Non poteva che finire in polemica, la nomina a d.g. di Luigi Gubitosi. Le premesse c’erano tutte, diciamolo: fin da quando il premier Mario Monti lo aveva indicato come direttore generale in maniera del tutto irrituale (non è facolta del Ministro del Tesoro, l’indicazione del direttore generale, ma solo quella del presidente).
Ora, però, cominciano ad esserci i primi malcontenti. Perché c’è lo stipendio da 650mila euro l’anno (con un contratto che è già sotto l’esame della Corte dei Conti). Ci sono le voci di tre dirigenti che Gubitosi si vorrebbe portare dall’esterno (un nuovo Capo della Comunicazione, il capo dello staff del d.g. e il capo del personale, da Wind, da Telecom e da Bank Of America) e che andrebbero a sostituire tre figure già esistenti, o comunque che impedirebbero più economici e convenienti incarichi interni (è solo una voce, per carità, ma una voce a mezzo stampa e senza smentita, che proviene da Quotidiano nazionale).
Insomma, un Cda che deve fare una Spending Review sul servizio pubblico televisivo deve cominciare a fare i conti con il fatto che non sta facendo spending review al suo interno. Ma soprattutto, siamo proprio sicuri che sia questa la strada giusta?
Siamo proprio sicuri che il taglio indiscriminato operato da chi non ha competenze in materia televisiva possa davvero diventare un toccasana per la Rai? Che i problemi si annidino esclusivamente negli sprechi?
O piuttosto – la butto lì – c’è da rivoluzionare completamente una mentalità?
Non è che per salvare la Rai bisognerebbe, per esempio, eliminare le rendite di posizione? Investire sull’innovazione, sulle case di produzione realmente indipendenti, sulle idee nuove e sulla sperimentazione (non quella scritta sui comunicati stampa, quella vera), invece di investire sugli stipendi dirigenziali di chi poi deve tagliare?

8 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
Liukss
Che VERGOGNA
#1 - Scritto il
Liukss
Che VERGOGNA
#2 - Scritto il
Phaeton90
E' Luigi non Carlo. Trovo che non ci sia cosa peggiore che sbagliare il nome ad una persona.
#3 - Scritto il
plutone
Mi trovo d'accordo con quest'articolo letto su "tvzoom" e valido anche per la questione compensi: "Il nuovo direttore generale Rai, Lorenzo Gubitosi, ha intenzione di portare suoi uomini di fiducia nel management di Viale Mazzini, molti in Rai stiano storcendo il naso per gli eventuali innesti di Gubitosi, in un’azienda che ha 1500 dipendenti in esubero e, aggiungiamo noi, un'inutile stratificazione di manager imposti negli anni dalla Politica. A questo punto, però, troviamo altrettanto necessaria la via tracciata da Gubitosi: cambio del management, esterno alla politica e di cui il dg può fidarsi ciecamente. Se non si dà la possibilità a Tarantola e Gubitosi di mettere loro uomini nei ruoli chiave dell’azienda, il new deal di Viale Mazzini rimarrà esclusivamente un’operazione d’immagine e la Rai continuerà a essere controllata dai Partiti. Il cambio deve essere reale e radicale, i manager scelti dal direttore dovranno essere scevri da qualsiasi rapporto con le precedenti gestioni, per poter attuare la riforma profonda che ci si aspetta. Evitiamo quindi di fare, come spesso accade in Italia, le cose a metà".
#4 - Scritto il
myworld
Francamente io non mi scandalizzo tanto per il compenso. Se si vuole un buon managar bisogna pagarlo in base a quanto vale sul mercato altrimenti perchè dovrebbe lavorare per la rai. La cosa assurda in tutta questa vicenda è che ha un contratto a tempo indeterminato e in nessuna azienda un manager viene assunto con questo tipo di contratto
#5 - Scritto il
pietruz
Ancora "vecchi" a comandare!
#6 - Scritto il
Giugiola
Fantastico!!! Si scrive un articolo su un Manager e si sbaglia il nome!!! ahahahah
#7 - Scritto il
niknik79
Che "bella" la tarantola, nella foto sembra (è) una signora anziana seduta al bordo della balera in attesa che qualcuno la faccia ballare…. e invece, pensate un pò come siamo messi, è il capoccione rai!!!
#8 - Scritto il