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L'Italia al contrario

Pubblicato: 30 gen 2007 da Gabriele Capasso

Isaiah Washington, Dott. Burke in Gray's AnatomyCome vi avevamo raccontato qualche giorno fa Isaiah Washington, il Dott. Burke di Grey’s Anatomy era finito sotto accusa per aver rivolto un insulto omofobo nei confronti del collega T.R. Knight (George O’Malley, nella serie), omosessuale dichiarato. In realtà il caso sembrava archiviato già da mesi con le scuse di Washington, ma si era riaperto con forza dopo la conferenza stampa ai Golden Globe durante la quale l’attore aveva negato di aver usato l’odioso epiteto.

Il comportamento di Washington non era certo apparso particolarmente brillante, ma gli eventi che sono seguiti hanno dell’incredibile visti dall’Italia. Mentre nel nostro paese l’omosessualità è una discriminante negativa per ottenere la conduzione di un programma d’intrattenimento e ogni volta che si affronta il tema si devono subire le resistenze delle lobby cattoliche e delle associazioni dei genitori (normalmente prive di qualsiasi rappresentanza) negli Stati Uniti si cade nella degenerazione opposta con una naturalezza strabiliante.

Nel giro di pochissimi giorni Washington ha subito un dura reprimenda da parte del produttore esecutivo di Grey’s Anatomy. Per cercare di riparare alla sua uscita infelice ha incontrato pubblicamente i leader di due associazioni che difendono la corretta informazione su gay e lesbiche porgendo nuovamente le sue scuse.
Infine ha fatto sapere di essersi rivolto ad una clinica per cominciare una “riabilitazione” ed avere dei colloqui con un “counselor” (una sorta di psicologo, si tratta di una figura professionale non presente in Italia) che gli consenta di “capire perchè ho fatto queste cose ed assicurarmi che non si ripetano mai più“.

Questa sua decisione è stata particolarmente apprezzata dai responsabili del network che “applaudono e supportano il fatto che Isaiah abbia capito di aver bisogno di aiuto e che si sia subito impegnato nell’affrontare i suoi problemi comportamentali“.

Personalmente sono assolutamente solidale con gli omosessuali, le lesbiche e la legittima richiesta di non subire discriminazioni di alcun tipo, ma l’idea di un paese nel quale per mantenere l’audience e non avere un danno d’immagine irreparabile si debba andare in terapia per aver usato la parola “frocio” mi spaventa quasi quanto quella di una società in cui una fiction sui matrimoni gay è considerata un evento epocale.

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gilear

    gilear

    30 gen 2007 - 11:02 - #1
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    Mi trovo d’accordo con le perplessità di Notuno ma non dobbiamo dimenticare che la formazione culturale-religiosa degli Stati Uniti risente molto del Puritanesimo dei Padri Pellegrini, una impronta di Cristianesimo, Calvinismo e altri movimenti della Riforma. In quest’ottica, il rapporto fra il singolo e Dio è mediato dalla Comunità, che diventa una sorta di coscienza collettiva e giudice, causa l’abolizione del sacramento della confessione. Da quì derivano molte delle forme di ipocrisia comportamentale che a noi italiani risultano incomprensibili.

    Vorrei altresì specificare che la figura del counselor è attivamente presente in Italia, ancorché tra le professioni non regolamentate, da più di vent’anni.

  • babs

    30 gen 2007 - 11:19 - #2
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    Il dio americano è il dio audience. La prospettiva di perdere il pubblico omosessuale non ha entusiasmato i produttori di Grey’s. Cmq questi ancora chiedono il licenziamento di IW e accusano la show runner di omofobia perchè ancora non l’ha licenziato.
    Per una volta mi trovo d’accordo con l’America. Dare del “frocio” ad una persona è discriminatorio (e poi anche la nostra Cassazione ha sancito che è un’ingiuria)

  • babs

    30 gen 2007 - 11:21 - #3
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    con questi intendo la comunità gay (attraverso il loro potentissimo forum datalounge

  • cassandra

    30 gen 2007 - 11:26 - #4
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    Vabè… probabilmente avrà problemi comportamentali più “complessi”!
    La terapia sarà dovuta all’omofobia, non certo all’epiteto in sè, con il quale ha apostrofato il collega!

  • Profilo di gilear

    gilear

    30 gen 2007 - 11:35 - #5
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    Dalle nostre parti la bestemmia è un atto pesante e sanzionato con l’esclusione dal video, ma nessuno si sognerebbe mai di chiedere a Ceccherini di passare un pò di tempo in convento per “rieducarsi”.
    In Italia non ci si sente investiti del ruolo di tutori della moralità, cosa che invece accade in America per chiunque sia un personaggio pubblico

  • Mytwocents

    30 gen 2007 - 11:35 - #6
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    Tipica soluzione “politcally correct”. Per salvare capra e cavoli attribuiscono la colpa a qualche disagio comportamentale e fanno tutti felici.

  • Profilo di Ale

    Ale

    30 gen 2007 - 12:22 - #7
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    Beh l’America non è nuova ad atteggiamenti paternalistici di questo tipo, in italia tutti stigmatizzerebbero l’accaduto ma nessuno si sognerebbe di mandare il cretino di turno dallo psicologo.

  • Profilo di Holly Golightly

    Holly Golightly

    30 gen 2007 - 13:02 - #8
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    Facciamo un po’ di chiarezza, però. Intanto il counselling credo esista anche in Italia, anche se forse non c’è di che esserne fieri (la via di mezzo e le sfumature tra i professionisti e i millantatori, in ambito di psico-benessere,sono già inflazionate a sufficienza). Detto questo, però, e concordando sulll’inutilità di una “terapia” (che poi tale non so se sia davvero), ho sempre trovato che in Italia si faccia troppo presto a sparare sul “politicamente corretto”. Infatti, se certe esagerazioni sono ridicole, altrettanto frettoloso è il liquidarle come “americanate”, poiché da noi spocchia e arroganza sono visti e letti come sagaci forme di politically uncorrectness. Si veda, ad esempio, il ferrarismo, il feltrismo, quella vecchia rubrica del Foglio initolata, appunto, “Froci”. Il punto, secondo me, è uno: un popolo che si è “sporcato le mani” con il politicamente corretto, che ha magari peccato di ipercorrettismo ma che comunque si è posto dei dubbi e si è dato dei freni, ecco, allora si può anche permettere di ridicolizzare e di criticare gli eccessi di cautela linguistica e non. Ma per chi appartiene alla cultura mediatica italiana, mediocre, bigotta e arretrata quando si tratta di apertura linguistica-culturale-sociale-mentale, criticare gli eccessi in tal senso diventa pericoloso, di certo un po’ superficiale.
    PS
    è ovvio che non mi riferisco a te, Notuno, ma ho colto l’occasione per rimarcare che in Italia si deride con troppa facilità la correttezza politica senza essersi mai domandati se magari, talvolta, non valga la pena di adottarla. Insomma si è saltato un passaggio.

  • marta

    30 gen 2007 - 13:41 - #9
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    Beh, che dire dopo l’intervento di Holly? Quasi niente, ad esclusione di una precisazione su quanto detto da Gilear nel primo commento: nell’ottica da te descritta, il rapporto tra singolo e Dio non è mediato dalla comunità, ma è personale, diretto. Che poi la comunità intervenga più o meno a sproposito è un’altra faccenda.

  • jellyfish

    30 gen 2007 - 14:12 - #10
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    son proprio americani!li per due bicchierini di troppo si finisce subito all’anonima alcolisti!

  • pepper

    30 gen 2007 - 14:23 - #11
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    Gli americani, alle volte superano tutte le fantasia…. mo pure il counselor! Ora al primo accenno di inc….tura tra due, ci ritroviamo l’amichetto di Costanzo, così gli facciamo un altro pò di soldi facili facili, tale Morelli!… però, sai com’è… il tipo dice sempre che anche dopo aver fatto una strage, nn bisogna avere sensi di colpa… può darsi che ad uno come George o’Malley gli dice che per sfogarsi deve prendere a parolacce chiunque gli capiti a tiro…. così dopo stà meglio e, nn deve avere assolutamente nessunsenso di colpa.
    Ideona, perchè nn lo mandiamo in America a fare il counselor, così noi ce ne liberiamo?

  • Profilo di gilear

    gilear

    30 gen 2007 - 15:17 - #12
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    @ Holly Golightly

    Il counselling è una professione seria e condotta da persone con una formazione specialistica post universitaria. Che poi ci sia sempre qualcuno che approfitta delle maglie della legge per tacciarsi di qualcosa che non è, è una cosa che accade purtroppo in ogni categoria, compresi i medici ed i dentisti, figuriamoci gli psicologi.

    @ marta

    il ruolo della comunità è più forte quando i propri peccati vanno lavati in pubblico, non in privato, ma naturalmente questa è una lettura mia personale

  • Profilo di Notuno

    Notuno

    30 gen 2007 - 16:47 - #13
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    Holly, infatti ho scritto che “mi fa quasi paura quanto”, non che mi fa paura quanto o di più del nostro bigottismo.

    Mi illudo che in una società moderna si possa eliminare l’omofobia istituzionale e intrinseca senza che un “froci” diventi motivo per sottoporsi ad una terapia per cercare di non essere travolti dalle polemiche di qualche associazione di gay e lesbiche. Tutto qua.

    Giusto per chiarire, ho capito il senso del tuo commento.

    Per gli altri: ho scritto che il counseling non è una figura professionale presente in italia perchè formalmente non lo è ed è quindi complicato tradurre o rendere il significato di cosa si tratti ai lettori casuali del blog.

  • Profilo di Holly Golightly

    Holly Golightly

    30 gen 2007 - 17:12 - #14
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    Il problema, caro collega, è proprio quando ci illude, la nostra “società moderna” ha la “cultura moderna” che si merita… :_) E a questo proposito, l’altra sera ne ho guardato un pezzetto in cui Mammuccari celebrava l’entrata in studio di Cecchi Paone dicendo ai 2 concorrenti vincitori “Eh, del resto è il caso di dire che avete avuto propri un gran c**o”, al che il Cecchi Paone ha finto di offendersi e insegurlo per lo studio, e tutti giù a farsi grasse risate. Non manderei mammuccari afarsi un counselling, ma una bela disintossicazione dal pecoreccio male non gli farebbe

  • cassandra

    30 gen 2007 - 17:47 - #15
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    Holly… straquoto il tuo ultimo commento!!!!

    Per il resto… beh, io non sono certo filo-americana (neppure anti se è per questo)… ma ammazza quanti esperti ci sono qui dentro O_o

    “son proprio gli americani…” “beh ma l’america”… ecc ecc
    Tutti americanisti esperti? O vi basate solo su ciò che sentite in giro? *.*

  • marta

    30 gen 2007 - 18:48 - #16
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    Cassandra, magari ci si basa sul fatto di essere americani ;)

  • cassandra

    30 gen 2007 - 20:52 - #17
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    Mannaggia… non avevo pensato a questa ipotesi xD

    ^_^

  • Gip

    31 gen 2007 - 16:21 - #18
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    w la libertà di opinione

  • vally78

    02 giu 2007 - 12:19 - #19
    0 punti
    Up Down

    no,qui si esagera!!non si può neanche scherzare o dire frocio se si è incazzati!in america mi sa che hanno tutte le rotelle fuori posto!io lavoro in psichiatria e non credo che x un atto simile ci sia bisogno di andarsi a disintossicare o si debba essere considerati omofobici o con disturbi del comportamento.i problemi son ben altri

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