein ecc: sono generalmente i capi che indossano le colleghe di Betty.

Oltre ad America Ferrera nel cast troviamo Eric Mabius nel ruolo di Daniel Meade (molti se lo ricorderanno in The O.C. terza stagione), Alan Dale in quello di Bradford Meade (anch’egli presente in The O.C. nella parte del padre di Kirsten e marito di Julie Cooper), Vanessa Williams nei panni di Wilhelm Ina Slater e Ana Ortiz (Hilda Suarez, la sorella di Betty).

Giudizio personale. Ho avuto modo di vedere in anteprima al Telefilm Festival Ugly Betty è l’ho trovato un prodotto davvero interessante. E’ innanzitutto divertente: la goffaggine della ragazza che spesso cade dai tacchi, sbatte contro una porta a vetri o si presenta in una riunione con un poncho rosso, è qualcosa di realmente esilarante già dalle prime inquadrature.
In particolare, la scena in cui Betty sbatte contro la porta a vetri ci ha fatto sguaiatamente sghignazzare, non parliamo poi quando è stato inquadrato il bel vestito che sceglie per la prima riunione con il suo nuovo capo, il poncho rosso che vedete nella foto: in quel caso si è riso per alcuni minuti. E che dire poi del doppiaggio di tale Fabia della Fabia Cosmetics un cliente della rivista? Un mix snob di siculo-americano che ha strappato anche applausi oltre a risate prolungate in platea. In alcuni momenti la serie è divertente e fa sorridere ma alcune battute o situazioni fanno letteralmente cadere dalla sedia.
I telespettatori, specie nel primo episodio, si sentiranno in dovere quasi morale di difendere la ragazza da tutte le angherie subite e questo si ripeterà anche nei successivi quando anche le colleghe faranno di tutto per metterle i bastoni tra le ruote.
Inoltre nella serie è presente l’elemento rivalità con l’attrice Vanessa Williams che nel ruolo del direttore creativo tenta di fare le scarpe a Daniel, dopo che è stata estromessa dalla carica dirigenziale e infine c’è anche un alone di mistero. Una donna bendata che si vede solo in penombra è in costante contatto con Wilhelm Ina e potrebbe anche essere la moglie di Bradford che tutti danno per morta. Insomma, una varietà di argomenti e di situazioni comiche e spunti di riflessione che mi hanno convinto a seguirla nonostante una mia parziale diffidenza iniziale. E voi che ne pensate?

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61 commenti

Commenti dei lettori

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  • […] Chiude alla grande I Raccomandati totalizzando il proprio record di ascolto e battendo il film in prima tv Oscure presenze a Cold Creek. Successo confermato per la serie Ugly Betty che nei due episodi totalizza una media di quasi il 14% di share. Leggermente in calo Senza Traccia. Buon risultato per Mi Manda Raitre e per il film La Prova. Access ad Affari Tuoi, seconda serata a Matrix. […]

  • […] Contro tutte le previsioni vince nettamente la serata il programma comico in replica Ma chi ce lo doveva dire? con Ficarra & Picone e Gaia Bermani Amaral. Staccata la miniserie in replica per l’occasione accorpata in una sola puntata Salvo D’Acquisto con Beppe Fiorello. Riscatto per Senza Traccia che recupera rispetto alla settimana scorsa e, seppur in calo, conferma del successo per Ugly Betty ben oltre la media di rete. Ottimo risultato per Mi Manda Raitre e per il film catastrofico Vulcano-Los Angeles 1997. Access a Striscia, seconda serata a Matrix. […]

  • […] Se quest’annata televisiva ha generato un fenomeno di tendenza, è sicuramente quello dei Geek. Ovvero la variante patinata del nerd (il cervellone occhialuto) e de La fea (la racchia sgraziata) che ha letteralmente conquistato il mercato globale. Anche i brutti, dunque, possono fare business e cercarsi un posto nei media, prima ancora che nel mondo, attraverso l’arma dell’autoironia e dell’outing anticonformista. Prendete il video dell”ultima trascinante hit di Martin Solveig, Rejection, che vi proponiamo in coda al post: ha lanciato un nuovo slogan fortemente rappresentativo di questo discorso, From Geek To Chic. E’ la nuova parabola della redenzione idiota, l’ennesima battaglia della diversità a colpi di sfottò autolesionistico e spettacolarizzazione demenziale. Perché anche il brutto può provare a diventare figo, ma prima deve passare attraverso il ricatto (più che il riscatto) della macchietta e farsene combinare di tutti i colori. Non vi ricorda il nostro Rampinelli? A cogliere le potenzialità televisive della nuova moda anti-estetica, ma altrettanto appetibile sul profilo commerciale, è stata proprio Italia1, da sempre prodiga di intuizioni giovanilistiche e innovazioni tematiche. Come emerso dal Telefilm Festival, la rete giovane Mediaset ha sempre impostato la propria linea editoriale, tra le altre cose, sulla bellezza e i suoi canoni (più o meno stravolti dal prograsso e dai mutamenti di costume). Ed è così che, dopo Il Brutto Anatroccolo e Bisturi, paradiso ante litteram degli sgorbi in cerca di metamorfosi (con l’ausilio più o meno obbligato della chirurgia estetica), è arrivata una brillante variazione sul tema con i Secchioni e Ugly Betty. Nel primo caso si è partiti da un format di forte impatto sociologico, come Beauty and The Geek ideato dal pupo di Demi Moore Ashton Kutcher, per stravolgerlo a fini di becero entertainment. Della serie, prendi un ragazzo non troppo avvenente, imbruttiscilo ancora di più ed esponilo al pubblico ludibrio gettandone al vento gli interessi intellettuali. Nel secondo caso, invece, c’è questa cozza un po’ meno terrificante della sua antesignana telenovelica che fa il suo ingresso nel mondo del Diavolo Veste Prada, con conseguenze prevedibilmente esilaranti (ma anche in questo caso non troppo edificanti). PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Due fenomeni che hanno fatto un gran parlare di sé, richiamando plausi della critica e attenzioni della stampa. Persino dall’ultimo numero di Sorrisi, che fino alla settimana precedente ostentava le curve di Elena Santarelli, arriva l’appello di America Ferrera, interprete della nuova eroina seriale: […]

  • […] Se quest’annata televisiva ha generato un fenomeno di tendenza, è sicuramente quello dei Geek. Ovvero la variante patinata del nerd (il cervellone occhialuto) e de La fea (la racchia sgraziata) che ha letteralmente conquistato il mercato globale. Anche i brutti, dunque, possono fare business e cercarsi un posto nei media, prima ancora che nel mondo, attraverso l’arma dell’autoironia e dell’outing anticonformista. Prendete il video dell”ultima trascinante hit di Martin Solveig, Rejection, che vi proponiamo in coda al post: ha lanciato un nuovo slogan fortemente rappresentativo di questo discorso, From Geek To Chic. E’ la nuova parabola della redenzione idiota, l’ennesima battaglia della diversità a colpi di sfottò autolesionistico e spettacolarizzazione demenziale. Perché anche il brutto può provare a diventare figo, ma prima deve passare attraverso il ricatto (più che il riscatto) della macchietta e farsene combinare di tutti i colori. Non vi ricorda il nostro Rampinelli? A cogliere le potenzialità televisive della nuova moda anti-estetica, ma altrettanto appetibile sul profilo commerciale, è stata proprio Italia1, da sempre prodiga di intuizioni giovanilistiche e innovazioni tematiche. Come emerso dal Telefilm Festival, la rete giovane Mediaset ha sempre impostato la propria linea editoriale, tra le altre cose, sulla bellezza e i suoi canoni (più o meno stravolti dal prograsso e dai mutamenti di costume). Ed è così che, dopo Il Brutto Anatroccolo e Bisturi, paradiso ante litteram degli sgorbi in cerca di metamorfosi (con l’ausilio più o meno obbligato della chirurgia estetica), è arrivata una brillante variazione sul tema con i Secchioni e Ugly Betty. Nel primo caso si è partiti da un format di forte impatto sociologico, come Beauty and The Geek ideato dal pupo di Demi Moore Ashton Kutcher, per stravolgerlo a fini di becero entertainment. Della serie, prendi un ragazzo non troppo avvenente, imbruttiscilo ancora di più ed esponilo al pubblico ludibrio gettandone al vento gli interessi intellettuali. Nel secondo caso, invece, c’è questa cozza un po’ meno terrificante della sua antesignana telenovelica che fa il suo ingresso nel mondo del Diavolo Veste Prada, con conseguenze prevedibilmente esilaranti (ma anche in questo caso non troppo edificanti). PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Due fenomeni che hanno fatto un gran parlare di sé, richiamando plausi della critica e attenzioni della stampa. Persino dall’ultimo numero di Sorrisi, che fino alla settimana precedente ostentava le curve di Elena Santarelli, arriva l’appello di America Ferrera, interprete della nuova eroina seriale: […]

  • […] Se quest’annata televisiva ha generato un fenomeno di tendenza, è sicuramente quello dei Geek. Ovvero la variante patinata del nerd (il cervellone occhialuto) e de La fea (la racchia sgraziata) che ha letteralmente conquistato il mercato globale. Anche i brutti, dunque, possono fare business e cercarsi un posto nei media, prima ancora che nel mondo, attraverso l’arma dell’autoironia e dell’outing anticonformista. Prendete il video dell’ultima trascinante hit di Martin Solveig, Rejection, che vi proponiamo in coda al post: ha lanciato un nuovo slogan fortemente rappresentativo di questo discorso, From Geek To Chic. E’ la nuova parabola della redenzione idiota, l’ennesima battaglia della diversità a colpi di sfottò autolesionistico e spettacolarizzazione demenziale. Perché anche il brutto può provare a diventare figo, ma prima deve passare attraverso il ricatto (più che il riscatto) della macchietta e farsene combinare di tutti i colori. Non vi ricorda il nostro Rampinelli? A cogliere le potenzialità televisive della nuova moda anti-estetica, ma altrettanto appetibile sul profilo commerciale, è stata proprio Italia1, da sempre prodiga di intuizioni giovanilistiche e innovazioni tematiche. Come emerso dal Telefilm Festival, la rete giovane Mediaset ha sempre impostato la propria linea editoriale, tra le altre cose, sulla bellezza e i suoi canoni (più o meno stravolti dal prograsso e dai mutamenti di costume). Ed è così che, dopo Il Brutto Anatroccolo e Bisturi, paradiso ante litteram degli sgorbi in cerca di metamorfosi (con l’ausilio più o meno obbligato della chirurgia estetica), è arrivata una brillante variazione sul tema con i Secchioni e Ugly Betty. Nel primo caso si è partiti da un format di forte impatto sociologico, come Beauty and The Geek ideato dal pupo di Demi Moore Ashton Kutcher, per stravolgerlo a fini di becero entertainment. Della serie, prendi un ragazzo non troppo avvenente, imbruttiscilo ancora di più ed esponilo al pubblico ludibrio gettandone al vento gli interessi intellettuali. Nel secondo caso, invece, c’è questa cozza un po’ meno terrificante della sua antesignana telenovelica che fa il suo ingresso nel mondo del Diavolo Veste Prada, con conseguenze prevedibilmente esilaranti (ma anche in questo caso non troppo edificanti). PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Due fenomeni che hanno fatto un gran parlare di sé, richiamando plausi della critica e attenzioni della stampa. Persino dall’ultimo numero di Sorrisi, che fino alla settimana precedente ostentava le curve di Elena Santarelli, arriva l’appello di America Ferrera, interprete della nuova eroina seriale: […]

  • […] Superquark si sposta e vince la serata contro il film in replica L’Apocalisse. Ugly Betty al mercoledì recupera spettatori. Ricky & Barabba supera La Sposa Perfetta. Pessimo risultato per Circo Massimo. Access a Cultura Moderna. […]

  • […] Vittoria per il film del ciclo Alta Tensione, Atterraggio d’Emergenza che batte la concorrenza di Super Quark. Benissimo per Ugly Betty e bene anche per la nuova serie di Squadra Speciale Cobra 11 in prima tv. Il cult Il Ragazzo di Campagna batte Circo Massimo Show. Access a Cultura Moderna, seconda serata alla replica di Invasion su Canale 5. […]

  • […] Vince la serata Un Caso di Coscienza 2 che prevale di pochissimo sul film del ciclo Alta Tensione, S.O.S. La natura si scatena. Chiude molto bene Ugly Betty il ciclo di puntate prima della pausa estiva, mentre cala Squadra Speciale Cobra 11. Sale Circo Massimo Show e bene per il film Infelici e Contenti su Rete 4. Access a Soliti Ignoti. […]

  • avrillino

    26 set 2007 - 17:07 - #59
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    betty sei grande…. qualcuno sa quando inizia la 2 seriE??????

  • gossipblog

    22 ott 2007 - 19:27 - #60
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    […] […]

  • 0 punti
    Up Down

    […] America Ferrara smette i panni di Ugly Betty e finisce sulla copertina di Marie Claire. L’attrice americana si è concessa una breve pausa da occhiali e apparecchio per una serie di scatti in cui mette in luce il suo lato più femminile. Niente a che fare con la maliziosa carne al vento di Kim Kardashian, ma noi, da veri buongustai, non possiamo che apprezzare la grazia con la quale America si pone di fronte all’obiettivo. […]

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