Mi ha molto colpito un articolo tratto dal sito Digital Sat, che ha analizzato l’insuccesso del reality Wild West alla luce di un dibattito ad hoc affrontato in sede universitaria (dagli esiti non molto diversi, in realtà, dal bilancio a posteriori della nostra Debora). Il nocciolo della questione è pressochè il seguente: possibile che un flop clamoroso in termini di audience venga considerato dalla produzione quasi un successo? Di questo ed altro si è parlato nel corso di una lezione di “Teorie e tecniche dei mezzi di comunicazione di massa” tenuta dal prof. Marco Lombardi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in cui ci si è avvalsi della testimonianza di un membro dello staff in qualità di special guest. Ebbene, di Wild West si sono messi in luce una serie di elementi innovativi, a partire dalla dimensione itinerante che ha visto ogni diretta realizzata in un luogo diverso complicando non poco il lavoro della troupe fino alla tipologia delle selezioni, eseguite inizialmente al telefono, poi richiedendo l’invio di clip autopromozionali per passare infine a una stress interview in cui mettere alla prova le condizioni psico-fisiche dei partecipanti (in genere, si è privilegiata l’esplosività).
Nonostante, però, queste e molte altre mosse strategiche per ottimizzare il prodotto, il pubblico ha dimostrato di non apprezzare Wild West e a detta di chi vi ha lavorato ciò è avvenuto per la scarsa percezione da casa del rischio, con una conseguente assenza di brivido che ha pregiudicato la comprensione effettiva del format, assimilato più a un Grande Fratello qualsiasi che al più vicino Survivor.
Di qui, obbligatoria è stata la sospensione della lacunosa puntata serale, ma, in occasione dell’incontro accademico, si è potuto rilevare che anche nel pomeriggio c’è stata un’inversione di tendenza e di target, visto che il cambio di collocazione ha imposto l’uso di nuovi linguaggi e una revisione degli intenti originari. Per fidelizzare un pubblico basato per lo più su casalinghe e studenti, si è puntato per lo più sui rapporti umani e le dinamiche interpersonali, anzichè sulle scene di sopravvivenza e la dimensione avventuriera.
Giada
29 nov 2006 - 10:58 - #1Se le sarebbe trombate tutte!!!!!
stardust
29 nov 2006 - 11:52 - #2io mi tromberei te…
Steven
29 nov 2006 - 12:11 - #3Che gran cacchiata Wild West. Taricone?? lì neanche l’arcangelo Gabriele avrebbe potuto salvare quel programma dal flop totale.
Ale
29 nov 2006 - 13:01 - #4Sul fatto che il programma abbia fatto flop perché era una noia mortale, non ci piove. Ma non credo che se la gente l’avesse visto più vicino a Survivor, avrebbe avuto maggior successo, visto che qui in Italia anche quello era andato male.
Comunque io di reality che facciano compagnia non ne sento minimamente la mancanza.
Giada
29 nov 2006 - 15:08 - #5Post @2…Ah ecco,ora siamo tutti…
stupid girl
29 nov 2006 - 19:11 - #6era un reality noioso al massimo
scorpio
29 nov 2006 - 20:43 - #7avrebbe fatto schifo lo stesso
Valerio
29 nov 2006 - 23:33 - #8Survivor era andato male per altre ragioni, soprattutto il fatto di non essere in diretta.
Concordo pienamente con l’ipotesi per cui non sarebbe in crisi il reality come genere, ma come viene sfruttato e programmato dalle reti.
pepper
30 nov 2006 - 13:59 - #9hanno voluto imitare il reality di sky”braccia rubate alla borghesia” dove un gruppo di “vippissimi” figli di papà andavano a lavorare come cow boys ed era interessante vedere la reazione di quei nullafacenti a contatto con una dura realtà lavorativa, come può essere quella dell’allevatore! Mitico quando uno dei ricconi ha ordinato delle pizze chiamando con il cellulare e se le è fatte portare in mezzo alla prateria…. CLASSICA AMERIKANATA!!!!!!! devo dire che a me la versione originale mi è piaciuta, pollice verso per quella italiana, se proprio dobbiamo ricopiare almeno diamogli il senso originale, chiamando magari i figli di berlusconi, prodi, d’alema ecc.
pepper
30 nov 2006 - 14:02 - #10A proposito, taricone il cow boy lo fà anche a casa, perchè possiede dei cavalli! per lui sarebbe stata una passeggiata, come lo sarebbe stato per mia figlia che và a cavallo!!!!